venerdì 6 novembre 2015

In tre sul camper dell'amore.

(in foto: Riley Reid, Slutty and Sluttier 18, EvilAngel.com)


   Ripensai molto a quello che mi aveva detto Sabrina, e dovevo darmi da fare senza perdere tempo. Ma come fare, dal momento che a breve sarebbe partita per la vacanze insieme al suo giovane stallone? Pensai di agire d'istinto, e così il giorno stesso in cui avevano fissato la data della loro partenza mi presentai da lei. Il camper era proprio sotto casa nostra, un vero bolide nuovo di zecca, una vera casa su due ruote. Vidi Sabrina e Lucio che stavano portando dentro le ultime cose prima di partire e allora corsi verso di loro, e quando Sabrina mi vide allargò le braccia al cielo quasi come a chiedere aiuto a qualche santo in paradiso.
- Ci risiamo! - disse guardandomi in cagnesco. - Cosa sei venuto a fare? Non vedi che stiamo partendo?
- Voglio venire anch'io - risposi.
- Cosa?! Ma tu sei matto. Non se ne parla proprio.
   Sapevo che quella proposta era assurda. Era chiaro che Sabrina voleva godersi il suo giovane amante focoso in santa pace, senza alcuna interferenza. Io con quel viaggio non c'entravo proprio niente. E mi ero già preparato ad un probabile rifiuto. Così li lasciai fare, e Lucio si mise al posto di guida, e Sabrina al suo fianco. Tutto era pronto per la grande partenza, e a quel punto mi misi davanti al muso del camper ostacolandoli. Sabrina mise la testa fuori dal finestrino per dirmene quattro.
- Ma che ti salta in mente? Togliti dalla strada! - urlò.
- Io non mi muovo, a meno che non mi facciate venire con voi.
   Vidi Sabrina consultarsi con Lucio, ma non riuscivo a capire cosa si dicevano, perchè io ero fuori e loro erano dentro. Sabrina scese dal camper come una furia e si parò davanti a me in modo minaccioso, quasi come se volesse riempirmi la faccia di schiaffi.
- Se non te ne vai tra me e te è finita definitivamente. Non sto scherzando. Non ti rivolgerò mai più la parola. Pensa bene a quello che stai facendo.
- Non vado da nessuna parte Sabri. Io ti amo e voglio venire con voi.
   Sabrina andò verso il finestrino per consultarsi di nuovo con Lucio. Sentii che gli diceva: "che facciamo?". E lui: "aspettiamo un pò. Prima o poi si stancherà e se ne andrà via". E Sabrina: "non si stancherà, te lo garantisco. Potrebbe rimanere lì davanti per giorni". E lui: "e allora non abbiamo scelta".
   Sabrina venne di nuovo verso di me con aria sconfitta e demoralizzata.
- Certo che tu sei proprio uno stronzo - disse. - E va bene, monta sul camper. Ma ti avverto, io e Lucio ci amiamo tanto, e pratichiamo l'amore molto spesso, e sarebbe molto gradita da parte tua una buona dose di privacy quando lo facciamo.    
