lunedì 18 giugno 2012

Qualche sviluppo

Quello che successe dopo gli ultimi eventi merita qualche approfondimento. Tanto per iniziare io avevo ricevuto per la prima volta l'uccello di Lorenzo nella figa e lo trovavo ancora più magnifico, ogni sera nel letto avevo bisogno che Stefano mi scopasse per sentirmelo sbattere fino in fondo ripensando alle spinte del mio padroncino biondo.
Gemma era sparita dalla circolazione per un pò, ma non troppo, nè lei nè il signor Belmondo potevano rischiare che qualcuno potesse sospettare di loro per cui dopo qualche giorno tornò a farsi vedere all'hotel, rimettendo in scena una finzione ancora più finta di prima con la differenza che almeno tra lei e Lorenzo le cose erano più chiare e disincantate, non so cosa ne pensasse davvero lui ma era evidente ormai che non era più solo lei a sfruttare la situazione.
Rosario e Tony furono molto contenti di avermi conosciuta e volevano organizzare una festicciola per me e Stefano, l'idea non era male, tutto sommato quel grosso uccello mi aveva frugata la figa come si deve.
Ma quello che stupì tutti in modo particolare fu Mauro Belmondo. Dopo la cena era diventato ancora più cordiale e sorridente perfino con suo figlio di cui non aveva mai avuto una grande opinione. Lo aveva sempre considerato un buono a nulla, e probabilmente averlo visto all'opera con il mio culo lo aveva riempito d'orgoglio, almeno in qualcosa se la cavava e non si poteva negare che avesse ereditato la sua parte migliore. Lo stesso atteggiamento di stima fu mostrato nei confronti di Stefano che venne preso sempre più in considerazione riguardo le decisioni importanti, era ad un passo dal diventare il suo braccio destro con conseguente incremento anche delle nostre finanze, iniziavo ad abituarmi all'idea di diventare in breve anche io una ricca e viziosa signora.
Avevo lasciato quel triste lavoro al centro commerciale e passavo sempre più tempo in giro per quell'hotel così carico di sesso.
Poi arrivò inaspettata una proposta, Mauro mi voleva come segretaria. Non accettai subito per paura che questo significasse dover prendere il posto di Gemma anche nelle sue mutande ma sembrava mi sbagliassi. La proposta era chiara, avrei iniziato al suo fianco curando in particolare i rapporti con i fornitori e le grandi agenzie turistiche, fu abbastanza esplicito nel chiarirmi che lui avrebbe continuato a trattare con la clientela femminile, lasciando a me gli uomini che spesso a detta sua hanno dei rampolli giovani ed interessanti su cui poter far leva per ottenere condizioni sempre più vantaggiose. Questo sarebbe dovuto bastare a farmi accettare ma notando le mie titubanze rincarò la dose, sarei dovuta andare spesso in giro per l'Italia in compagnia di Stefano quando possibile e qualche volta per forze di cose da sola. Se avessi accettato gli avrei dato la possibilità di trovare anche una collacazione a quel suo figlio sfaccendato, l'unica cosa che Lorenzo sapeva fare bene era guidare (oltre incularmi ma questo si limitò a pensarlo senza dirlo) per cui lui avrebbe potuto farmi da autista ufficiale, trascorrendo con me e Stefano lunghe ore di viaggio e magari infuocate notti nei vari hotel. Fu la ciliegina sulla torta di un'offerta assolutamente irrinunciabile, ero certa che Lorenzo non avesse ancora espresso a pieno la sua perversione con me e avendo più tempo a disposizione ora che le cose erano cambiate mi sembrava veramente un'occasione da non perdere.
Per non mostrare troppo entusiasmo mi finsi imbarazzata, era un lavoro del tutto nuovo per me non ero certa di sapermela cavare, avevo molte cose da imparare.
Fu naturalmente Stefano ad incoraggiarmi, aveva capito bene che quel ragazzino biondo era diventato una fonte importante del mio piacere e voleva farmene godere a pieno anche se per il gioco delle parti era costretto a mostrarsi scettico nei suoi confronti. In realtà conoscevo molto bene i suoi pensieri sull'argomento, il rapporto con Lorenzo era conflittuale come nella migliore tradizione dei cornuti che desiderano continuamente essere messi alla prova dal rivale di turno. Il pensiero che io godessi tanto con lui lo faceva impazzire e allo stesso tempo gli procurava delle erezioni da film porno.
Mi misi a disposizione del signor Belmondo per essere istruita su tutti i trucchi del mestiere e mi resi conto che non aveva mire sul mio corpo, primo perchè sul serio stimava Stefano e secondo perchè aver trombato una donna al figlio era più che sufficiente, anche i porci hanno un cuore.
Mauro riceveva i clienti di solito nel pomeriggio, mi chiese di indossare vestitini succinti per evidenziare soprattutto il seno, fare scena era importante in quel lavoro. Lo capii e non indossai mai un vestitino che arrivasse sotto le ginocchia, spesso senza nulla sotto e mai il reggiseno. Faceva così caldo che dava fastidio tutto.
Anche Mauro del resto era sempre senza intimo, me ne accorsi quando parlando con una cliente particolarmente sexy l'uccello gli gonfiava i pantaloni leggeri spingendo sotto il tessuto. La cosa che mi impressionava però era come riuscisse a mantenere la calma, le sue conversazioni duravano finchè non si calmava e l'uccello diventava meno visibile.
Un pomeriggio ricevemmo una donna bruna e alta che sembrava fin troppo interessata alle nostre offerte. Mentre gliele illustrava l'uccello era diventato decisamente grosso e con un'abile manovra riuscì a strusciarlo indifferente sulla mano della donna. Mi incuriosì la tattica e guardai meglio. Lei aveva una gonna molto corta e riuscii a vedere benissimo che era senza mutandine perchè tra le lunghe cosce abbronzate scoprii che era molto pelosa, la scollatura le copriva a malapena i grossi capezzoli gonfi, e sorrideva in continuazione.
Ma Mauro non si spinse oltre, era quello il segreto, eccitarle per spingerle a ritornare alzando ogni volta il prezzo delle offerte. Mi immedesimai nel ruolo e anche a me vennero i capezzoli ritti all'idea che avrei potuto fare la zoccola con il corrispettivo maschile di quella clientela,ero tutta sudata e con le mutandine bagnate, cosa che mi fece convincere che forse era meglio non metterle... sesso e potere pensai cosa c'è di più eccitante?
Sabrina

