sabato 23 giugno 2012

Bisogna festeggiare!

Tony e Rosario avevano saputo del nuovo lavoro e avendo lasciato un invito in sospeso ne approfittarono per portare me e Stefano a ballare per festeggiare. Naturalmente le intenzioni dei due baldi maschietti erano ben altre ma non sempre tutto va come previsto.
A ballare ci andammo certo ma Tony si fece prendere troppo presto dall'alcol e completamente sbronzo finì a ballare con me incollato con le mani sulle chiappe cercando di tirarmi su la gonna, anche io ero un pò brilla e lo lasciai fare. Avevo caldo ed ero tutta sudata, con la gonna e la camicetta incollate al corpo. Tony non si rendeva più conto di quello che faceva, si tirava fuori l'uccello premendomelo contro la pancia, mi palpava come un pazzo approfittando della confusione.
Stefano però si stufò presto di quella scena già vista e andò a fare un giro. Tornò dopo una ventina di minuti.
"Tesoro ho conosciuto dei ragazzi africani, sembrano simpatici, gli ho detto che ero in compagnia della mia fidanzata che aveva qualcosa di importante da festeggiare, che dici andiamo da loro?"
"Si, ma.." indicai Tony completamente fatto.
"Lasciamolo qui, si riprenderà, dai andiamo". Abbiamo lasciato Tony e Rosario e siamo usciti dal locale troppo affollato.
Fuori ci aspettavano due giovani stalloni neri come la notte in pantaloni di tela e camicia leggera.
Il primo si chiamava Luc ed era alto e muscoloso, l'altro era più piccolo, molto carino e si chiamava Daniel. Avevano tutti e due i capelli cortissimi, ero già eccitata sperando che le cose andassero come dovevano stavolta.
"Visto che era d'accordo? Ve lo avevo detto. E' Bella vero?" chiese Stefano.
"Ciao tu sei Sabrina giusto?" hanno risposto quasi in coro mettendo da parte Stefano.
"Salve" ho risposto con la testa già tra le nuvole, mi girava la testa.
Li abbiamo seguiti fino al loro piccolo appartamento, per strada ho preso la mano di Daniel per non perdere tempo mentre Luc mi parlava dell'Africa, della loro fraterna amicizia, lasciandomi intendere quanta complicità ci fosse tra quei ragazzi, cosa che da sempre mi eccita da morire.
"E voi dove dormite?" ha chiesto Stefano quando siamo entrati in quel minuscolo appartamento.
"Vi facciamo vedere la nostra camera"
"Si si" ha incitato Stefano sempre più impaziente.
Faceva un caldo quasi insopportabile il sudore continuava a bagnarmi la camicetta, rendendo visibili i seni dai capezzoli eretti. Anche la gonna si macchiò sul solco tra le natiche di sudore, lo sentivo colare dappertutto, tra le cosce sotto le braccia, sotto la gonna. Le mutandine erano fradicie.
"Al caldo ci si abitua, noi stiamo sempre nudi in camera" mi raccontava Daniel.
La camera non era vuota, su uno dei tre letti era steso un uomo nudo con l'uccello all'aria lucido di sudore.
"Ma c'è qualcuno!" esclamai quando mi resi conto che quell'ombra nera era vivente e molto ben dotata.
"Si è Paul" ha detto Luc "Paul! Ti abbiamo portato compagnia dai vieni". Il ragazzo è sceso dal letto per stringerci la mano.
Aveva un grosso uccello e due grossi coglioni luccicanti che ballavano ad ogni movimento.
"Salve ragazzi....cazzo ma sei stupenda!"
"Paul è fatto così, un pò rozzo ma sincero" ha sorriso Daniel.
La vista del suo membro che diventava ritto mi fece bagnare.
"Fa caldo qui dentro, rischiamo di essere disturbati?" si è informato Stefano.
"Viviamo da soli, siamo tranquilli"
"Allora mi metto comodo, fallo anche tu amore si crepa dal caldo qui"
"Vuoi una birra?" ci ha proposto Paul.
