martedì 27 marzo 2012

La soluzione.

Quando Stefano venne a prendermi ero fuori di me, e credetemi non erano le scritte sui muri, i bigliettini o ciò che potevano pensare i miei genitori, no. Le scritte si cancellano, i fiori si buttano, quello che mi faceva seriamente perdere le staffe era il pensiero della società di merda in cui viviamo, così maschilista, ipocrita e sessista. E' difficile definire uomini quelli che si nascondono dietro scritte anonime o peggio quelli che credono di poter ottenere il mio corpo con vile denaro. Questi individui passano la vita pregando di incontrare una donna libera e porca e poi quando qualcuna si dimostra all'altezza delle loro aspettaqtive restano spiazzati e l'unico modo che hanno per rispondere è l'insulto.
L'unico vero uomo che ho conosciuto in questo senso è il mio Stefano. Lui non ha paura del sesso, è un erotomane è vero ma è capace di vivere con libertà e coerenza i suoi desideri e soprattutto lo fa nel rispetto...il sesso non è un fatto solo per uomini! Ma era inutile tentare di spiegarlo a chi ha come unico scopo nella vita quello di infilare il pene in una vagina più o meno consenziente. A casa mi sfogai con Stefano che capì perfettamente rinnovandomi il suo amore e il suo appoggio in qualunque scelta io volessi fare. Ma io di scelte ne vedevo ben poche. Non volevo darla vinta a nessuno e rinunciare alla mia sessualità per salvare la faccia ma non volevo neanche dare un dispiacere ai miei genitori. Che fare? Cambiare città? Era una proposta ma poi? Quello che volevo veramente era una vita accanto a Stefano che mi avrebbe protetta, e fatto anche la gioia di mamma e papà che lo adoravano.
Buttai la proposta di andare a vivere insieme, non importava dove ma avevo bisogno dell'unico uomo che aveva capito la vera me. Sembrò pensieroso e titubante e poi ora avevamo un problema più immediato da risolvere. Stefano è un tipo riflessivo, non è fatto per le decisioni improvvise, serviva tempo. E ancora una volta ci trovammo a dover chiedere aiuto e consiglio a Giuliano, che in queste cose la sapeva lunga. Lo chiamai, gli spiegai la situazione, lui disponibile come sempre mi disse di dargli un'oretta per pensarci e che ci avrebbe raggiunti a casa poco dopo. Io non ero in vena di scopare ma sapevo che con giuliano in giro per casa sarebbe stato difficile resistere per tutti e 3. Giuliano arrivò sorridente, aveva la soluzione in tasca disse, ma dalla sua tasca al momento uscì solo uno strano oggetto: un vibratore! E che cazzo nemmeno su di lui si poteva contare? Mi sbagliavo, aveva pensato a tutto: serviva una vacanza, stare via per un pò, avere tempo per pensare e lasciar calmare le acque. Facile a dirsi ma non potevamo permetterci una vacanza in quel periodo, ed è qui che Giuliano si dimostrò davvero un amico, aveva pensato a tutto lui, aveva contattato un carissimo amico, un tipo serio e a posto che ci avrebbe ospitati in Sicilia per tutto il tempo che volevamo senza chiederci nulla in cambio. L' amico di Giuliano non sapeva nulla di Sabrina bocca e culo per cui eravamo al sicuro e in ogni caso non avremmo dovuto fare nulla che non ci andava di fare. Guardai Stefano e stavolta non ci trovai l'indecisione di sempre..si saremmo partiti e sicuramente avremmo capito meglio cosa fare dopo.
Fui rincuorata dalla reazione di Stefano, iniziavo a sentirmi più serena, tutto sarebbe andato per il meglio. Ma quel vibratore? "Un piccolo omaggio da parte mia" spiegò Giuliano. "Consideralo un ricordo, staremo lontani per un pò e non vorrei ti dimenticassi degli amici, forse passerà tempo prima che possiate aprirvi ad altre persone e questo vi aiuterà a non sentirvi troppo soli". Messa così aveva tutto un altro significato. Ringraziai Giuliano e pensai che forse anche io dovevo lasciargli un ricordo, ma stavolta volevo Stefano partecipe in piena regola. Ci avrebbe aiutato a rilassarci e sentirci ancora più uniti, tutti e 3. Giuliano era molto d'accordo e si propose di farmi vedere come potevo usare il nuovo giocattolo. Mi sistemai comoda sul divano, Stefano prese da
bere per tutti e mi lasciai spogliare da Giuliano. Quando aprii le gambe per lasciarmi massaggiare la figa dalle mani sapienti di Giuliano sentii subito salire una sensazione di benessere, i brutti pensieri sparirono sotto le sue carezze, tra loro due mi sentivo al sicuro. Anche Stefano stavolta era diverso, si avvicinò, non restò solo a guardare e mi baciò appassionatamente mentre Giuliano faceva sparire dolcemente il fallo finto nella mia vagina sempre più aperta e bagnata. Mi masturbò con amore, per una volta un uomo diverso da Stefano si dedicava al mio piacere senza pensare a sè, fui felice chiusi gli occhi e mi lasciai fare finchè non sentii Stefano abbassarsi i pantaloni per strofinarmi il cazzo già duro tra le labbra. Era proprio ciò di cui avevo bisogno per godere...succhiai il cazzo di Stefano con voglia crescente e venimmo insieme, io sul vibratore e lui nella mia gola. Giuliano fu a posto così dimostrandoci sul serio quanto tenesse a noi e alla nostra coppia. Ci lasciò ancora ansimanti e ci salutò lasciandoci il numero dell'amico siciliano.