domenica 17 giugno 2012

Anche io avevo qualcosa da vedere (Seconda Parte)

Non poteva che essere lei a lanciarsi per prima e rispondere all’appello. Si alzò e mi si avvicinò, mettendomi una mano sul cavallo dei jeans. Io mi alzai e la baciai, un bacio passionale e pieno di desiderio. Mentre lo facevo incrociai lo sguardo di Gemma e poi di Stefano. La prima non se ne fregava nulla di me, lo sapevo, ma davvero a Stefano tutto ciò non dava fastidio?

Quando ordinai a Sabrina di seguirmi sul divano del salotto dove stavamo cenando, anche gli altri due avevano preso a darci dentro.

Feci inginocchiare Sabrina sul divano e poi le spinsi la testa sopra i cuscini, in modo che il culo fosse bello in alto, esposto e a mia disposizione. Le abbassai i jeans fino alle ginocchia e, con calma, anche le mutande. Mi gustai quel momento, come un sipario che si apre sulla scena principale di uno spettacolo teatrale. Il suo culo, la sua figa e il suo ano apparirono belli più che mai. In un lampo mi ci fiondai a leccarla senza esitazione. La lingua si alternava tra le grandi labbra e il suo buchino. Ruotava attorno all’ano per poi fissarsi sul clitoride. Passavo sul perineo leccandolo e insalivandolo ogni volta che mi spostavo da su a giù e viceversa.

Alle mie spalle invece Gemma era in ginocchio, accanto al tavolo, aveva slacciato i pantaloni di Stefano e aveva preso in bocca la sua spessa nerchia, succhiandola avidamente. Non l’avevo mai vista succhiare così con me. Non l’avevo mai vista così porca e troia.

“Ora ricambierò il favore…” sentii Stefano dire queste parole a Gemma e, un attimo dopo, l’aveva messa a pecora col busto appoggiato sul tavolo e stava giocherellando col suo culo, infilando dita nell’ano per dilatarlo.

Mentre ancora mi dedicavo a leccare l’ano e la figa di Sabrina, sentii il cellulare vibrare in tasca. Mi interruppi per leggere l’sms. Un sorriso mi si dipinse sul volto, era un’ottima notizia che decisi di non condividere con nessuno. In preda alla gioia appoggiai la cappella sull’ano della mia schiava, ancora chinata col culo bene in alto sul divano, e inizia a spingere.

Contemporaneamente Stefano inculava Gemma ed io Sabrina. Pompavamo con desiderio e forza. Stefano ogni tanto mi lanciava un’occhiata, più che a me a Sabrina. Anche io non potevo fare a meno di guardare Gemma. Non potevo immaginare avesse un culo così allenato.

Dopo un po’ decisi che volevo provare anche la figa della mia schiava, così cambiai buco, pompando sempre con forza e determinazione, com’ero abituato con lei. I gemiti di Sabrina e Gemma si mescolavano dando vita ad una sinfonia mai udita prima. Il mio cazzo iniziò a bagnarsi copiosamente degli umori di Sabrina che sembrava stesse per esplodere. Ed in effetti il suo orgasmo esplose in urlo di piacere che mi appagò quanto una sborrata.

Gemma intanto era ancora piegata sul tavolo, con le mani a stringere la tovaglia e gli occhi socchiusi e un’aria gaudente. In tutto quel piacere e quei gemiti nessuno sentì la porta di casa aprirsi, ne tantomeno i passi nel corridoio.

Io sentivo l’orgasmo montarmi e mi tirai indietro, uscendo dalla figa di Sabrina. Le afferrai i capelli e la tirai a sedersi sul divano, in modo da avere il mio cazzo gonfio e duro davanti a lei. Non fu necessario dirle nulla, sapeva cosa fare. Iniziò a succhiarlo e ingoiarlo con una passione e uno slancio che mi portò sul limite, ad un passo dal piacere più intenso che avessi mai provato.

