sabato 14 luglio 2012

Il tempo delle ciliegie.

(in foto: Jessie Rogers, Teen Ass Workship - Backstage, TeenFidelity.com)

Sì, in effetti mia sorella aveva sempre avuto un debole per gli uomini sposati. Ricordo che a diciotto anni aveva intrecciato una relazione con un uomo di quarant'anni, sposato, con una figlia che aveva la stessa età di Andrea. I loro incontri avvenivano di nascosto in un loft al centro, e facevano l'amore, ma poi mia sorella capì che per lui, lei era solo uno sborratoio. Insomma, ce ne sarebbero di storie da raccontare su di lei. Era una vera "rovina famiglie". Ogni volta che faceva l'amore con qualcuno, c'era una moglie dall'altra parte della città a cui spuntavano le corna. E da quando aveva conosciuto il signor Belmondo la rividi ritornare ai suoi diciotto anni, ai suoi primi innamoramenti. E d'altronde, al signor Belmondo, Andrea non dispiaceva. E un giorno la fece chiamare nel suo ufficio; lei, inutile dirvelo, ci si precipitò.
"Signorina, lo so che potrebbe sembrarle assurdo, d'altronde lei è così giovane, e io sono un uomo di mezza età, per non dire anziano. Ma lei ha qualcosa che mi eccita molto, sa?".
Andrea era seduta sulla poltrona di fronte alla scrivania del signor Belmondo, con le gambe accavallate. Appena si sentì dire quella cosa spalancò le cosce; non portava le mutandine sotto il suo vestitino e mise in mostra la sua vagina (già abbondantemente bagnata).
"Signor Belmondo, il mio corpo è suo. Può farne ciò che vuole" disse con un filo di voce.
"Caspita, quanta fretta! Vede, io mi ritengo uno spirito romantico, e in realtà avevo intenzione di invitarla a cena, questa sera. Cosa ne dice?".
"Molto volentieri. Dove?".
"A casa mia".
"A casa sua?!" Andrea era molto perplessa. Dopo quello che era successo con la moglie del signor Belmondo, si sentiva un pò in imbarazzo. Luana era una donna molto determinata, e avrebbe potuto fare anche una sfuriata se l'avesse rivista insieme al marito.
"Un'altra cosa" disse il signor Belmondo. "Vorrei che indossasse un vestito particolare, seducente, da pornodiva, se mi permette".
"Per lei questo ed altro, signor Belmondo".
Ma d'altronde come poteva rifiutare quell'offerta? Andrea provava un irresistibile attrazione nei confronti di quell'uomo, e non voleva lasciarselo scappare. D'altronde, un pò di corna, la signora Luana se le meritava. Così, mia sorella, quella sera ritornò a casa da noi e ci raccontò tutto. Sabrina era stupita ma felice.
"Hai capito la sorellona, che se ne va a letto col signor Belmondo!" esclamò.
"Ho l'impressione che il conto, Luana lo farà pagare a me" dissi.
Accompagnai Andrea in macchina a casa del suo nuovo corteggiatore. Avevano una villa faronica, ve l'ho mai detto? Una villa in periferia, di due piani, con un porticato enorme e delle colonne in stile impero romano. Dietro c'era un giardino con una piscina molto grande. Insomma, era un sogno. Mia sorella era vestita come una zoccola; aveva un vestito rosso cortissimo, infatti stando seduta al mio fianco, in macchina, le vedevo la vagina. Come al solito non portava le mutande. Non le portava mai quando sapeva di dover scopare con qualcuno. Il vestitino aveva uno scollo così lungo che finiva all'ombelico, e le tette si tenevano dentro per miracolo. Certo, non le aveva grosse come quelle di Sabrina, ma comunque era strano non vederle scivolare fuori.
