martedì 7 aprile 2015

Potenzialmente porca.

(in foto: Lauren, TFVGirls.com)


   L'inaugurazione dell'oasi fu un successone. Dopo la festa andammo tutti a dormire, ognuno con il proprio invitato: Sabrina con Giuliano, io con Martina e così via. Martina sembrava davvero giù di corda, e ce ne restammo a letto abbracciati. Eravamo ancora nudi e lei mi teneva il cazzo mezzo duro in mano e mi masturbava distrattamente. Me lo scapocchiava e poi lo ricopriva, ma non lo faceva per darmi piacere, piuttosto sembrava che lo facesse sovrappensiero. In breve tempo gli si era indurito in mano, diventando di pietra, ma lei neanche sembrò accorgersene.
"Che c'è Martina? Tutto bene?".
"Insomma... sai, per ritornare al discorso che facevamo stasera, credo di non essere la ragazza giusta per Angelo. Forse lui avrebbe bisogno di una come Sabrina".
"Ma tu e Sabrina siete molto diverse. Scusa se te lo dico, ma per Sabrina, l'essere porca, è un dono innato. Per te no. Ma non è detto che tu non ci possa diventare, come lei. Ricordo che quando ho conosciuto Sabrina praticamente se la scopava mezza città, e io non me ne rendevo conto. Io mi facevo le seghe guardando i film porno e lei già lo prendeva in culo e sbocchinava a destra e a manca. Non riesco neppure a immaginare quanti uomini abbia fatto sborrare con la bocca prima di conoscermi. Era proprio una macchina per far godere gli uomini. E io ne ero innamorato, ma di tutta quella storia non sapevo niente, capisci? La donna che desideravo in realtà era uno sborratoio, e l'ho scoperto solo anni dopo. Non lo trovi assurdo?".
   Non so, forse fu il ricordo di Sabrina ai tempi in cui era Sabrina Bocca e Culo, ma iniziai a schizzare. Un fiotto di sborra saltò sulla faccia di Martina, ma lei continuava ad essere sovrappensiero, e non sembrò neppure accorgersene, e continuò a masturbarmi con delicatezza, e altri zampilli caldi le schizzarono addosso.
"Piacerebbe anche a me diventare come lei" disse.
"Puttana?" domandai, ma senza rifletterci.
"Ma no! Che dici? Spontanea. Volevo dire spontanea. Per lei il sesso è un qualcosa di così naturale, un qualcosa che non la fa stare in soggezione. E in questo vorrei essere come lei".
"Beh, ci si può lavorare".
"Dici?".
"Eh sì. Domani ti porto a fare shopping".
   Pensavo che se Martina voleva diventare un pò più zoccola non c'era di meglio da fare che farle acquisire un pò di sicurezza. Ma per fare questo dovevamo uscire e comprare qualche vestito porco che avrebbe dovuto indossare in pubblico. Volevo che sentisse gli occhi arrapati dei maschi addosso, questo l'avrebbe fatta sicuramente avvicinare a Sabrina. E così ce ne andammo al centro commerciale dove stava il negozio di Sabry, "Una notte speciale". Dopo aver girato nei negozi di abbigliamento, e dopo aver comprato diversi capi d'abbigliamento abbastanza scosciati (per mettere in risalto le belle gambe lunghe di Martina), andammo a trovare Sabrina, che quando ci vide fu contentissima.