Ci accorgemmo di non essere soli quando Stefano venne. Sborrò nel culo della mia ragazza con dei profondi colpi di fianchi. Gemma si aggrappò con ancora più forza alla tovaglia con gli occhi chiusi, subendo quel piacevole supplizzio. Quando Stefano estrasse il suo cazzo dal culo di lei e la sborra inizio a colare dal suo ano, Gemma aprì gli occhi e vide mia madre e mio padre sotto l’arco della porta.

Lo sguardo che lui lanciò alla mia ragazza fu glaciale. Era proprio quello che mi aspettavo. Davvero lei credeva che io non sapessi? Mi aveva giocato un brutto scherzo quella puttanella e finalmente avevo potuto ricambiare. Quello che invece mi sorprese fu lo sguardo, letteralmente indecifrabile, che mia madre scambiò con Stefano. Ci fosse qualcosa anche tra loro? Diavolo ma ero l’unico pirla a non sapere nulla delle scopate che si facevano in quella villa?

Non riuscii a farmi troppe domande. Sabrina, non accortasi di nulla, continuava a succhiarmi avidamente. Quando la mia passione esplose, il mio sguardo incrociò quello di mia madre. Mi guardò con un misto di orgoglio e voglia. Rimasi sconvolto da quello sguardo incomprensibile, eppure non riuscii a distoglierlo. I nostri occhi rimasero incrociati e così rimasero per tutto il tempo in cui la mia sborra si riversò nella bocca e sulla lingua di Sabrina. Io godevo e la guardavo.

Poi arrivò l’imbarazzo.

Ci volle un po’ per riordinare la situazione. I miei uscirono senza dire quasi nulla. Solo mio padre mi guardò con aria incazzata.

“Dobbiamo parlare noi due”

“Già…” fece eco mia madre.

Poi Gemma si ricompose, era sconvolta. Forse aveva capito che il suo rapporto con mio padre era finito e, con esso, tutti i soldi e i privilegi che otteneva. Chissà. Stefano e Sabrina sembravano meno sconvolti. Ci salutammo e andarono via.

La sera, nel mio letto, ripresi in mano il cellulare e sorrisi rileggendo l’sms che mia madre mi aveva mandato proprio mentre scopavamo.

“La cena è una noia. Torniamo tra poco. Un bacio.”

Occhio per occhio, Gemma.

Lorenzo

Anche io avevo qualcosa da vedere (Prima Parte)

Guardai Stefano andare via tranquillo. Come poteva aver visto la sua ragazza scopare con un bestione e rimanere quasi indifferente? Anzi no… Peggio, entusiasta. Non capivo e mai avrei potuto capire. La verità mi arrivò in faccia come uno schiaffo quando, il giorno dopo, mi arrivò un sms di Gemma. La mia “ragazza” diceva semplicemente di andare alla spiaggia nudisti, quella che lei mi fece vedere tempo fa. Non capii, ma decisi di accettare. Raggiunsi il posto facilmente, sapevo dove cercare. C’era una macchina parcheggiata poco distante, familiare. Mi tolsi le scarpe e, a piedi nudi, inizia a camminare sulla sabbia calda, in direzione della spiaggetta nascosta che Gemma mi aveva indicato per sms. Chissà cosa ci avrei trovato. C’erano alcuni scogli molto grossi a proteggere la spiaggetta dalla vista dei curiosi. Appena girato intorno ad uno di quelli li vidi, tutti e quattro.

Non volevo che mi vedessero, così mi nascosi dietro quel grosso masso e li spiai per alcuni momenti, sconvolto dalla scena, senza sapere cosa fare.

C’era Sabrina scopata da Tony e Rosario, i due amici di Gemma, con Stefano che li incitava. Quella puttana di Gemma, lo aveva fatto per ferirmi, evidentemente sapeva tutto di me e Sabrina e voleva colpirmi facendomela vedere mentre scopava con altri. In qualche modo mi ero illuso di essere l’amante di Sabrina, che fossi io l’artefice delle sue scopate con altri, che avvenissero sotto il mio potere. Un po’ come il bestione che avevo ingaggiato per scoparsela in albergo. Invece Sabrina si concedeva tranquillamente a chiunque, evidentemente per la gioia di Stefano. Ecco perché aveva partecipato al gioco dell’ovetto, con un solo gesto aveva dimostrato di non essere geloso e di essere, in fin dei conti, lui a controllare le cose.

Non mi feci vedere. Loro andarono a farsi il bagno ed io tornai a casa, meditando sulla faccenda. Tornai in camera mia depresso e abbattuto, incapace di pensare a come agire, a cosa fare. Nel corridoio incrociai mia madre che usciva dalla doccia con un asciugamano striminzito.

“Cos’hai bello di mamma?”

“Nulla, non lo so…”

Ma lei capì che qualcosa non andava e mi abbracciò, stringendomi forte a se. L’asciugamano le cadde e rimase nuda, con la pelle liscia ancora umida, ad abbracciarmi e stringere la mia testa tra i suoi morbidi seni. Il mio imbarazzo si esplicò nel colorito delle mie orecchie, rosse come il fuoco. Eppure il cazzo mi venne durissimo. In quell’abbraccio consolatore un po’ materno e un po’ porco (alla Ligabue insomma) mi lasciai andare senza protestare, meditando la mia prossima mossa.

