martedì 24 aprile 2012

Bigliettini pericolosi

Valentina si presentò a casa nostra con mezz'ora di anticipo rispetto all'appuntamento. Stefano era già ai fornelli da buona parte del pomeriggio, ci teneva a fare bella figura e toccò a me accogliere la nostra nuova amica. Mi sembrava ancora più bella se fosse possibile e iniziai seriamente a considerare l'idea di essermi presa la prima cotta lesbica della mia vita. Valentina era sorridente e radiosa nonostante la massacrante giornata passata tra cazzi finti e perversioni di ogni genere. Ma quando si spogliò come era stato stabilito la sera prima mi sembrò davvero di vedere il paradiso. Quel culo e quella figa non li dimenticherò finchè campo e di certo non solo io. Notando la mia immobilità, la bella topa si fece avanti "Dai Sabri ti aiuto io". Non mi era ancora ben chiaro se desiderassi di più mettere le mani e magari la bocca su tutto quel ben di Dio femminile oppure che lo facesse lei a me, ma bastò il tocco leggero delle sue mani a farmi diventare la figa infuocata di voglia.
"Sono venuta prima perchè avevo voglia di stare un pò sola con voi, spero non vi dispiaccia". Su quella frase fece la sua entrata Stefano con gli aperitivi in mano e rimase imbambolato con lo sguardo che vagava tra le cosce di Valentina e il mio seno. Ora era lui a desiderare di avere due cazzi e ce lo dimostrò la sua erezione repentina che riempì il jeans.
"Eh no caro non vale, ti pare giusto? Noi due nude e tu ancora vestito?" lo richiamò la bella Valentina.
Stefano sembrava bloccato a differenza del suo cazzo che premeva per essere messo in libertà.
"Guarda che se non lo fai tu ci penso io" insistè Valentina.
"No no certo scusate" riuscì a rispondere il mio fidanzato prima di spogliarsi goffamente del tutto.
Valentina si bagnò le labbra con la lingua proprio come la sera precedente guardando il cazzo duro e scappellato del mio fidanzato.
"Non fraintendetemi, Giuliano mi piace e sicuramente è una gran scopata ma voi due....beh non so come dirvelo però non ho mai provato un'attrazione così forte per due persone contemporaneamente." Mi sentivo lusingata dalle sue parole ma non potevo fare a meno di chiedermi chi di noi due desiderasse di più. Può mai esistere la bisessualità pura?
Mentre parlava il suo viso finì a pochi centimetri dal pisello voglioso di Stefano e solo il suono del citofono ci salvò dal primo pompino frettoloso della serata.
Giuliano si presentò tirato a lucido ed euforico più del solito sapendo che sarebbe toccato a lui gestire i giochi del dopo cena. Non perse tempo per liberarsi dei vestiti ma volle far tirare giù il boxer a me e Valentina insieme per rifarsi dalla delusione della sera precedente. Ci sembrò giusto accontentarlo, io mi piazzai alle sue spalle e Valentina davanti per ritrovarsi nuovamente con un cazzo dritto e pulsante a pochi centimetri dalla faccia.
Stefano tempestivamente ci avvisò che la cena era pronta e un secondo pompino fu sventato in tempo.
La cena fu lunga e gustosa per permetterci di godere per bene delle nudità di tutti. Io ero sempre più attratta da quella gran figona che sedeva al mio fianco ma allo stesso tempo pensavo che mi sarebbe servita una buona scusa per poter fare il primo passo, così a freddo non ci sarei mai riuscita. Confidavo nei giochi di Giuliano e cercai di indagare su cosa aveva preparato per noi.
"Beh..vi dico solo che ci ho lavorato tutto il pomeriggio mannaggia a voi e alle vostre idee...ma non era più semplice buttarci tutti su un bel letto?"
"No non lo sarebbe" precisò Stefano stizzito.
"Tranquillo amico ho recepito la lezione vedrete...mi resta solo un dubbio..."
"Quale?" si incuriosì Valentina
"Beh ieri mi sono ritrovato con le mani di Stefano sulle mie mutande, è il rischio di questi giochi lo so però non vorrei si andasse troppo oltre sapete come è ho una dignità da difendere". Lo disse scherzando ma sapevamo che lo pensava davvero. Io al contrario cercavo proprio una scusa per perderla questa dignità e questa poteva essere la mia occasione.
"Beh se siete d'accordo propongo di lasciare libere noi ragazze in caso capitasse ed escludere giochi solo tra voi ragazzi". Mi morsi la lingua per quell'affermazione che era più una dichiarazione di desideri lesbici. Gli occhi di Giuliano si illuminarono di lussuria, quelli di Stefano non so ero troppo presa dal vedere la reazione della mia amica che non si fece attendere.
"Eh no scusate, nulla contro Sabrina che per me è splendida ma...o tutti o nessuno!" dichiarò decisa.
C'era un bel problema da risolvere, io rischiavo di restare senza figa ancora una volta e Giuliano passò in un istante dall'espressione lussuriosa a quella dispiaciuta e infine preoccupata.
"Io ci sto" prese coraggio Stefano. Non perchè provasse le stesse voglie mie nei confronti dell'amico ma perchè non voleva fare la figura del ragazzino con la bella Valentina. "Naturalmente spero che non accada ma se proprio devo mi sacrificherò per il gioco con onore" concluse ridendo.
Giuliano era in minoranza e dovette cedere pentendosi di aver creato quel gioco ad alto rischio.
A quel punto eravamo tutti troppo curiosi di iniziare e vedere quali fossero tutte ste paure di Giuliano.
Ci accomodammo sul divano, nudi come eravamo, Stefano servì il liquore buono della sera prima e Giuliano ci illustrò le regole.
Aveva preparato tre scatole con dentro dei bigliettini, a turno ognuno di noi avrebbe pescato da tutte le scatole e avrebbe eseguito quello che ne veniva fuori. In una c'erano scritti dei verbi, in un'altra delle parti del corpo e nella terza i nostri nomi. Valentina perfidamente volle inserire nella scatola dei nomi anche un bigliettino segreto ma non ci disse cosa ci aveva scritto e il gioco partì.
Per essere sicuro di essersi spiegato bene iniziò Giuliano. Pescò il primo bigliettino su cui c'era scritto ACCAREZZARE poi il secondo su cui venne fuori CAPEZZOLI e infine il più temuto con il nome, ma venne fuori proprio GIULIANO e in quel caso il regolamento preveva che avrebbe potuto scegliere lui a chi farlo.