Sabrina.

Ammiratori.

(in foto: Hennessy, 21Sextury.com)

La notizia del ritorno di Sabrina Bocca e Culo iniziò a diffondersi in tutta la città. Vi ho già detto che il posto dove abitavamo era una città piccola, quindi le cose si venivano a sapere in breve tempo. C'era un passaparola che faceva paura, perchè in poche ore, i tuoi fatti più personali, li conosce tutta la popolazione al completo. Enrico, Mattia o qualcuno degli altri scopatori di Sabrina aveva raccontato dell'orgetta a qualcuno, e questo qualcuno aveva indubbiamente diffuso la notizia velocemente. Ed ecco che sul muro antistante la casa di Sabrina (che abitava in un modesto appartamento insieme ai suoi genitori) apparve la seguente scritta, tracciata con uno spray rosso:

"Bentornata, Sabrina Bocca e Culo. Siamo tutti ansiosi di ritornare a riempirti del nostro seme".

La cosa risultò più imbarazzante per i genitori di Sabrina che per lei stessa. Il padre soprattutto, le fece un sacco di domande. Le chiese se quella scritta era rivolta a lei e se sapeva chi fosse stato. Ovviamente lei le rispose che, in quella strada, chissà quante ragazze con quel nome c'erano. Ma chi ci credeva? Indubbiamente, la storia di Sabrina Bocca e Culo, doveva essere arrivata anche alle orecchie dei suoi genitori. Ma più di cancellare la scritta con della vernice bianca, il padre non sapeva cos'altro fare.
Qualcuno le spedì addirittura dei fiori, tramite un corriere. Era un bel mazzo di rose rosse, con un bigliettino che diceva:

"Il rosso è il colore del sangue che pulsa nelle vene del mio cazzo, che pompa sperma e vuole te, vuole il tuo corpo. Un ammiratore".

Anche questo, ovviamente, non andava bene. Perchè il mazzo di fiori era stato portato in casa, e i genitori non avevano potuto fare a meno di leggerne il messaggio. La cosa ci stava sfuggendo di mano, e mi chiedevo se stessimo facendo la cosa giusta. Anche a casa di Mattia mi ero chiesto la stessa cosa. Non durante l'orgia, ma dopo, solo dopo aver eiaculato. Nel momento della foga mi sembrava una cosa sensazionale quella che stava avvenendo, ero eccitatissimo, era meraviglioso vedere la mia ragazza circondata da tutti quei cazzi svettanti. Poi, però, dopo aver sborrato, passò quell'eccitazione, e mi chiesi, a mente fredda e lucida, se quello che stavamo facendo fosse la cosa giusta. La cosa che più mi fece avere questi dubbi fu il fatto che quei quattro zotici avevano trattato Sabrina come una puttana, usando nei suoi confronti degli appellativi davvero poco eleganti. Il giorno dopo, poi, ritornai ad essere eccitato all'idea di vederla con altri uomini, e così quei sensi di colpa svanirono. Però, in effetti, non potevo tollerare il fatto che qualcuno trattasse la mia fidanzata come una puttana. Non doveva succedere. Certo, nel momento in cui avveniva, mi piaceva tanto. Ma davvero tanto. Però passato il momento mi veniva sempre da pensare che non fosse giusto. D'altronde sapevo che, in futuro, Sabrina sarebbe stata la madre dei miei figli. Cosa avremmo raccontato a loro quando qualcuno gli avrebbe detto che la loro mamma era la famosa Sabrina Bocca e Culo?
Sabrina lavorava in un negozio di abbigliamento all'interno di un grande centro commerciale alle porte della città. Inutile dire che anche lì al negozio, i suoi ammiratori venivano spesso, chi per provarci, chi solo per spiarla e chi invece perchè voleva conoscere la fenomenale leggenda della città. Qualche giorno dopo l'orgetta a casa di Mattia, entrò nel negozio un uomo sulla quarantina. Si aggirò circospetto tra gli scaffali della lingerie, ma sempre continuando a guardare Sabrina con la coda dell'occhio. Poi si fece coraggio e le si avvicinò.
"Buongiorno. Posso esserle d'aiuto?".
"Vorrei sapere il prezzo" disse l'uomo con una voce piuttosto inquietante, affaticata, eccitata.
"Di quale prodotto?".
"Del tuo corpo".
"Cosa?" Sabrina era impaurita, e la sua voce tremava. Non le piaceva quell'uomo.
"Quanto vuoi per tutta la notte?".
"Ma come si permette? Mi ascolti bene, io non sono una prostituta. E adesso mi lasci lavorare".
Sabrina fece per girarsi, ma l'uomo la prese per un braccio e la fece rigirare.
"Lo sanno tutti che sei Sabrina Bocca e Culo. Posso pagarti bene. Cinquecento euro, cosa ne dici?".
"Neanche per tutto l'oro del mondo. Adesso mi lasci in pace, altrimenti mi metto a urlare".
L'uomo si arrese e andò via. Ma Sabrina era terrorizzata e mi telefonò, pregandomi di andarla a prendere all'ora di chiusura, perchè dopo quello che era successo, non voleva correre il rischio di tornarsene a casa da sola.