"Mi raccomando, usate il preservativo" le dissi, da buon fratello responsabile.
"Credi che sono ancora una ragazzina? So quello che faccio. Me ne accorgo quando un uomo sta per eiaculare, che credi?".
Andrea suonò il campanello e le andò ad aprire Luana, che la guardò dalla testa ai piedi. A mia sorella le si bloccò il fiato in gola e non riuscì a dire nulla. Sperava che fosse lui a venirgli ad aprire la porta.
"E così, adesso, mio marito le puttane le fa venire a cena da noi...".
"Come si permette?" Andrea cercò di difendersi, ma con poca convinzione. "Non sono una puttana".
"Forse non lo sei, ma sappi che questa è la considerazione che ho nei tuoi confronti".
La fece entrare. La tavola nel soggiorno era apparecchiata con ogni ben di dio. Il signor Belmondo era seduto a capotavola e la stava aspettando. C'erano solo loro due; il figlio, probabilmente, era uscito. Quello stronzetto aveva il suo giro di povere disgraziate da usare come giocattoli.
"Si accomodi, la stavamo aspettando".
Andrea si mise a sedere al centro della tavola. Luana continuava a guardarla in modo inquisitorio. Cominciarono a mangiare e mia sorella si accorse che il tempo non passava mai. Non vedeva l'ora di rimanere da sola insieme al signor Belmondo. D'altronde, era per quello che era lì. Ad un certo punto, e in maniera inaspettata, squillò il telefono. Luana si alzò da tavola e andò a prendere il cordless. Rispose, e si allontanò. Doveva essere una telefonata abbastanza riservata.
"E così siamo rimasti soli" disse il signor Belmondo.
"Non aspettavo altro, mi creda".
"Non badi a mia moglie, lei è una persona... come dire... molto fiera di se".
"Lo so, me ne sono accorta".
"Beh, direi che siamo arrivati al momento della frutta".
"Sì, direi di sì".
Andrea si alzò dalla sedia e salì sul tavolo, e camminando sulle ginocchia e sulle mani andò verso il suo corteggiatore, e lo guardava con una voglia di cazzo senza precedenti. Arrivata in prossimità del signor Belmondo, si tolse il vestitino e lo buttò via senza pensarci, e spalancò le cosce proprio davanti al suo viso.
"Ecco, si serva" gli disse.
"Questo sì che è un frutto prelibato" il signor Belmondo avvicinò la bocca alla vagina di mia sorella e iniziò a succhiarla.
Andrea socchiuse gli occhi e tirò indietro la testa. Quell'uomo la faceva impazzire. Poi sentì qualcosa infilarsi tra le labbra; andò a guardare e scoprì che il signor Belmondo le stava infilando una ciliega dentro la vagina. Andrea sorrise e lo lasciò fare. Una volta dentro, lui riavvicinò la bocca al sesso di mia sorella e iniziò a succhiare, fino a quando la ciliegia, completamente impregnata di umori, uscì di nuovo fuori, e il signor Belmondo la mangiò. Fece un'altra volta la stessa cosa, con un'altra ciliegia, infilandola tra le labbra di Andrea; poi succhiò facendola venire fuori, anche questa ricoperta d'umori, ma questa volta la portò alla bocca di mia sorella, e gliela fece mangiare. Il gioco andò avanti per un altro paio di minuti; poi Luana ritornò, e vedendo quella scena lanciò il cordless contro la parete facendolo andare in mille pezzi, e se ne andò nella sua camera, piuttosto contrariata per quello che aveva appena visto.
"La lasci perdere, quella lì" gli disse il signor Belmondo, "è una donna molto acida. Le andrebbe di dormire qui, stanotte? Abbiamo una camera per gli ospiti piuttosto confortevole".
"Con molto piacere".