Valentina propose che in quel caso per evitare la scelta Giuliano lo avrebbe dovuto fare a tutte e due. Il gioco iniziava nel migliore dei modi. Giuliano si dedicò a turno ai nostri capezzoli con le sue dita esperte e Stefano potè godere dello spettacolo delle nostre puntine erigersi come piccoli cazzetti, ne approfittò per dedicare una bella stretta di cazzo in nostro onore e andò a pescare essendo l'unico rimasto ancora fuori gioco: ANNUSARE,CLITORIDE, SABRINA.
Andavamo già sul pesante ma per fortuna farlo tra noi non era difficile. Mi sporsi sul divano mettendo meglio in mostra figa e culo mentre Stefano mi raggiungeva camminando carponi.
"Scusami amore" disse mentre con due dita mi apriva la vagina per far uscire fuori il grilletto su cui piazzò il naso, lo strofinò regalandomi un brivido e tirò forte su con il naso riempiendosi le narici di quell'odore forte che ben conosceva mentre la sua capocchia si imperlò di umori, ripetè la sniffata un paio di volte e sembrava davvero un drogato davanti alla coca più pregiata.
Tornò al suo posto e fu il turno di Valentina. BACIARE, CULO E ANO, STEFANO. Era prevedibile che lasciare le cose al caso avrebbe prodotto gli incroci più buffi ma era pur sempre un gioco e due risate ogni tanto stemperavano la tensione erotica. In realtà forse eravamo solo noi a prenderlo come un gioco, Valentina era molto seria. Fece sistemare Stefano piegato sul bracciolo del divano, gli guardò il culo come se fosse davanti ad un'opera d'arte e lo coprì di baci leggeri prima di scostargli le natiche per posare le labbra su quel buchino che entrambe sapevamo non essere più vergine. Lo fece senza nessun timore anzi direi con un certo gusto e più di una volta, provocando nel mio fidanzato un piacere sottile e perverso. Giuliano si rifiutò di guardare la scena ma il suo cazzo ci confermò che avrebbe tanto voluto essere al suo posto.
Il gioco riprese, mancavo io per completare il primo giro. LECCARE, VAGINA E PENE, a......TUTTI!
Era questo il bigliettino segreto che aveva aggiunto quella perfida e adorabile porca di Valentina sperando che fosse capitato a lei e invece per la prima volta mi trovai senza più scuse, o meglio proprio con la scusa che volevo. Decisi di lasciare la novità per ultima e mi inginocchiai dapprima davanti a Stefano. sapevo di doverci andare piano con la lingua visto lo stato in cui già era ma non rinunciai a percorrere tutta la sua lunga asta con la lingua in su e in giu un paio di volte prima di soffermarmi a raccogliere tutto il liquido pre spermatico dalla cappella. Quando sentii il suo cazzo ingrossarsi e vibrare capii che era il momento di fermarmi e passai tra le cosce del mio amico. Ammetto che quella situazione mi faceva sentire un pò puttana a disposizione di tutti e mi eccitò da morire risentire sulla lingua il sapore del cazzo di Giuliano. Con lui potevo prendermela comoda e lo feci, anche per ritardare il momento tanto atteso di fiondarmi per la prima volta tra le cosce di una donna. Lo trattai come un gelato sotto gli occhi indagatori degli altri due e Giuliano se la godeva alla grande. Chiuse gli occhi e l'unica frase che riuscì a pronunciare fu "Che bei ricordi la tua lingua Sabri!". Terminato anche quel lavoro non restava che assaggiare sapori nuovi. Quando fui tra le gambe di Valentina il pensiero del gioco svanì, avevo voglia di provare e basta. Le prime leccate furono timide, di esplorazione solo in superfice ma bastò sentire quella carne tenera aprirsi sotto la mia lingua per invogliarmi a fare di meglio. Persi la cognizione del tempo e di dove mi trovavo e mi abbandonai in una vera e propria mangiata di figa sempre più golosa e bagnata, volevo arrivare più dentro possibile e la mia amica mi agevolò. Ricordo che il pensiero di quanto fosse morbida al contrario dei tanti cazzi duri a cui avevo riservato quel trattamento mi portò ad un passo dall'orgasmo e solo allora decisi di smettere.
Valentina sospirò "Non c'è nulla da fare, nessun uomo mi leccherà mai come lo fa una donna". Suscitando un certo risentimento in Giuliano che si era menato l'uccello per tutto il tempo.
Il gioco proseguì così per buona parte della serata senza grandi sorprese, ai due maschietti non fu riservata nessuna sorpresa e tutto filò liscio finche non fu ora di chiudere.
Il gioco prevedeva a quel punto che solo due dei giocatori avrebbero concluso con un orgasmo e dato che ieri la mia regola era stata niente orgasmo per gli uomini stavolta Giuliano la ribaltò, Io e Valentina non potevamo godere. A malincuore mi sembrò democratico ma mi consolava il fatto che ci restavano altre due sere di gioco.
Bisognava ora sorteggiare il nome della persona che avrebbe fatto venire Giuliano e la parte del corpo che avrebbe dovuto usare. La sorte scelse Valentina e doveva farlo con i piedi.
Poi accadde quello che si temeva, Stefano invece sarebbe dovuto essere portato all'orgasmo da Giuliano. Un pompino era escluso categoricamente, fummo clementi e ci accontentammo di una sega ma Giuliano volle farlo in contemporanea a Valentina su di lui per non pensarci.
Si stesero per terra uno accanto all'atro, Valentina si sistemò a pecora in modo da mostrare il panorama del culo e della figa ad entrambi e io la aiutai ad afferrare il cazzone di Giuliano tra i suoi piedini delicati. Non sembrava tanto imbranata, la sapeva lunga la nostra amica e il gioco di sega partì. Vedevo Giuliano in difficoltà per cui guidai io la sua mano ad impugnare l'uccello del mio fidanzato. Le regole sono regole!
Sarà stata la difficoltà del caso ma nessuno riusciva a raggiungere l'orgasmo nonostante i loro cazzi fossero duri da scoppiare e decisi di andar loro in soccorso. Mi accovacciai sul viso di Stefano per farmi leccare e bastò risentire l'odore della mia figa per fiottare a volontà nelle mani di Giuliano che prontamente mollò la presa. Regalai anche a Giuliano una leccata di figa sedendomi sul suo viso e finalmente venne copioso anche lui imbrattando i piedi della bella Valentina.
Ci ricomponemmo mentre Giuliano tenne a precisare che per la sera seguente sperava in qualcosa di più...normale.
Lo rassicurammo cedendo il testimone di maestra dei giochi a Valentina, lasciando Stefano per la serata finale e ci congedammo dopo questa serata di grandi novità.
Sabrina