Stefano.

lunedì 26 marzo 2012

Raffaele, Riky, Enrico e Mattia.

Accettai quell'incontro in realtà più per accontentare Stefano e premiare il suo impegno nella ricerca di tutti i miei ex che per reale esigenza di rivederli. Non che mi dispiacesse, in fondo erano stati una parte importante della mia vita (e del mio culo) ma non so, forse erano troppi e io non ero più abituata a queste sessioni con più uomini insieme...ce l'avrei fatta a resistere a 4 porconi arrapati? Certo che con la presenza di Stefano al mio fianco tutto fu più semplice. Era una sfida e dovevamo metterci alla prova. Conoscevo bene ognuno di loro, ne conoscevo vizietti e virtù, pregi e pecche sessualmente parlando. Ognuno di loro era una storia a sè. Quello che mi piace degli uomini è proprio questo, banalmente si potrebbe pensare che un cazzo in culo sia sempre un cazzo in culo e invece no, sarebbe un grave errore fare di ogni cazzo un fascio e l'importante era riuscire a dare ad ognuno quello che più desiderava, senza giudicare, senza pregiudizi. La sessualità è una cosa strana e se se ne vuole godere a pieno bisogna accettarla così come è. Prendete Stefano ad esempio: uno sguardo banale potrebbe prenderlo per uno sfigato segaiolo cornuto, ma lui non è solo questo, il suo è amore all'ennesima potenza, ama la sua donna e gode nel vederla godere, esiste un amore più grande di questo? Ma bisognava fare le cose per bene, senza fretta, come dicevo bisogna dare ad ognuno ciò che più desidera, partendo da Stefano naturalmente. Lui voleva vedermi godere tra 4 uomini, quindi per prima cosa bisognava fare in modo che potesse vedere bene tutto in ogni dettaglio.
Prima di dedicarmi ai miei porconi lo raggiunsi per assicurarmi che fosse tutto ok, iniziai a spogliarlo lasciandolo nudo completamente, la vista del suo cazzo già durissimo mi diede la conferma che era quello che voleva quindi lo feci accomodare sulla poltrona più comoda di fronte a noi, gli presi la mano e la portai sul suo membro a stringerlo per godersi lo spettacolo che con 4 uomini non sarebbe stato certo breve. Quando tutto fu pronto lasciai al padrone di casa il compito di denudare me, lo fece con foga, Mattia non era uno che andava troppo per il sottile, si potrebbe definire il classico torello da letto, rozzo e molto maschio ma con un pene davvero molto sopra la media, era lui il più dotato della combriccola potremmo chiamarlo Mattia-pesce-grosso. Mi lasciò al centro della stanza solo con il perizoma nero facendo ben attenzione a mettermi al centro del campo visivo di Stefano, aveva capito il gioco e voleva assecondarlo. Il primo ad avvicinarsi fu Raffaele, di ben altra pasta rispetto al primo, molto più raffinato, perverso si potrebbe dire e decisamente esibizionista. Era molto carino di viso e con un fisico ben fatto e aveva piacere a farsi ammirare, di lui sapevo che aveva approfittato in passato di questa sua caratteristica per qualche marchetta con i gay pur restando profondamente eterosessuale, si era fatto pagare per esibirsi in masturbazioni da capogiro ma guai a chi toccava, il suo era un piacere doppio, sentirsi apprezzato al punto da essere pagato.
Con gli anni non aveva perso il gusto dell'esibizione e improvvisò uno spogliarello in piena regola che mi eccitò subito terribilmente, dava le spalle a Stefano che fu "costretto" a guardargli il culo, ma considerando che Raffaele aveva davvero un gran bel sedere non sono certa che Stefano non ci fece caso. Mentre Raffaele-culo-bello era in piedi nudo davanti a me che mi leccava il collo stringendomi le chiappe nude nel perizoma fu il turno di Riky, il più piccolo e timido del gruppo, ricordo che scopare con lui ai tempi era davvero un'impresa, sempre io a dover fare il primo passo ma una volta convinto anche lui faceva il suo dovere come tutti, si spogliò e aveva già un gran bel pisellotto duro, si avvicinò ma come sempre non ebbe il coraggio di fare altro, spettava a me anche questa volta, mi divincolai dalle mani di culo bello, spinsi il timidone sul divano gli feci allargare le gambe e iniziai dolcemente a leccargli le palle lasciando esposto il mio sedere alla vista di Stefano e gli altri 3.