"Si" ha risposto Stefano levandosi la maglietta e in breve restando nudo, venendo imitato dagli altri due.
Mi trovavo in mezzo a quattro uomini nudi e rimasi imbambolata.
Ci ha pensato Paul eccitato al massimo a venirmi vicino per levarmi la camicetta. Non avevo il reggiseno e sentivo la figa e il culo invocare pietà. Paul si è abbassato per sfilarmi prima la gonna e poi le mutandine.
"Dai Sabri rilassati" mi ha detto il mio fidanzato mentre Daniel al suo fianco si stava già accarezzando l'uccello.
E vabbè me lo aveva chiesto lui...mi sono chinata e ho iniziato a succhiarlo al piccoletto, Stefano mi guardava fare ridendo con la verga tesa, mentre anche il membro di Luc cominciava ad alzarsi. Mi sentivo tutta dilatata eccitata all'idea di essere presa così. sapevo cosa mi aspettava ma non immaginavo ancora come ci sarei riuscita con quei tre stalloni.
"Dai vieni qui" mi ha fatto sdraiare Paul sul suo letto, lasciando modo a Luc di mettermi la testa tra le cosce per far andare la lingua tra le mie grandi labbra, mi succhiava la figa mentre io leccavo a gran linguate il cazzo di Daniel. Aveva l'uccello piccolo paragonato a quello enorme di Luc.
"Coraggio inculatela" ha gridato Stefano allargandomi le natiche con le mani mostrando il mio ano.
"Bene hai sentito il tuo fidanzato? Dobbiamo fargli vedere ciò che desidera" mi ha detto Paul palpandomi i seni.
"Si..ma.." volevo prendere tempo per godermelo al meglio.
"Cazzo sei buona" cercava di invogliarmi Paul leccandomi il collo e io mi lasciavo fare da tutti e tre. Mi leccava i capezzoli, me li mordeva.
Ero eccitatissima prima di tutto perchè stefano non stava perdendo una sola delle mie leccate al cazzo di Daniel e poi perchè il grosso Luc si stava apprestando a penetrarmi il culo. Lo spingeva con violenza, Stefano vedeva chiaramente il grosso membro entrare e uscire dal mio ano mentre io mi dimenavo e sbavavo sui coglioni di Daniel.
Con una mossa acrobatica Paul è scivolato sotto di me a pecora e mi ha messo la bocca fra le cosce, mi succhiava la figa mi apriva le natiche con le mani per facilitare l'entrata al suo amico. La sua lingua arrivava in ogni minima piega della mia carne, mi prendeva in bocca il clitoride e lo succhiava come stavo facendo io sul cazzo dell'altro amico.
Non riuscivo a vedergli il cazzo ma lo ricordavo grosso e teso con i grossi testicoli coperti di peli neri e ancora una volta mi tornò in mente Lorenzo.
Iniziai a gridare di piacere senza accorgermi che nel frattempo Paul cercava di sostituire la lingua con il cazzo in fondo alla mia vagina. Mi girava la testa, ne volevo di più e supplicavo Paul di andare più forte nonostante la limitatezza dei movimenti in quella posizione. Volevo essere sfondata.
I coglioni dei due ragazzi presero a sbattere tra di loro ma non ci fecero caso tutti presi dalla monta, non so quante mani mi stavano palpeggiando si seni eccitandomi ancora di più.
La verga di Paul scivolava ora con facilità nella figa tanto ero bagnata, godevo senza controllo e ancora non mi bastava.
Quando Luc è uscito di colpo dal mio culo ho sentito un dolore tremendo ma in un secondo ho sentito la bocca di Stefano incollarsi tra le chiappe per succhiarmi il culo e lenirmi il dolore, mi aspirava l'ano per renderlo disponibile al secondo pisellone nero.
Tra i ragazzi c'era una sincronia perfetta, riuscivano a fermarsi in tempo per non venire e scambiarsi così i miei buchi.