lunedì 23 aprile 2012

Nuovi giochi


Ritrovare Giuliano dopo tanto tempo fu davvero una sorpresa per me. Avevo capito che Stefano si era un pò stufato di lui e temevo seriamente che non lo avrei più rivisto, come sapete Giuliano ha sempre avuto un forte ascendente su di me, come dire...il primo pompino non si scorda mai. Eppure durante la cena provai degli strani sentimenti di gelosie incrociate, ero gelosa di dividere il mio primo ragazzo con quella topa di cui temevo il confronto ma ero gelosa anche di lei che poteva rappresentare la mia prima esperienza saffica, senza contare che il facino di Giuliano rischiava di mettere in ombra il mio Stefano per il quale avevo messo in piedi tutto questo. Nonostante tutto le parole di Stefano a Giuliano sembravano sortire effetto, lo stallone si era dato una calmata almeno apparente e i complimenti all'arte culinaria di Stefano piovevano in abbondanza da tutte le parti provocando come potete immaginare un forte imbarazzo nel mio tenero fidanzato. Mi estranai un pò dalla conversazione persa nei miei pensieri su come risolvere quella serata inaspettata, finire a letto con Valentina davanti a Giuliano era escluso, almeno stasera, ma non volevo nemmeno relegare Stefano nell'ormai troppo abusato ruolo di guardone.
Occorreva un'idea...due cazzi aveva detto Giuliano non sapendo ancora di che pasta era fatta la nostra amica e io pensai che in realtà di cazzi in quella casa ce ne erano ben 3 se consideriamo quello che proprio la bella topa ci aveva indotto ad acquistare, 3 erano anche i cazzi di cui aveva bisogno la mia amica per arrivare al piacere come lei stessa mi aveva confidato. Ma come al solito Stefano aveva ragione, perchè avere fretta? Non solo ci saremmo potuti rivedere la sera dopo ma anche quella dopo ancora. Il problema era spiegarlo a Giuliano che finita la cena ripartì all'attacco raccontando a Valentina la storia di sabrina bocca e culo. Ero stranamente in imbarazzo, mi ero talmente affezionata all'idea di un triangolo solo nostro che la presenza di Giuliano iniziava ad infastidirmi. Avrei potuto fingere un gran mal di testa e congedare i nostri ospiti ma non ero certa che era quello che voleva anche Stefano. Presi in mano la situazione per evitare che degenerasse riportando il discorso sulle doti culinarie del mio amore.