Mancava Enrico e la sua entrata in scena fu proprompente come al solito. Enrico era impetuoso, un degno compare di Giuliano tanto che spesso si scambiavano le donne o finivano per trombarsele in coppia. Enrico amava la volgarità o quello che in gergo si chiama turpiloquio per cui iniziò a commentare la mia leccata di palle con frasi del tipo "Lecca bene puttanella, sei proprio la ciucciacazzi che ricordavamo" incurante della presenza di Stefano ma anche in questo caso sono certa che il mio fidanzato gradì quelle attenzioni verbali. Finimmo presto tutti nudi e bisognava stabilire dei turni. Culo bello prese posto sul divano accanto al timidone e io mi dedicai alle loro cappelle prima a turno poi anche insieme, baciandole, leccandole, succhiandole e facendomele scivolare in bocca, alle mie spalle gli altri due si alternavano divaricandomi le natiche per esporre il buchino che iniziarono a coprire di sputi, saliva e leccate. Riconoscevo il lavoro diverso delle due lingue, una più invadente e affamata, l'altra più sottile e bagnata che si interrompeva ogni tanto per rivolgermi volgarità terribilmente eccitanti.
Quando fummo tutti ricoperti di abbondante saliva, culo bello mi sfilò l'uccello dalle labbra per girarsi a pecora sul divano con tutta l'intenzione di farsi leccare il buco del culo. Non potevo resistere, è una cosa che mi ha sempre fatta bagnare come un fiume in piena, trovo eccitante il sapore così intimo di un uomo e allo stesso tempo così umiliante il gesto, con la lingua nel suo ano peloso mi sentivo una vera puttana. Troppo presa dall'operazione non mi accorsi che alle mie spalle il timidone si stava apprestando a profanarmi il sedere con il suo cazzo come ai vecchi tempi, per un tacito accordo decisero di procedere in ordine di età dal più giovane, la penetrazione fu agevole un pò per la saliva sparsa sul suo cazzo e sul mio ano e un pò perchè lui era anche il più piccolo in dimensioni. Mi fu tutto dentro in un lampo e io ne approfittai per infilare un paio di dita anche nel culo di quell'altro porco davanti a me...non c'è nulla da fare, nel culo piace proprio a tutti! Enrico vide la scena e volle lo stesso trattamento per cui mi ritrovai con due culi maschili davanti alla faccia da slinguazzare per bene giusto per ingannare l'attesa prima che venga il loro turno. Riki non era lontano dall'orgasmo e bisognava decidere dove far andare la sborrata. Mi sembrava giusto che la scelta fosse di Stefano che optò per la bocca in questo caso, lasciai che Riki completasse le sue ultime pompate per girarmi, prenderglielo in bocca (dopo che era stato nel mio culo!!!!!) e lo lasciai scaricare sulla lingua.
I miei amici sono sempre stati selezionatissimi per cui non c'era problema a mandar giù il loro sperma ma prima di farlo volli aprire la bocca per mostrarla piena di liquido denso al mio fidanzato che si stava martoriando l'uccello rosso. Ne restavano 3, e di certo non facilissimi da sfinire, sistemammo dei comodi cuscini per terra su cui si stese culo bello con il cazzo ben ritto all'aria, capii che dovevo accomodarmici sopra e lo feci prendendomelo subito nella figa con un rumore liquido davvero molto osceno, lui mi attirò a se per leccarmi le tette e al contempo lasciare il culo a disposizione di chi volesse abusarne, toccava a Mattia per farmi provare il brivido di passare da un cazzo normale ad uno super, in questo caso la penetrazione non fu agevole ma come vi ho detto Mattia pesce-grosso non è uno che va per il sottile e la sua verga nel culo entrò senza pietà strappandomi un gemito non proprio di piacer
e che fu subito soffocato dall'altro nerchione rimasto a spasso. Il trio andò avanti per un pò finchè Mattia non rivolse a Stefano la fatidica domanda "a me dove tocca?" Stefano non se la sentì di interrompere quella cavalcata per cui invitò il nuovo amico a scaricarsi nel mio culo, cosa che Mattia fece di gusto con spinte sempre più profonde e dolorose. Quando estrasse la grossa verga dal mio culo dilatato un rivolo di sperma colò tra le mie cosce ma lui lo raccolse per rispingermelo dentro e lasciare lubrificato il buco per il prossimo avventore. Ne avevo fatto fuori un altro e ora toccava a me godere. Feci accomodare Enrico sul divano, gli montai sopra (come potete vedere in foto) questa volta di culo facendo ben attenzione a tenere ben aperte le gambe in modo che il mio Stefano potesse vedermi bene la figa aperta e colante, culo bello salì in piedi sul divano e mi spinse l'uccello in bocca mettendomi una mano dietro la testa, ero nuovamente piena, aperta e soffocata, non avrei resistito ancora a lungo, strizzai l'occhio a Stefano che capì il mio segnale, si alzò per guardare meglio la scena sempre menandosi il cazzo. I miei amici riuscirono a sincronizzarsi al punto da ricevere contemporaneamente le loro sborrate sulle labbra della mia figa aperta a cui in finale si aggiunse quella di Stefano. Quando tutto fu finito mi impedirono di asciugarmi e tornai a casa coperta di sperma mentre i 3 lasciavano a Stefano i loro numeri di cellulare "per qualsisi evenienza" congartulandosi con lui per la conquista di questa super vacca.
Sabrina.
Atti osceni.

