lunedì 2 aprile 2012

Mattia pesce grosso


Mattia ai tempi era quello fidanzato con la più strafiga della compagnia, una vera dea dagli occhi di ghiaccio, di quelle che se la tirano perchè possono permetterselo, inavvicinabile da chi non fosse alla sua altezza, ed era alta davvero, due cosce di marmo che portava magnificamente su quei tacchi che tutte noi ragazze normali potevamo solo sognare. Eppure non era felice, sessualmente almeno. Era tanto frustrato quanto innamorato. Tra amiche si vociferava che il motivo di tanta pena (sarebbe meglio dire pene) si celasse dentro i boxer di Mattia e i compagni che avevano avuto modo di fare la doccia con lui dopo le partite di calcetto avrebbero potuto confermarlo se ciò non avesse gettato dei dubbi sulla loro sessualità e si limitavano a battutacce da caserma nel tentativo di ridicolizzare l'amico tanto invidiato. Martina invece era troppo piena di sè per apprezzare qualcun altro e le loro rare scopate si trasformavano in triste ginnastica con lei muta e immobile che sperava finisse il più presto possibile per poter andare a rifarsi il trucco. Io però non mi accontentavo delle dicerie, avrei voluto toccare con mano e magari bocca se possibile. Dovevo prenderla alla larga, non potevo pensare che tutte le coppie fossero come Enrico e Flavia e per quanto trovassi lo shopping la peggiore forma di degenerazione femminile mi proposi di accompagnare la bella Martina in un terribile pomeriggio di negozi in cui la vedevo provare vestitini che mai e poi mai sarebbero entrati nelle mie forme. Mattia la chiamava e messaggiava di continuo e lui sbuffando rispondeva ogni mezz'ora. Approfittai della sua ingenua fiducia in me per dirle scherzando "Marti se ti rompe tanto dai il cell a me risponderò io fingendomi te così sta buono". Lei liberata dal peso mi ringraziò con un sorriso. Iniziai a messaggiare con Mattia, finendo tutto il credito della bella statua di ghiaccio e provocai Mattia con messaggi sempre più caldi che sicuramente mandarono in confusione il povero ragazzo, fino a dargli appuntamento la sera a casa sua.
Quando arrivai a casa di Mattia, non fu molto felice di vedermi, aspettava la bella Martina e cercò di liquidarmi alla svelta. Dovetti confessare che quei messaggi li avevo scritti io e la sua faccia delusa fu uno spettacolo. "Ma non capisco...perchè lo hai fatto?" "Semplice! Avevo voglia di stare un pò con te.." dissi strizzando l'occhio. "Ancora non capisco..." "Ma non bisogna sempre capire tutto, dai Matti rilassati...cosa c'è che non va?" "Eh un sacco di cose!" "Dai ti ascolto". Piano piano Mattia si lasciò andare, mi confessò i suoi problemi di letto con Martina, mi disse che era stanco di scopare una bambola, che lei non si lasciava mai andare, che lui sognava una donna porca..."Guarda a volte vorrei che qualcuno se la scopasse di santa ragione per capire se è così fredda solo con me, cosa ho che non va?" "Beh difficile dirlo così, forse dovrei provare ahahah" Finalmente anche lui sorrise ma non fece un passo in più. "Dai spiegami meglio, cosa vorresti da lei?" "Ma che dirti, io vorrei una donna viva e calda invece lei resta sempre in silenzio...scusa la domanda ma tu riesci a stare in silenzio tutto il tempo quando...?" "Io??? Ma vuoi scherzare?!?!? Ci sono volte che bisogna stare attenti a non svegliare tutto il quartiere ahahah". Strappai un altro sorriso a Mattia questa volta un pò più malizioso del primo. "Ecco io vorrei almeno una volta una scopata così". "Ora ti faccio io una domanda...sicuramente saprai quello che si dice sul tuo conto...è tutto vero?". Questa volta non rise ma si imbarazzò ed era la conferma che sognavo. "Quindi diciamo che se io ti promettessi di non restare in silenzio, tu potresti farmi vedere fino a che punto siano vere quelle voci, giusto?". Mentre aspettavo la risposta mi sfilai la maglia liberando i tettoni. "Caspita Sabri...non sono l'unico allora ad avere qualcosa di grosso". Sorrise mentre si sbottonava il jeans. Il pacco del boxer già rivelava che non erano tutte dicerie. Senza più dire una parola ci ritrovammo con le mani impegnate a conoscere uno le dotazioni dell'altra. Lui mi palpava il seno e io infilai le mie nel suo boxer. Non lo feci per compiacerlo ma fu vera sorpresa e mi scappò un ohhhh sincero e stupito. Anche duro per metà era il cazzo più grosso che avessi mai toccato finora. Ne fu contento, finalmente qualche reazione e si buttò su di me per spogliarmi del tutto mentre io continuavo a misurargli l'uccello con le mani, anche le palle erano parecchio grosse e gonfie, pelose come piacciono a me. Lo scoprii del tutto ed era completamente duro. "Cavolo ma è enorme! Che bestione hai Mattia, sul serio, tu sei un vero uomo con un vero cazzo!". Mattia era veramente arrapato, gli piaceva ricevere quei complimenti "Dai allora succhialo se ti piace tanto". Ci provai, con molta difficoltà e la cosa lo arrapò ancora di più, vedere la mia bocca che si affannava a stringergli il cappellone lo mandava su di giri, tentò di forzarmi la bocca spingendolo, stavo soffocando. "Scusa ma mi sa che qui tutto non ci sta, vuoi provare dietro?". Era allibito "Sei...sicura? Martina si è sempre rifiutata perchè è troppo grosso, non vorrei farti male". "Oh si che mi farai male, ma anche tanto bene, ti prego Mattia inculami!". Era troppo per lui, mi afferrò con foga e mi girò a pecora sul letto, partirono due sonori sculaccioni sulle mie chiappe prima di sentirlo sputare sulle mani per insalivarsi la cappella. "Lo hai voluto tu, troia!". Prese a penetrarmi dolorosamente nel culo, vi ho già detto che Mattia non è uno troppo delicato in certe cose e fu una fortuna, se fosse stato più dolce non sarebbe mai riuscito a forzare il mio ano che opponeva resistenza. Il risultato fu un enorme palo ficcato nella mia pancia e un mio grido di piacere. La sorpresa del sentire il mio piacere lo incoraggiò a scoparmi, "Ti prego Sabri parlami, dimmi che lo senti tutto" "MMMM se lo sento Mattia, hai un cazzo enorme, bellissimo ti prego dammelo, in fondo, tutto, scopami scopami scopami". Parlai per tutto il tempo con il tono di voce crescente fino a godere prima di lui. Urlai il mio "VENGOOOOO" senza accorgermi che per il caldo avevamo lasciato il balcone aperto, non potevano vederci ma sentirci evidentemente si perchè da giù qualcuno gridò "Brava!" cosa che fece perdere il controllo al mio inculatore super dotato che mi inondò il culo di calda sborra fiottante. Quando si sfilò dal mio culo rimase l'imbarazzo di non sapere cosa dirci, risolvemmo la questione con altri appuntamenti di nascosto e così anche per lui farlo con Martina divenne ginnastica do routine, il vero sesso lo faceva poi con me. Del resto se lei non gli dava il culo e io si non si può dire che fosse un vero e proprio tradimento.
Sabrina