Stefano.

venerdì 13 luglio 2012

Una puttana di famiglia

Tutti quegli uomini che avevano penetrato Andrea non erano riusciti a tenere la bocca chiusa e in breve la notizia arrivò perfino alle orecchie del signor Belmondo. Messa da parte Gemma il nostro datore di lavoro si trovava orfano di una fighetta calda che potesse sopperire alla mancanza di attenzioni della moglie troppo impegnata su cazzi altrui e sentire il racconto di come Andrea sia riuscita a tenere testa a ben sei uomini di fila lo convinse che doveva almeno conoscerla. Ne parlò con Stefano facendo il vago, ma il mio fidanzato capì subito il senso delle sue parole e considerando l'attrazione di Andrea per gli uomini maturi considerò che poteva essere un buon partito per la sua sorellona, così le fissò un appuntamento direttamente nel suo ufficio.
Andrea di Stefano si fidava per cui accettò volentieri ma quando si trovò in compagnia di quell'uomo serio posato e affascinante iniziò a sognare ed era pronta a mostrare le sue armi più seducenti per colpirlo.
"Si sieda, si rilassi" la accolse lui.
Tutta quella gentilezza le faceva bene e si accomodò sulla poltrona.
"Si riposi, fa un caldo oggi, le preparo qualcosa da bere". Ma perchè continuava a darle del lei?
Andrea si lasciò andare sulla poltrona ma quando il signor Belmondo tornò dovette per forza notare la sagoma dell'uccello gonfio sotto la patta, aveva in mano un bichhiere di menta ghiacciata e nell'altra una macchinetta fotografica.
"Andrea, vorrei chiederle un piccolo favore"
"Mi dica" rispose lei felice di poterlo accontentare.
"Ho da molto tempo una collezione un pò speciale. Di pezzi molto particolari, e vorrei arricchirla con qualche sua foto"
Andrea si sentì lusingata nonostante l'approccio non fosse proprio dei più consueti.
"E' molto curioso da parte sua"
"Non sa quanto mia cara!" sogghignò lui per metterla alla prova.
Si avvicinò e le passò le mani sotto il vestitino, mia cognata non indossava le mutandine, si sarebbero viste troppo sotto il tessuto bianco. Sussultò per quella mossa inaspettata mentre lui le sollevava il vestito facendole prendere aria alla figa, che si bagnò ben presto perchè quell'uomo le piaceva eccome.
"Su lasciami fare, apri bene le chiappe ora, sei tutta calda, hai il culo bollente"
"Ma cosa vuol fare?"
"Ti scatto qualche foto alla figa e al culo, dai apriti di più devono venire bene"
Le ha aperto di più le cosce e ha iniziato i primi scatti di prova sui peli pubici e sulla vagina, poi l'ano. Prendeva primi piani della fessura e del buco del culo.
"Sei tutta aperta, ti apri da sola, riesco a prendere le tue labbra rosa" gli scatti proseguivano sul clitoride e lei era eccitatissima senza nasconderlo, sentiva l'ano dilatarsi. Scattò molte foto, poi le chiese di sollevare le gambe in alto per vedere bene il culo da sotto. Andrea si è messa le mani sotto le cosce e non si è più mossa, aveva il clitoride eretto mentrte si lasciava fotografare il culo.
"Ecco abbiamo finito" disse lui iniziando a guardare il lavoro.
"Bene sono venute molto bene" le ha fatte vedere anche a lei che rimase impressionata nel rivedersi la figa, il clitoride eretto e il buco del culo. Si sentiva spalancata ed eccitata vedendole, i capezzoli le scoppiavano. L'uccello del signor Belmondo si vedeva in modo sempre più osceno. Lei desiderava farsi scopare, sentire il calore di quel cazzo dentro di sè fino in fondo.
"Bene cara, vada a lavarsi la figa adesso io ho molto da fare"
"Ma.." provò a dire lei
"Vada non è il momento di perdere tempo".
Arrabbiatissima Andrea è uscita dalla stanza e si è chiusa in bagno per ripulirsi la figa ma aveva voglia, voleva godere. Si è messa un dito nella vagina cercando di andare più in fondo possibile ma nonpoteva bastarle, guardandosi intorno ha notato una spazzola, la ha afferrata e si è infilata il manico più in fondo possibile, si è aperta la figa e il suo buco lo accoglieva quando lei ha cominciato a farlo andare sempre piùvelocemente gemendo piano fino a godere contraendo i muscoli interni. E' rimasta qualche istante di troppo a godersi le sensazioni, tanto che quando la porta si aprì si trovò Luana in piedi davanti a lei.
"Cosa è questa roba? E' forse impazzita?"
"Ma signora io.." non sapeva cosa dire e non osava muoversi.
"Si tolga subito quella roba, depravata"
"Si signora.."
"Si sbrighi altrimenti chiamo suo fratello" Andrea ha sfilato lentamente il manico della spazzola.
"Non voglio mai più vederla fare cose simili o davvero avviserò suo fratello"
"Oh no signora".
Non si era mai vergognata così tanto ma doveva anche ammettere che stava diventando sempre più una schiava del sesso.
Sabrina
Cure anali.