(in foto: Jennifer, www.NIP-Activity.com)

Rintracciare tutti gli uomini con cui Sabrina era stata non fu difficile. Di alcuni di loro, conservava ancora il numero di telefono. Per gli altri ci venne in soccorso facebook. A cosa servono questi social network se non per riallacciare vecchie amicizie? Decidemmo però che sarebbe stato più pratico, e sicuramente meno faticoso per Sabrina, contattarli a gruppi di quattro. Così, dopo un giro di telefonate, Sabrina diede appuntamento al primo gruppo di uomini, in quello stesso bar del centro dove qualche giorno prima mi ero visto con Federica. La città è piccola, e alla fine i posti in cui incontrare una persona sono sempre gli stessi. Arrivammo sul posto all'ora stabilita; Sabrina indossava un vestito viola molto provocante, corto, aperto davanti fino all'ombelico e una fascia che le copriva le tette, che erano così abbondanti che scivolavano sempre fuori e lei era continuamente costretta e risistemarsi la fascia, in modo da ricoprire i seni. Soltanto che c'era poco da fare, perchè la fascia non era capace di contenere le aureole dei capezzoli. Gli uomini erano seduti ad un tavolino, tutti insieme, e quando arrivammo baciarono Sabrina sulle guance a turno, facendole un sacco di complimenti e palpandola in svariati punti, fregandosene del fatto che ci fossi anche io. Ci accomodammo insieme a loro e ordinammo dei caffè.
La cosa che mi stupì fu il fatto che non sembravano affatto i tipi di uomini con cui Sabrina sarebbe andata volentieri a letto. Voglio dire, per farvi capire, che il classico modello di bellezza, venerato da Sabrina, è Johnny Depp; bello, ma soprattutto affascinante, la classica icona del cinema. Invece quegli uomini erano così anonimi. Magari ci sapevano fare a letto, ma non avevano niente a che vedere con la bellezza di Giuliano. Ecco, Giuliano era il classico bello, che faceva impazzire tutte le ragazze della scuola. Invece quegli uomini erano persone comuni. Due di loro avevano la fede al dito, ma poco importava. Certo le mogli non l'avrebbero presa molto bene se avessero saputo che i loro mariti erano via a prendere un caffè con Sabrina Bocca e Culo.
"E allora" disse uno di loro. "Sabrina Bocca e Culo. Era da parecchio che non ti si vedeva in giro. Sei ritornata a caccia di uomini?".
"No" rispose lei sorridendo. "Adesso sono fidanzata con Stefano".
Le tette le erano un'altra volta scivolate fuori dalla fascia che le conteneva, ma lei non se ne accorse, così le lasciò stare così, nude, al vento, in pubblico. O forse sapeva benissimo che erano uscite fuori, però probabilmente le piaceva come quegli uomini gliele guardavano, con ardore, con desiderio. Erano belle, imponenti, con quelle grosse aureole rosa, che veniva voglia di metterle in bocca e ciucciarle. E quegli uomini ne morivano dalla voglia.
"Certo che però è un peccato" disse un altro. "Sabrina Bocca e Culo era la fidanzata di tutti. Sapere che adesso, di tutto questo ben di Dio, può goderne solo un uomo, è molto triste".
"E chi l'ha detto che può farlo solo un uomo?" Sabrina allungò una mano sotto il tavolo, e accarezzò il pacco di uno dei suoi uomini, che dovette trovare mostruosamente eretto perchè disse: "Vedo che vi faccio ancora un certo effetto".
La situazione iniziava a scaldarsi, soprattutto perchè Sabrina stava dando spettacolo con quelle tette al vento, tanto che dovette ricoprirle, perchè in strada si stava radunando una consistente folla.
"Beh, io direi che sarebbe il caso di trasferirci tutti in un luogo più appartato, che ne dite?" chiese uno di loro.
"Sì, sennò qui ci arrestano per atti osceni in luogo pubblico".
"O per porto abusivo di armi di seduzione" disse un altro, riferendosi alle tette di Sabrina, che erano scivolate di nuovo fuori.
Scoppiarono tutti a ridere, Sabrina compresa. Poi decidemmo di trasferirci a casa di Mattia, che era l'unico scapolone della combriccola, e aveva casa tutta per se. Mattia era, del gruppo, il cantante napoletano. Scriveva un sacco di canzoni, e con la sua chitarra era molto bravo nel fare le serenate alle ragazze. A Sabrina ne aveva fatte tante. Era un rito, prima del sesso anale le suonava qualche canzone napoletana, e poi metteva via la chitarra e cominciava l'inculata. Lo raccontò proprio mentre ci stavamo avviando verso casa sua, e scoppiarono tutti a ridere. C'era una specie di atmosfera cameratesca; io decisi di starmene in disparte, e di non partecipare al loro entusiasmo. Decisi di vivere quell'incontro con distacco, con spirito voyeristico. Così percorremmo il corso per raggiungere le nostre auto, e i quattro uomini camminavano stando stretti a Sabrina, e ogni tanto, qualcuno di loro le palpava il sedere. Ci mancò poco che qualcuno chiamasse la buoncostume, perchè le tette della mia ragazza scivolavano sempre fuori dalla fascia. E furono tanti gli sguardi indignati della gente, che nella nostra piccola città è sempre pronta a giudicare quello che tu fai, e cosa indossi. Ma nessuno ha mai avuto il coraggio di guardarsi allo specchio per riflettere sui propri vizi.
A casa di Mattia ci accomodammo nel salone. Sabrina si mise sul divano con le gambe accavallate, e le fu portato subito un aperitivo, e due di loro le si misero a fianco, uno le accarezzò le cosce. Il padrone di casa sfoderò subito la chitarra e cantò una canzone napoletana inventandosi i versi sul momento:
'A conosceva tutta 'a città, 'a chiammavano Sabrina Vocca e Culo.
Però 'a fess nun ta rev, e io ma futtett' 'a reta.
E che chiavata che me facette. 'A sfacimma ci asceva pure pe 'e recchie.
E mo, ma vulesse chiavà nata vota.
Scoppiarono tutti in una grassa risata, anche Sabrina, che poi allargò le cosce offrendo a tutti la visione della sua vagina nuda, indecentemente offerta a chi ne volesse usufruire. Piombammo tutti nel silenzio più totale; Mattia mise via la chitarra. Io me ne stavo in un angolino ad osservare l'evoluzione delle cose, ma quegli uomini sembravano quasi impauriti da tanta disponibilità da parte di una donna.
"E allora, cosa aspetti? Accomodati pure".