"Ragazzi allora, avete spazzolato tutto...la cucina di Stefano fa sempre miracoli, e non avete ancora assaggiato tutto". Mi accorsi troppo tardi che quella frase si poteva prestare a facili allusioni e infatti la risposta di Giuliano fu pronta "Quanto hai ragione Sabri, qui c'è proprio molto da assaggiare". Stranamente però non faceva un passo verso la bella Valentina, perfino un maschio come lui ne sembrava intimorito, e faceva bene!
"Anche su questo hai ragione Giuliano, ma rischiamo un0idigestione se assaggiassimo tutto stasera non ti pare?" "Uhm...tu cosa proponi amica?" finalmente Valentina entrò in quella conversazione dandomi man forte.
"Beh tanto per iniziare propongo che una sera sola non possa bastare per cui ritenetevi invitati a cena anche per le prossime tre"
"Tre????" esclamò Stefano più preoccupato della fatica culinaria che lo aspettava che del piacere che ne avrebbe potuto ricavare.
"Si amore tre, mi è appena venuta un'idea, per fare le cose per bene propongo di dedicare una serata ad ognuno di noi, mi spiego meglio, se ci incontriamo in tutto quattro volte, ognuno di noi avrà la possibilità di dirigere il dopo cena come preferisce, stabilendo le regole del gioco secondo i propri gusti." Mi fermai per guardare le reazioni dei miai amici. Valentina si leccò le labbra considerando di quanto tempo avesse bisogno per sentirsi a suo agio, Stefano che adorava sempre di più il lato ludico di quelle situazioni venne a baciarmi complimentandosi dell'idea, solo Giuliano sembrò insofferente all'idea di dover aspettare tre sere per infilarlo tra le cosce della bella topa ma dovette suo malgrado acconsentire.
"Visto che ho avuto l'idea, la prima sera di gioco tocca a me e la regola di stasera è: niente orgasmi per i maschietti. E si gioca a modo mio".
Stefano sembrava seriamente preoccupato, avrebbe preferito ritirarsi dai giochi per paura di perdere ancor prima di iniziare ma anche lui non poteva tirarsi indietro.
"Spiegaci tutto Sabri" mi invitò Valentina curiosa e contenta di non doversi preoccupare di sembrare frigida, se gli orgasmi maschili erano fuori gioco avrebbe potuto pensare solo a spassarsela.
"Beh per prima cosa direi che abbiamo ancora addosso troppi vestiti, credo che ognuno di noi sia curioso di vedere o rivedere i propri compagni di gioco" e così dicendo presi dal tavolo una delle tre bottiglie di vino che ci eravamo allegramente scolati, la misi sul pavimento e credo che a tutti i presenti in quel momento tornò in mente il famoso gioco della bottiglia che ha accompagnato l'adolescenza di chiunque.
"A turno chi viene indicato dalla bottiglia dovrà levare un indumento, e uno soltanto, all'altra persona che verrà scelta dalla bottiglia, in modo tale che avremo tutti la giusta calma per apprezzare per bene quello che vedremo." Non so nemmeno io a volte dove mi vengano certe idee ma finalmente avevo conquistato anche il consenso di Giuliano che sembrava divertito e fece girare per primo la bottiglia che andò a toccare proprio lui. Nuovo giro ed esco io. Giuliano mi libera dolcemente delle scarpe e tocca a me.
Esce Stefano che imita l'amico sfilando le scarpe di Valentina perdendosi in ginocchio davanti a lei con lo sguardo lungo quelle cosce che non aveva il coraggio di toccare per non essere penalizzato da questo gioco infantile ed eccitante.
Il gioco prosegue e a turno ognuno di noi si è trovato a sfilare qualcosa dell'altro. A me è toccato sfilare la maglia di Valentina per lasciarla in reggiseno riempiendomi di nuovo desiderio verso quella ragazza, Giuliano imbarazzato ha dovuto levare i jeans al mio fidanzato, Stefano a sua volta ha dovuto sfilare le calze a Valentina potendo a questo punto soddisfare il desiderio di accarezzarle le gambe e così via.
L'ultimo giro prevedeva slip e boxer dopo che anche le nostre tette furono messe al vento. Era il giro più atteso ma anche il più rischioso per motivi diversi. Io desideravo da morire poter sfilare le mutandine di Valentina camuffando così tramite il gioco quella strana voglia mentre credo che per Giuliano e Stefano non fosse lo stesso in caso si fossero trovati a levare uno le mutande all'altro. Nessuno prendeva l'iniziativa di girare la bottiglia forse anche per il gusto di rimandare il piacere finale. I sorteggiati avrebbero preso posto al centro della stanza in modo che tutti potessero avere una vista completa.
"Stefano sfilerà le mutande a...." giro di bottiglia, supance.... "Sabrina!!!"
"Ohhhhhhh" fu il coro da stadio che accompagnò il mio andare al centro della stanza con Stefano al seguito. Il fatto che fosse proprio lui a mettermi a nudo per prima fu particolarmente eccitante per entrambi. Il mio fidanzato che mi offre agli altri, proprio come piace a noi. Mi piazzai di fronte a Valentina offrendo il culo a Giuliano e Stefano con mani tremanti per l'eccitazione infilò le dita nell'elastico facendo attenzione che i nostri amici non perdessero un solo dettaglio del mio culo e della mia figa che lentamente si mostrava a loro.
"Sabrina è una tortura! Dovreste legarmi su questa poltrona per evitare di venire là a morderti il culo" fu il commento di Giuliano. Valentina invece rimase in silenzio ma mi fissava passandosi la lingua sulle labbra in modo molto malizioso, lo presi come il segnale che aspettavo e in quel momento desiderai di sentire per la prima volta una lingua di donna accarezzare la mia intimità. Corsi a girare la bottiglia per non lasciare troppo spazio a quei pensieri ma lo feci piegandomi bene a 90 gradi davanti a Giuliano sempre più impaziente.
Valentina indossava un perizoma minuscolo e levarglielo da parte di Giuliano fu un gioco da ragazzi abituato come era con quel genere di intimo. Lo fece da gran maestro rivelando a me e a Stefano la figa più bella che avessi mai visto in vita mia. Completamente depilata aveva delle labbra carnose e sporgenti che erano un invito alla lussuria più sfrenata. Valentina consapevole dell'effetto che la sua vagina provocasse sul pubblico restò in piedi al centro della stanza, io raggiunsi Stefano per sussurargli all'orecchio "E' uno spettacolo!". Stefano sudava freddo di fronte a tanta bellezza, aveva paura ad ammettere che quella figa era pazzesca per paura forse di ferirmi ma io avrei pagato per vederlo scoparla come un matto. Era quasi come se l'avessi scopata io tramite lui. Tramite il cazzo dell'uomo che amo.
Restavano i ragazzi ancora da scoprire del tutto anche se ormai le loro erezioni lasciavano ben poco all'immaginazione, Giuliano era sull'orlo di buttare via i boxer per saltarci addosso ma la calma del gioco gli imponeva di aspettare il suo turno.
Per tenerlo buono decidemmo di piazzare lui al centro della stanza e girare la bottiglia mentre lo sguardo curioso di Valentina si concentrava sul grosso pacco di Giuliano che ormai per me e Stefano non era più una novità.
La bottiglia decise che a liberarlo dall'impaccio dei boxer sarebbe stato Stefano. Seguì un momento di silenzio imbarazzato, o meglio il silenzio di Giuliano era sicuramente delusione, quello di Stefano non era imbarazzo per il gesto in sè, Giuliano era un suo amico e lo aveva già visto nudo tante volte, poi non si trattava di fare nulla di particolare, il suo era più timore di venire giudicato dalla splendida Valentina. Ma fu proprio lei ad incoraggiarlo ribadendo che era solo un gioco e che nessuno si sarebbe fatte strane idee su di loro. Se doveva farlo per far piacere a lei tanto meglio, Stefano prese coraggio, si avvicinò all'amico e con un gesto di complicità tutta maschile mise a nudo il grosso pene eretto di Giuliano. Vidi Valentina ripetere il gesto voglioso con la lingua che aveva riservato a me e non ci furono più dubbi era una donna naturalmente portata per il piacere, di ogni tipo. Anche Giuliano si lasciò ammirare per il tempo necessario prima di lasciare il posto a Stefano il cui slip sembrava davvero sul punto di strapparsi. Inutile dire che Stefano era tanto eccitato quanto imbarazzato e a me piaceva da morire vederlo così.
Valentina propose che in quanto ultimo si sarebbe dovuto denudare da solo e così fu deciso. Non so dove gli venne il coraggio ma a quel punto Stefano improvvisò uno streep in piena regola con tanto si sculettamento, mano che copriva il pacco e lancio finale dello slip che per ripicca forse finì addosso proprio a Giuliano. Ridemmo tutti di gusto.
Il gioco ci aveva preso più tempo del previsto, quando Valentina guardò l'orologio si accorse che le restavano poche ore di sonno e una lunga giornata di lavoro l'indomani per cui ci propose di rimandare il resto alla sera seguente. Fui stupita nel notare che perfino Giuliano nonostante il cazzo duro da morire non ebbe nulla in contrario, forse iniziava ad apprezzare questo nuovo modo di giocare.
Stefano ci servì dell'ottimo liquore che avevamo comprato in Sicilia e ci gustammo quest'ultima delizia completamente nudi con gli sguardi che indagavano i corpi altrui prendendo accordi per la sera seguente.
La decisione comune fu quella di riprendere da dove stavamo interrompendo stasera per cui avremmo cenato già completamente nudi e la guida del gioco post cena sarebbe toccata a Giuliano a patto che sarebbe venuto con un'idea originale e divertente.
Ci salutammo dopo che Valentina declinò l'invito di Giuliano ad essere riaccompagnata a casa, aveva tutta l'intenzione di essere ligia alle regole, ma prima di andare volle ringraziare me e Stefano per la serata speciale e l'inizio di questa nuova amicizia e volle farlo baciandoci entrambi sulle labbra prima di attirare i nostri visi contemporaneamente al suo in un inaspettato intreccio di lingue a tre.
Non poteva regalarci buonanotte migliore.
Sabrina
Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