Buonanotte amore

Quando i nostri amici ci salutarono c'era un gran casino da sistemare ma nessuno aveva voglia di farlo. Io ero particolarmente confusa, ero passata dall'eccitazione di vedere l'uccello del mio uomo sparire nella bocca della nostra nuova "mamma" alla gelosia del vederli parlare da soli. Mi ero dovuta accontentare di quell'uccello per nulla piacevole del marito ma non mi andava di fare la parte della ragazzina e ora mi ritrovavo l'unica insoddisfatta della serata. Nonostante fossi contenta di aver visto Stefano godere con un'altra donna ora sentivo il bisogno di riprendermelo. Franco dal canto suo era davvero spompato con l'uccello penzoloni e ancora lucido di sperma e saliva..eh si pure gli stalloni si spompano quindi non sarebbe stato in grado di venirmi in aiuto, il mio giocattolo era pieno degli umori di Maria Stella, insomma rivolsi le mie attenzioni al mio Stefano per chiudere in bellezza la serata anche io. Lui aveva ancora l'aria sognante per il pompino ricevuto e io volevo approfittare del fatto che fosse già venuto, forse ora sarebbe durato di più, del resto qualche miglioramento lo avevo già notato, forse la cura ideata da Franco funzionava davvero. Presi posto sul materasso nella stessa posizione in cui era stata la nostra amica poco prima, Franco mi sorrideva dal divano. "Stè credo che la bella Sabrina aspetti te stavolta, avanti amico io ti ho fatto vedere come si fa ora ricambiami la visione" Detto fatto, Stefano si accomodò sul mio viso per farselo indurire di nuovo dalla mia bocca e non ci volle più di qualche secondo, ormai sapete che il mio ragazzo ha l'erezione sempre in tasca. Si girò in un magnifico 69, io stavo attenta a non esagerare per non fargli finire la partita troppo presto ma stavolta non ce ne fu troppo bisogno, Stefano era arrapato ma anche più consapevole di stesso, mi leccò la figa e il culo in un modo nuovo, più maturo e goloso, io feci lo stesso a lui e ne fui contenta. La gelosia era sparita e pensai che l'amicizia intima con Maria Stella non poteva che giovare anche a me. Fummo interrotti in quella leccata animalesca dalla voce di Franco che ora era di nuovo in tiro e si menava calmo il pisellone: "Il culo, amico falle il culo, te lo chiedo per favore!". Lo avevamo fatto solo una volta finora in tanti anni e Stefano aveva paura di sfigurare di fronte alle capacità del nostro mentore. Ma io lo desideravo...e pure molto. Mi girai a pecora mettendo ben in mostra il culo in direzione di Franco, sentii Stefano avvicinarsi, scostarmi le natiche con le mani e applicare la bocca sul mio ano. Mi sentii penetrare dapprima con la lingua e poi con un paio di dita, ci fu una colata abbondante e densa di saliva calda prima di sentirmi invadere il sedere dalla cappella gonfia del mio fidanzato. Entrava con facilità ma quando arrivò al fondo mi scappò un grido di sorpresa misto a dolore e piacere, accidenti se era lungo, mi arrivava in fondo, toccava la parte più intima di me ma già godevo non potevo trattenermi, ebbi un paio di orgasmi a ripetizione mentre il mio fidanzato mi pompava il culo decisamente. Stava per venire anche lui e scaricarsi nella mia pancia quando Franco si alzò e piazzandosi praticamente sopra di noi iniziò a schizzare la sua lava calda senza badare se stesse colpendo la mia schiena o il petto di Stefano. Fummo entrambi travolti e coperti da quell'eruzione e anche stefano diede il via libera alle sue palle nel mio intestino. Ora si che eravamo decisamente sfiniti tutti, la casa un disastro e io e Stefano anche ricoperti di sperma. decidemmo di non pensarci e andare a letto così per non perdere l'essenza di quella fantastica serata. Senza chiedercelo Franco ci seguì in camera e ci ritrovammo a dormire in 3 nello stesso letto, io al centro di quei due bellissimi uomini nudi. In altre circostanze credo che nessuno dei tre abbia chiuso occhio ma in quel caso era diventato tutto così naturale e intenso che non faticammo a sprofondare nel sonno più rigenerante e profondo mai provato. In realtà non fu l'unica cosa che sprofondò, durante la notte mi sentii accarezzare dalle mani di Franco che esplorarono dolcemente tutto il mio corpo, regalandomi la sensazione di stare sognando, io assecondavo il movimento delle sue dita dentro di me offrendogli ora la figa ora il culo per farmi penetrare e masturbare e quando ero sul punto di venire cercai le mani di Stefano per portarmele tra le cosce ad intrecciare le sue dita con quelle di Franco all'interno della mia figa e venni così...abbondantemente!
Sabrina
Come una mamma.