Stefano.

domenica 25 marzo 2012

Amore, dobbiamo parlare!

Invitai Stefano a cena, lo so che lo stupido galateo sessista richiederebbe il contrario ma era ora di rompere certe convenzioni se volevamo raccogliere insieme i frutti della nostra nuova esperienza da Giuliano. Questa società ci ha abituati a vedere la donna che va con tanti uomini una puttana mentre l'uomo che va con tante donne un figo, noi potevamo invertire questa rotta millenaria, ma per farlo dovevo essere certa che il mio amore la pensasse proprio come me. Ero bellissima quella sera, niente eccessi, vestita sobria ma elegante e lui lo stesso. Potevamo sembrare una coppia molto innamorata e fedelissima. Ed era proprio così, del resto cosa è la fedeltà se non restare accanto al proprio uomo in ogni momento senza bugie e ipocrisie? Il vero tradimento non è quello fisico ma quello che non si ha il coraggio di confessare e per noi non era più così.
Anche stefano era bellissimo, sereno e disteso, aveva una luce nuova negli occhi e dobbiamo riconoscerlo ancora una volta lo dovevamo a Giuliano. Aspettai il momento giusto per attaccare il discorso: "Allora amore voglio che ora tu sia sincero con me, dimmi tutto quello che ti passa per la testa adesso dopo la nostra esperienza" Stefano mi raccontò tutti i suoi pensieri, quelli che aveva tenuto solo per sè in tutti questi anni e amai pazzamente la sua sincerità,credo non sia facile per nessun uomo ammettere il desiderio di avere accanto una specie di ninfomane, mi raccontò perfino di aver desiderato di sposare una pornostar, mi raccontò di Federica e della loro chiacchierata al bar. Ora non c'erano più segreti finalmente, lui sapeva tutto del mio passato e io del suo, non restava altro che riviverlo in maniera più adulta, complice e consapevole. Anche gli sguardi degli altri uomini nel ristorante furono colti stavolta in maniera diversa, era iniziato un gioco nuovo ed eravamo impazienti di vedere come fu
nzionava. E naturalmente anche fare l'amore tra noi due sarebbe stato molto più intenso e io ne avevo una voglia matta. Lasciammo in fretta il ristorante, avrei dormito da lui quella notte e sarebbe stata indimenticabile, una specie di nuova prima volta.
Arrivati a casa iniziammo a pomiciare per un tempo interminabile, come due ragazzini alle prime armi che non sanno fin dove si possono spingere, furono baci appassionati, carichi di amore e perversione, mi eccitai al pensiero che Stefano stava leccando di gusto la lingua che aveva assaggiato tante capocchie in passato, ci stavamo fondendo, le mie esperienze diventavano le sue e così sarebbe stato da ora in poi. Lasciai che Stefano mi spogliò, non sembrava più il ragazzino impacciato di un tempo ma l'uomo deciso in grado di far godere la propria donna di tutti i piaceri possibili. Mi fece sistemare comoda sul letto, mi aprì le gambe e scivolò lentamente con la testa nel mezzo, mi guardò la figa nuda e certamente pensò che era sua come di nessun altro, l'aveva condivisa solo con Giuliano, ma ora era diverso, iniziò a soffiarci sopra delicatamente, era il nostro nuovo giocattolo d'amore. "Ora amore te la leccherò, voglio che chiudi gli occhi e mentre mi godi in bocca ti concentri, richiami alla mente uno per uno per uno tutti quei 18 uomini, devi godere per me pensando a loro". Si mise all'opera e fu una leccata straordinaria. Avevamo scoperto il segreto finalmente, Stefano era capace di diventare un vero amatore solo se mi pensava come una porca amante del sesso e degli uomini, ad ogni colpo di lingua la mia mente si affollava di nomi, visi, corpi... Alessandro, Vincenzo, Matteo, Giorgio, Massimo, Fabio, Mattia, Raffaele, Tony... mmh, vengooooo! Non mi accorsi di aver detto tutti quei nomi ad alta voce ma il cazzo di Stefano si. Era di marmo e io dovevo svuotarglielo se non volevo rovinare il programma della serata, ancora in preda alle contrazioni post orgasmiche scivolai sotto di lui, lo presi in bocca, sapevo che l'eccitazione era troppa e dovevo scaricargliela ma a sorpresa lo feci uscire dalla bocca quando sentii il cazzo gonfiarsi pronto ad esplodere e lasciai che Stefano mi imbrattasse tutto il viso con il suo caldo nettare. Rimase sorpreso dal gesto ma non bastava nè a me nè a lui. Il suo cazzo era più duro di prima e ora anche lucido di sperma e saliva, appunto l'ideale per farlo stendere sul letto, montargli a cavalcioni e accoglierlo dentro di me...stavolta nell'altro buco...quello per cui ero diventata famosa all'epoca.
Lo cavalcai dolcemente, lasciandolo entrare nel posto più profondo del mio corpo, ma aveva appena goduto e stavolta poteva durare, lo caricai fino a portarlo a girarmi a pecora e prendere lui il controllo della scopata. Me lo spinse dentro con decisione e forse rabbia per non essere stato il primo anche in quello, ma il risultato fu un'inculata degna perfino di Giuliano...con tanto di nuova sborrata tutta sulle chiappe. Ci addormentammo con il desiderio sempre più acceso di vedere come sarebbe andata a finire.