   Non so come mi era venuta quella botta da matto, ma qualcosa mi diceva che passando del tempo con Sabrina sarei riuscito a riconquistarla. Salii a bordo del camper insieme a lei, la quale disse a Lucio di farsi da parte, perchè avrei guidato io, in quanto voleva avere il suo giovane stallone libero per poterci giocare in qualsiasi momento della giornata. Allora mi misi alla guida e partimmo. Sabrina si chiuse in bagno e Lucio si mise seduto al mio fianco. Gli dovevo di certo delle spiegazioni, dal momento che lo vidi molto spaesato. Il fatto di fare un viaggio con Sabrina e il suo ex marito dovette metterlo davvero in imbarazzo.
- Non voglio rovinarti la festa, Lucio - gli dissi. - Voglio solo passare del tempo con la mia ex moglie. Capisci?
- Certo.
- Non ti preoccupare, sarà come se io non ci fossi. Potrai avere comunque Sabrina. Di certo lei non si lascerà intimidire dalla mia presenza, e potrai fare con lei ciò che vuoi.
   Ma era chiaro che mi riteneva un rompipalle. Sabrina uscì dal bagno con un monokini rosa, cioè un costume da bagno che le copriva solo sotto ma che le lasciava scoperte le tette. Si mise in posa per farsi guardare dal suo toro da monta.
- Ti piace? - gli domandò.
- Da morire - rispose lui.
- E allora perchè non vieni a fare una sveltina con la tua mammina?
   Chiaramente adesso Sabrina doveva farmela pagare, e non eravamo neppure partiti che già aveva preso Lucio e l'aveva portato nella parte posteriore del camper dove c'era il letto, e si misero a porcheggiare come se io non ci fossi. Ma dalla mia postazione di guida riuscivo a vederli benissimo dallo specchietto retrovisore. Vedevo chiaramente Sabrina che stava facendo una gran sega al suo toro, mentre lui le palpava le tette e contemporaneamente gli baciava i capezzoli. E questo era solo l'inizio.
   Dopo cinque minuti il giovane e aitante stallone le era entrato dentro. Lui era seduto sul letto e Sabrina gli si era messo sopra, e se lo stava scopando energicamente.
- Fottimi! Fottimi! - urlava. - Lo voglio tutto dentro il tuo grosso cazzo!
   Lui le teneva le mani sulle natiche e gliele palpava e ogni tanto gli dava qualche sculacciata.
- Sì bravo! Dammi tante sculacciate, che la mamma ha fatto la cattiva! - diceva. - Sono stata tanto zoccola.
   Era davvero scatenata, e di certo lo sarebbe stata lungo tutto il nostro viaggio. Comunque vedere Sabrina fare la porca con quel promettente maschio alpha mi stava facendo seriamente eccitare. Ce l'avevo durissimo. E lei sicuramente ne era a conoscenza. D'altronde mi conosceva bene, sapeva benissimo che ero un inguaribile cuckold. Ma allora se voleva punirmi, se voleva vendicarsi della mia invadenza, perchè lo stava facendo? Avrebbe dovuto fare l'inverso, cioè praticare un'astinenza ferrea se voleva darmi una lezione. Fu questo che mi fece capire che avevo fatto la cosa giusta. Forse anche lei infondo sentiva il bisogno di riavvicinarsi a me, e lo stava dimostrando scopandosi Lucio proprio lì, dietro di me. D'altronde quello era sempre stato il nostro modo di amarci, cioè condividere la nostra sessualità con altre persone, soprattutto uomini. Inconsapevolmente eravamo ritornati ad essere marito e moglie, oppure era soltanto una mia impressione?
- Vengo! - urlò lui.
- Bravo! Sborrami dentro! Riempimi la figa!