"Che ci fate voi qui?".
"Siamo venuti a fare compere" le dissi, poi mi rivolsi a Martina. "Martina, che ne dici di dare un'occhiata in giro? Magari trovi qualcosa che ti piace".
"Ok".
   L'avevo fatta allontanare per parlare in privato a mia moglie, e le raccontai delle cose che io e Martina ci eravamo detti la notte precedente. E anche lei fu concorde sul fatto che Martina doveva acquisire un pò di autostima.
"D'altronde c'è del potenziale di troiume in lei" disse Sabrina guardando Martina aggirarsi tra gli scaffali delle mutandine di pizzo.
"Sì, ce n'è tanto, anche se..." a quel punto accarezzai il sedere di mia moglie e infilai la mano sotto la sua minigonna e mi accorsi che non portava le mutandine, "...sei tu la maestra indiscussa del porcume".
"Questo è poco ma sicuro" rispose lei.
"Come mai non ti sei messa le mutandine?" domandai punzecchiandole le labbra della vagina con le dita.
"Beh sai, Giuliano ha promesso di passarmi a salutare e quindi ho pensato di farmi trovare pronta".
"Sei proprio una maiala".
   A quel punto Sabrina andò da Martina e la prese per mano e la portò nel camerino. Io aspettai una decina di minuti bighellonando un pò tra la lingerie e mi intrattenni un pò con le commesse. Poi ritornarono fuori e non notai alcun cambiamento in Martina, a parte il fatto che adesso indossava una minigonna beige davvero corta che avevamo comprato poco prima in un altro negozio. Guardai Sabrina come per chiederle: "e una minigonna dovrebbe farle acquisire più autostima?".
   Sabrina disse a Martina di fare una giravolta, e lei eseguì l'ordine. Roteando su se stessa la minigonna si alzò e notai che sotto non portava niente. La sua fighetta era libera e la potevano vedere tutti.   
"Adesso potete andare" disse Sabrina indicandoci l'uscita del negozio.
"Cosa?! No, io non vado da nessuna parte senza le mie mutandine".
"Dimenticale le tue mutandine" disse Sabrina. "Non ci sono più. Le ho prese io. Le riavrai stasera, quando tornerete a casa. E ora forza, camminare. Andate a fare una bella passeggiata romantica al centro".
   E così ce ne andammo al centro, consapevoli del fatto che alla minima folata di vento la minigonna di Martina si sarebbe alzata mostrando al mondo intero com'era fatta lì sotto. In principio per lei fu un martirio, poi cominciò ad acquisire una certa sicurezza, e dopo un pò ebbi l'impressione che cominciava a provarci gusto. Arrivammo al giardino comunale e lì si lasciò proprio andare; infatti c'erano parecchi uomini che facevano jogging, e qualcuno nel passarle accanto la guardava con insistenza, e Martina allora si alzava la gonna per fargli vedere tutta la mercanzia, e quelli sbandavano o andavano a finire contro gli alberi, e noi scoppiavamo dalle risate. Praticamente a fine giornata, la sua nudità, non rientrò più tra le sue maggiori preoccupazioni.