Fu il turno di Daniel che si sdraiò facendomi sedere sul suo cazzo con il culo, mentre Stefano rimase in ginocchio là dietro pronto ad infilare la lingua appena anche l'altro si fosse stancato di incularmi. Luc invece è venuto davanti con l'uccello ritto appena uscito dal mio culo, me lo ha avvicinato alla faccia e se lo è fatto prendere in bocca. Mi lasciavo guidare, il grosso membro sapeva del mio culo e lo succhiavo con più gusto, palpandogli i coglioni molli, ci giocavo, li pizzicavo. Il sapore selvatico di quel grosso membro mi piaceva in modo veramente osceno.
Nel frattempo il terzo cazzo si stava avvicendando nel mio culo, era il più grosso e ha dovuto forzare un pò per farmi dilatare, alla fine è entrato in un sol colpo. Se non avessi avuto in bocca l'uccello di Luc avrei gridato fortissimo. Era violento e grosso ma lo volevo lo stesso.
Presa dall'eccitazione non mi ero resa conto che Daniel prima di lasciare l'ano all'amico mi aveva sborrato nel culo, aveva l'uccello molle e luccicante di sperma mentre io iniziavo a cacciarlo sulla verga di Paul lubrificandogli la scopata. Di colpo, quasi simultaneamente Paul e Luc sono venuti uno in bocca e l'altro in culo.
Ho bevuto tutto lo sperma di Luc, era caldo e denso e mi colava dalle labbra. Paul non si muoveva più restava affondato con l'uccello nel mio culo mantendosi alle mie chiappe stringendole forte, aprendole, fu in quel momento che ebbi il mio orgasmo violento.
Per cercare di riprendermi mi sono spinta tra le natiche di Daniel, gli ho sollevato il culo e lo leccavo tutto intorno all'ano. Le gambe del ragazzo tremavano ad ogni linguata, non riuscii a trattenermi, fu istintivo e totalmente fuori controllo lasciarmi andare ad una possente pisciata sul letto di Paul, gemevo e pisciavo. Quando fu uscita tutta Paul è finalmente uscito dal mio ano e Luc si è avvicinato per asciugarsi la verga sul mio viso.
Quando siamo tornati a casa avevo difficoltà a camminare, sentivo ancora l'uccello di Paul nel culo che era rimasto aperto.
Sabrina

venerdì 22 giugno 2012

Non era ancora abbastanza

Uscire per strada con i vestitini nuovi non mi faceva passare inosservata, venivo abbordata parecchie volte per richieste o proposte sconce.
"Ehi bella figona! Non vuoi qualcosa di duro? Attenta che ti si vede la passera tra un pò" era il genere di frasi che raccolsi quella mattina andando all'hotel. Ma io ero concentrata sul nuovo lavoro e soprattutto non vedevo l'ora di sorprendere Lorenzo con il mio nuovo look da zoccola.
Lorenzo....che fine aveva fatto? Dopo il fattaccio con la sua quasi ex fidanzata non si era fatto più sentire nemmeno il giovedì, iniziavo ad essere triste. C'è una differenza sostanziale tra le torture a cui mi sottoponeva lui e quelle che Luana infliggeva al mio fidanzato. In Lorenzo si poteva apprezzare la passione, c'era sentimento anche se abilmente nascosto, in quella donna no. Era puro divertimento sadico, riusciva a restare fredda e distaccata, non provava nulla per Stefano, non lo usava nemmeno per piacere era solo smania di comando, ed era per questo che l'ultima punizione non la rese soddisfatta. Aveva pensato che pisciargli in bocca fosse il massimo dell'umiliazione ma vederlo così accondiscendente le aveva dato sui nervi ancora di più. Passò l'intera giornata a pensare al modo più crudele di prendersi una rivincita e alla fine lo convocò nuovamente in camera sua. Era fortemente determinata a far provare al mio fidanzato ogni genere di schifezza, e solo quando lo avrebbe umiliato a dovere avrebbe tratto piacere e gli avrebbe permesso di godere di lei.