Stefano.

    

giovedì 5 novembre 2015

mercoledì 4 novembre 2015

lunedì 2 novembre 2015

La passione e la vergogna.

(in foto: Riley Reid, Le Cafe, SexArt.com)


   Ci avviammo verso l'albergo. Lo avevo prenotato su Internet, e non mi ero reso conto quanto fosse squallido. Il classico alberghetto dove gli uomini di mezza età ci portavano le mignotte per passare una piacevole serata. Quando entrammo nella stanza pensavo che Laura e Christian avrebbero subito cominciato a darci dentro. E invece Laura andò verso la porta finestra e aprì le tende per guardare fuori, e esultò di felicità scoprendo che di fronte all'albergo c'era una spiaggia. La struttura era un cesso, ma a quanto pare aveva il privilegio di trovarsi davanti al mare.
- Wow! C'è una spiaggia! - gridò Laura. - Che ne dite di fare un bel bagnetto? Magari nudi.
   Eravamo alla fine di maggio, il clima lo permetteva, e così decidemmo di farla felice euscimmo dall'albergo. Per arrivare sulla spiaggia c'era un sentiero in mezzo a delle sterpaglie incolte. Insomma, non era Miami Beach, ma era un posto dove stare tranquilli. Magari avremmo incontrato qualche guardone, ma con Christian ero sicuro. Con lui a Laura non sarebbe successo nulla di spiacevole.
   Laura e Christian si spogliarono. La mia fidanzata adesso era nuda ad eccezione degli occhiali, e si lanciarono in un inseguimento giocoso lungo la spiaggia. Christian era già in erezione e cercava di prendere Laura, ma lei si divertiva a farsi inseguire. Poi finalmente lui riuscì ad afferrarla, e la prese da dietro, premendogli il cazzo duro in mezzo alle natiche.
- Ti ho presa finalmente - disse e cercò di infilarglielo in figa, ma Laura non glielo permise.
- Eh no! Prima devi mettere il preservativo.
- Il preservativo? Ma è più bello senza - protestò lui.
- Se non lo metti non ti faccio entrare.
   A quel punto capì che la mia ragazza su questo argomento era abbastanza inflessibile, e allora vennero verso di me, che intanto me ne ero rimasto in disparte a guardarli. Laura allungò una mano nella mia direzione tenendo il palmo della mano aperto all'insù. Voleva un profilattico. Così presi la scatola da sei e gliene diedi uno. Laura ne aprì un angolo con i denti e lo tirò fuori, e poi lo mise sul glande bello duro di Christian e lo srotolò fino alle palle.
- Adesso sì che iniziamo a ragionare - disse.
   Ritornarono verso la riva e Christian si distese sulla sabbia, e la mia ragazza ci si mise sopra facendo entrare il suo cazzo duro dentro di se. Io mantenni una certa distanza perchè non volevo che la mia presenza in qualche modo intaccasse la naturalezza del loro rapporto. Guardarli da lontano mi bastava. Vedere la mia fidanzata che andava su e giù, con il cazzo di un altro uomo infilato in figa, questo mi appagava. E soprattutto sentire le sue grida di gioia e i suoi sospiri appassionati, soltanto questo mi fece venire un erezione fantastica.
   Mentre loro erano lì che facevano l'amore sentii dei passi. Qualcuno si stava avvicinando, probabilmente attirato dalle grida di piacere di Laura. Speravo soltanto che non fosse la polizia, altrimenti ci avrebbero arrestati per atti osceni in luogo pubblico. Poi però tirari un sospiro di sollievo; era solo un guardone. Dopo un pò ne arrivarono altri due, e a quel punto la cosa iniziava a diventare preoccupante. Quanti altri ne sarebbero arrivati? Non mi piaceva quella storia. Avevo l'impressione che potesse diventare pericoloso per Laura. Così andai verso di lei, che intanto continuava ad andare su e giù sul corpo di Christian, e le dissi che ero meglio andare in albergo.
- Perchè? - domandò lei col fiatone. - Qui si sta da dio. Sto godendo come una matta.
- Perchè avete attirato un pò di gente - gli indicai i guardoni e a quel punto la mia ragazza, che non era mai stata un'esibizionista, si sfilò il cazzo di Christian da dentro la figa e cercò di coprirsi le tette con le braccia.
- Oddio! Che vergogna! Per carità, andiamocene via!
   L'aiutai a infilarsi il suo vestito che avevo raccolto da terra. Per il perizoma non ci fu nulla da fare; chissà dov'era finito. Christian si tolse il preservativo e si rivestì anche lui, e ritornammo in albergo, lasciando i guardoni a bocca asciutta. Ma era stato meglio così. Non potevamo sapere se tra di loro c'era un malintenzionato. In albergo saremo stati più tranquilli. E poi ripeto, Laura non era mai stata esibizionista, e quindi farsi guardare in un momento così intimo era per lei motivo di grande imbarazzo.
- Che vergogna! - continuava a ripetere lungo il sentiero che portava all'albergo.
- Dai, che te ne frega - Christian cercò di tranquillizzarla. - Tanto chi li vede più a quelli?
- Sì ma che vergogna lo stesso - poi si rivolse a me, - e ho perso pure il perizoma, quello che mi hai regalato tu.
- Non ti preoccupare amore - risposi, - poi te ne compro un altro ancora più porco.