(in foto: Paige Turnah, Her Ass is a Real, Brazzers.com)

Mi telefonò Sabrina, dicendomi se potevo andare a prendere lei e Andrea a quella specie di trombatoio in cui si trovavano. Così montai in macchina e mi misi in cammino. Il posto era un pò inculato; bisognava percorrere una strada di campagna, dei sentieri molto stretti, fino ad arrivare a questa casetta di legno. Diedi un colpo di clacson per avvisare le ragazze che ero arrivato. A quel punto si aprì la porta della casetta di legno e uscirono entrambe, completamente nude, e frettolosamente corsero verso la macchina, guardandosi in giro e coprendosi quanto potevano con le braccia. Salirono in auto; Sabrina si mise al mio fianco e Andrea di dietro.
"Dove sono i vostri vestiti?" domandai.
"Quegli stronzi ce li hanno nascosti" rispose Andrea. "Volevano che restassimo lì tutta la notte, e così ce li hanno nascosti".
Misi in moto la macchina e guidai verso casa. Lungo il tragitto parlammo di tutto meno che di com'era andata la serata. D'altronde potevo immaginarmelo. Vedevo però Andrea piuttosto annoiata. Forse l'evoluzione delle cose non le era piaciuta. E se ne stava lì dietro a massaggiarsi la vagina, e devo dire che la cosa mi eccitò non poco. Arrivati a casa, Sabrina andò a fare una doccia, e mia sorella andò in camera da letto. Era stremata e si lasciò cadere sulle lenzuola, a pancia in giù. Andai da lei e guardai il suo culo; non perchè è mia sorella, ma vi garantisco che era uno dei culi più belli che avessi mai visto. Le natiche erano leggermente aperte, e vidi il suo buchetto, leggermente arrossato e palpitante. Avvicinai le mani alle natiche e gliele accarezzai.
"Cosa fai?" mi chiese con una voce piuttosto stanca.
"Hai avuto un rapporto anale, stasera?".
"Sì" rispose.
"Ti fa male?".
"Un pò. Non sono molto allenata con quel buco lì".
Continuavo ad accarezzarle le natiche, poi gliele aprii per vedere in che condizioni era il suo buchetto. Era proprio rosso. Così avvicinai la bocca e soffiai contro l'orifizio, e Andrea ebbe un sussulto. Doveva piacerle, perchè non protestò minimamente. Poi tirai fuori la lingua e con la punta le toccai il buco, e quello si aprì come una rosellina di campo. Aveva uno strano sapore, si sperma e sudore. Glielo baciai e poi lo leccai con avidità. Andrea iniziò a mugolare.
"Stefano, non è giusto quello che stiamo facendo" disse.
"Perchè? Voglio solo farti sentire meglio".
"Sei molto dolce".
Affondai la bocca contro il buco, la lingua penetrò il condotto anale e lo inondai di saliva. L'orifizio era circondato da una corona di peletti neri, e me li sentivo in gola, ma mi piaceva. Era molto caldo, segno che l'avevano trombata per bene. Sentivo i nervi che si contraevano e palpitavano contro la mia lingua. Andrea iniziò ad ansimare sempre più intensamente, e io continuai fino a farle raggiungere l'orgasmo. Mia sorella aveva il fiatone.
"Mi hanno trattata come una puttana" disse con un filo di voce.
"Non preoccuparti Andrea, un giorno troverai un principe azzurro e vivrai come una regina. Ma sappi che tuo fratello ti ama e ti amerà sempre. Ora dormi".
E così chiuse gli occhi e si addormentò.

Stefano.

giovedì 12 luglio 2012

Meglio che andare con le puttane...molto meglio!