(in foto: Erica Fontes, Kidnapped Slut, TeenFidelity.com)

Maria Stella mi colpì da subito per la sua bellezza, non c'è dubbio, ma soprattutto per il suo istinto materno. Accolse me e Sabrina nella sua vita come due bambini da accudire, da formare, e a cui dare uno spropositato amore. Anche nel modo di toccare le persone, era molto materna; lo faceva con delicatezza, con affetto. Prendiamo ad esempio quando arrivò a casa di Franco, insieme al marito. Andai io ad aprirgli la porta, ero nudo, come volevano le regole della villa (e io sono uno che rispetta sempre le regole). Quando Maria Stella mi fu davanti, notai che nel suo modo di guardarmi c'era lo stesso entusiasmo di una mamma che vede fare al proprio bambino una cosa sensazionale, una cosa di cui essere fieri.
"Quanto ben di Dio!" disse, poi mi accarezzò il pene, una carezza leggera, amorosa, e mi baciò. "Ciao tesoro. Gli altri sono in casa?".
Maria Stella entrò nel soggiorno insieme a suo marito, dove c'era Sabrina, anche lei nuda, che sistemava il tavolo su cui avremmo consumato il pesce. Maria Stella andò a baciare anche lei, carezzandole le natiche.
"Sabrina, ma questo culo è un monumento di bellezza. Come stai, amore?".
"Bene, grazie. E tu?".
"Tesoro, devo avvisarti che sono piuttosto affamata, e il tuo fidanzato mi fa venire l'acquolina in bocca".
"Ehi, vacci piano" rispose Sabrina scherzando. "Quello è il mio uomo".
"Beh, ma sarebbe uno scambio equo. Io ti cedo il mio" Ettore, che intanto si era già spogliato andò alle spalle di Sabrina e cingendola con le braccia le baciò il collo. Poi le afferrò le tette e le palpò.
"Sarò pure vecchio, ma ti assicuro che ci so ancora fare" le disse.
"Non lo metto in dubbio".
"Lasciala stare, porco!" Maria Stella lo ammonì divertita. "Non vedi che potrebbe avere l'età di tua figlia?".
Ora non vi so spiegare se quel giorno provai ansia in quell'occasione; purtroppo, in momenti come quelli, ero solito ad andare nel panico. Era una caratteristica che mi portavo fin da quando ero piccolo, quando vedevo i film porno, e provavo quel senso di ansia che certe volte non mi faceva avere neanche una buona erezione. Anzi, nella maggior parte dei casi non riuscivo a intostare. So solo che quel giorno, invece, ce l'avevo duro eccome. Forse perchè la mia esperienza insieme a Sabrina mi stava portando a livelli di auto controllo, e a livelli si sicurezza mai raggiunti. Mi sentivo eccitato, molto, ma mi sentivo anche capace di riuscire a controllarmi. Mi sentivo insomma molto più preparato di quella sera in cui, per la prima volta, decidemmo di coinvolgere Giuliano nei nostri rapporti. Quella sera, mi ricordo, ero nel panico più totale. Tanto che non riuscivo neppure a parlare. A casa di Franco invece era diverso. Certo, un pò d'ansia sempre ce l'avevo. Il sesso, forse, mi spaventava? Perchè provavo quella sensazione? In ogni caso, il mio stato d'ansia aumentò quando Maria Stella, dopo cena, si distese sul materasso, trascinato nel soggiorno appositamente per l'occasione da Franco, in attesa di essere scopata dal padrone di casa. Cominciò una lunga sessione di sesso orale tra i due, e io e Sabrina ce ne rimanemmo fermi a guardare; eravamo in piedi, in mezzo al soggiorno, con le braccia incrociate, come due servi che aspettano ordini. Ettore, invece, era seduto su una poltrona, con la gambe aperte e si massaggiava il pene, che faticava a indurirsi. Anzi, non dava per niente cenni di vita. Franco penetrò Maria Stella con il giocattolo che Giuliano aveva regalato a Sabrina, poi mi chiese se avessi qualche idea affinchè la signora potesse godere maggiormente. Io avevo tutte le parole bloccate in gola, e me ne rimasi imbambolato a guardare, come Sabrina, d'altronde, che si morsicò il labbro inferiore e mi guardò, come se attendesse da me qualche gesto, qualche accenno. Probabilmente, anche lei non sapeva come comportarsi in quella situazione. Era in evidente imbarazzo. Si sentiva una guardona, e la cosa la infastidì non poco.