Stefano.  

  

domenica 5 aprile 2015

Orgia all'oasi


Il mio spettacolino con Giuliano produsse gli effetti desiderati, qualcuno doveva aprire le danze (e non solo quelle) e ci pensammo noi che in quanto a esibizionismo eravamo sicuramente i più ferrati tra i presenti. Il sesso di gruppo è come un buffet, ci trovi di tutto e basta il primo che rompa gli indugi per innescare una reazione a catena. Il Dj era stato debitamente avvisato e in contemporanea con la sborrata di Giuliano attaccò una selezione di musica sensuale che permise ai nostri amici di rilassarsi ulteriormente. Si crearono così delle coppie inaspettate, come se ognuno volesse approfittare per assaggiare pietanze nuove e inusuali. Quando tornai per gustarmi i risultati della festa la prima cosa che vidi fu un amplesso tra Angelo e Andrea in posizione classica: Andrea stesa sul prato con le gambe ben aperte e Angelo steso su di lei che la pompava con regolarità. Più che una vera e propria scopata sembrava una conversazione tra buoni amici. Angelo le aveva raccontato la storia del nostro fidanzamento e inventandosi una parentela inesistente trovò la scusa per adagiarsi comodamente nella sua vagina ma nessuno dei due aveva intenzione di concludere la partita prima degli altri e così scopavano lentamente pur godendo parecchio.
Maria Stella affascinata dall'uccellone di Giuliano si prodigò a farglielo tornare duro con uno dei suoi pompini da donna esperta che si concluse con un'abbondante venuta sul sul viso che le colava fino alle tettone mature.
Martina aveva voglia di sesso anale, da quando lo aveva provato non riusciva più a farne a meno e non trovando cazzi disponibili mi propose di incularla con lo strap on, non che trovassi la pratica particolarmente eccitante ma mi sembrò un buon modo per farmela amica e me la feci come un'amica. Lo strap on del resto è la soluzione ideale per le inculate durature e anche noi riuscimmo a scopare a lungo senza venire.
Serena con tutto l'arretrato che aveva decise di impegare l'attesa giocando con i falli di plastica sempre più grossi che avevamo messo a disposizione degli ospiti, infilandoseli ovunque mentre si godeva lo spettacolo di gente che era libera di godere senza problemi come avrebbe voluto fare anche lei.
Stefano e Tiffany dopo una serata di desiderio e gelosia si erano ritrovati in un 69 da veri innamorati con lei che leccava le palle e il culo di mio marito con estremo gusto.
Stuzzicati in questo modo i primi appetiti, i nostri uomini si mantenevano caldi per il piatto forte della serata. La storia di Serena aveva colpito un pò tutti per motivi diversi.
Angelo aveva voglia di rivivere il passato, Giuliano non vedeva l'ora di soddisfare una donna insoddisfatta nonostante fosse già venuto due volte nel giro di poche ore e Stefano aveva il suo piano di rendere quella serata indimenticabile nella speranza di un prosieguo. Interrompendo le loro attività sessuali la circondarono di baci e carezze  e diedero vita a una gang spettacolare: Angelo si stese facendola salire a cavallo del suo cazzo e invadendole la vagina mentre Giuliano si apprestava da dietro a devastarle il culo con il suo mostro duro e mio marito si offrì di soddisfare il suo palato con il gusto del suo cazzo.