Sabrina.
Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

sabato 24 marzo 2012

Il dopo cena.

Ci sono occasioni che vanno prese al volo, sospendere il pensiero, viversele e dopo magari rifletterci su. Non era così che immaginavo la mia prima volta con un altro davanti al mio Stefano ma sono contenta che sia accaduta così alla fine, se avessimo continuato con i trucchetti, le cose non dette, i sotterfugi sarebbe diventato tutto torbido, banale, macchinoso e invece fu una serata splendida! Merito senza dubbio di Giuliano che sapeva dosare al momento giusto le parole porche a quelle cordiali da amicone e per la prima volta eravamo tutti e 3 insieme finalmente come desideravamo da tempo segretamente.
Giuliano ebbe la mia figa, tutta fino in fondo, io riuscii a sbloccare quella situazione ma ora a distanza di tempo e con tutto quello che è venuto dopo so per certo che il più soddisfatto era proprio il mio Stefano. Buffo a dirsi ma era così. Lui forse all'epoca di quella cena non lo capì subito ma gli bastò vedermi soddisfatta e piena di un bel cazzone che non fosse il suo per rendersi conto che da quella
sera iniziava una nuova era della nostra fantastica storia d'amore. Senza contare che io fui scopata con foga su un terrazzo e farlo all'aperto fu una sensazione sconvolgente, finora mi ero limitata a qualche rapida sega in spiaggia di nascosto ma poterlo fare così nuda liberamente e senza pensieri mi aprì un mondo nuovo. Ma torniamo alla cena, io avevo goduto come una porca lo devo ammettere ma ora morivo dalla curiosità di sapere il mio Stefano come l'aveva vissuta, cosa aveva provato. Forse non era il momento opportuno per chiederglielo, richiedeva più intimità per cui lasciai che la serata fece il suo corso. La capacità di Giuliano di trasformarsi era incredibile, passò dal toro da monta all'amicone di sempre in pochi secondi, attese che il cazzo perse la sua erezione per invitarci a tavola senza rivestirsi, ma ormai tra noi c'era un'intimità nuova che non poteva sottrarre Stefano dal denudarsi completamente prima di unirsi a noi per la cena. Era l'unico imbarazzato perchè era l'unico che sfoggiava ancora i segni evidenti della sua eccitazione.
Non parlo con gli occhi dell'amore quando dico che il corpo nudo di Stefano mi mette dei brividi di lussioria indescrivibili, pur avendo preso cazzi in tutti i modi possibili quello di Stefano per me conserva ancora un fascino particolare. Ad ogni modo la serata si trasformò in una tranquilla cena tra amici con l'unica differenza che nessuno dei 3 aveva un solo vestito addosso. E quella fu la seconda scoperta della serata...stare nuda in compagnia di altre persone nude era quasi un sogno che si r
ealizzava. Stefano si tranquillizzò, non c'era più sesso nell'aria ma tre corpi nudi che condividevano la sensazione della libertà. Fu inevitabile guardarsi, studiarsi, anche tra i miei due cavalieri ma non c'era malizia in quegli sguardi, piuttosto desiderio di diventare ancora più amici e complici magari. Finita la cena ci spostammo sul divano dove il discorso tornò a quello che era successo tra noi. Il primo a rompere il ghiaccio fu ovviamente Giuliano dichiarandosi soddisfatto dell'antipasto ma che in quanto tale non poteva essere che l'inizio e mi chiese se fossi d'accordo. Mi girai verso Stefano per cogliere un cenno di approvazione e quando vidi il suo cazzo nuovamente duro per il solo effetto di quelle parole non potevo aspettare risposta più eloquente. Confermai le parole di Giuliano chiarendo però che era un gioco da curare, da coltivare, insomma non poteva ridursi a semplici scopate o presto avrebbe perso il gusto della novità. I due non capirono ma si sa i maschi su queste cose sono più lenti, per loro basta spingerlo in una vagina e sono contenti, io volevo molto di più e molti di più nel caso. "Sono contento che ci siamo ritrovati" esordì Giuliano "e non solo