domenica 22 aprile 2012

Amiche

Quello che seguì fu un periodo meravigliosamente romantico. Io e Stefano nel nostro primo nido d'amore, era incredibile, piano piano stavo vedendo realizzati tutti i miei sogni, avevamo iniziato da quelli sessuali è vero ma siamo poi finiti in cose più concrete. La nuova casa fece uscire di scena la figura dello Stefano amante, non serviva più, ormai potevamo fare l'amore tutte le sere, e spesso non solo la sera in tutta tranquillità. Certo tutto quello che avevamo vissuto e sperimentato aveva lasciato la sua traccia e capitava che mentre Stefano mi scopasse steso sopra di me le mie dita corressero a cercare il suo ano ad esempio o quando lui era dentro il mio fino alle palle era facile che la sua mente corresse su altri membri che entrassero nei miei orifizi liberi, ma nessuno dei due ne parlava e tutto andava bene così. Per quanto mi riguarda ero pienamente soddisfatta, non avevo alcuna voglia di riprendere la caccia di uomini, volevo il mio Stefano e basta. Ma vivere insieme naturalmente non è solo sesso, Stefano come sapete è un cuoco eccezionale, vivemmo quel primo mese di vita insieme all'insegna dei piaceri della vita, cibo, sesso e coccole. Tutto filava per il meglio, era nato un nuovo equilibrio, ma come in tutte le cose della vita, non sarebbe stato così per sempre.
Una domenica pomeriggio io avevo il turno al centro commerciale, Stefano rimase in casa a riposare e dedicarsi all'arredamento di piccole cose, è anche un maniaco del perfezionismo. Eravamo rimasti che mi sarebbe venuto a prendere la sera per andare a bere qualcosa, eravamo usciti veramente poco negli ultimi tempi, presi come eravamo da quella nuova quiete familiare. Mancava circa mezz'ora alla chiusura ed io ero pronta a concedermi quella serata di relax con l'uomo che amo quando vedo entrare nel negozio una ragazza bellissima e appariscente. Quel viso non mi era del tutto nuovo ma io non ho grande memoria per i visi, specie se femminili. Credo di aver fatto anche a lei lo stesso effetto dato che mi guardava con curiosità ma senza salutarmi, segno che non mi aveva riconosciuta. Eppure entrambe sapevamo dell'altra. Fu solo quando la ragazza si girò che la mia attenzione fu calamitata dal suo splendido culo perfetto che riuscii a mettere insieme i pezzi... era la strafiga del sexy shop!
Fu lei a rompere il ghiaccio: "Senti io sono certa di averti vista da qualche parte ma con il lavoro che faccio vedo così tanta gente che non saprei..."
"Ti aiuto io, per caso il tuo lavoro ha a che fare con l'aiuto alle persone nella loro ricerca del piacere?". So che detta così poteva sembrare che avessi dato alla ragazza della prostituta ma lei si illuminò e capì le mie parole.
"Ma certo! Ora ricordo, tu sei la fidanzata di quel ragazzo tanto carino quanto buffo che cercava nuove sensazioni per il suo.."amico" giusto?" Dunque si ricordava e aveva notato Stefano, la cosa riaccese in me un certo piacere nel sapere che il mio fidanzato venisse apprezzato.
"Giusto giusto, ma forse è meglio parlarne da un'altra parte, se non hai fretta ti offro una birra tanto mi manca poco per chiudere". La ragazza accettò con un entusiamo che non mi aspettavo.
Inviai un sms a Stefano dicendo che avevo incontrato una ex compagna di classe, che sarei andata a bere una cosa con lei e non c'era bisogno che scendesse per venirmi a prendere. Stefano non fece troppo caso al fatto che la situazione era un pò improbabile ma accettò volentieri l'idea di restare un pò da solo a casa. Da quando vivevamo insieme, eravamo stati così impegnati a scopare che non gli era rimasto molto tempo per le sue attività di piacere solitario e decise di approfittarne. Preparò tutto con calma, si versò da bere,si spogliò con calma davanti allo specchio come se lo stesse facendo per una donna che lo aspettava e dedicò tutto il suo cazzo e il suo sperma alle sue donne immaginarie.
Tornai dalla mia nuova amica e decidemmo di andare in un pub tranquillo dove poter fare le presentazioni, ero molto curiosa di capire perchè tra tanta gente si ricordasse proprio di noi.
Naturalmente la nostra entrata nel pub suscitò l'interesse di buona parte della popolazione maschile ma Valentina, questo era il suo nome, sembrava non dare nessuna importanza alla cosa, forse ci era talmente abituata, eppure devo ammettere che più di un ragazzo là dentro era degno di nota.
Fatte le presentazioni di rito fu lei ad entrare in argomento: "Allora, il vostro "amico" è rimasto soddisfatto dal nostro servizio?" Mi venne da ridere ricordando quanto fosse stato soddisfatto Stefano di quell'acquisto.
"Si, soddisfatto mi sembra la parola giusta" dissi ridendo.
Era strano per me trovarmi così bene a parlare con una ragazza, non ho mai avuto molto feeling con il genere femminile a causa delle invidie che ben conoscete, eppure quella ragazza sembrava diversa, uno strano binomio tra sensualità, bellezza e intelligenza.
Rincarò la dose: " Spero che il vostro amico sia carino almeno la metà del tuo fidanzato". Dunque le piaceva Stefano, ne fui contenta e lusingata.
"Ti piace Stefano?"
"Ah si chiama Stefano, bel nome! Si è un bel ragazzo ma stai tranquilla non è mia abitudine fregare i ragazzi altrui".
"Peccato" mi scappò involontariamente.
"Come scusa?"
"No nulla, pensavo solo che anche tu hai fatto colpo su di lui e credo sempre che sia un peccato quando due persone si piacciano che non possano approfittarne..lo trovo come dire uno spreco ecco". Cercavo di studiare la sua reazione.