Quando Stefano si presentò in camera sicuro di sè, visto come aveva affrontato l'ultima prova non trovò Luana da sola. Seduto sulla poltrona accanto a lei c'era il nuovo aiuto cuoco indiano che aveva preso il posto di Demi. Tra loro due non si era instaurata ancora la dovuta confidenza, Stefano non sapeva che Ali fosse tranquillamente bisessuale, ma il pensiero non lo sfiorò, probabilmente stavolta vuole umiliarmi facendosi scopare da lui davanti a me, pensò e già si eccitò all'idea.
Ma i programmi di Luana erano ben altri. "Allora cocco" iniziò lei palpando l'uccello dell'indiano da sopra al pantalone "non sono sicura di essermi spiegata bene ieri, e ho pensato ad un ripassino" e terminò la frase bendando Stefano con un foulard che gli impediva di vedere cosa sarebbe accaduto. "Non vuole essere guardata" pensò.
"Sei diventato un bel vizioso a scopare nell'ufficio di mio marito, e dato che non sei l'unico a cui piace scopare vedremo come te la caverai con il mio amico". Finalmente il gioco veniva allo scoperto e l'eccitazione di Stefano crollò di colpo.
"Mi lasci andare Signora...credo si stia esagerando". Stefano era sincero ma disse esattamente le parole che Luana voleva ascoltare per proseguire. Se ne accorse quando le mani di Luana gli sbottonarono i pantaloni per tirarli giù.
"Ti insegno io a scopare nei luoghi adatti"
"La smetta non mi sembra il caso". Più si ribellava più Luana si convinceva.
"Stai rischiando grosso a contraddirmi". Spinse Stefano contro il muro mentre Ali si tirava fuori l'uccello già ritto.
"Avrai una bella lezione. Dai Ali scopami sto ragazzaccio impertinente. Voglio proprio vedere".
"No" provò a ripetere Stefano mentre già sentiva le dita dell'indiano sulle chiappe per allargarle.
"Oh che bel culo!" esclamò l'indiano arrapato "Dai allarga queste belle cosce che ti scopo".
Stefano era terrorizzato non potendo nemmeno vedere le dimensioni del fallo che si apprestava a riempirgli il culo. Luana soddisfatta finalmente gli guardava il cazzo moscio. ali afferrando le natiche di Stefano con entrambe le mani si divertiva ad aprirle e chiuderle premendole l'una contro l'altra in una sorta di massaggio preparatorio. Suo malgrado Stefano lo trovava piacevole al punto di iniziare ad eccitarsi, finchè sentì le dita avvicinarsi al buco, lo toccava e lo guardava. Di certo si accorse che non era un buco vergine e sorrise pensando che facesse tutta scena ma che in fondo nel culo piace proprio a tutti.
"Dai non perdere tempo" urlò Luana indispettita, il suo scopo non era quello di far provare piacere al suo schiavo "Fagli schizzare l'uccellino nel culo". ali non la ascoltava continuando a manipolargli l'ano con le dita, è vero che voleva farsi quel culo ma lui a differenza di Luana ci teneva che Stefano ne provasse piacere, non si sa mai che magari glielo avrebbe richiesto, e infatti la sua eccitazione aumentava.
L'uccello di Ali era corto, il glande più sottile dell'asta, quasi affilato. Vedendo il cazzo completamente eretto Luana allungò una mano per masturbare la sua vittima, questa manovra lo fece aprire, era eccitato e non poteva più nasconderlo.
"Guarda, gli piace...è duro!" fece notare Ali "Apri di più le cosce". A questo punto non aveva più senso resistere, Stefano ha obbedito e il pene gli è entrato subito nel culo, non era abbastanza grande da riempirlo, aveva sopportato molto di peggio ma fu il contatto dei testicoli sui suoi che lo eccitarono maggiormente. Non durò a lungo, l'indiano lo scopò fino a venire di colpo e Stefano ebbe un orgasmo simultaneamente in mano a Luana, sentendo il seme dell'altro spandersi in lui. Luana è scoppiata a ridere sentendosi la mano tutta bagnata. Intanto Ali era uscito dal suo culo ma continuava a sborrare schizzandogli sulla schiena e sulle cosce, non era dotato ma sembrava un torrente per quanta ne cacciava.