"Beh, che ne direste di un pompino doppio?" domandò Ettore. "Due aitanti giovani come voi, sapranno sicuramente dare a mia moglie quello che cerca".
Guardai Sabrina, cercai sul suo volto il permesso a unirmi a Franco e Maria Stella. Lei mi sorrise, ma quasi in modo indifferente. Allora mi avvicinai, e insieme al padrone di casa puntai il cazzo contro il viso della bella cinquant'enne. Maria Stella prese entrambe i cazzi nelle mani e ad uno alla volta li infilava in bocca. Cavolo ragazzi, era sensazionale. Come già vi ho detto, non mi era mai capitato di stare in quel modo con una donna, all'infuori di Sabrina. Era sensazionale. La bocca calda, i baci, le carezze.
"E a me nessuno ci pensa?" chiese Ettore. Sabrina si voltò verso di lui, e capì che si riferiva al fatto che lei era l'unica che era rimasta fuori da quel gioco, e che per questo doveva giocare con lui. Sabrina ci si precipitò, inginocchiandosi ai piedi di quell'uomo di cinquant'anni. Aggredì il suo cazzo con la bocca e la lingua, sembrava assatanata. Forse era più la voglia di togliersi da quella condizione di guardona che la voglia di prendere quel cazzetto che manco si induriva. Mi girai a guardarla, vedevo soltanto la sua testa carica di capelli crespi che andava su e giù, e poi il viso di Ettore, con gli occhi chiusi e la bocca spalancata per il piacere. Ma per quanti sforzi facesse Sabrina, il suo cazzo non si induriva.
"Brava, piccola" mugolava Ettore, che le teneva una mano tra i capelli.
Io, come sapete, non sono il massimo a durare. Così iniziai a fiottare dopo qualche minuto, riversando tutta la mia sborra sul viso di Maria Stella, che quando si accorse che stavo venendo spalancò la bocca per accoglierne il mio seme dentro. Franco, invece, andò avanti per un'altra mezz'ora. Ma mi allontanai da loro, preferendo vedere come andava a Sabrina. Mi misi a sedere e guardai l'esecuzione di quel pompino.
"Così, così, così" Ettore era sul limite dell'orgasmo, e vedevo la testa di Sabrina andare su e giù con un ritmo accelerato. E poi sborra, tanta sborra, che Sabrina non ingoiò, perchè essenzialmente non ingoiava mai lo sperma di persone che non conosceva bene. Così si limitò a spargerselo sulla bocca e sulle guance.
Avevo la testa confusa, mi sembrava di essere ubriaco, ma ero indubbiamente anche un pò deluso dalle mie prestazioni. Mi sarebbe piaciuto durare quanto Franco, che si era dimostrato una macchina del piacere. Sabrina, dopo il rapporto orale, era andata dritta verso il bagno, per concedersi un'accurata doccia. Io invece me ne stetti ad aspettare che Maria Stella e Franco finissero la loro superba performance, ma non per spirito voyeristico, ma perchè avevo voglia di parlare con Maria Stella. Quindi la presi in disparte; aveva il viso macchiato dello sperma di Franco, ed era terribilmente stanca. Resistere alla potenza sessuale di quell'uomo era un'impresa titanica.
"Maria, ascoltami. Volevo chiedeti scusa".
"E perchè?".
"Per essere venuto dopo qualche minuto. Mi dispiace. Non vorrei che tu pensassi che sono uno di quegli uomini che traggono tutto il piacere dalle donne senza darne mai".
"Tesoro, se pensi questo, vuol dire che non hai capito nulla di me" sembrava un pò amareggiata. "Io amo gli uomini in modo spropositato. E non mi interessa quanto siano bravi a farmi godere. Io amo stare con loro, qualsiasi cosa accada. Non devi scusarti, oggi abbiamo trascorso una giornata meravigliosa" mi disse accarezzandomi il viso.