VIP (Very Important Person)

(in foto: Bianca Arden, Backstage with Bianca Arden, 21Sextury.com)


   Alla fine della serata facemmo tutti un pò di baldoria. Nell'oasi naturista avevamo anche installato una piccola discoteca all'aperto; non era altro che una pista da ballo rotonda e una sala per il dj, che Sabrina aveva selezionato personalmente. Ebbene, ce ne andammo tutti a ballare, nudi ovviamente. E alla fine eravamo riusciti a convincere anche la ex di Angelo, Serena, che in effetti era una strafiga da paura che avevo visto varie volte alla tivù, aveva fatto un sacco di pubblicità, fiction e film, ma mi aveva sempre dato l'impressione di una che se la tira. E invece quella sera dovetti ricredermi, Serena era davvero alla mano, ed ero certo che dovevamo fare il possibile affinchè la sua permanenza lì all'oasi fosse piacevole. Mi sarebbe piaciuto molto che, una volta tornata a casa, ne avesse parlato bene a tutti i suoi amici vip. Insomma, vedere l'oasi riempirsi di personalità della tivù e attori famosi mi stuzzicava non poco. Presto saremmo potuti diventare una meta per celebrità di tutto il mondo. Sarebbe stato un sogno, un sogno a occhi aperti.
   In ogni modo ballammo tutti, ma proprio tutti. Mi concessi un ballo anche con la diva della serata, Serena. Un lento per l'esattezza; lei mi cinse le mani dietro al collo e io le mie sui suoi fianchi e iniziammo ad ancheggiare, e non potetti fare a meno di sfoggiare la mia erezione, davanti ad una diva come lei, un sogno di molti italiani, con un fisico davvero perfetto. E il mio glande duro e rosso premeva contro le labbra della sua vagina depilata, e fremeva per entrare, si faceva largo lì in mezzo, ma io cercavo di tenerlo a freno. Mi sarebbe bastato dargli una spinta col bacino per farglielo entrare dentro, ma mi dissi che dovevo trattenermi. Non ero sicuro di come avrebbe reagito. E continuammo a ballare, ma mi stava facendo impazzire, perchè nel muovere le sue gambe le labbra della sua vagina si sfregavano contro la mia cappella, come se me la baciassero delicatamente. Erano calde, un pò secche a dire il vero. Per questo non mi azzardai a metterglielo dentro. Probabilmente non ne aveva voglia. Però erano calde, ma così calde che stava per farmi eiaculare lì, davanti a tutti. Tanto che dovetti inventarmi qualcosa per allontanarmi.
"Scusami Serena, resterei a ballare con te per ore, ma ho promesso un ballo anche a Martina".
"Certo, ci mancherebbe altro" mi disse. "Comunque fai attenzione al tuo attrezzo, ho come l'impressione che stia per schizzare".
"Impressione giusta" risposi e scoppiammo a ridere.
   E così cercai Martina, che se ne stava tutta sola e con il broncio, seduta su una panchina. La presi per mano e la portai in pista. Le misi le mani sui fianchi, ancora una musica lenta, e io ce l'avevo ancora duro come il marmo. A poca distanza da noi c'erano Giuliano e Sabrina, anche loro ballavano, ma Giuliano la teneva da dietro, e vedevo che spingeva il bacino avanti e indietro, e così capii subito che quello non era esattamente un ballo, bensì un inculata. Praticamente Giuliano si stava impalando mia moglie, di fronte a tutti. Anche Martina non potè fare a meno di notarlo.
"Sai, io credo di essere molto confusa" mi disse.
"Come mai?".
"Beh, è che per voi tutto questo è un qualcosa di molto spontaneo. Invece per me... no. Certe volte credo di non essere abbastanza porca per Angelo. Forse lui vorrebbe una fidanzata più porca, non credi?".
"Può essere".
"Ma io sono così, non so che farci. Ecco, vedi, io non so come fai a startene lì mentre un altro uomo sta facendo del sesso anale con tua moglie. Non ti da fastidio?".
"Ma quello non è un altro uomo qualsiasi. Quello è Giuliano, l'uomo che ha iniziato mia moglie al sesso anale. E quindi ha pieno diritto ad averla. In un certo senso la mia donna è anche sua. Può averla ogni volta che vuole. Comunque Martina, è vero, tu sei così, hai ragione. E nessuno ti obbliga a cambiare".
   Poi il dj cambiò musica, e adesso non era più un lento, ma una musica danzereccia con un groove molto tamarro, e il ritmo dell'inculata che stava ricevendo Sabrina cambiò radicalmente, adesso Giuliano la stava trapanando come un toro da monta e allora tutti cominciammo a battere le mani intorno a loro per incitare Giuliano a fare di meglio, e allora Sabrina si mise a novanta gradi e lui la prese più saldamente per i fianchi e iniziò a spingere come una vera furia, e ogni tanto le schiaffeggiava le natiche. Noi maschietti, di fronte a quello spettacolo, eravamo tutti arrapatissimi, e c'avevamo i cazzi svettanti verso l'alto. Poi ad un certo punto Giuliano fece uscire il suo grosso cazzo dal condotto anale di Sabrina e lei si inginocchiò davanti a lui, pronta a ricevere i suoi schizzi, i quali non si fecero attendere, copiosi e abbondanti, le saltarono dappertutto, sulla faccia, sui capelli, sulle tette. A quel punto partì l'applauso di tutti noi e alla fine Sabrina e Giuliano, come due artisti che hanno appena concluso uno spettacolo, si inchinarono per ringraziarci, e tenendosi per mano corsero via. Molto probabilmente stavano andando a fare una meritata doccia, e a concedersi, questa volta con un pò di privacy, un pò di coccole amorose.