"Ecco ora avrai imparato la lezione, Ali lasciaci soli".
Quando l'indiano fu uscito Stefano rimase sorpreso nel vedere dopo essersi sbendato Luana prendere il suo posto contro il muro, tirarsi su il vestito, allargasi le natiche con le mani, voleva essere inculata a sua volta, il suo scopo era stato raggiunto.
Stefano si incollò alle sue chiappe e la sodomizzò a gran colpi fino a sborrarle nel culo, a dimostrazione che si può restare perfettamente uomini pur prendendolo nel culo.
Sabrina
Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

giovedì 21 giugno 2012

Colloquio di prova

Il guardaroba era un passo importante nella mia svolta professionale, ora però bisognava fare un pò di pratica, il punto non era cosa avrei dovuto fare con i clienti, quello per fortuna lo immaginavo ma come ci sarei dovuta arrivare? Giuliano eccitato dalla vista dei nuovi vestiti si offrì gentilmente come al solito di prestarsi fingendosi un primo ipotetico cliente, mettemmo in scena così come sarebbe andato il mio primo incarico di lavoro, con Stefano naturalmente in veste di spettatore silenzioso. Dopo il nostro film porno Giuliano ci aveva preso quasi gusto a recitare e mise in scena una vera performance teatrale.
Per prima cosa ascoltò con interesse la mia proposta di accordo con l'hotel annuendo econcordando con quanto esponevo, poi rimase in silenzio un attimo fissandomi le tette e rispose.
"Capisco..solo che questo è un periodo difficile, un momentaccio non so come spiegare...oh dio diciamo che con qualche offerta più particolare ci potrei anche pensare..bisogna saperci fare mia cara, sa da quel punto di vista esistono molti hotel, non è questo che serve, bisognerebbe valutare piuttosto quanto voi siete in grado di accontentare i clienti, la gente oggi è esigente, lavora moltissimo e se viene in vacanza deve essere certa di trovare il modo di scaricare lo stress e molti di loro sanno essere molto capricciosi sa? Parliamoci chiaro se sarà capace di soddisfare le mie fantasie erotiche senza creare problemi potrebbe essere più convincente. E' una cosa difficile per te?"
"Non credo proprio, quello che gli uomini vogliono in genere io lo faccio volentieri per mio piacere. Il pompino ad esempio lo eseguo senza problemi e provandoci molto gusto. Quanto a farmi sodomizzare il mio fidanzato può confermare che è la cosa che mi fa godere di più".
"Questo è molto importante, sa in questo modo anche il vostro futuro matrimonio ne trarrà molti vantaggi economici e non solo". Terminando la frase Giuliano venne a sedersi più vicino a me.
"Le dispiacerebbe ora sbottonarsi la camicetta?". aprii i bottoncini uno ad uno e scostai l'indumento scoprendo il bellissimo reggiseno di pizzo nero appena acquistato.
"Davvero un bel personale questo albergo, non mi ero sbagliato. Ora esaminiamo le altre referenze, via anche la gonna ma non levi la camicetta". Obbedii docilmente.
Feci scendere la lampo di lato e mi sfilai la minigonna sollebando un piede poi l'altro. Indossavo un collant blu notte, insopportabile visto il caldo.
"esegua mezzo giro su stessa, molto lentamente per favore". Di profilo Giuliano mi ammirava il contorno del seno e del sedere che sporgeva.
"Non c'è che dire lei ha un fondo schiena bello da impazzire. basta così, adesso può sedersi comoda ma abbassi il reggiseno". Liberai le tette grosse, Giuliano le ammirò qualche istante prima di prendere a palpeggiarle delicatamente strizzando i capezzoli duri.