"Ah ah ah sei simpatica cara, è molto bello che tu la pensi così... quindi se ti dicessi che anche tu mi piaci pensi lo stesso che sia uno spreco?". Ci stava provando? Non ne ero certa, non sono molto esperta di corteggiamento tra donne, non che la cosa mi turbasse più di tanto, semplicemente non mi ero mai posta il problema, amo talmente il cazzo che probabilmente si il sesso tra donne lo avevo sempre visto come uno spreco.
"Sinceramente non saprei dirtelo però per coerenza in linea di massima dovrei dire di si, anche quello è uno spreco".
Valentina sembrò sollevata e iniziò a parlare senza freni raccontandomi in breve la sua situazione.
"Vedi Sabri cara, con il lavoro che faccio ne ho viste davvero di tutti i colori, ma non è questo il punto. A furia di dedicarmi al piacere altrui ho spesso trascurato il mio, anche perchè per me il piacere non è proprio una cosa semplicissima". Non capivo bene, in che senso? Una ragazza così poteva avere tutti gli uomini che voleva, e già solo in quel locale ce ne saranno stati almeno una decina pronti ad uccidere per potersela scopare di santa ragione. Vide la mia faccia perplessa e proseguì.
"Per molto tempo ho pensato di essere frigida, non riuscivo a provare piacere nel rapporto sessuale con un uomo, uno solo intendo, per me il sesso è una cosa complessa, non sono mai riuscita a viverlo come fine a se stesso, finivo sempre per innamorarmi anche delle avventure di una notte e non riuscire a provare piacere era per me un vero dramma. Quando iniziai a capire che un solo uomo non mi bastava decisi di provarne più insieme, come fanno molte donne che ho conosciuto al sexy shop, ma nemmeno quella era la soluzione, farlo con più uomini insieme non risolve il fatto che io sono molto lenta ad eccitarmi. Per fartela breve l'unico modo in cui potevo trovare soddisfazione dal sesso era farlo con 3 ragazzi ma non insieme, uno alla volta, il primo doveva eccitarmi con la bocca ma quando mi dedicavo io a lui e veniva io ero appena all'inizio, quindi toccava al secondo scoparmi in genere analmente ma anche in quel caso lui godeva e a me non bastava quindi entrava in scena il terzo che completava il lavoro. Capisci bene che una situazione del genere era insostenibile. Quindi ci rinunciai e decisi di provare con le donne. Sessualmente andava molto meglio e credevo di aver trovato la risposta, ero lesbica. Ma presto mi accorsi che non era vero, non riuscivo ad innamorarmi di una donna, insomma mi mancava il lato affettivo e sono giunta alla conclusione che il sesso lo faccio meglio con le donne ma per amare ho bisogno di un uomo."
Ero rimasta senza parole, non avrei mai immaginato una sessualità così complessa e mi immedesimai in quella storia, qualche punto di contatto c'era, anche io potevo amare solo Stefano ma per godere avevo bisogno anche di altro (di altri).
Raccontai a mia volta la nostra storia, che voi ben conoscete, e ripresi il discorso di lei e Stefano insieme.
"Quindi pensi che tra te e Stefano da quel punto di vista non potrebbe succedere nulla?"
"Questo non so dirtelo, però io vi ho conosciuti insieme, non riuscirei a scindervi, non potrei mai fare sesso con Stefano senza di te e viceversa". La prospettiva era del tutto nuova per me, mi costrinse a ripensare al mio rapporto con il mio stesso sesso. Le donne di per sè non mi piacevano, non mi sono mai piaciute ma stasera sentivo una forte curiosità di vedere Valentina nuda. A dirla tutta volevo proprio vederle la figa. Credo sia l'unica cosa del corpo di una donna che potrebbe intrigarmi, niente tette, viso o altro, solo figa. Fu questa curiosità così forte a spingermi ad essere sincera fino in fondo con una persona conosciuta da meno di due ore, Stefano mi perdonerà.
"In realtà credo ci sarebbe un problema in più, Stefano è un uomo eccezionale, molto carino come hai visto anche tu, e anche abbastanza dotato bisogna riconoscerlo, solo che quando è a letto con una donna, specie se nuova e bella come te...come dire...beh si lascia prendere dall'emozione e non dura molto". Valentina non sembrò per nulla turbata da questo fatto.
"Ma no, non credo sia una problema questo, anzi l'importante è saperlo così ci si organizza meglio. Non posso negarlo, mi piacete molto entrambi, io non avrei nessun problema a rispettare i tempi di Stefano, a patto però che possa avervi entrambi."
"Non ci sarebbero solo i suoi di tempi da rispettare, io non sono mai stata con una donna, per lui farei di tutto solo non saprei da che parte iniziare, insomma ci sarebbero dei tempi anche per me"
"Sabrina tesoro, siamo giovani, nessuno ci mette fretta, abbiamo tuttoi il tempo davanti, tranne stasera che si sta facendo tardi, per prima cosa mi farai conoscere Stefano, poi quello che verrà verrà, al meno avremo un'amicizia in più. Ora però ti accompagno che è tardi, tanto sapete dove trovarmi".
In auto non riuscii a fare a meno di gettare lo sguardo tra le sue cosce, mi attraeva quella figa non so dirvi altro. Quasi sotto casa inviai un sms a Stefano "Sto arrivando". Naturalmente lo feci per fare gioco sulla sua curiosità e infatti riconobbi la sua figura nuda nella penombra al balcone che scrutava per capire in compagnia di chi ero. Valentina non se ne accorse, lui non fu sicuro di aver visto bene, ma l'ipotesi che si potesse trattare della topa bastò per fargli portare la mano sul pisello moscio e provato da quelle due seghe consecutive con cui aveva impiegato la serata.
Salita a casa lo trovai nudo e sporco di sperma, con la scena di un film porno, inutile dirlo della Proboscide che ancora scorreva sullo schermo. Ero felice che ormai non mi nascondeva più la sua attività di segaiolo e per ringraziarlo mi inginocchiai a baciargli l'uccello e leccare tutto lo sperma rimasto tra i peli prima di finire abbracciati a letto addormentandoci così.
Sabrina