per la tua magnifica figa Sabri, dico davvero, sono contento di aver ritrovato anche Stefano, sai in un certo senso anche io ti ho sempre ammirato, sei quello che manca a me, serio, posato, forse l'amico che non ho mai avuto, troppo preso a correre dietro alle fighe come sai" Stefano sorrise non capendo se fosse un vero complimento, magari pensava che avrebbe fatto volentieri a cambio, ma poi il suo sguardo cadde tra le mie gambe e cancellò quel pensiero. Lui aveva me e quella sera capì che mi aveva ancora molto di più, se era in grado di concedermi agli altri e goderne vuol dire che gli appartenevo fino in fondo. Si trattava solo di un prestito insomma.
Giuliano colse l'imbarazzo di Stefano a quelle parole e cambiò discorso invitandomi a sedermi in mezzo a loro sul divano. "Allora Sabri ora che siamo qui io sono molto curioso di sapere cosa è accaduto in questo tempo...perchè non ci racconti come è andata dopo l'ultima volta che ti ho inculata quel pomeriggio tanti anni fa?" Le frasi di Giuliano non sono mai dette a caso sicuramente era un modo per dare la conferma a Stefano che mi aveva scopata anche dietro, e la rivelazione fece effetto sulla già potente erezione del mio fidanzato. Ora mi trovavo a dover raccontare cose che nemmeno Stefano conosceva, mi sentii esposta, completamente a loro disposizione. "ma cosa vuoi sapere?" "Tutto! Vi ho fatti conoscere che avevate circa 16 anni ma so che vi siete fidanzati solo molti anni dopo...cosa è successo nel frattempo? Io sono stato il primo ad entrarti in bocca e in culo, ma dopo? quanti ne sono venuti dopo eh maiala? Ah Stè non ti spiace vero se ogni tanto dò della maiala alla tua fidanzata?" Stefano finalmente sembrava divertito e forse prese per vera la dichiarazione di amicizia di Giuliano. "No no, mi dispiacerebbe se non lo facessi perchè è la verità! E ora voglio saperlo anche io...quanti altri uomini hai fatto divertire? Però amore mentre ci racconti prendi un pò in mano il pisello di Giuliano, so che ti piace e a me piace se lo fai" "E no" protestò Giuliano "se prendi il mio nell'altra mano lo devi prendere anche al mio amico, apri un pò ste gambe che stai più comoda".
Feci come mi dissero, strinsi in mano i loro membri caldi e duri, così diversi tra loro e massaggiandoli lentamente iniziai a raccontare " Beh hai detto bene, quando ci conoscemmo nacque una bella amicizia, ma Stefano come vedi anche tu era troppo timido per farsi avanti, io ero convinta di non interessargli o che addirittura avesse altri gusti" a quelle parole Stefano divenne più rosso del vino che stavamo bevendo, mi eccitava metterlo in imbarazzo. "e così mentre negli anni aspettavo la sua mossa feci un altro pò di pratica senza dirglielo, non eravamo fidanzati ancora quindi non si trattava di corna, decisi di conservargli la figa come mi consigliasti tu ma avevo voglia di conoscere nuovi sapori e poi dietro ormai ero già aperta quindi tanto valeva non perdere il tuo lavoro" "sisi come si fa con il buco degli orecchini altrimenti si chiude" disse Giuliano scatenando la risata di Stefano nuovamente a suo agio con il suo bel cazzo nella mia mano. "Insomma se volete un numero, dopo Giuliano ce ne sono stati altri...18! poi è arrivato Stefano e il resto lo sapete" Il pensiero che altri 18 piselli di varia forma e dimensione si fossero alternati nella mia bocca, a volte anche insieme fece schizzare all'istante il mio fidanzato, il getto fu talmente potente da colpirmi il collo facendo sorridere Giuliano che non perse tempo "tesoro che vacca che sei! Sarebbe carino rintracciarli tutti e 18 per vedere cosa ricordano dei tuoi pompini..più di una squadra di calcio! Ora però non lasciare che tutto quello sperma macchi il mio divano, mettiti in ginocchio, lecca il cazzo al mio amico mentre io ti do una ripassata a quella figa così a pecorina" E così si concluse quella prima serata in tre.

Sabrina