"Beh direi che è il momento di siglare questo accordo orale" facendo ben attenzione a scandire la parola orale e per chiarire meglio cosa intendfeva si alzò in piedi avvicinando l'inguine al mio viso.
Dato che non mi offriva nessuna collaborazione gli sganciai la cintura, abbassai la lampo e tirai giù i boxer prendendo in mano il membro già eretto. Come ricorderete Giuliano è dotato di un pene di dimensioni notevoli che ho sempre faticato a far entrare fino in gola.
Stefano mi guardava compiaciuto e con un cenno della testa mi invitò a proseguire.
Mi feci avanti lentamente con la bocca aprii le labbra e ingoiai tutta la cappella.
"Quanta fretta" mi fermò giuliano "Bisogna lavorare un pò con le mani prima" facendomi vedere come.
Lo accarezzai con una mano mentre con l'altra gli massaggiavo la pancia fino ai fianchi e alle natiche. Lui mi afferrò il seno mi tirava i capezzoli cominciando ad animare. Mi scostò la testa e guardandomi negli occhi mi fece capire che era il momento di passare al gran finale.
"Ora lo mettiamo dentro questa bella boccuccia". ingoiai il pene lentamente centimetro dopo centimetro finchè lui lasciandomi il seno posò la mano dietro la mia testa per spingerla copn decisione ancora più giù. stavo per soffocare mentre ricoprivo quell'asta di saliva. cominciai a pompare avendo difficoltà a respirare quando mi accorsi che Giuliano stava per raggiungere l'orgasmo, altre due o tre succhiate e l'asta lucida di saliva si scaricò nella mia bocca. Mandai giù il liquido caldo mentre lui continuava a tenermi la testa premuta sul suo cazzo. non mollò la presa finchè il grosso uccello non tornò in dimensioni ragionevoli.
Si rimise il pisello nei boxer massaggiandoselo soddisfatto: "La nostra collaborazione è iniziata nel modo più soddisfacente possibile".
Sabrina
Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

mercoledì 20 giugno 2012

Soddisfazioni

L'ufficio del signor Belmondo aveva una vista magnifica sulla spiaggia privata dell'hotel, nei momenti di calma ne approfittavo per uscire sul terrazzino e godermi la vista di tutti quei giovani corpi stesi al sole con costumi sempre più aderenti sulle loro forme anatomiche. Mi stavo rilassando tanto che quando mi sentii fue mani incollate sulle chiappe feci un salto. Non mi girai subito per provare a riconoscere il tono di quelle palpate, quando sentii sulla schiena un uccello duro non ebbi dubbi.
"Stefano amore! Che ci fai tu qui?"
"Sono venuto a controllare se la mia adorata quasi mogliettina stava facendo la brava, sai avevo quasi paura che con la scusa del lavoro mi stessi mettendo le corna"
Scoppiammo a ridere. Avevo voglia che continuasse e paura che arrivasse qualcuno, poteva entrare Luana o peggio qualche cliente in anticipo su un appuntamento. Ma Stefano mi aveva già girata e spinta contro la ringhiera del terrazzino. Aveva il cazzo all'aria, il grembiule da cucina aperto e i coglioni gonfi.
Si è afferrato l'uccello me lo ha agitato sotto il naso mentre mi apriva la camicetta per liberarmi i seni. Mi paplava le tette e cercava la mia bocca con l'uccello.
"Dai succhia in fretta devo tornare a preparare la cena"
"Non sei più esaurito?"
"Non posso lasciarti così eccitata, guardati i seni, sono sicuro che sei bagnata.." Ha abbassato una mano e l'ha infilata sotto le mutandine, ero fradicia, ho allargato un pò le cosce per farmi toccare per bene.
"Lo vedi? Dai succhia"
"E Luana? Se lei.."
"Appunto sbrigati" Mi ha spitno l'uccello sotto il naso e me l'ha passato sulle labbra.