- E poi stai meglio senza - continuò Christian tirandogli su il vestito e scoprendogli le natiche, e lei si infuriò un pò e se lo tirò di nuovo giù.
- E dai! Che vuoi fare? Già mi ha visto nuda mezzo mondo.
- See, mezzo mondo! Ma se erano solo tre segaioli?
   In ogni modo rientrammo nella nostra camera d'albergo e Christian non perse tempo, si tolse i vestiti. Ce l'aveva ancora duro da paura, ma Laura dopo quello che era successo era un pò restìa a continuare.
- Forse è meglio se ci fermiamo, non credi?
- Fermarci? E vorresti lasciarmi in queste condizioni? - domandò Christian afferrando il suo cazzo duro e sventolandolo come un manganello.
   A quel punto Laura in modo svogliato si sfilò il vestito e salì sul letto, dove intanto si era disteso lui, e ci si mise sopra a cavalcioni. Prima di ricominciare si baciarono appassionatamente, e vidi le loro lingue incontrarsi, assaporandosi vicendevolmente. Il cazzo duro di Christian premeva contro la vagina della mia ragazza, impaziente di entrarci dentro. Il glande si fece strada tra le sue calde labbra, ma Laura lo fermò in tempo.
- Eh no!
- Cosa c'è? - domandò lui.
- Il preservativo, Christian. Ti prego.
   Ce li avevo ancora io, così ne presi uno dalla scatola e lo diedi a lui, che però aveva le mani impegnate a spremere le tette della mia ragazza, leccandogli i capezzoli uno alla volta, facendola mugolare di piacere.
- Ecco il condom - dissi.
- Aspetta, adesso sono occupato - rispose lui che intanto sembrava essere seriamente preso a leccare le tette di Laura.
- Tesoro, mettiglielo tu - sussurrò lei.
- Cosa?!
   La cosa mi imbarazzava non poco, ma non mi persi d'animo. Scartai il profilattico e presi il cazzo di Christian in mano. Nel prenderlo potetti constatare tutta la sua potenza sessuale. Quello sì che era un cazzo. Appoggiai il condom sul glande e lo srotolai fino alla base, poi lo avvicinai alla vagina della mia fidanzata e cercai di farlo entrare dentro. In questo mi aiutò lui, che con una spinta del bacino lo fece scivolare tutto dentro, riprendendo quello che avevano cominciato sulla spiaggia. E allora Laura ritornò ad andare su e giù su di lui. Era davvero scatenata. Aveva ritrovato l'eccitazione che aveva perso con la presenza di quei guardoni.
- Perchè non ti unisci a noi? - mi chiese Christian. - C'è un altro buco qui - e allargò le natiche di Laura con entrambe le mani per farmi vedere il suo orifizio anale. 
- Lascialo stare - rispose lei. - A lui piace solo guardare.
   In effetti mi sarebbe piaciuto partecipare, ma non credevo di essere all'altezza di farlo. Christian era davvero una macchina per far godere le donne. Io ci avrei fatto solo una brutta figura. Così mi limitai a tirarlo fuori e a farmi una sega. Intanto avevano deciso di invertire la posizione, e la mia fidanzata si era distesa sul letto e lui le si era messo sopra, e le teneva le gambe aperte tenendola per le caviglie. Laura era oscenamente aperta, e per la posizione in cui stava era incapace di muoversi. Al momento era lui che dominava il gioco. Laura si avvicinava all'orgasmo, lo capii dai suoi gemiti che si facevano via via più intensi, in crescendo, fino ad arrivare al tanto atteso piacere, con un urlo liberatorio. Sentirla godere in quel modo mi fece arrivare al limite, ma a quel punto decisi di osare. Nella peggiore delle ipotesi l'avrei fatta incazzare, ma era una cosa che volevo fare a tutti i costi. Così mi avvicinai a loro e puntai il mio cazzo contro il viso di Laura e cominciai a fiottare copiosamente. Devo dire che lei fu colta di sorpresa, ma non si ritrasse, anzi accolse volentieri il mio seme sul viso. Due schizzi le finirono sulle lenti degli occhiali annebbiandole la vista. Christian, che intanto continuava a pomparla, mi strizzò l'occhio in segno di approvazione. Poi sfilò il cazzo dal corpo della mia ragazza, si tolse il preservativo in fretta e furia e iniziò a schizzare anche lui sul viso di Laura, e la sua sborra si amalgamò con la mia, e il viso di Laura era ridotto ad un qualcosa di osceno. Un vero e proprio sborratoio. Con le dita cercò di toglierne via un pò perlomeno dagli occhiali, e se la portò in bocca.
- Guardate qui che cosa avete combinato! - ci ammonì divertita. - C'ho sborra dappertutto.
   Vederla in quello stato mi fece sentire un pò in colpa. Cazzo, era pur sempre la mia fidanzata, e facendo quello che avevamo fatto era come averle mancato di rispetto. In una breve manciata di secondi ripensai a tutti i bei momenti passati insieme, ma anche ai momenti difficili, a tutte le volte che l'avevo vista piangere perchè magari aveva litigato coi genitori, o per via del suo lavoro precario che non le faceva vedere alcun futuro. Insomma, smisi di guardare Laura come un oggetto del piacere, come avevo fatto da quando era incominciata quella storia con Christian, e la rividi dal punto di vista umano, e questo mi fece sentire un pò in colpa per quello che avevamo appena fatto.