“Non stare male per quella, ricorda che hai sempre tua madre”

Evidentemente pensava stessi male per Gemma, davvero non aveva capito che di lei non me ne fottevo proprio?

Decisi come avrei agito. La sera dopo invitai Sabrina e Stefano a casa mia per cena, sapendo che i miei erano fuori per una cena di beneficenza. Contestualmente, ma senza avvisare nessuno, invitai anche Gemma.

Quando quest’ultima arrivò, per prima, e trovò la tavola apparecchiata per quattro mi guardò stupita.

“Credevo che i tuoi stessero fuori per una cena di beneficenza…”

“Ed infatti è così”

Non ebbi il tempo di finire la frase che suonò il campanello. Gemma mi guardava e non capiva. Evidentemente tutto le fu più chiaro quando vide entrare Stefano e Sabrina.

Maledizione quanto mi sono goduto il disappunto dipinto sulla faccia di tutti e tre. Per una volta tanto ero stato io a prenderli in contropiedi.

Ci sedemmo a tavola mentre iniziò una piccola conversazione banale. Quella che più cercava di sviare ogni discorso più pericoloso era proprio Gemma. Io la guardavo rapito, ammirando in qualche modo la faccia tosta con cui continuava a far finta di nulla. A rompere quel ridicolo siparietto della mia ragazza intervenni io.

“E dimmi Stefano, te la sei già scopata la mia ragazza?”

Avevo immaginato che a quel punto fosse plausibile, ma in effetti non ne avevo le prove. Il fidanzato di Sabrina mi guardò, guardò Gemma e poi, con la naturalezza che in effetti mi sarei aspettato, disse “Più o meno”.

“Più o meno?” a quel punto ero curioso di capire cosa ci fosse stato tra i due.

“Sono stato io a scoparmelo, con quell’affare che tu non vuoi mai usare” intervenne Gemma che ormai aveva lasciato perdere ogni velleità mistificatrice.

“Te lo sei fatto mettere in culo?” domandai retorico. Qualcosa di me desiderava tornare in posizione dominante, non essere più il ragazzino, e in quella notizia presi lo spunto, la palla al balzo.

“Non è così male come sembra” rispose Stefano sempre con la medesima naturalezza, ancora una volta non sembrava affatto in imbarazzo o in difficoltà.

“Dovresti provarlo anche tu…” suggerì Sabrina facendomi un occhiolino.

“No mia cara, io sono convinto che il mio buco d’uscita, debba rimanere buco d’uscita” presi una pausa “e non diventare mai buco d’entrata”

Nessuno colse la mia citazione, quindi sorrisi tra me e me. Quindi continuai con quella che era la chiave di volta di tutta la serata.

“Beh allora… Io mi sono scopato la tua fidanzata, tu la mia… più o meno. Perché non farlo anche adesso?”

La buttai lì, senza sapere quale reazione mi sarei potuto aspettare. Alzai il braccio, colto dall’imbarazzo, non sapendo quale sarebbe stata la reazione degli altri tre.

“Ma i tuoi quando tornano?” si informò Gemma, evidentemente preoccupata dall’eventualità di essere colta sul fatto.

“Tardi, molto tardi, non preoccupatevi”

A questo punto fu Sabrina a prendere l’iniziativa. Chi se non lei?