L'ingenua convinzione di Andrea sul non lasciarsi trattare come una puttana mi infondeva una tale tenerezza verso la mia cognatina che ero quasi tentata di portarla via da quel luogo di perdizione, non la vedevo per nulla tranquilla, eravamo le uniche ragazze e avevo contato circa una decina di ragazzi in quella casetta. Gli altri stavano bevendo birra al nostro arrivo e sembravano tranquilli. La maggior parte erano i cugini di Rosario che si riunivano lì tutti i giorni per fare musica.
Io e Andrea ci siamo sedute in un angolo e loro hanno cominciato a suonare della buona musica che aiutò Andrea a sentirsi meglio in poco tempo. Io ridevo alle loro battute, Andrea restava sulle sue perchè c'era un ragazzo della band che la guardava con aria viziosa e si toccava l'uccello da sopra ai pantaloncini ogni volta che i loro sguardi si incrociavano. Erano tutti a torso nudo e la cosa come era prevedibile mi eccitò in poco tempo, finii per accarezzare l'uccello di Rosario seduto per terra accanto a me infilandogli la mano nel pantaloncino mentre lui beveva birra come tutti.
Di colpo però la musica si è interrotta e Tony ha gridato qualcosa verso Andrea che non si capì.
Io scoppiai a ridere e tradussi: "Vogliono che ti metta nuda e che balli in mezzo alla stanza"
"Ma sono pazzi!"
"Dai falli contenti"
"Ma no..insomma..perchp non lo fai tu?"
"Vogliono te perchè sei più timida"
Tony e un amico l'hanno ripresa e sollevata per portarla al centro della stanza, tutti ridevano, io ero un pò sbronza e la musica è ripartita più forte. Sentirsi desiderata eccitò anche Andrea che divenne più sicura di sè.
"Dai Andrea" le urlavo
"Nuda" urlavano gli altri accelerando il ritmo della musica.
Si è guardata intorno era davvero desiderata da tutti quei ragazzotti e ha cominciato a ballare sculettando, poi si è tolta la maglietta con i grossi seni che sobbalzavano ad ogni movimento. uno dei ragazzi gli ha porto una birra, ne ha bevuto un pò e il resto l'ha lasciata scivolare sul seno, sono scoppiati tutti a ridere e lei anche.
"Gli slip! Gli slip!" la incitavo mentre tenevo in mano l'uccello di rosario che sbucava dalla patta.
Le è bastato guardarglielo per desiderarlo nella figa e ha deciso di mostrarsi tutta facendo scivolare lo slip e ipnotizzando gli spettatori, le fissavano la figa.
La musica si è fermata di nuovo. "Procediamo in ordine di età" ha dichiarato il batterista per cercare di stabilire un ordine.
Mentre si organizzavano per farle la festa Tony mi aveva già tolto il costume e un tizio mi aveva incollato la bocca in mezzo alle cosce dimostrando di saperci fare già alle prime slinguate. La maggior parte dei ragazzi però erano intorno ad Andrea e si organizzavano per metterle l'uccello nella passera, si tiravano giù i pantaloni uno dopo l'altro e si mettevano in fila fra le sue cosce con la verga all'aria.
Il primo è stato un ragazzino giovanissimo con pochi peli sul pube e un piccolo uccello ritto. Era timido ma incoraggiato dagli altri ha abbassato la testa per leccarle la figa che iniziava ad aprirsi e dilatarsi, il ragazzino ha cominciato a succhiarla ma ha smesso subito per avere conferme dagli altri su cosa fare.
"Dai mettile il cazzo" ha urlato quello in fila dietro di lui.
Si è piazzato tra le sue cosce e le ha infilato dentro il piccolo pene in un sol colpo, è entrato facilmente sembrava un dito nella figa. Non si muoveva ed ha eiaculato rapidamente facendo schizzare lo sperma sulle labbra della vagina in fiotti violenti.
Il secondo lo ha spinto via e si è piazzato tra le cosce di Andrea, lui aveva un cazzo enorme. Andrea era spalancata, certo si vergognava ma non poteva negare che proprio questo la eccitava a vedere tutti quegli uomini in quello stato.