Ho aperto la bocca e me l'ha spinto fino in gola, Stefano ormai lo sapete ha l'uccello non largo ma molto lungo, non riesco mai ad ingoiarlo tutto. Mi sono piegata in modo che potesse accarezzarmi la figa. Mi stringeva le labbra fradicie, mi stuzzicava l'ano, io avevo brividi dappertutto. Passavo la lingua intorno al grosso glande, sbavavo ero sempre più eccitata, col naso in mezzo ai suoi peli annusando l'odore di sudore. Il suo dito è entrato da solo nella figa.
Qualcuno ha bussato alla porta e abbiamo sentito la voce di Luana. Ero pietrificata con l'uccello palpitante sempre in bocca.
"Stefano? Sei là? Posso vederti un attimo?"
"Arrivo subito" ha risposto dandole la conferma chera là.
L'uccello gli si è ammosciato nella bocca, aveva avuto paura, ho alzato gli occhi continuando a succhiare.
"Non preoccuparti, continua.."
Gli ho preso l'uccello con le dita e me lo sono sfilato dalla bocca.
"Dobbiamo smettere Stè, quella si ingelosisce.."
"No no ne ho troppa voglia, togliti le mutandine voglio annusarti il culo"
L'uccello tornava duro era eccitato dal pericolo e io anche. Si è messo tra le mie cosce mi ha tolto rapidamente le mutandine e si è messo in ginocchio per leccarmi. Il vento caldo si univa alla carezza delle sue labbra ero sempre più sudata.
"Mi fai venire così" invece di rispondermi mi ha leccato la figa con maggiore foga. La lingua si infilava nel buco, mi solleticava il clitoride, ci girava intorno, lo mordicchiava.
"Sai di buono...di femmina" mi ha allargato le cosce per arrivare a succhiarmi l'ano.
Sentivo la presenza di Luana fuori la portama non avrei potuto fermarmi proprio ora. Non so che sapori ci trovò Stefano sudata come ero ma continuava a succhiarmi il culo col naso schiacciato all'entrata della figa, poi mi ha dato l'ultima slinguata tra le chiappe e si è alzato. L'uccello era ancora più grosso. Si è appoggiato con tutto il corpo e lo ha incollato alla figa appiccicosa. sentivo l'odore del mio culo e quello della figa fradicia. Mi ha strusciato la verga sulla vagina inumidendolo dei miei umori e della sua saliva. Il desiderio aveva preso il sopravvento, doveva mettermelo dentro. Il grosso membro ha trovato da solo la strada ed è entrato in un sol colpo fino in fondo. scopandomi ha iniziato a parlare per eccitarsi.
"Hai un buon odore di culo..mi piace la tua figa da troia, Sei molto pelosa amore come piace a me..e le tue grosse tette...guiarda come sono gonfi i capezzoli!" e continuava ad andare e venire in me sempre più in fretta. Aveva il menbro così duro che lo sentivo in fondo ad ogni colpo. Ero sempre più sudata e anche i suoi peli neri luccicavano. Gli guardavo l'uccello che entrava e usciva tra le mie cosce. Lo guardavo scoparmi e non si controllava più affondando sempre più profondamente tutto dentro coi coglioni schiacciati sul mio culo. Lo sperma è schizzato a fiotti caldi nella figa. Lo guardavo venirmi dentro, assaporavo la sua verga che adesso scivolava lentamente fra le miew labbra.
Ha tirato fuori l'uccello floscio dalla figa si è sciugato e si è ricomposto.
"Bene cara io torno a lavorare"
"Si amore" mentre il suo seme mi colava tra le chiappe.
Quando ha aperto la porta abbiamo trovato Luana fuori che aspettava.
"Pensavo stessi parlando con un cliente" ha detto indispettita
"Sabrina mi stava parlando di una cena importante che ci hanno commissionato" ha mentito salvandosi ma appena hanno svoltato l'alngolo del corridoio Luana lo ha baciato e si è tirata subito indietro con uno sguardo di fuoco.
Sabrina

martedì 19 giugno 2012