Lorenzo

Gli amici di Gemma

Quel pomeriggio non era ancora finito, Stefano aveva promesso a Gemma di farmi uscire con i suoi amici, me lo disse in camera sotto la doccia. Non mi disse altro e pensai che un pò di compagnia diversa ci avrebbe fatto bene, potevamo distrarci.
Ci vennero a prendere in auto fuori l'hotel. Stefano sedette davanti accanto a quello che guidava, un certo Rosario, io fui invitata a salire dietro vicino a Tony. erano tutti e due ricci coi capelli corti in calzoncini e camicia a maniche corte.
"Allora siete nuovi di questa parti?" fece Tony per rompere il ghiaccio e mi sembrò una conversazione piacevole e tranquilla anche se banale.
Ma Stefano era tornato in sè e partì all'attacco "Come la trovi la mia fidanzata Tony?"
"E' bellissima, con quei tettoni poi..." mentre mi fissava i seni, altro che amicizia tranquilla!
Ci stavano portando al mare, io ero solo in costume da bagno, faceva un caldo soffocante.
Tony mi mise una mano sulla coscia e Stefano si girò a farmi l'occhiolino. I ragazzi erano molto chiacchieroni, e la cosa mi piaceva, chissà cosa aveva raccontato loro Gemma sul mio conto ma a giudicare da quegli approcci, doveva aver detto parecchio. L'idea di essere presentata come una ragazza facile a due perfetti sconosciuti mi fece bagnare il costume. Tony aveva un pantaloncino molto largo tanto che riuscii a vedergli la punta dell'uccello, non aveva slip nè costume e ogni tanto si toccava parlando come se io non ci fossi.
Arrivammo su una spiaggetta deserta, bellissima. Stefano si è messo immediatamente nudo, come gli altri due ragazzi.
"Su tesoro, fai come noi, siamo soli qui" mi incoraggiò Stefano. "Fai vedere come è bella la mia donna".
Si è messo dietro di me a slacciarmi il pezzo di sopra, ero eccitata come ogni volta che c'è il caldo, il mare e tre uomini nudi.
"Devi levarle anche lo slip"! ha suggerito Tony ridendo "Qui il bagno si fa così".
"D'accordo ragazzi adesso lo faccio". Le sue mani mi tirano giù il costume.
Ora ero nuda davanti a loro che mi guardavano e mi sono tolta lo slip. Lo spettacolo sembrava essere di gradimento di tony, il suo grosso uccello si gonfiava a vista d'occhio.
Stefano stendendo l'asciugamano mi è passato vicino pizzicandomi la figa ridendo.
"Ehi amico, sembri eccitato, E' la mia fidanzata che ti fa questo effetto? Ha una bella fessurina tutta rosa hai visto?"
"Si è bella.."
"Amore vieni a stenderti vicino a me".
I due si sono seduti di fronte a noi con la cosce aperte, avevano dei grossi uccelli e dei coglioni enormi, quello di Rosario sembrava il più grosso di tutti. Avrei desiderato anche la presenza di Lorenzo ma evitai di dirlo a Stefano, finalmente sembrava a suo agio, tutto nudo, senza complessi, tanto che si alzò con tutta naturalezza, ha fatto due passi e si è messo a pisciare davanti a noi, ricordandomi quanto mi piacesse vederglielo fare.
Un getto di pipì scavava la sabbia sotto di lui mentre continuava a parlare e gli altri non ci facevano quasi caso.
Ha scosso l'uccello per far cadere le ultime gocce ed è venuto ad asciugarselo sulla mia figa ridendo. Mi passava la lingua sulle labbra muovendo le natiche per farmi sentire meglio l'uccello duro contro la mia figa socchiusa.
"Dai mettimelo dentro, sono certa che ai nostri amici piacerebbe vederci fare l'amore". Stefano si è afferrato l'uccello con la mano e me lo ha infilato dentro in un sol colpo completamente nella figa, io ho voltato la testa verso gli altri due ridendo.
"Non vi scandalizzate vero?" chiesi inutilmente.
"Aspettate, vi faccio vedere meglio la sua figa". Ha aggiunto stefano uscendo da me, mentre gli altri due si avvicinavano.
Stefano mi ha aperto le gambe e con le mani in mezzo mi toccava la figa per aprirla ai due nuovi visitatori.
"E' profonda, guardate il mio dito dove arriva" continuava Stefano e sembrava davvero stesse facendo da guida turistica infilando il dito nella mia vagina. Faceva andare e venire il dito il più profondo possibile ed era sempre più evidente la mia eccitazione, apriva le labbra e mi passava un secondo dito sul culo.
"Dai fattela Rosario, non chiede altro, te la offro"
Il ragazzo si è steso su di me, mi sfregava il pene sul mio sesso, ero così bagnata che scivolava via.
"Hai visto che buco rosa? Hai l'uccello molto duro amico e i coglioni grossi" sembrava prenderci gusto Stefano a commentare quello che vedeva e io lo amavo così.
Goliardicamente ha dato una spinta con le mani alle natiche del ragazzo e di colpo è entrato dentro. Aveva una verga molto lunga e grossa, arrivava in fondo e i grossi coglioni mi urtavano sulle chiappe.
Tony si è unito palpandomi le tette, l'odore dei loro corpi si mischiava a quello del mare, avrei voluto Cristian da qualche parte a guardarci.
"E quest'altro grosso uccello? amore non ti occupi un pò anche di lui?" mi chiese amorevole Stefano indicandomi quello di Tony.
Girando la testa sono riuscita a prendere l'altra verga tra le labbra e poi in bocca. Ingoiavo il membro mentre l'altro continuava a scoparmi sempre più forte. Mi lasciavo riempire la figa da quel manico di carne. Continuando a scoparmi ha fatto scendere le mani sotto al culo per infilarmi un dito, cosa che mi incoraggiò a pompare meglio il cazzo del suo amico manipolandogli i coglioni coperti di pelo, finchè Rosario gridando è uscito per spadere sulla mia pancia una gran quantità di sperma caldissimo. Quasi contemporaneamente anche l'altro si è lasciato andare e quando Rosario fu uscito da me lasciandomi la figa aperta mi sono dedicata a leccare il succo impiastricciato sui suoi peli neri.
Stefano ha preso posto con la testa tra le mie cosce per leccarmi la figa ancora calda, mi succhiava per farmi venire senza badare se leccando di tanto in tanto qualche goccia di sperma gli colava sul naso, sono certa che ne ha perfino assaggiato un pò.
"Allora ragazzi, è stato bello no?" ha concluso quando sono venuta sulla sua lingua.
"Si" risposero in coro.
"Alla mia fidanzata piace farsi scopare ma quello che preferisce è farsi inculare e soprattutto bere lo sperma" ha parlato con la lingua sul mio clitoride.
"Andiamo a fare il bagno ora?".
In acqua chiacchierando come se nulla fosse successo mi sono infilata un dito nella figa regalandomi un secondo orgasmo sotto gli occhi dei nuovi amici.
Sabrina