Rocco.

         

domenica 1 novembre 2015

venerdì 30 ottobre 2015

Laura super porca.


   Era tutto pronto. Laura aveva contattato il suo ex e gli aveva proposto di uscire a cena con noi. Non credo che Christian immaginasse cosa avevamo in mente. In ogni modo avevo prenotato un tavolo in un ristorante un pò periferico, perchè Laura temeva di essere vista da qualcuno, e non voleva che si parlasse male di lei, insomma che si diffondesse la voce che faceva cose da puttana. Per me non c'era nessun problema, e l'accontentai. Poi prenotai anche una camera d'albergo, sempre abbastanza periferico. Insomma, il treno era partito e non si poteva più tornare indietro.
   Passai a prendere Laura a casa sua. Quando la vidi uscire dal portone mi mancò il fiato. Aveva indossato un vestito porchissimo, con una lunga apertura davanti fino all'ombelico, e anche di dietro, l'apertura arrivava fino al culo, da cui spuntava l'elastico del perizoma. Camminava su dei lunghi tacchi a spillo, con non poche difficoltà. Laura non era abituata a quelle altezze vertiginose. Sul viso i suoi soliti occhiali da vista con la montatura della Rey-Ban, e subito mi immginai Christian che le sborrava sul viso, e il suo sperma che si posava sulle sue lenti.
   Vederla vestita in quel modo mi disorientò parecchio. In principio pensai che non era lei, ma semplicemente una topa che abitava nel suo stesso stabile, e che magari stava uscendo col suo fidanzato. Ma poi quando la vidi venire verso di me realizzai. Era la mia ragazza, vestita come una cagna in calore. Una vera e propria trasformazione improvvisa. Mi chiedevo chi l'avesse spinta a mettersi in gioco in quel modo. Forse si era lasciata consigliare da qualcuno. In ogni modo era bellissima e te lo faceva venire duro soltanto a guardarla. Laura entrò in macchina, e nel sedersi si tirò su il vestito fino ai fianchi per non sgualcirlo, scoprendo il perizoma nero semitrasparente, dietro il quale si vedeva la peluria scura della fighetta.
- Quanto sei gnocca - fu il mio commento.
- Beh, non è che stiamo andando ad una partita a carte con gli amici. Visto e considerato quello che dovrò fare, ho pensato bene di vestirmi in modo provocante. E' stata una tua idea, ricordi? O hai cambiato idea e vuoi tirarti indietro?
- No no. 
   Era strano vederla in quel modo. Laura aveva sempre detto che indossare vestiti succinti la metteva in imbarazzo. E quel vestito che indossava non era soltanto succinto, ma era ai limiti dell'osceno. Era chiaro che nel ristorante conciata in quel modo avrebbe dato scandalo, e tutti gli uomini le avrebbero messo gli occhi addosso, provocando l'ira delle proprie mogli. Tutti avrebbero pensato: "guarda quella zoccola come si è conciata". E la cosa mi eccitava un casino, perchè la "zoccola" in questione era la mia fidanzata.  
   Lungo la strada ebbi non pochi ripensamenti. Stavo per consegnare la mia donna nelle mani di un altro uomo. Era giusto tutto questo? Non era forse irrispettoso nei confronti della donna che probabilmente un giorno sarebbe diventata mia moglie? Condividerla con un altro uomo per appagare le mie voglie porche. Stavo quasi per mettere la freccia e fare un inversione a u, per ritornare a casa e dirle che mi ero sbagliato. Ma in quel modo avrei fatto la figura del pazzo. Provai comunque a dirle qualcosa affinchè fosse lei a chiedermi di ritornare indietro.
- Senti Laura, non è che devi farlo per forza. Quello che stiamo facendo necessita del consenso di entrambi. Se non sei d'accordo con quello che stiamo facendo possiamo anche tornarcene a casa. Che dici? Magari ci guardiamo un film e a questa storia non ci pensiamo più.
- Che c'è? Ci hai ripensato? Potevi dirmelo prima. Lo sai quanto mi è costato questo vestito? Eh no Rocco, adesso usciamo con Chrisian, e una volta in albergo non voglio sentire storie. A proposito, li hai portati i preservativi? Non vorrai mica che mi faccia penetrare senza protezione?
- No no, li ho portati - gli feci vedere la scatola, lei la prese e se la rigirò tra le mani per vedere se era tutto ok.
- Confezione da sei? - domandò. - Speriamo che basteranno, sennò ci tocca proseguire a bocca.   