Stefano.

venerdì 3 aprile 2015

Gelosie.

Mentre Giuliano e Angelo chiacchieravano con Tiffany scherzando sulle dimensioni del suo pene, che da moscio batteva di molto quello di Angelo in erezione e pareggiava i conti con quello di Giuliano, Stefano fu colto da un attacco di irrazionale gelosia. Nonostante non ci fossero dubbi sull'eterosessualità di quei due, come già vi ho detto l'unica cosa di cui era geloso Stefano era il cazzo della sua fidanzata e già solo vederlo al centro delle attenzioni di altre persone lo agitava. Lo aveva succhiato così tante volte da considerarlo una sua proprietà e la paura di non riuscire a prenderlo anche dietro lo faceva stare male pensando che lei avesse potuto darlo a altri. Si trattava di una gelosia diversa, non era quella che provava nei miei confronti e gli faceva venire il cazzo di marmo. Quello con Tiffany era un amore diverso, non perverso come il nostro e io lo capivo bene perchè provavo le stesse cose nei confronti di Angelo.
Fatto sta che Stefano decise di passare all'attacco provando a sua volta a far ingelosire Tiffany. Aveva servito da bere alle altre tre donne presenti e mentre loro facevano conoscenza lui andò a prendere il nostro fidato strap on. Lo poggiò sul tavolino e iniziò a scherzarci con loro facendo battutine allusive sulla possibilità di farlo indossare a Maria Stella o a sua sorella ma non si andava oltre le battute che rendevano l'atmosfera più leggera.
Toccò a me quindi andare ad accogliere l'ospite di Angelo: una bionda mozzafiato di nome Serena. A quanto pare Angelo fu l'unico a rispettare la regola invitando la sua prima fidanzata reale. Era truccata pesantemente ed erano passati ormai quattro o cinque anni da quando erano stati insieme all'ultimo anno del liceo. Si frequentarono per circa un annetto poi si persero di vista. Lei aveva altre mire e come potei capire, quando focalizzai bene il suo viso era riuscita a raggiungere la notorietà a cui aspirava. Studiava da attrice già allora ed era determinata ad emergere, la sua bellezza, notevole già allora, le aveva dato sicuramente quella marcia in più necessaria per farcela.
La accolsi freddamente, come mai si dovrebbe fare con gli ospiti di un agriturismo ma la sua presenza mi metteva a disagio e mi pentii subito di aver lanciato quell'idea. Fece anche molte storie quando le spiegai che avrebbe dovuto spogliarsi e stavo per mandarla via se non fosse intervenuto Stefano che accortosi del nuovo arrivo venne in mio soccorso con Martina al seguito lasciando sua sorella e Maria Stella già brille a passarsi lo strap on di mano in mano ridendo come pazze.
Stefano si presentò e riempiendola di complimenti per la sua forma smagliante cercava di rassicurarla sul fatto che nessuno sarebbe stato compromesso da quella serata, nessuno sarebbe stato ripreso a meno che non lo avesse voluto. Riuscimmo a farle levare i vestiti ma volle restare in lingerie ancora per un pò.
Io e Martina condividevamo lo stesso sentimento di gelosia per questa che se la tirava pure. Ma le apparenze ingannano. In realtà quella donna così bella era una donna molto sola e sessualmente insoddisfatta come ebbe modo di raccontarci durante la cena. Le mancava la vita di prima. Disse che man mano che aveva acquisito notorietà era diventato sempre più difficile trovare degli uomini. Certo, ne aveva tanti che la tampinavano ma ben pochi erano di un livello accettabile e affidabili. Era costretta a limitarsi e a pagare per scopare.
"Sono arrivata a rivolgermi a degli accompagnatori.” ci disse. “la donna più sexy dell’anno che paga per scopare. Non è paradossale?”
Angelo rappresentava un rifugio nel passato, di lui poteva fidarsi per questo aveva accettato l'invito. Stefano fu molto colpito da quella storia e parlando della nostra oasi le spiegò che questo posto era nato anche per quello, con noi poteva lasciarsi andare. 
"Non devi avere paura di essere giudicata o sputtanata".
"Sei molto caro Stefano, il sesso mi manca tantissimo e con Angelo ne abbiamo fatte di tutti i colori. Pensa che oggi sono impegnata nella campagna pubblicitaria di un profumo e per ottenere l'espressione più soddisfatta possibile sono costretta a infilarmi qualcosa nel culo prima di andare sul set, è l'unico modo per ottenere quell'espressione ambigua che esprimere un misto di gioia, estasi o dispiacere e dolore che solo l'orgasmo anale può dare".
Il suo racconto fu interrotto dall'arrivo di Angelo che venne a salutarla.
"Oh Serena tesoro, sei arrivata finalmente! Ho una sorpresa per te più tardi, vedrai che questa notte non la dimenticherai, per molto molto tempo..."

giovedì 2 aprile 2015

Sorella ritrovata. 

(in foto: Abella Danger, Abella's Ass Is In Danger, Brazzers.com)