Stefano.

domenica 1 aprile 2012

Una cena tra nuovi amici

E così adesso sapevamo che il nostro ospite aveva dei programmi per noi o su di noi. Era questo il pensiero che mi accompagnò nell'ultima parte del tragitto verso casa. Qualunque fosse questo programma lo stava preparando con cura e non poteva che piacermi. A casa c'era molto da fare per preparare la cena, Franco fece la doccia per primo perchè poi uscì a procurare il pesce in un posto che solo lui conosceva, ma sicuramente lo fece anche per lasciarci un pò da soli. Come era consuetudine ormai eravamo senza nulla addosso e prima di darci da fare per dare una mano chiesi a Stefano cosa ne pensava di tutto questo e di Maria Stella in particolare. "Sabri cosa vuoi che ti dica è sicuramente una bella donna che sa il fatto suo, Franco è un ragazzo fortunato a portarsela a letto, e anche il marito è un uomo fortunato a suo modo" "E basta amore? Tutto qua?" "Non ti seguo tesoro, sarà il sole cosa vuoi dire?" "Beh dico non ti sembra una situazione familiare? Lei una donna eccitante, lui un uomo innamorato che la lascia scopare da altri.." "Cioè vuoi dire che si può essere come siamo noi ed essere felici?" "Ma certo che si più sciocchino si può e si deve! E poi lo hai sentito Franco stamattina? E' tutta una questione di credere in se stessi, sai non sono molto sicura che la bella Maria Stella non si farebbe dare una ripassata anche da te!" "Da me??? Ma che dici! Figuriamoci, io non saprei nemmeno da dove iniziare, tu mi conosci..." "Vabbè vabbè forse tu no ma lui si, guarda come ti è diventato duro solo al pensiero...porco!" "Troia!" "Ti amo" "Io di più". Facemmo la doccia a turno e quando fu quello di Stefano, restai a spiarlo dietro la porta, aveva ancora il pisello in tiro e ne approfittò per accarezzarsi lavandolo,così come lavò accuratamente anche il culo, mi diverte pensare che in quel momento pensasse a Maria Stella davanti e Franco di dietro, ma naturalmente non lo saprò mai. Finita la doccia volli asciugarlo io, ripetendo con le mie mani quello che gli avevo visto fare ma fermandomi in tempo, non dovevo farlo godere era troppo presto. Franco ci trovò così al suo ritorno con le buste cariche di pesce, vino e non so che altro. Fece un sorriso notando l'uccello duro del mio fidanzato "Stè ma sei un fenomeno, io non l'ho mai avuto così duro in continuazione". Ridemmo tutti e 3, con la solita atmosfera scanzonata che ormai ci contrastingueva. Quando anche franco fu nuovamente nudo ci mettemmo all'opera. Stefano si offrì di cucinare, non ve l'ho detto ancora ma ai fornelli è davvero un mago. Io mi occupai della tavola mentre Franco eseguiva gli ordini impartiti dal capo chef. Prima dell'arrivo dei nostri amici vidi Franco traspostare da camera sua il materasso del suo letto per metterlo a terra davanti al divano. Non facemmo domande e da là a poco sentimmo suonare il campanello. La voce squillante e piena di vita di Maria Stella ci travolse, dissi a Stefano di andare ad aprire, avevo tutta l'intenzione di spingere il mio fidanzato tra le braccia di quella donna matura e così materna. Maria Stella salutò a sorpresa Stefano con un bacio sulle labbra prima di andare in camera a disfarsi dei vestiti seguita dal marito. Ci accomodammo in terrazza, era riparata da occhi indiscreti (non che per noi facesse differenza naturalmente) e Stefano ci servì le sue specialità. La cena fu piacevole e tranquilla, nulla lasciava presagire il seguito e le vere intenzioni di quella serata, se non forse il fatto che di tanto in tanto Maria Stella si trovava piazzata sul culo indifferentemente ora le mani del marito ora quelle di Franco. Stefano guardava ingolosito e manco a dirlo il suo uccello spiccò nuovamente il volo. Presi le sue mani e me le piazzai sul culo giusto per non essere da meno e poi come mi tocca il culo lui non me lo toccherà mai più nessuno nella vita. Finita la cena ci spostammo sul divano lasciando i piatti ancora sulla tavola, era così bello non avere pensieri...la conversazione fu amichevole e tranquilla ma tutti aspettavamo da un momento all'altro qualcosa che facesse cambiare la situazione. Ci pensò Maria Stella andandosi a stendere sul materasso al centro della stanza "Questo è stato messo qui per me vero? Non vi dispiace se ne approfitto?" Nessuno ebbe nulla da ridire, calò il silenzio che permise a tutti di concentrarci su quello che accadde quando Franco si alzò e andò a sistemare con le gambe ai lati del viso di Maria Stella, le lasciò scivolare con calma le palle in bocca che lei succhiò con avidità, era proprio vero avevamo un sacco di cose in comune, passò la lingua voracemente dalle palle al culo di Franco mentre lui giocava con le dita sul suo clitoride grosso e rosso prima di spingerle l'uccellone in bocca facendola soffocare, le scopò un pò la bocca prima di scendere a leccarle la figa incurante dei 3 spettatori. Lei invece sembrava apprezzare la nostra presenza quasi quanto quella lingua che le invadeva la figa. Maria Stella era di tempi lunghi e Franco lo sapeva bene infatti non ho mai visto un uomo dedicarsi tanto a lungo e con tanta passione al sesso orale. Quando si staccò lei era lucida sbavante direi, ma lui non aveva ancora terminato. "Sabri tesoro mi faresti un favore? Potresti andare a prendere in camera tua quel giocattolino che ti ho visto usare?". Questa volta ero io in imbarazzo ma dovetti andare. Franco continuò il lavoro di lingua succhiandole le labbra carnose mentre le spingeva nella figa dilatata il mio vibratore. Andò avanti per un pò ma lei non veniva, decise quindi di fare un gioco: "Ora amici ognuno di voi esprimerà un desiderio, cosa volete che le faccia? Stefano amico mio inizia tu"....
Sabrina