L'amore è complesso

Mi dispiaceva tanto vedere Stefano così pieno di lavoro, ero certa che fosse solo la stanchezza il motivo che non gli faceva apprezzare quanto fosse divertente quella nuova famiglia. Dopo la monta con il bestione muscoloso, lo rapii da quella cucina e lo portai al mare, sulla spiaggetta privata dell'hotel. Ero certa che davanti al mare tutto avrebbe assunto una nuova prospettiva, ci saremmo capiti di più.
Era veramente a pezzi, un pomeriggio di relax gli fece bene. Appena arrivati ci stendemmo al sole e si addormentò come un bambino, lo guardai dormire mentre il suo corpo si scaldava al sole e si distendeva, stava scaricando il nervosismo degli ultimi giorni, quando si svegliò aveva un sorriso beato che si allargò quando senza dire nulla gli abbassai il costume.
"Ecco tesoro, ora siamo più liberi, siamo più noi stessi."
Stefano nudo all'aria aperta era davvero nella sua dimensione naturale.
Sapevo che bisognava affrontare l'argomento famiglia Belmondo e Lorenzo in particolare, quindi non ci girai troppo intorno e fui diretta.
"Ti sbagli su Lorenzo"
"Cosa vuoi dire?" già iniziava ad innervosirsi.
"Voglio dire quello che ho detto, ti stai sbagliando su Lorenzo. Lo so che per te è solo un ragazzino viziato, ed in parte è vero, però è proprio questo che mi attrae di lui. Non fraintendermi e lasciami finire. Non sono innamorata di lui, resti tu l'unico uomo che mi interessa, però non posso fare a meno di considerare che lui è diverso da tutti gli altri. Pensaci un attimo Stè, quanti uomini abbiamo incontrato? Con quanti altri dovrò andare a letto prima di trovare quello che fa per noi? Che ne è stato di tutti i giuliani, Mattia, e Fabrizi vari? E' vero che sono un pò puttana e mi piace scopare come a te piace che io lo faccia ogni volta con piselli diversi e mi sta bene, ora però siamo cresciuti e meritiamo di più. Cerca di andare oltre le apparenze, non è da te essere così superficiale. Dagli una possibilità, lui è stato sincero con noi quella sera a cena, si è aperto ha cercato un amico oltre che la sua donna da scopare. E poi c'è Luana, non puoi negare che quella donna perversa ti affascina, perchè rinunciarci? Siamo qui e vediamo cosa succede, a me questo posto piace tanto."
"Sarà.." fu l'unica risposta che Stefano riuscì a darmi prima di tuffarsi a baciarmi le tettone nude, non era convinto certo però mi amava e sapeva che nulla e nessuno avrebbe potuto mettere in dubbio questa certezza.
Sabrina
Qualcosa che dovevo vedere.

(in foto: Brooke Lee Adams, Hot Brunette Break Up Sex, PornPros.com)