   Il giorno dell'inaugurazione fu davvero speciale. Rividi finalmente mia sorella Andrea, e il marito, come mi aveva già detto per telefono, le aveva regalato la plastica alle labbra, e in effetti adesso aveva davvero una bocca da pompinara. Io stavo in cucina a preparare l'aperitivo, quando ad un certo punto me la vedo davanti con quella bella bocca carnosa e quasi non la riconosco.
"Dio mio che bocca!" le dissi.
"Te l'ho detto, faccio certi pompini con queste labbra..." rispose. "Dai, tiralo fuori che ti faccio vedere".
"Cosa?!".
"Sì dai. Però stai attento a non venirmi dentro".
   Non ebbi neppure il modo di oppormi, Andrea si inginocchiò e mi tirò giù la lampo dei pantaloni e mi prese il cazzo che era ancora moscio, e se lo mise in bocca. Tempo due secondi e diventò durissimo. Aveva proprio ragione, quelle labbra gonfie erano fantastiche. Era come sentire una sensazione di gran caldo e grande morbidezza intorno al glande.
   Mentre Andrea mi sbocchinava, nell'oasi erano appena arrivati gli altri ospiti. Sabrina aveva portato Giuliano a fare una visita al nostro regno, e secondo i miei calcoli al momento erano chissà dove a ricordare le loro prime scopate anali. E poi c'era quella Maria Stella di cui parlava Tiffany, e che ci crediate o no, era proprio lei. Certe volte la vita gioca strani scherzi del destino. Tiffany, quando era ancora uomo, era stato uno dei suoi alunni migliori. In quel periodo aveva la cattedra a Napoli, e ci restò per tutti i cinque anni di scuola di Tiffany, poi ottenne il trasferimento in Sicilia, dove abitava con suo marito Ettore. Poi Tiffany a diciotto anni decise di realizzare il suo sogno. Ma nessuno lo capì, neppure i genitori, e così dopo l'intervento, andò a rifugiarsi a casa di Maria Stella, che intanto era ritornata in Sicilia. Con lei aveva avuto sempre un rapporto molto intimo e le aveva sempre confidato tutto. Maria Stella era l'unica che lo avrebbe capito, e fu molto contenta di ospitarlo a casa sua.
   Ma ritorniamo a me e a mia sorella. Iniziai a fiottarle in bocca e lei protestò.
"Ehi! Ti avevo detto niente sborra in bocca! Ma allora sei di coccio!" urlò mentre il mio seme le colava dai lati delle sue nuove labbra da pompinara.
"Scusami Andrea, non volevo!".
"Sì vabbè. Di' la verità, non vedevi l'ora di farlo, di riempirmi come uno sborratoio" mia sorella si alzò e andò a sciacquarsi la bocca.
"Vabbè dai, che c'è di male? Non vorrai dirmi che tuo marito non lo fa".
"Certo che lo fa, ma lui è mio marito. Tu sei mio fratello, c'è una bella differenza credimi".
   Alle otto era tutto pronto. Eravamo tutti rigorosamente nudi. Avevamo imbandito una grande tavola piena di roba da mangiare, proprio nel ristorante, dove si sarebbe svolto gran parte del mio lavoro. Andai a salutare Maria Stella che stava parlando con Tiffany. Era sempre meravigliosa, non so come facesse, ma nonostante i suoi cinquant'anni aveva sempre uno dei culi più belli che avessi mai visto e la pelle sempre liscia come quella di una ragazza di vent'anni. Mi ci avvicinai e la cinsi da dietro con le braccia, e premetti il mio cazzo mezzo duro in mezzo alle sue natiche.
"Indovina chi sono" le dissi.
"Vediamo un pò. Dalla consistenza del tuo cazzo che cerca di entrarmi in culo e di conseguenza cerca di impalarmi, direi che sei Stefano".
   Poi si girò verso di me e ci baciammo, ma senza lingua. Era davvero felice di vedermi. Poi andai da Tiffany, e abbracciai lei da dietro, tenendomela stretta come se fossi un fidanzato geloso, e le accarezzai la pancia e i fianchi.
"E quindi sei stata la professoressa di questa monella" dissi a Maria Stella.
"Ebbene sì. Vedo che tra di voi c'è molto affetto".
"Non è semplice affetto" dissi, "è amore".
"Che bravi" accarezzò il viso di Tiffany, orgogliosa come una mamma che vede la propria figlia insieme al suo fedele fidanzato. "Mi fa davvero piacere".
   Intanto il mio cazzo, in mezzo alle chiappone burrose di Tiffany, era diventato di pietra. E avevo iniziato a spingerglielo contro il buco del culo per farle sentire quant'era duro. E lei mi sussurrò qualcosa.
"Stasera voglio che mi inculi di nuovo".
"Con piacere" le risposi.
   In verità quella sera avrei dovuto passare del tempo anche con Martina. D'altronde ero pur sempre il suo ospite, nel senso che aveva deciso di invitare me, anche se non ne capivo il motivo dal momento che non avevamo legato tantissimo. Insomma, tra me e lei non c'era chissà che grande complicità o cosa. Infatti mi chiedevo come mai si fosse legata così tanto a me, dal momento che da quando ci eravamo conosciuti ci eravamo scambiati sì e no due parole. Ma di lasciare Tiffany, e soprattutto di lasciare il suo culo burroso, non mi andava tantissimo. Comunque cercai di fare un piccolo sforzo e raggiunsi Martina, la quale era piuttosto giù di corda, e notai che il fatto di stare nuda di fronte a tutti noi le creava un pò di imbarazzo. Cercai di metterla a suo agio e così la presi per mano e la portai a conoscere un pò di gente. Ma non facevo altro che guardare Tiffany, circondata da molti maschietti affascinati dalle dimensioni del suo cazzo. E li vedevo che glielo toccavano e glielo prendevano in mano incuriositi. E anche lei ogni tanto mi guardava. Insomma, i miei occhi la cercavano, i suoi occhi cercavano me. Non vedevamo l'ora di rimanere da soli.
  
Stefano. 

mercoledì 1 aprile 2015

Gli altri inviti.