sabato 21 aprile 2012

La nostra prima casa.

(in foto: XXX-Ray Vision, Backstage, PornFidelity.com)

Il giorno dopo ritornammo ad essere la giovane coppia di fidanzati, perchè dopo essermi affidato ad un agenzia immobiliare, ero stato contattato per vedere una casa. Non so se vi ricordate, ma avevamo deciso di affittare un appartamento e di abbandonare definitivamente i nostri genitori, per vivere la nostra vita (soprattutto quella sessuale) in pace, senza dover prenotare camere d'albergo e cose simili. Insomma, eravamo in cerca di indipendenza. Così raggiungemmo il posto indicatomi telefonicamente. In macchina non parlammo di quello che era successo il giorno prima. E la cosa mi sembrava piuttosto strana, perchè ero certo che lei avesse voglia di parlarne. Io, in realtà, provavo un certo imbarazzo a farlo. Forse perchè, toltomi quello sfizio, ero ritornato ad essere quello di prima: il solito guardone che gode nel vedere la propria compagna fare l'amore con altri uomini. Però, con grande stupore, Sabrina accennò ad un altro tema: la ragazza del sexy shop.
"Bella ragazza, vero?" mi domandò.
Sentire quelle parole uscire dalla bocca di Sabrina mi stupì molto. Credevo che avesse colpito esclusivamente me. Certo, dire "bella" era riduttivo. Ma non capivo dell'esigenza di parlarne. Era sempre stato un tema delicato, quello delle ragazze. Spesso, quando Sabrina mi chiedeva di commentare la bellezza di qualche nostra amica (capitava spesso), io non sapevo cosa dire, e mi limitavo ad annuire, perchè se avessi dovuto dire veramente quello che pensavo di alcune ragazze su cui Sabrina mi aveva interpellato, avrei scosso sicuramente la sua sensibilità. Avrei potuto essere indelicato, avrei potuto farla ingelosire. O forse, erano le mie solite pippe mentali.
"Perchè me lo chiedi?" chiesi, con un groppo alla gola.
"Ti ho visto come la guardavi, cosa credi?" rispose. "Chi non l'avrebbe guardata? Con quegli hot pants, quel sedere perfetto, quelle cosce così lunghe, perfino io l'ho guardata. Ti piacerebbe farci l'amore?".
"L'amore? Con lei? Ma cosa dici Sabri, lo sai che io voglio solo te".
"Non ci credo, non sono stupida" devo riconoscere che leggevo una certa sincerità nelle sue parole. Non stava scherzando. Era una discussione seria.
"A parte che con quella lì ci vorrebbe un toro da monta per soddisfarla. Io ci farei solo la figura del fesso".
"Allora vedi che è come dico io? Tu vorresti scopartela".
"Sabri, chi è che non vorrebbe scoparsela?".
La discussione sembrava finita lì, per il momento. Sabrina sorrise. Le piaceva stuzzicarmi, forse perchè si divertiva nel vedermi in imbarazzo. In lei c'era sempre stato un pò di sadismo. Per esempio quando mi morsicava le natiche (adorava morsicarmi le chiappe), e lo faceva stringendo i denti, e mi faceva un dolore cane. E quando lo faceva e io urlavo di dolore, lei scoppiava a ridere. Sadismo. Come altro chiamarlo questo atteggiamento? Certo, non si divertiva a legare gli uomini come salami, o a frustarli, o a strizzargli i capezzoli. No, questo no. Queste sono pratiche che non hanno mai alimentato le sue fantasie, e neppure le mie. Ma un pò di sadismo è nascosto in ognuno di noi.
Ma ritorniamo a noi. Finalmente giungemmo sul posto, dove c'era una specie di pinguino in giacca e cravatta, un incaricato dell'agenzia immobiliare, che ci portò a vedere la casa. Il luogo dove si trovava ci piacque subito; eravamo in campagna, nella periferia silenziosa della città, e non pensai ad altro che al tipo di vita appartata e serena che avremmo potuto avere, standocene la, in quel nostro nido d'amore. Si trattava, in effetti, di una serie di villette a schiera, con colori leggeri e caldi. Non voglio dilungarmi troppo, ma voglio dirvi soltanto che fu la casa in cui trascorremmo molti dei nostri anni migliori, spesso in compagnia di amici molto speciali. Decidemmo di prenderla senza pensarci troppo su, forse anche a causa dell'euforia del momento, forse anche perchè era già arredata, e non c'erano lavori da eseguire. E in qualche giorno riuscimmo a portare tutta la nostra roba, vestiti, libri e cianfrusaglie. Finalmente liberi di vivere la nostra vita, senza doverci preoccupare dei nostri genitori.

Stefano.