   Arrivammo al ristorante e Christian era lì ad aspettarci, vestito in modo molto elegante, con addirittura la cravatta. Era strano vederlo in quel modo. Quando l'avevo conosciuto indossava dei vestiti da lavoro. Per chi non lo ricordasse Christian faceva l'operaio. Quindi vi lascio immaginare quanto appariva strano con quel completo elegante. In ogni modo quando vide Laura fece un gesto con entrambe le mani come a dire: "mamma mia, che gran pezzo di figa!". I due si abbracciarono e lei gli baciò le guance. Lui le accarezzò un fianco, e vidi chiaramente la sua mano sfiorare i suoi glutei.
   Entrarono nel ristorante tenendosi mano nella mano e io dietro di loro, come uno spettatore passivo. Mi domandavo se Christian avesse intuito quali erano le nostre intenzioni. D'altronde era così chiaro, da come era vestita Laura lo avrebbe capito chiunque il motivo di quell'invito a cena.
   Appena entrammo nel ristorante constatai quello che avevo immaginato, e cioè che tutti guardarono verso di noi, e l'attenzione dei clienti era rivolta soprattutto su Laura, che era vestita come una mignotta. Ci mettemmo a sedere e mi guardai intorno, notando che ad ogni tavolo non si faceva che parlare di noi, con disprezzo e indignazione. Era chiaro che stavano dicendo della mia fidanzata le cose peggiori, e cercai di immaginarmi cosa dicevano: "ma tu guarda queste ragazze d'oggi! Vanno in giro come delle mignotte". "Se fosse mia figlia le farei passare la voglia di andare in giro come una puttanella a forza di schiaffoni". Ero sicuro che in linea generale era quello che pensavano.
   La nostra conversazione con le solite domande di rito: cosa stai facendo, che progetti hai, che farai questa estate e cose di questo tipo. Io mi limitai ad ascoltarli. Era molto eccitante vederli flirtare. Col passare dei minuti la loro conversazione cominciò a farsi sempre più piccante, perchè cominciarono a ricordare i tempi in cui stavano insieme, fino a quando Laura se ne uscì con una frase che spiazzò sia me che lui.
- Ti ricordi quanti pompini che ti facevo? E tu poi alla fine mi schizzavi sempre in faccia. Per ripulirmi il viso dalla sua sborra mi ci voleva un pacchetto di fazzoletti.
   Christian rimase senza parole, e mi guardò con la coda dell'occhio, quasi come se si sentisse in imbarazzo per quello che la mia fidanzata aveva appena detto.
- Dai Laura - disse. - Non dire queste cose davanti al tuo ragazzo.
- Non ti preoccupare. A lui piace se dico queste cose - poi si rivolse a me: - non è così?
   Avevo il cuore che mi batteva alla velocità di un treno e non riuscivo neppure a parlare, così lei continuò raccontando delle cose che facevano lei e Christian.
- Però un rimorso ce l'ho - disse. - Mi dispiace di non averti mai dato questa - Laura allargò le gambe fugacemente facendogli vedere il suo perizoma semitrasparente, da cui si potevano ben vedere le labbra della sua fighetta premute contro il tessuto. Poi richiuse le gambe per non dare spettacolo. - Nonostante tu me l'abbia chiesta innumerevoli volte. Ma io ti dicevo sempre di no, ti ricordi? Perchè non mi sentivo pronta. Se potessi tornare indietro te la darei senza troppe esitazioni. Anzi, ti darei anche l'altro buco se tu me lo chiedessi.
   Io e Christian eravamo senza parole. Laura era proprio scatenata. Credo che ad un certo punto se ne fosse resa conto, e allora cercò di calmarsi, e disse che doveva andare in bagno. La vedemmo andare via, e a quel punto toccava a me fare la prossima mossa. Era d'obbligo da parte mia spiegare a Christian cosa stava succedendo.
- Sai, credo che Laura nonostante sia passato del tempo ha ancora una cotta per te. Non fa che parlare di quando stavate insieme.
- Ah sì?
- Eh sì. Credo che il rimorso di non averti mai avuto "completamente" la fa stare molto male. Io la amo molto, e pur di accontentarla sono pronto ad accettare il fatto che tu e lei facciate quello che non avete fatto quando era il momento. Per questo motivo ho prenotato una camera d'albergo, non molto distante da qui. Ti sarei molto grato se tu soddisfassi la sua voglia di averti. Puoi anche rifiutarti, ovviamente.
- Per quanto questa storia sembra molto surreale, accetto volentieri. Darò alla tua donna quello che vuole.
   Era fatta. Dopo cena saremo andati in albergo e avrei assistito alla monta della mia ragazza.