Invitare Giuliano ovviamente fu semplicissimo, mi bastò accennare al fatto che saremmo stati tutti nudi per fargli prenotare il treno mentre al telefono mi diceva tutte le porcherie di cui sarebbe stato capace. Martina invece come già ci aveva detto non aveva nessuno da invitare e una sera venne a parlarne con me e Stefano.
Ci trovò in camera da letto impegnati in una degli ormai sempre più rari incontro di sesso anale tra noi. Da quando Stefano infatti aveva il culo voglioso di Tiffany da soddisfare si dedicava sempre meno al mio ma quella sera quasi glielo ordinai e sapete bene che mio marito è sensibile al fascino della donna che sa prendersi quello che vuole con decisione. Eravamo già al terzo tentativo da parte sua di cacciare indietro la sborra perchè non ero ancora pronta a venire quindi mi pompava con difficoltà. Non ci accorgemmo subito della presenza di Martina alle nostre spalle finchè non si accese una sigaretta.
"Non voglio disturbare, certe cose vanno portate a termine, ormai lo so. Se non vi dispiace resto qui a guardare"
Non ci dispiaceva affatto, anzi la presenza di una guardona mi stimolò al punto che finalmente fui pronta a ricevere in corpo tutto il nettare caldo di mio marito che si svuotò con soddisfazione.
Subito dopo il sesso, specie se anale, Stefano diventava più bisognoso di coccole e mentre andai in bagno a lavarmi li trovai abbracciati sul nostro lettone con lei che gli massaggiava l'uccello quasi moscio con tenerezza.
"Sono venuta a chiedervi uno strappo alla regola"
"A noi le eccezioni sono sempre piaciute, dicci pure" dissi raggiungendola sul letto per aiutarla nel compito di far tornare duro il cazzo di mio marito, ci riuscimmo in breve e mentre ci dividevamo la sua cappella con la bocca, tra una leccata e l'altra Martina parlò.
"Vorrei invitare Stefano all'inaugurazione"
"In che senso?"
"Beh, se non posso invitare il mio primo amore voglio invitare il primo che mi ha fatto il culo, cosa c'è di male?"
"Proprio nulla mia cara, anzi direi che dovresti girarti per rendere ufficiale l'invito" accettò di buon grado quel porco di mio marito.
                                                                    *******
Il passato di Tiffany invece era senza dubbio più complicato, non era stata sempre donna per cui il suo primo amore risaliva ai tempi del liceo quando era ancora un bel ragazzo molto conteso tra le compagne per la sua dotazione già all'epoca fuori dal comune. Ma mentre con loro si trattava di pura ginnastica sessuale, il suo vero primo amore era stato la Prof.ssa di latino. Un amore platonico si intende ma fu la prima a comprendere la vera natura di quel giovanotto e ad aiutarlo a diventare quello che era oggi. Non era certa che la sua Prof. per quanto di mentalità senza dubbio aperta avrebbe accettato l'invito ma tanto valeva tentare e tentò.
Parlarono a lungo al telefono e quando la Prof accettò con gioia l'invito vedemmo Tiffany commuoversi prima di comunicarci la notizia.
"Mariastella ha accettato l'invito" ci disse. "Non vede l'ora di rivedermi".
Notai uno strano sguardo negli occhi di mio marito, quel nome non gli era del tutto indifferente ma le probabilità che si trattasse della stessa persona erano veramente poche, gli chiesi tuttavia di non indagare, se il destino avrebbe voluto che si trattasse proprio di lei lo avrebbe scoperto quella sera a sorpresa.
Per Stefano che è più curioso di una donna fu una tortura e nei giorni seguenti cercò di corrompere Tiffany un tutti i modi per ottenere informazioni, ma lei non cedette e sfruttò la situazione per godersi i migliori pompini che lui gli offriva in cambio di notizie ogni volta false e diverse tra loro.
                                                                     *****
Angelo fu il più misterioso, non volle dirci nemmeno il nome della persona che aveva invitato e ammetto che fu il primo vero momento in cui provai una gelosia profonda verso quel ragazzo con cui ancora non ero stata a letto ma che sentivo di amare esattamente quanto amavo Stefano.
E finalmente arrivò il giorno tanto atteso.
L'invito. 