Va bene, lo ammetto, mi sono lasciato un pò andare. Ma in quei giorni, la protagonista indiscussa dell'albergo era Sabrina. Più passavano i giorni e più mi rendevo conto che ci eravamo ficcati in un gioco perverso, che riguardava una famiglia intera, e in più qualche estraneo. Però a Sabrina sembrava piacerle. Io non avevo molto tempo per distrarmi, e quindi seguire le avventure della mia futura moglie, perchè in cucina c'era sempre un mare di lavoro. La stagione estiva si avvicinava e la clientela affollava in massa il ristorante dell'albergo. Demi era sempre più scostante; mi disse che quell'albergo la stava trasformando, e la cosa non le piaceva. Aveva voglia di cambiare. Non mi disse chiaramente quali erano le sue intenzioni, ma mi aspettavo che da un giorno all'altro avrebbe mollato il lavoro.
"Questo albergo fa venire fuori l'animale che è in te" mi disse.
"In me?" domandai sbigottito.
"Non in te. In tutti. Chi entra in questo albergo, entra in un gioco vizioso, che ti trasforma in un animale".
Per fortuna se n'era accorta anche lei, e questo mi faceva piacere. Non ero l'unico, allora, a pensarla in quel modo. Le accarezzai il viso e la guardai negli occhi. Non volevo che se ne andasse, ma allo stesso tempo capii che era piuttosto stanca di quelle avventure animalesche che spesso avvenivano sotto i suoi occhi. Poi squillò il telefono. Avevamo un telefono che ci metteva in comunicazione con il resto dell'albergo. Andai a rispondere, e dall'altra parte c'era Lorenzo. Davvero non me l'aspettavo, eppure era proprio lui in persona.
"Dimmi, come posso aiutarti?" gli domandai.
"Questa sera, a fine turno, vieni nella camera 225. C'è qualcosa che devi vedere".
"Che cosa?" chiesi, ma lui riattaccò. "Pronto... Lorenzo... ".
Mancava ancora parecchio alla fine del turno di lavoro. E devo dire che lavorai distrattamente, perchè pensavo in continuazione a cosa avrei visto nella camera 225. E soprattutto, chi c'era nella camera 225? Quel Lorenzo era un viziato immaturo, qualsiasi cosa volesse farmi vedere, ero certo che si trattasse di una porcheria. Forse voleva mostrarmi Gemma, magari nuda, non sapendo che era un'esperienza che avevo già vissuto. Eppure dovevo raccontarglielo che la sua Gemma mi aveva scopato con uno strap-on; forse sarei riuscito a farlo svegliare dal suo sonno da immaturo. Cosa ci trovava Sabrina, in lui? Forse per la prima volta era geloso. Per la prima volta sentivo un fastidio nel sapere che Sabrina frequentasse un altro uomo. Cosa mi stava succedendo? Stavo invecchiando, oppure era solo la presenza di Lorenzo a infastidirmi? Forse entrambe le cose. Ma chiaramente Lorenzo non era il classico uomo con cui sognavo che Sabrina andasse a letto. Mi era sempre piaciuto immaginare Sabrina con uomini cazzuti e muscolosi; dei veri tori da monta. E Lorenzo era così comune che non riuscivo proprio a vedercelo con Sabrina. Lei meritava il meglio, lei meritava un vero stallone. Ma ritorniamo a noi. Alle undici lasciai la cucina in uno stato pietoso, e chiesi a Demi se potesse sistemare da sola, perchè avevo molto da fare. Lei mi rispose che non c'erano problemi. Così andai verso la camera 225; fuori c'era Lorenzo, con le spalle al muro e le braccia incrociate, e un espressione soddisfatta. Come un ragno che riesce a intrappolare una mosca nella sua tela.
"Buonasera" mi disse.
"Ciao Lorenzo. Dimmi cosa vuoi e andiamocene a casa".
"Voglio entrare nella camera 225 con te".
"Ti dico chiaramente che se hai voglia di fare sesso anale, te lo puoi scordare. Non sei il mio tipo. Da te non mi farei fare neanche uno shampoo".
"No no, per carità. Mi basta il culo di Sabrina. Il tuo non lo voglio".
Stavo per dargli un pugno in faccia, ma mi trattenni. Non mi conveniva picchiare il figlio del mio datore di lavoro.
"Dai, entriamo" disse, e con un gesto della mano mi invitò ad aprire la porta.
Feci come mi diceva ed entrai dentro, e lui mi venne dietro. Mi ritrovai davanti ad una scena, che nelle intenzioni di Lorenzo avrebbe dovuto farmi ammattire di gelosia; c'era un uomo muscoloso come un toro che si stava montando Sabrina, su un grosso letto matrimoniale bianco. Lei era sotto, con le gambe ben aperte, e lui sopra, con il cazzo piantato nella sua vagina, e si teneva su con la forza delle sue braccia. L'uomo c'aveva muscoli ovunque, doveva essere un culturista o comunque un'atleta. Sabrina mugolava di piacere e il letto cigolava come se stesse per sprofondare a terra. Spalancai gli occhi e la bocca. Lorenzo mi si avvicinò.
"Ti piace?" mi domandò. "Guarda che stallone. Cosa si prova a sapere che la tua fidanzata è una troia?".
Lorenzo forse sperava di ferirmi, ma trovai quella scena semplicemente sensazionale. Ero felice per Sabrina, che in quel momento stava raggiungendo un orgasmo gigantesco. Ero felice perchè quello era l'uomo giusto per Sabrina; un montatore da competizione. Ancora non si erano accorti di noi, perchè eravamo alle loro spalle. Poi l'uomo sfilò il cazzo dalla sua vagina e glielo mise davanti alla faccia, e iniziò a fiottare la sua abbondante sborra sul suo viso. Gli schizzi erano densi e lunghi, e le riempirono la faccia. A quel punto si accasciarono sul letto; erano esausti. Chissà da quanto tempo stavano facendo l'amore. Si abbracciarono e si baciarono come due innamorati. Uscimmo dalla stanza senza farci sentire, e una volta fuori mi fermai nel corridoio a pensare.
"Che gran donna" dissi.
"Che cosa?" domandò lui. "Non sei geloso?".
"Assolutamente no. Sono fiero di lei. E se solo penso al fatto che presto ci sposeremo, sono ancora più felice".
Me ne ritornai in cucina. Il piano di Lorenzo non aveva funzionato. Ma d'altronde, cosa si aspettava di ottenere? Iniziai a pensare che stesse facendo di tutto per farci separare, per avere Sabrina tutta per lui. Ma era chiaro che non ci sarebbe riuscito mai. Sabrina era la donna con cui avrei trascorso tutto il resto della mia vita. E la scena che avevo visto quella sera non fece altro che confermarmelo.

Stefano.