Rocco.  

  

giovedì 29 ottobre 2015

I consigli di mamma Sabrina. 

(in foto: Sabina, Only-Opaques.com)


   Non sapevo come comportarmi. La cosa che Rocco mi chiedeva di fare era davvero una richiesta fuori dal comune. Voglio dire, a quale ragazzo piacerebbe vedere la propria fidanzata andare a letto con un altro uomo? Insomma, cosa ci trovava di eccitante nel vedermi fare l'amore con un altro? Io credevo che una cosa del genere avrebbe fatto infuriare qualsiasi uomo. E invece a quanto pare no. Andai su Internet a informarmi, e devo dire che fui molto sorpresa nello scoprire che, diversamente da quanto credevo, molti uomini avevano fantasie erotiche di quel tipo. Su molti forum che parlavano di sesso si trovavano spesso discussioni di questo genere, e molte ragazze dicevano di aver provato questa esperienza traendone grande piacere. Ma nonostane questo continuavo ad essere preoccupata.
   Io credevo che con quello che avevo fatto con Sabi, cioè andare a letto con lui per vendicarmi del tradimento di Rocco, avrei dato una bella lezione al mio fidanzato, così ci pensava due volte prima di rimettermi le corna. E invece no, avevo soltanto alimentato ulteriormente le sue fantasie sessuali. Paradossalmente vedermi fare l'amore con un altro gli era piaciuto. Ricordo che mentre eravamo nella camera d'albergo con Sabi, mentre lui mi penetrava, non facevo altro che pensare alla vendetta. Ero accecata da tale sentimento. Per me non c'era niente di sessualmente rilevante in quello che facevo. Era pura e semplice ripicca. Pensate che talmente tanta era la mia voglia di dare una lezione a Rocco che non ero neppure riuscita a godere. Era stata una cosa puramente meccanica, e devo dire di essere rimasta sorpresa di me stessa. Non credevo di essere capace di fare una cosa del genere, cioè fare l'amore in modo meccanico, quasi come una pornodiva, con la piccola differenza che io non l'avevo fatto per ricevere dei soldi in cambio, ma per fare un torto a Rocco.
   Sinceramente pensavo che la faccenda si fosse chiusa lì, nel senso che lui mi aveva messo le corna, io mi ero vendicata, adesso eravamo pari. Potevamo ritornare ad essere una coppia felice. E invece no. La nostra relazione aveva preso una strada sconosciuta, e io non ero sicura di volerla percorrere. Se io avessi accettato di esaudire quel desiderio di Rocco, di rivedermi a letto con un altro uomo, in cosa si sarebbe trasformata la nostra storia? Quale sarebbe stata la prossima perversione, se di perversione di può parlare? Erano tante le mie domande, e non c'era nessuno a cui potevo rivolgermi per ottenere delle risposte. Alle mie amiche di certo non potevo raccontarlo. Mi vergognavo troppo. Non so per quale motivo pensai di andare a raccontare tutto alla madre di Rocco. Con lei mi sono confidata spesso quando ho avuto problemi di natura sessuale, molto di più che con mia madre. Con mia madre certi argomenti erano tabù. Una volta ho avuto problemi di secchezza vaginale. Lo confidai a Rocco, il quale mi fece parlare con sua madre che mi aiutò volentieri, come se fosse una seconda mamma. Da quel momento mi sono rivolta sempre a Sabrina per problemi "intimi", e ho ottenuto sempre ottimi risultati. Chissà, magari poteva aiutarmi anche in questo caso, anche se la cosa riguardava suo figlio e i suoi desideri erotici. Rivolgermi a lei avrebbe potuto mettere in imbarazzo Rocco, ma che altro potevo fare? A chi potevo rivolgermi se non a lei? Sabrina è sempre stata una donna molto aperta per quanto riguarda il sesso. Avevo anche sentito delle storie sul suo passato. Non so se erano vere, ma pare che in passato aveva avuto una vita sessuale molto attiva, tanto che in giro era conosciuta come Sabrina Bocca e Culo.