Quello con l'uccello grosso l'ha messo dentro di forza palpandole i seni e sbattendoglielo fino in fondo alla vagina, ma anche lui ha eiaculato piuttosto rapidamente, mentre il suo sperma le allagava la pancia il terzo si è avvicinato per innaffiarla di birra che poi ha bevuto dai suoi capezzoli, passandole anche la lingua in bocca giusto il tempo di farle riprendere fiato. I suoi amici ridevano e gridavano parolacce eccitanti. Quando è stata pronta si è presa il terzo uccello nella figa, si è agitato un paio di volte e lo ha tirato fuori per eiacularle sulla pancia come gli altri due.
Io ero in ginocchio che mi facevo inculare da Tony. La fila non poteva attendere e il quarto cazzo è entrato nel corpo di mia cognata mentre le mani del ragazzo successivo stanco di aspettare le scostavano le chiappe e le aprivano il culo, ci entrava con le dita mentre un altro ancora giocava con il clitoride. L'uccello che aveva dentro era ancora più grosso dei precedenti, tutto lo sperma accumulato iniziava a colarle tra le chiappe a cui si è aggiunto quello del ragazzo che la stava scopando. Non si contavano più i fiorri che l'avevano colpita e finalmente il primo orgasmo di Andrea è arrivato violentissimo.
Il quinto ragazzo ha accompagnato i suoi spasmi massaggiandole la figa con la cappella da fuori prima di entrare e completare lìopera, non era particolarmente grosso stavolta ma dato che aveva appena goduto la sua figa era sensibile al punto giusto da goderselo lo stesso. Il ragazzo successivo non ha atteso il suo turno ma si è piazzato sul viso di mia cognata con l'uccello in mano, aveva dei coglioni enormi e pelosi, rideva, Andrea era pronta a succhiarglielo ma lui a sorpresa si è messo a pisciare colpendole il naso, i capelli, i seni cercando di arrivare alla bocca.
Dopo cinque cazzi che l'avevano scopata praticamente senza sosta si decretò una pausa durante la quale però la vagina e l'ano di mia cognata furono accarezzati amorevolmente da due ragazzi che si presero cura di lei. In fondo non erano animali ma solo giovani nel pieno della loro potenza sessuale ma Andrea sembrava essere arrivata al limite.
"Con me ti piacerà ancora di più" era il turno di Rosario che la fece voltare mettendola a quattro zampe.
"No..quello no!" ha tentato di difendersi Andrea "Non voglio farmi inculare" ma lo diceva solo perchè ancora non aveva provato quante soddisfazioni dà il grosso arnese di Rosario piantato tra le chiappe.
Per sua fortuna il ragazzo non si lasciò intimorire e mentre le palpava i seni iniziava a spingerle la cappella nel culo, lei tentava di contrarsi ma è stato inutile, lui le apriva sapientemente le chiappe con le mani e la cappella la forzava lo stesso infilandosi nell'ano senza sosta finchè fu tutto dentro a scoparle il culo violentemente. Andrea urlava, di piacere ormai e alzando la testa vide tutti quegli uccelli ritti alcuni ancora gocciolanti di sperma, guardava tutti quei coglioni ed è riuscita a venire di nuovo direttamente dal culo. Per accompagnare il suo orgasmo altre dita si infilarono nella sua figa proprio mentre io mi facevo innaffiare di sperma dal ragazzo più giovane e bevevo il suo succo.
La mazza di carne però non fermava la sua corsa nel culo di mia cognata tanto che lei venne di nuovo quasi subito cercando di trattenere con la figa le dita che la frugavano e con l'ano il cazzo che la scopava così bene tanto che anche lui dovette scariscarsi in fondo al suo intestino.
Alla fine della festa Andrea si sentiva orgogliosa di essere riuscita a far godere ben sei cazzi e venire tre volte a sua volta, mentre il suo ano continuava a cacciare sperma rifiutammo il passaggio a casa da Tony e Rosario e preferii chiamare Stefano per farci venire a prendere.
Sabrina
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mercoledì 11 luglio 2012