Al mare

A questo punto sarete curiosi di sapere cosa ci dicemmo io e Maria Stella in acqua, se ancora non ci siete arrivati da soli i nostri nuovi amici sembravano la proiezione di me e Stefano fra qualche anno. Una coppia felice, innamorata, complice e molto libera. Trovai subito molti punti di contatto con quella donna e nonostante il corpo femminile non abbia suscitato in me mai particolare interesse le sue carezze "materne" erano piacevoli. Non mi andava di ricambiare ma lei non ebbe nulla da ridire. Continuava a ripetermi che avevo un bel corpo e che le ricordavo la sua gioventù. Notai lo sguardo di Stefano e ne fui felice. Il discorso scivolò presto sul bel Franco e lei mi raccontò che erano molto amici, tutti e 3, lasciandomi intendere ciò che sapevo già. La loro storia era molto simile alla nostra, il marito aveva la stessa passione del mio Stefano e frequentavano la spiaggia quando avevano voglia di trovare nuovi amici che la scopassero. Naturalmente Franco aveva la precedenza ma con lui era diverso, non era solo sesso erano amici nel vero senso della parola. Poi fu il mio turno di raccontare, e quello che raccontai voi lo sapete già. Quello che mi mancava rispetto a lei era solo aver fatto sesso con Franco, ma le sue mani sul sedere poco fa mi lasciavano presagire che non sarebbe mancato ancora molto. Quando uscimmo dal mare raggiungemmo i nostri rispettivi compagni sotto l'ombrellone. Notai lo sguardo di Stefano calamitato dalle forme di Maria Stella e fui davvero felice di provare quel brivido di gelosia che mi fece gonfiare la vagina. Anche il marito di Maria Stella se ne accorse e con fare del tutto naturale invitò la moglie ad aprire le gambe indirizzando lo spettacolo proprio in direzione di Stefano che diventò rosso come un bambino sorpreso a rubare le caramelle ma non potè fare a meno di studiare a fondo l'anatomia della nostra nuova amica con evidenti reazioni tra le gambe. Come sapete non ha conosciuto molte fighe finora e la novità si sa attira sempre. Mi sembrò giusto ricambiare assumendo la stessa posa verso il marito di Maria Stella e verso Franco con il risultato che ci ritrovammo circondate da 3 cazzi ben duri in nostro onore, senza più contare tutti quelli che stavano eiaculando poco lontano. Eravamo felici, non lo si poteva negare. Franco decise di festeggiare la nuova conoscenza con una cena a casa sua la sera, avremmo fatto una ricca grigliata di pesce fresco sul terrazzo. Questo si che era il paradiso! Non aveva bisogno di specificare di lasciare a casa i vestiti, i suoi amici conoscevano le regole di casa sua ed accettarono con entusiasmo. Essendo il nostro primo giorno di sole non era il caso di esagerare, più me dato che Stefano è già scuro di suo anche se non aveva mai esposto il sedere al sole prima di allora e mi piacque vederlo praticamente arrostito. Lasciammo la spiaggia con la promessa di tornarci l'indomani e tutti i giorni seguenti, il sole si sa va preso gradualmente! I nostri amici invece restarono là per la gioia dei nuovi guardoni ancora da segarsi. Per buona parte del tragitto restammo nudi anche in auto,ci coprimmo solo all'arrivo nel paese. "Spero non vi dispiaccia se ho invitato i miei amici a cena ma mi è sembrato ci fosse una bella intesa" esordì Franco. "Nessun problema, anzi è sempre bello fare nuove amicizie e poi chi mangia da solo si strozza" commentai. "Beh vi devo avvisare però che potrebbe essere una serata un pò particolare, so già che potrebbe finire con me che scopo la Maria Stella..." notai un sussulto forse di invidia da parte di Stefano che ingenuamente non aveva ancora ben compreso la natura del loro rapporto. "..ma ci tengo a precisare che voi non sarete obbligati a fare nulla che non vi vada, anzi se devo essere sincero, Maria Stella è una cara amica ed è giusto dedicarmi un pò a lei, sarei molto felice se vorrete farci da "pubblico", è una cosa che la eccita terribilmente, ma per voi ho ben altri programmi, spero non vi dispiaccia rimandare ancora...questa sarà la serata dedicata a Maria Stella, per noi ci sarà tempo". Questo continuo rimandare era la cosa più eccitante che avessi mai vissuto finora, sapevamo tutti che prima o poi sarebbe successo e prometterselo tacitamente aumentava a dismisura il desiderio. ero perfettamente d'accordo e poi finora non mi ero mai trovata nella parte della guardona ero davvero curiosa di vedere cosa si prova.
Sabrina