   Così decisi di andare al suo negozio di intimo "Una notte speciale". Lei non c'era. Mi rivolsi ad una commessa e chiesi di lei. Mi disse che era andata al bar a prendere un caffè, e che sarebbe rientrata a momenti. Mi guardai in giro. Gli scaffali erano forniti di lingerie porchissima. Vidi dei perizomi che non avevo mai visto prima. Ce n'era uno che all'apparenza era come un perizoma comune, ma che sotto, all'altezza delle labbra, c'era una fessura. In principio pensai che fosse rotto, poi però capii. Non era rotto. Era fatto apposta. Chi lo indossava poteva essere penetrata anche senza doversi togliere lo slip. Me lo immaginai addosso e diventai rossa come un peperone. Mi sarei sentita molto in imbarazzo a indossare uno di quei cosi.
   La commessa a cui mi ero rivolta prima mi stava guardando. Si era accorta delle mie perplessità riguardo a quel perizoma e mi sorrise.
- Non è poi tanto malvagio - mi disse. - A me e al mio fidanzato ha regalato momenti di intenso piacere.
   La commessa era molto bella, sembrava una diva del porno. Su di lei ero certa che quella roba stava a meraviglia. Io, nonostante Rocco cercava in tutti i modi di invogliarmi a mettere su della lingerie porca, non mi sentivo molto a mio agio con cose di quel tipo.
- Tesoro mio! - Sabrina era appena rientrata in negozio e venne subito verso di me ad abbracciarmi. Ogni volta che mi vedeva mi ricopriva sempre di attenzioni, e mi faceva sentire davvero speciale. Mi piaceva molto la madre di Rocco, le volevo davvero un gran bene. - Come sono contenta di vederti! Accidenti, come sei bella. Fatti guardare.
- Anche tu sei bella Sabrina. Come sempre - risposi.
   Sabrina sprizzava erotismo da ogni centimetro del corpo. Aveva forme che avrebbero fatto morire d'invidia qualsiasi donna, e il fatto è che le metteva ben in risalto con vestiti succinti e scollacciati fino all'inverosimile, ai limiti dell'indecenza. Sabrina era, e questo lo sapevano tutti, una delle donne più desiderate della città. E ogni volta che la vedevo capivo il motivo.
- Come mai da queste parti? - mi domandò.
- Sono venuta a chiederti un consiglio su una questione davvero molto delicata che riguarda me e Rocco.
- Amore mio, sono tutta tua. Se posso aiutarti lo faccio volentieri.
   Le spiegai tutta la storia dall'inizio, cioè da quando Rocco mi aveva tradita con la sua collega di lavoro, e poi della mia vendetta. Infine arrivai alla conclusione. Invece che ferire Rocco avevo scatenato le sue passioni più segrete.
- E ora mi ha chiesto di rifarlo. Vuole vedermi di nuovo a letto con un altro uomo. Sabri, tu cosa ne pensi? Non credi che sia una cosa insana?
   Sabrina fece un mezzo sorriso, come se quella faccenda la divertisse. Di certo non trovava in quella storia alcun motivo di preoccupazione. Non c'era nulla di che allarmarsi.
- Hai capito il mio Rocco! Tutto suo padre.
- Cosa? In che senso?
- E' una lunga storia. No, comunque non c'è niente di insano in tutto questo. Sai, è giusto avere delle fantasie erotiche sulla propria donna. E immaginare di vederla fare l'amore con un altro uomo è una fantasia come tutte le altre. L'amore è una specie di gioco, e non c'è niente di male se una coppia decide di far partecipare a questo gioco anche altre persone. E io e il papà di Rocco ne sappiamo qualcosa.
- Cosa?
- Magari poi te lo racconto. Adesso concentriamoci su di te. Avrai di certo bisogno di qualche completino intimo per il grande momento. Vieni - Sabrina mi prese una mano e mi portò verso i camerini.
   Mi fece indossare centinaia di completini intimi, tutti porchissimi, e ad ognuno le dicevo che non mi sentivo a mio agio, e lei puntualmente mi diceva che mi sbagliavo, e che ero bellissima. Confidarmi con Sabrina mi aveva fatto davvero molto bene. E inoltre adesso avevo un guardaroba intimo tutto nuovo, e senza aver sborsato neanche un centesimo. Speravo solo di trovare il coraggio di indossare quella roba. Prima di andare via lei mi diede un ultimo consiglio:
- Lasciati andare. Vedrai, sarà bellissimo.

Laura.