Quanto è bella mia cognata (prima parte)

Godere sotto lo sguardo vizioso di due fratelli nonchè mio fidanzato e mia cognata credetemi non ha prezzo, eppure sentivo che non era ancora abbastanza, volevo di più da quella splendida ragazza così un pomeriggio in cui Stefano era impegnato a lavoro chiamai i due amici di Gemma che mi avevano sbattuta sulla spiaggia per vedere se potevano organizzarci qualcosa di carino.
"Tony e rosario arrivano tra poco. Vogliono uscire..vieni?"
"E chi cazzo sono Tony e Rosario?" sbottò lei in una risata contagiosa.
"Due cari amici...o dovrei dire trombamici"
Ormai ci faceva l'abitudine per cui chiese solo "Dove si va?" più per cortesia che per vera curiosità.
"Non lo so, è una sorpresa hanno detto. Vado a prepararmi".
"Allora dove stiamo andando?" chiesi avvicinandomi a Rosario che stava guidando l'auto.
"Abbiamo detto che è una sorpresa" ha risposto Tony seduto dietro vicino ad Andrea con la punta dell'uccello che ogni tanto gli sbucava dal pantaloncino.
Arrivammo in un bosco isolato molto verde, faceva molto caldo, vedevo Andrea tutta sudata, indossava solo un'ampia maglietta che le arrivava sopra il ginocchio e sotto solo le mutandine. io ero in costume, la mia maglietta era finita appallottolata sul sedile dell'auto.
Tony vicino ad Andrea era silenzioso, anche lui aveva caldo, i suoi pantaloncini erano troppo corti e il membro molle tra le cosce sgusciava con facilità, Andrea faceva di tutto per non guardare ma non posso giurare che non avesse già il clitoride duro e gonfio. Ne approfittai per chinarmi su Rosario che guidava per toccarlo.
"Eì bello duro sto cazzo...hai voglia di me eh?"
"Certo" mi ha risposto lui e finalmente arrivammo in quel posto isolato immerso nel verde.
"Dove ci hai portate?" ho chiesto morendo di curiosità
"Da amici, dei musicisti, vedrete.."
Sabrina
Godere dell'orgasmo altrui.

(in foto: Angelina Castro, The Battle of Angelina Castro, PrinceYahshua.com)