Il timido Riky

Così passarono circa 6 mesi di incontri saltuari con Enrico, e la nostra affinità cresceva, nel frattempo io avevo compiuto i 17 anni e il mio sedere si era praticamente abituato alle notevoli dimensioni di quel porco di Enrico, anche le mie orecchie ormai erano abituate alle sue frasi creative, insomma per quanto mi piacesse e godessi bene con lui era tempo di novità. Nella comitiva era entrato un ragazzetto nuovo, non ricordo bene chi lo avesse portato anche perchè era un tipo molto molto timido era difficile avvicinarlo ma era sempre presente. Io e Stefano non eravamo più gli unici single e questo ragazzo carino, con un fisico ben definito mi incuriosiva. Peccato solo che rispondesse a monosillabi ogni volta che tentavo un approccio anche normale, non sapevo proprio da dove iniziare e non capivo come mai non avesse una ragazza, brutto assolutamente non era. Era il 7 marzo quando ottenni il suo numero di telefono, ricordo la data perchè passammo un'intera serata a chiacchierare, il giorno dopo ci sarebbe stata quella cazzo di festa della donna, le ragazze del gruppo si erano organizzate per andare a festeggiare nei night club, i ragazzi ne avrebbero approfittato per una serata al maschile, probabilmente andando a puttane. Entrambe le soluzioni erano piuttosto squallide e scontate per entrambi, decidemmo di sottrarci a questi riti di massa. "Se proprio devo guardare un bamboccio che si spoglia senza anima preferisco che quel bamboccio lo faccia solo per me, io ho casa libera e tu sei un bel bamboccio, che ne dici?" Ci fu un interminabile minuto di silenzio, forse pensava ad uno scherzo. "Ma si dai scherzavo era chiaro, però la casa libera ce l'avrò davvero, se
non hai da fare magari passa mi fa piacere". Io ovviamente non scherzavo affatto ma dovevo creare una trappola come si deve se volevo farlo cedere. Non fu facile riprendere il discorso la sera quando mi venne a trovare, feci partire una musica soft, mi sistemai sul divano e tra un bicchiere di vino e l'altro (era un periodo parecchio alcolico si) rilanciai la proposta, questa volta senza scherzare. Capii che ero serissima e diventò più rosso del pantalone che indossava. "Ma..io...beh...non ne sono capace" tentò di sottrarsi il timido Riky. "Ma dai! Tutti sono capaci di spogliarsi, non dirmi che fai l'amore vestito!" "Ehm....veramente io....non faccio l'amore, non l'ho mai fatto ecco!". Questa volta ero io incredula, se non me lo avesse detto così rosso in viso non gli avrei creduto ma mi sfiorò l'idea che le ragazze non gli piacessero e non sapevo come dirglielo senza offenderlo. Fu lui a prevenirmi "no, non pensare male, la topa mi piace, pure troppo è che lo vedi sono timido, non ho mai il coraggio di provarci". Mi sentii sollevata, non volevo abbandonare la partita. "Beh allora mi concederai l'onore di essere la prima a vederti senza vestiti? Dai festeggiamo!". Timidamente si lasciò convincere e lo spettacolo che vidi mi mandò su di giri, non fu certo uno spogliarello professionale ma non era quello che cercavo. Riky si lasciò ammirare, lo feci girare, camminare...sembrava sciogliersi al punto che quando lo invitai ad avvicinarsi per guardare meglio mi si parò davanti, completamente nudo con il pisello che penzolavaproprio a pochi cm dal mio viso. Allungai una mano, non si ritrasse ma gli venne duro in un istante. Era il mio via libera, alla mano feci seguire le labbra, ebbe un brivido...chissà in quanti ricordano le emozioni del primo pompino...ovviamente non fu un vero e proprio pompino,mi bastò accoglierlo in bocca e in due colpi di lingua lo sentii fiottare nella mia gola. Mandai giù tutto per levarlo dall'imbarazzo dimostrandogli che non c'era nessun problema. Era ancora rosso in viso e si scusò mille volte, lo rassicurai continuando a leccargli la cappella finchè non si tranquillizzò. Non era il caso di andare oltre quella sera, ma io stavo diventando Sabrina bocca e culo e il pensiero di sverginare questo bel giovanotto divenne una costante nei giorni seguenti. Lui non avrebbe mai avuto il coraggio di chiedermi altro, già i pompini che divennero sempre più frequenti lo mandavano in estasi e con il giusto allenamento diventò sempre più bravo a controllarsi facendoli durare sempre di più. Quando mi accorsi che aveva raggiunto la durata giusta tornai all'attacco. C'è da dire che durante i nostri incontri di sesso orale io restavo sempre completamente vestita, lui non ricambiava non perchè non volesse ma perchè non sapeva come fare. La maggior parte di quei pompini si svolgevano in auto, lui era da poco maggiorenne, quindi anche volendo...alla prima serata di casa libera di nuovo lo invitai a salire per stare più comodi. Dopo qualche succhiata per indurire bene l'arnese mi fermai. "Oggi ti mostro anche io qualcosa". Era fuori di sè, sicuramente non se l'aspettava, mi spogliai, mi lasciai guardare. "Vedi questa è la figa, ma anche io come te non l'ho ancora data a nessuno." Questa dichiarazione lo rassicurò prima di sentire il resto. "Dietro però c'è il culetto...e qui si può entrare tranquillamente...se ti va". Non dimenticherò mai l'espressione di stupore che vidi sul suo viso. Il sesso anale lo aveva visto e sognato tante volte nei film porno ma era convinto che mai nella vita sarebbe capitato proprio a lui. Fu un'inculata meravigliosa, forse anche per tutte le lezioni ricevute nei film, riuscì a farmi godere come piace a me e venne anche lui fino a sfinirsi. Il mio timidone!
Sabrina


I guardoni.

(in foto: nudista, fonte non pervenuta)