sabato 16 giugno 2012

Nei bagni dell'hotel

Dopo che mi fui ripulita stavo per uscire dalla stanza quando vidi camminare nel corridoio Cristian che cercava l'uscita.
Cosa ci faceva là? Dovevo scoprirlo. Cercai il cellulare e lo chiamai, vide il numero e non rispose, attesi che terminasse la chiamata e gli mandai un sms "So dove sei, non andartente, metti l'auricolare, vai nel bagno e non chiudere la porta."
Cristian fu tentato di ignorare la richiesta ma si incuriosì e tornò sui suoi passi, fece come gli avevo detto e attese. Il bagno era proprio di fronte la mia camera con qualche accorgimento avrei potuto guardarlo senza dare nell'occchio.
Lo chiamai.
"Che sorpresa! Ma che fai non ti basta più spiarmi da casa tua? Mi segui? Beh hai fatto proprio bene". Sapevo che lui non poteva parlare tanto quindi lo feci io e considerando che Lorenzo mi aveva lasciata piena di voglie decisi di rifarmi con quel piccolo guardone-esibizionista.
"Mi fa proprio piacere sai? Avevo proprio voglia di vedere qualcosa di interessante, resta dove sei, cosa ti viene in mente in un bagno?" non attesi la risposta che non poteva darmi.
"Ti scapperà la pipì no?".
Cristian capì, non gli servirono altre istruzioni per tirarsi fuori il grosso cazzo molle e scappellarlo. Non lo avevo mai visto così da vicino, si abbassò il pantaloncino fino ai piedi, aveva dei grossi coglioni pelosi che non avevo avuto mai modo di ammirare così bene. Iniziò a pisciare tranquillo con un bel getto fitto. Quando ebbe finito si scosse il pene e si sfilò il pantaloncino iniziando a levarsi la maglietta.
"Bravo, lo sai che ora te lo guardo meglio il tuo uccello?". Lui rideva e se lo scuoteva in mia direzione facendo ballare i coglioni mentre la verga iniziava a svegliarsi.
In quel momento però accadde una cosa che non avevo previsto. Nel bagno entrò Demi.
"Ops scusa, non sapevo fosse occupato, torno dopo".
"Che faccio?" mi bisbigliò Cristian nell'auricolare.
"Falla restare, tranquillo è un'amica, io vi guardo".
"Eri venuta a lavare il bagno? Fai pure, non preoccuparti per me" Fece con coraggio Cristian.
Demi era in maglietta e costume da bagno, quando le toccava fare le pulizie con quel caldo cercava di essere il meno vestita possibile.
"Ma con chi parli?" chiese Demi allarmata.
Lui nudo davanti a lei le passò il telefono mentre il suo membro si rizzava lentamente.
"Ciao Demi cara, non preoccuparti va tutto bene, ci sono io a fare la guardia. Cristian è un caro amico, puoi giocarci come fai con Stefano, vedrai che farà il bravo, non andrà troppo oltre. Dai fagli vedere le tue belle tette, leva la maglietta".
"Ma cosa stai dicendo Sabrina, non capisco".
"Lasciami fare, fidati di me" le dissi già eccitata tra le gambe.
"Oh che belle e che grosse, lasciagliele toccare".
Cristian le mette le mani sui seni paplandoli.
"Sono belle sode e poi i tuoi capezzoli diventano duri sotto le sue dita" la incoraggiavo al telefono.
Cristian giocava con i suoi seni la palpava tranquillamente. Faceva molto caldo, iniziarono a sudare e la punta del glande di Cristian le sfiorava la pancia quando si muoveva.
"Sabrina potrebbe venire qualcuno dai"
"Ma no con questo caldo sono tutti in piscina". Lui non smetteva di toccarle i seni, la sentiva eccitata e non attese altri ordini, una mano le scivolò dietro sotto il costume per toccarle le natiche.
"Si si! Lo vedi anche lui ti trova bella! sai cosa mi piacerebbe amica? Che gli facessi vedere la fica".
"No Sabrina no..." ma Cristian aveva sentito e si inginocchiò davanti a lei per abbassarle lo slip fino ai piedi, le fissava il triangolo di peli.
"Si si sei proprio ben fatta e ti stai eccitando anche tu, dai lascialo fare".
Cristian aveva messo il naso tra le sue cosce e le cercava il clitoride con la lingua. Io intanto gli guardavo l'uccello sempre più grosso tra le cosce. Le ha afferrato le natiche, con la punta delle dita nel solco del culo poi si è alzato, si è preso la verga con la mano le ha sfiorato il clitoride con la punta strofinando ogni tanto tra le cosce che lei apriva senza rendersene conto.
"Vedi che carino il mio amico?".
Abbiamo sentito un rumore venire dalle scale.
"Qualcuno sta salendo" mi avvisò Demi.
"Si deve essere la signora Luana, riconosco il passo, uscite fate presto.
Se la cavarono alla svelta, ma mi accorsi che nemmeno Luana aveva chiuso la porta per cui decisi di raggiungerla fingendo io stavolta di non sapere che il bagno fosse occupato. Luana non si scompose, sembrava quasi mi aspettasse.
"Allora mia cara Sabrina, tutto bene?"
"Si si signora"
"Mi fai compagnia mentre mi lavo? Non ti disturba spero"
"No no" ho risposto per vedere dove voleva arrivare.
E' entrata sotto la doccia e ha iniziato a lavarsi normalmente fino ad arrivare senza pudore tra le cosce aprendosi bene la figa, poi si è insaponata il solco del culo, lavando energicamente con gli occhi chiusi.
Quando è uscita per asciugarsi la figa è entrato Lorenzo distratto.
"Oh scusate, avevo dimenticato l'orologio". Mi ha lanciato un'occhiata grattandosi la nuca ed è uscito sorridendo. Sua madre era là a cosce aperte che si asciugava,spalancata, oscena.
"Grazie cara ora vado, ho sentito che uscirai con gli amici di Gemma, ti divertirai".
Rimasta sola stavolta chiusi la porta, mi sono infilata un dito nella figa, più in fondo possibile e in pochi secondi ho avuto un orgasmo pensando intensamente all'uccello di Lorenzo, al suo calore tra le mie cosce, sul clitoride.
Sabrina