Quella sera mio fratello aveva organizzato una cena molto speciale. Ma questa volta non eravamo solo noi tre; bensì c'era un certo Sebastian, un loro amico di colore. Dall'atteggiamento che Sabrina aveva con lui, capii subito che quella non sarebbe stata una normale cena tra amici. Prima di sederci a tavola bevemmo un aperitivo, e Sabrina aveva già cominciato a fare la gatta morta con Sebastian. Lo abbracciava, lo baciava e gli accarezzava il cazzo, che doveva essere già bello duro (riuscivo infatti a vedere un consistente rigonfiamento, proprio lì in mezzo). Nonostante questo notai che a mio fratello, l'atteggiamento che aveva la sua fidanzata, non sembrava infastidirlo per niente. Eravamo seduti nel soggiorno; io avevo il mio drink in mano ed ero un pò confusa e un pò imbarazzata. Stefano era in cucina a preparare la cena. Sebastian era seduto sul sofà insieme a Sabrina; lei indossava un vestitino rosso molto corto, era bellissima, lo devo riconoscere. Si era truccata e vestita come una puttana. Doveva essere molto arrapata, perchè continuava ad avere un atteggiamento molto spinto nei confronti di Sebastian e a sussurrargli porcherie all'orecchio. Ma nonostante lo facesse a voce bassa, io ero in grado comunque di sentirla. Ma forse, era proprio quello che voleva; forse voleva proprio che io ascoltassi quelle porcherie.
"Lo sai, mi è mancato tanto il tuo cazzo" gli sussurrò. "Ti ricordi l'ultima volta? Abbiamo fatto l'amore tutta la notte. Il giorno dopo c'avevo il buco del culo in fiamme".
Ad un certo punto gli abbassò la lampo dei pantaloni, e glielo tirò fuori. Spalancai gli occhi... ragazzi, era proprio enorme! Era un incanto. Mi venne l'acquolina in bocca. Nero, svettante, duro e la cappella gonfia e liscia.
"Andrea, non è meraviglioso?" mi domandò.
"Sabrina, ma cosa fai?" ero un pò in imbarazzo. "Rimettiglielo dentro!".
"Perchè?" domandò, e con la mano iniziò a masturbarlo, ma delicatamente. "Vuoi dire che non ti piace?".
"Sì, certo che mi piace... ma non mi sembra il caso di... dai, non fare la stupida, potrebbe arrivare mio fratello".
E infatti in quello stesso momento arrivò Stefano, ma non disse niente. Si mise a sedere sul bracciolo della poltrona su cui ero seduta io, e rimase a guardare quella scena. Sabrina aveva cominciato a parlare di come avevano conosciuto Sebastian, ma senza mai mollare il suo cazzo. E lo masturbava con amore, con delicatezza, con movimenti lenti. E io mi incantai nel vedere i movimenti del suo polso, così esperti e lineari. Devo riconoscere che era bravissima a far godere gli uomini.
"Abbiamo conosciuto Sebastian in riva ad un laghetto. Lui era lì, tutto solo, a studiare sotto un albero. Non lo trovi molto romantico? Io, invece, ero arrapata da morire. Me lo ricordo come se fosse ieri. Allora ho cominciato a stuzzicarlo un pò. Ah, premetto che ero nuda. Così mi sono distesa proprio davanti a lui, e ho allargato le cosce, facendogli capire che poteva scoparmi anche subito".
"E lui cos'ha fatto?" le domandai.
"Ha tirato fuori questa bestia qui e me l'ha ficcata nel corpo" mentre Sabrina mi raccontava i dettagli, Sebastian iniziò a schizzare. I fiotti di sborra colarono sulla mano di Sabrina, che prese a massaggiargli le palle. La sborra di Sebastian era bella densa; mi passai la lingua sulle labbra. Come avrei voluto assaggiarla! Ma a quel punto Stefano ci disse che era pronto a tavola. Così Sebastian si risistemò il cazzo nella lampo e andammo a sederci intorno al tavolo. Non capivo con esattezza cosa stava succedendo, ma ebbi l'impressione che Stefano e Sabrina volessero rendermi partecipe della loro vita sessuale. Come se in qualche modo desiderassero far godere anche me dello spettacolo di Sabrina che faceva l'amore con un altro uomo. Così cominciammo a cenare. Mio fratello era molto bravo a cucinare. Mi accorsi che sotto il vestitino avevo le mutandine completamente zuppe. Ero eccitatissima. Quella situazione mi piaceva da morire. Così andai in bagno per calmarmi. Mi misi davanti allo specchio e con una mano raggiunsi la mia vagina; scostai il lembo delle mutandine e mi toccai le labbra. Socchiusi gli occhi; ero così eccitata che sarei venuta da un momento all'altro. Ma mi fermai e mi risistemai. Ritornai di la e scoprii che non erano più seduti al tavolo da pranzo. Andai nel salone e trovai mio fratello seduto sulla poltrona; fermo e dritto sulla schiena, con gli occhi puntati davanti a se, sul divano, dove c'erano Sebastian e Sabrina che stavano facendo l'amore. Erano nudi, e lei lo cavalcava con ferocia.
"Vieni qui Andrea, vieni a sederti qui" Stefano mi fece segno di accomodarmi sul bracciolo della poltrona.
Così andai lì, divaricando le gambe e mettendomi sul bracciolo. Il vestitino mi si era tutto alzato; non me ne accorsi, ma in quel modo tutti potevano vedere il tessuto zuppo di umori delle mie mutandine. Rimasi a guardare anche io. Sabrina aveva delle gran belle tette, e nel salire su e giù sul cazzo di Sebastian, quelle cozzavano una contro l'altra; erano belle morbide, molleggiavano. Sebastian gliele premette, una contro l'altra. Sabrina mugolava di piacere. Stefano aveva tirato fuori il cazzo dai pantaloni e aveva cominciato a segarsi. Lo guardai con un pò di perplessità, poi in maniera del tutto naturale, avvicinai una mano alle mie mutandine, e ne scostai un lembo e iniziai a toccarmi anche io. Socchiusi gli occhi e iniziai ad ansimare di piacere. Era bellissimo.
"Brava" mi disse Sabrina, "rilassati. Godi anche tu".
"Sì, sto godendo. Sto godendo" mugolai, ma senza rendermene conto.
Ero così arrapata che mi bastarono cinque minuti per raggiungere l'orgasmo, e i miei muscoli si contrassero e sentii le cosce in preda ad una specie di crisi nervosa. Urlai di piacere, ma così tanto che mi sentirono fin fuori alla strada.
"Vengo! Oh sì, come vengo!" urlai.
Quando aprii gli occhi mi resi conto che ero stata l'ultima ad avere l'orgasmo. Infatti gli altri erano lì a guardarmi, e mi fecero un grande applauso di incoraggiamento, come se fossero allo stadio. Avevo riempito il bracciolo del divano dei miei umori ed ero esausta, così dissi loro che sarei andata a dormire. Ma in realtà, per tutta la notte, non facevo che svegliarmi ogni ora. Continuavo ad essere eccitata. Mi svegliavo, mi toccavo la vagina, me la massaggiavo, e poi mi riaddormentavo. Fu una lunga notte.

Andrea.