Noto con grande piacere che Sabrina ha deciso di parlarvi di Enrico. Beh, dopo questa parentesi, che ne direste di tornare alla nostra vacanza? Allora, dove eravamo rimasti? Franco voleva mostrarci un piccolo angolo di paradiso, una spiaggia poco frequentata che, come ci disse lui, ci avrebbe fatto venir voglia di rimanere lì in Sicilia per tutta la vita. Dopo tre quarti d'ora di macchina, Franco parcheggiò l'auto in una strada polverosa, costeggiata da lunghi muretti di pietre a secco. Proseguimmo a piedi, e alla fine di questo sentiero c'era una pineta. Il sole picchiava tanto; Franco era a dorso nudo. Sabrina, lungo il sentiero sbuffò e si sfilò la maglia dal corpo, quasi strappandosela via, liberando i suoi seni. Io mi guardai intorno, ero preoccupato perchè qualcuno avrebbe potuto vederla.
"Che caldo! Ma quando arriviamo?" chiese.
"Siamo quasi arrivati" disse Franco. "Subito dopo quella pineta c'è la spiaggia. Vi devo avvisare che il posto lo conoscono pochi, per fortuna. Ma ogni tanto è facile imbattersi in qualche guardone. Spero che non ti dia fastidio, Sabrina".
"No, figurati. Con voi mi sento al sicuro".
Giunti a destinazione ci rendemmo conto che Franco aveva davvero ragione; quello era davvero un piccolo paradiso. La spiaggia era molto lunga, e la sabbia era pulita. C'erano poche persone, tutti uomini, ma Sabrina non si fece intimidire, e tirò giù anche la gonna e il perizoma. Ci spogliammo anche noi. Notai che la presenza di Sabrina aveva provocato non poche reazioni da parte degli uomini, che se ne stavano sui loro teli a fissarla. E notai che se, appena arrivati, quelle persone avevano dei cazzetti piuttosto mosci, ora, in presenza della mia fidanzata, avevano raggiunto erezioni spropositate. A Sabrina non doveva dispiacere quella situazione, forse si sentì gratificata da tutta quell'eccitazione. Così andò a tuffarsi in acqua, per poi riuscire, con il corpo zuppo d'acqua, e vi garantisco che era uno spettacolo per tutti i presenti, vederla uscire da quel mare, con la pelle luccicante di salsedine, e con le tette che ballavano e cozzavano una contro l'altra ad ogni passo che faceva verso di noi.
Franco aveva portato un grande ombrellone colorato, perchè il sole era cocente e non avremmo resistito a lungo. Sistemammo i nostri teli all'ombra e ci rilassammo. Sabrina aveva però la pelle molto delicata, e se non avesse messo la crema protettiva, per lei sarebbero stati guai.
"Chi è così gentile da darmi una mano?" chiese.
"Beh, Stefano, se non ti da fastidio, vorrei avere io questo privilegio" disse Franco.
"Figurati, è tutta tua".
Sabrina si stese sul telo a pancia in giù e socchiuse gli occhi, aspettando soltanto che le mani di Franco facessero il loro lavoro. Così, presa la boccetta della crema protettiva, il nostro amico iniziò un lento massaggio alle spalle di Sabrina. Poi delicatamente scese verso il culo, su cui insistette particolarmente. Gli apriva le natiche e poi gliele comprimeva una contro l'altra, proseguendo con questo movimento a lungo. E quando le apriva gli si presentava il buco del culo, come un angolo di piacere, un avamposto della lussuria. E con un dito glielo accarezzò, e lei fece un sussulto. Il buchetto si aprì leggermente. Ormai, dopo tanto sesso anale, il buchetto di Sabrina si apriva senza fare troppi capricci. Mi accorsi che il cazzo di Franco stava raggiungendo la massima erezione; era la prima volta che lo vedevo in quello stato, ed era proprio come nel sogno. Era pazzesco. Una nerchia che non finiva più. E da come guardava il sedere della mia fidanzata, e più precisamente il suo buco, pensai che volesse piantarglielo dentro. Poi si interruppe non appena si accorse di qualcuno che si avvicinava a noi. Era una coppia di mezza età, marito e moglie, che Franco sembrava di conoscere bene.
"Maria Stella, Ettore! Che piacere rivedervi!" disse, mettendosi in piedi.
"Il piacere è tutto nostro, te lo assicuro" rispose la donna, che ammirò l'erezione gigante di Franco.
Dopo averci presentato a loro, la coppia piantò il proprio ombrellone proprio di fianco al nostro. Era chiaro che avremmo passato il pomeriggio insieme a loro, e la cosa non mi dispiaceva, perchè nonostante l'età avanzata, notai che Maria Stella aveva un corpo meraviglioso, ben scolpito, con un bel seno, e un sedere che mi incantò perchè era aggrazziato come quello di una ragazza di vent'anni, ma morbido come quello di una mamma. Il marito era messo piuttosto male; flaccido, con la classica pancia degli uomini di mezza età. E aveva il petto pieno di peli grigi. E vogliamo parlare del pene? Era inconsistente, forse non ne avevo mai visto uno così piccolo. E non sembrava affatto intenzionato a dare cenni di vita. Maria Stella invece era meravigliosa, aveva la pelle liscia, che veniva voglia di baciarla, e la vagina era depilata e slabbrata, aperta oscenamente. Ne doveva aver presi tanti di cazzi che adesso le sue labbra erano, come si dice a Napoli, sguarrate.
"E allora, Franco" disse Ettore. "Era da parecchio che non ci si vedeva. Dovete sapere" e questa volta si rivolse a noi, "che abbiamo conosciuto Franco proprio su questa spiaggia, due anni fa. A dire la verità fu tutto merito di mia moglie, che gli cominciò a girare attorno come una ragazzina del liceo".
"Beh, ma come si può resistere ad un uomo così" continuò Maria Stella accarezzando il petto di Franco.
"Effettivamente è davvero un bell'uomo" confermò Sabrina.
"Sabrina, che bel nome" disse Maria Stella. "Mi ricordi molto la mia giovinezza. Ti va di fare un bagno insieme? Mi piacerebbe scambiare due parole con te, come una madre farebbe con una figlia".
"Con molto piacere".
Sabrina e Maria Stella si avviarono in acqua, ma senza allontanarsi troppo, si fermarono dove il mare era all'altezza dell'ombelico. Notai che parlarono molto, ma non vi saprei dire cosa si dissero. Poi Maria Stella si prese nei palmi delle mani dell'acqua e la portò ai seni di Sabrina, toccandoglieli amorevolmente, e i capezzoli, a quel contatto, gli si indurirono. Arrivarono i guardoni di cui parlava Franco, che si appostarono dietro dei cespugli, e guardando in direzione delle due donne, si menarono l'uccello in modo compulsivo. Iniziammo a parlare di loro; Ettore disse che erano dei poveracci, sicuramente delle persone che vivevano la loro sessualità in modo sbagliato. Franco gli diede ragione. Ma ne Sabrina ne Maria Stella si lasciarono distrarre da quelle presenze. Continuarono a parlare liberamente, come una madre e una figlia, appunto. Ma è difficile dire quale fosse l'argomento della loro conversazione. Maria Stella era molto affettuosa, e spesso abbracciava teneramente Sabrina, premendo i suoi seni contro quelli della mia fidanzata. Era così bello vederle esprimersi tutto quell'affetto, nonostante si conoscessero soltanto da un'ora, che mi estraniai dalla conversazione che stava avvenendo sotto gli ombrelloni, tra Franco e Ettore, che si stavano facendo un sacco di risate sulla goffaggine dei guardoni, che si ostinavano a nascondersi, nonostante la loro presenza fosse così evidente.

Stefano.