(in foto: Eva Notty, Poolside Pounding, Brazzers.com)


   L'inaugurazione dell'oasi naturista era un evento di certo molto importante, e ognuno di noi avrebbe dovuto invitare una persona molto speciale. Soltanto una. Il nostro primo amore. Tanto è vero che Sabrina aveva invitato Giuliano. E io chi avrei invitato? Non avevo un vero e proprio primo amore. Come mi è già capitato di dirvi, prima di Sabrina non avevo una vita sessuale così attiva come invece è stata la sua. Lei era stata Sabrina Bocca e Culo, e quindi di uomini ne aveva avuti tanti. Io invece, ero stato un semplice segaiolo e nient'altro. Dovevo scegliere una persona che avevo amato tanto. Ma chi? Forse Maria Stella. Spero voi vi ricordiate di Maria Stella. il culo di mezza età più bello che abbia mai visto. Ma se avessi invitato lei, allora avrei dovuto invitare anche Ettore, suo marito. E le regole erano chiare: solo una persona. Di certo avremmo invitato Maria Stella e Ettore in un secondo momento. Non potevano non venire a trascorrere qualche giorno di vacanza nella nostra oasi. E poi avevo troppa voglia di fargliela vedere. Sarebbero stati molto orgogliosi di noi. Maria Stella e Ettore erano stati un pò come dei genitori per me e Sabrina.
   Poi mi venne l'idea. Avrei invitato mia sorella Andrea, che se ricordate bene aveva iniziato una relazione con il signor Belmondo, proprietario dell'albergo L'Onda, in cui io e Sabrina avevamo lavorato per parecchio tempo. Il signor Belmondo poi aveva chiesto il divorzio da sua moglie e l'aveva ottenuto, e aveva chiesto ad Andrea di sposarlo. E così erano convolati a nozze su qualche isola tropicale di cui adesso mi sfugge il nome. Insomma, non vedevo la mia sorellina da anni. D'altronde, nonostante la notevole differenza di età (tra lei e il signor Belmondo c'erano ben venticinque anni di differenza, tanto che lei poteva essere sua figlia più che sua moglie) si davano un gran da fare tra viaggi, intense scopate e chissà che altro. Ovviamente le avrei chiesto di venire da sola, e che il signor Belmondo sarebbe potuto venire in un secondo momento.
   Andai ad annunciare la mia decisione a Sabrina, che trovai in piscina intenta a praticare una colossale spagnola al giardiniere dell'oasi, uno stallone con un cazzo chilometrico, che Sabrina aveva appunto ingaggiato probabilmente proprio per quella sua dotazione. Lui stava seduto sul bordo della piscina, e Sabrina era in acqua e si teneva entrambe le tette intorno a quel grosso cazzo duro e le scuoteva, su e giù.
"Ti sta piacendo?" gli domandò.
"Sì, cazzo. Che tettone che c'hai!".
"Sabrina, ti chiedo scusa, posso parlarti un secondo?" domandai.
"Sì tesoro, vieni. Sto facendo una spagnola al nostro Rico. Ne aveva tanta voglia, me l'ha chiesta e sai... non so dire di no a chi me ne chiede una. Dimmi, ti ascolto".
   Era molto difficile parlare con quello spettacolo davanti. Quando Sabrina eseguiva una delle sue spagnole, soprattutto quando la faceva ad un altro uomo che non ero io, non riuscivo a fare altro che a guardare in religioso silenzio. Le sue spagnole erano dei veri capolavori, e assistervi era una cosa che mi toglieva il fiato.
"E allora?" mi domandò. "Che fai, non parli?".
"Ah sì, certo. Ho pensato a quello che hai detto, e ho pensato di invitare Andrea".
"Tua sorella? Ma tesoro, io speravo che tu invitassi una persona che hai amato in passato".
"Beh, ho amato Andrea più di ogni altra cosa. Lo sai. E la amo ancora, è mia sorella. E poi è da anni che non la vedo".
"Va bene, invita lei. Aspetta aspetta... mi sa che il torello qui sta per sborrare. Eh sì, senti come pulsa. Dio mio, sta per esplodere!".
   E in quello stesso momento Rico iniziò a fiottare. I suoi schizzi di calda sborra saltarono sul viso di Sabrina. Quattro, ma belli densi e lunghi.
"Grazie Sabri" le disse.
"Quando vuoi, lo sai. Le mie tette sono a tua disposizione".
   Il giardiniere si rimise la sua tuta da lavoro verde e ritornò al suo lavoro. Sabrina si immerse in acqua e si fece una bella nuotata. E così telefonai a mia sorella e la invitai all'oasi. In quel momento si trovava a Bali con il marito, ma mi disse che sarebbe venuta da noi molto volentieri. Mi disse che l'avrei trovata molto cambiata. Il marito le aveva regalato un intervento chirurgico alle labbra.
"Vedrai" mi disse. "Adesso ho delle labbra da pompinara che non ti immagini neppure".
   E scoppiammo a ridere entrambi. Mi mancava molto la mia sorellina.

Stefano.