Una serata particolare

Sulla "topa" ritorneremo perchè poi scoprimmo che le cose non stavano esattamente come immaginava Stefano. Usciti dal sexy shop salutai il mio fidanzato dandogli appuntamento a quando avrei portato a termine la mia missione di esplorazione anale del mio amante, lui sembrava sollevato quasi che davvero quel trattamento non riguardasse il suo di sedere. Aspettai un'oretta prima di richiamarlo, come per i migliori attori il cambio di personaggio richiede il giusto tempo mentale. Ero seduta ad un bar vicino casa sua con il pacchetto ben nascosto agli occhi indiscreti. Gli dissi che era tutto pronto per quella nostra serata speciale e gli diedi appuntamento al solito albergo per la sera seguente.
Arrivai per prima nella stanza e sistemai il nostro nuovo "amico" in bella mostra. Come i più attenti tra voi ricorderanno non era la prima volta che mi trovavo ad invertire i ruoli nel sesso anale ma era stato tanto tempo fa e soprattutto non si trattava del culo del mio Stefano. Non avevo troppa paura di fargli del male visto che avevo appreso davanti ad una sconosciuta che già si era divertito da solo in quel senso, dovevo mostrarmi sicura di me. Quando mi raggiunse lo accolsi con un gran desiderio negli occhi, avremmo fatto le cose con molta calma certo ma il gioco doveva restare in mano mia.
"Che ne diresti di cominciare a spogliarti, ora? Non perdiamo altro tempo...". Lo guardavo denudarsi con tutta calma, mi accesi una sigaretta e cominciai a parlare.
"Sai in fondo penso che tu sia fortunato, hai la possibilità di avere rapporti omosessuali senza dover andare per forza con un uomo, per me questo non sarebbe possibile"
Stefano ora completamente nudo sorrise "non ci avevo mai pensato, è una bella fortuna certo anche se non è detto che se mi dovesse piacere..." non terminò la frase ma non ce ne fu bisogno, non volevo sentire altro. Se solo fosse stato possibile avrei voluto vedere i miei due Stefani fare l'amore tra loro ma era chiaro che non si poteva.
Lo feci girare a pancia sotto sul letto.
"Wow! Bella schiena... Bel culo, soprattutto... Asciutto senza esagerare, muscoloso senza esagerare... proprio come piace a me. Mmmmm... Immagino che sarà davvero un piacere...Fermo, ora... fatti toccare...Mi arrapa averti qui tutto nudo per me... Senti che bel culo sodo... Dov'è il buco... oh, eccolo... mmm, sembra strettino... "
Ero tremendamente eccitata ed evitai di spogliarmi per cercare di godermi il momento. Non so se in quel momento era più perverso lui a volerlo nel culo o più depravata io ad eccitarmi toccando quel buchetto stretto e peloso. Richiamai alla memoria tutte le volte che lo avevo preso io e cercai di ripetere tutte le cose che mi provocavano eccitazione. Avvicinai la bocca e anche se non era la prima volta che lo leccavo là mi sembrava avesse un sapore nuovo, era il gusto di maschio che si offre al piacere incondizionatamente. Stefano infatti era rimasto passivo tutto il tempo a godersi la carezza umida della mia lingua che spargeva saliva con generosità. Tanto che quando infilai per la prima volta il dito scivolò dentro senza alcuna resistenza, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Finalmente Stefano reagì con un mugolo di profonda soddisfazione.
"Ti piace il mio dito nel culo, eh, porco?" Stefano mugolò più forte, sembrava davvero una puttanella.
"Baciami, dai." Limonammo come due ragazzi alle prese con la loro prima volta ma il mio dito non smetteva di sprofondare nella sua intimità più segreta. Era molto caldo e sentirmelo stringere dalle contrazioni anali mi eccitò ancora di più.
"Mmmm... Sei proprio un gran bel bocconcino... Avrei voglia di sbatterti a terra ed incularti subito. Ma non si fa così con un tenero verginello come te. Questo è un momento importante e voglio gustarmelo con calma. Voglio prepararti bene... aprirti il culo piano piano... prima di prenderti come si deve. Vedrai quanto ti piacerà!"
Stefano era fuori di se. Lo stava facendo davvero o era solo una delle fantasie che usava per masturbarsi con una carota nel culo?
"Sei stupendo in questa posizione... tutto il meglio che hai da offire è bene in vista, a disposizione... il culo, le palle, il cazzo... Tu poi, con questo culetto sodo sei proprio una meraviglia..." Avevo capito che parlare era importante per rassicurarlo sul piacere che provavo nell'averlo così esposto con il buco all'aria. Per me restava maschio e questo era fondamentale.
"Bravo... bravissimo... lasciati andare..." Stefano ormai andava incontro al mio dito impaziente di ricevere ben altro.
"Saresti quasi pronto, tesoro, ma stasera voglio prendermela con molta calma..." Lo feci sistemare a quattro zampe al centro del letto.
"Il tuo culo si abituerà ad essere penetrato, e potrai ricevermi senza problemi..." e aggiunsi il secondo dito che seguì il primo senza alcun problema.
"Te la stai cavando alla grande, sai? Sono entusiasta di te... ed eccitatissima..." riprendemmo a baciarmi ma io ignoravo completamente il suo cazzo per paura che facendolo venire troppo presto dopo si sarebbe rifiutato di darmi il culo.
"Bene... Ora rimani, qui, in posizione, per qualche minuto, senza muoverti." Andai a riempire il giocattolo come ci aveva spiegato la topa. Il cazzo di Stefano reagiva fin troppo bene, si bagnava già e il rischio sborrata era sempre più vicino quindi feci una pausa sistemandomi davanti alla sua bocca con il fallo finto legato in vita. Mi guardò perplesso ed eccitato. Succhiare un cazzo vero era un conto ma sto coso che senso aveva? Non gli diedi il tempo di ribellarsi.
"Mi piace che la lingua sia molto morbida e voglio che lavori da sola, senza l'aiuto di mani e dita..." provò ad accontentarmi ma era goffo ed impacciato, almeno ebbi la conferma che non aveva mai fatto un pompino in vita sua.
"Come pompinaro non sei un gran che ma rimedieremo, ti insegnerò io. Dimmi... ti piacerebbe scoparmi, vero?"
"Mi piacerebbe tantissimo..."
"E invece sarò io ad incularti... ad incularti per bene... e ti piacerà tantissimo lo stesso..Sei pronto?"
"Prontissimo...". Lo penetrai mentre lo diceva. Forse si sarebbe aspettato nuova calma ma quel cazzo deciso spinse a forzare il suo ano quasi vergine e gli scappò un grido prolungato di sopresa prima, di bruciore dopo e infine di piacere.
"Come va, tesoro?" chiesi restando in lui senza muovermi.
"E' sconvolgente... Devo un po' abituarmi... ma non è male... mi piace... "
"La cosa mi piace da impazzire... Tra poco comincerò a muovermi... Sei pronto?"
"Sì..." Iniziai molto lentamente, con estrema dolcezza... lunghi e voluttosi affondi per tutta la lunghezza...
"Sabrina... voglio dirtelo... mi sta piacendo da impazzire... mi stai inculando divinamente... sei una donna eccezionale..."
"Sei tu un uomo eccezionale... non ti rendi conto di quanto mi stai facendo felice... Ho voglia di aumentare un po' il ritmo..."
"Oh, sì... inculami più forte..." ma come lui non era portato per i pompini io forse non ero portata per le monte, questo ci confermava la nostra natura eterosessuale e aumentò il piacere di entrambi
"Più forte... ancora più forte, tesoro... non preoccuparti per me... sfondami tutto, se vuoi..."
"Sì... ti sfondo... ti spacco tutto... ti rompo il cu.... aaaaahhh..." e come previsto dalla nostra maestra a quel punto il cazzo finto decise di esplodere nel culo di Stefano che si sentì pieno, inondato da quella quantità di finta sborra che lo portò all'orgasmo senza bisogno di toccarsi.
"Non ho parole...E' stato bellissimo..."
"Posso tenertelo ancora dentro? Mi eccita da morire... Ti infastidisce?"
"No... anzi..."
"Sono fortunata... ho incontrato un uomo fantastico... " dissi andando ad impiastricciarmi le mani sul suo seme raccogliendolo dal pene ormai mezzo moscio e accarezzandoglielo.
"Oh... Sabrina... è bellissimo... ti prego... continua...."
Continuai mentre mi sfilavo dal suo culo per liberarglielo. Mi sembrò quasi deluso mentre il finto sperma gli colava tra le natiche attaccandogli tutti i peli. Io non ero ancora venuta, ricaricai il nostro fedele compagno di giochi e mi sistemai sul letto a gambe molto aperte.
Stefano era in estasi, gli regalai lo spettacolo della mia masturbazione con il fallo finto.
"Mostrami il culo, dai Stefano sei la mia troia". Sculettò come una vera puttana, me lo mostrò in tutte le posizioni e non si faceva problemi ad aprirlo per mostrarmi il buco non più strettino. Quando il fallo si riscaldò al punto giusto lo sfilai feci avvicinare il viso di Stefano tra le mie cosce e glivenni sulla lingua mentre il giocattolo fiottava di nuovo sul suo viso. Sembrava in tutto e per tutto un rapporto bisex dove il mio uomo-amante aveva fatto venire entrambi i suoi partner sul suo viso.
Una nuova frontiera era stata aperta...in ogni senso.
Sabrina
Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.