venerdì 12 giugno 2015

mercoledì 10 giugno 2015

Prove di potere.



Scommetto che state morendo dalla curiosità di sapere come è andata quella notte con Lorenzo e avete ragione, vi avevamo promesso di non nascondervi nulla quindi mettetevi comodi, dopo così tanti uomini da aver perso il conto la nostra storia farà una nuova e ancora più porca tappa con Lorenzo. Ma andiamo con ordine perchè, ormai lo sapete amici miei, nulla è sempre come sembra.
Lorenzo era deciso a tutto pur di conquistarmi e io volevo metterlo alla prova per essere certa che fosse lui quello giusto.

Lorenzo è uno di quelli che nella vita si permette di fare il prezioso. Non è bellissimo, ha ragione Stefano ma ha un corpo scolpito, e per questo viene spesso rincorso dalla metà delle ragazze e donne che incontra, che siano single, fidanzate o sposate. Con alcune è anche uscito, con tutte queste ci ha scopato. Ma raramente ha concesso un bis.

In compenso lui cerca le poche che, chi per paura, chi per orgoglio, chi per malizia, si mostrano a lui indifferenti. Io avevo deciso di essere fra queste, non perchè non me lo farei in ogni momento, ma perchè mi volevo fare desiderare. Dovevo cuocerlo a fuoco lento.
“Stasera vedremo se sarà all’altezza” pensavo ad alta voce ridendo, mentre mi insaponavo sotto la doccia. “Avrà l’ansia da prestazione, sono settimane che mi viene dietro, ma io so come eccitarlo…”

Sorrido in modo diabolico davanti allo specchio non credo che lui possa lontanamente immaginare cosa ho in serbo per stasera, altrimenti non si starebbe bullando con mio marito di là.
                                                                           ****** 

Gli aperitivi sono ottimi come preparazione al sesso, non appesantiscono come una cena e non costringono a troppe chiacchiere. Nonostante tutto, Lorenzo non è del tutto a suo agio. Di solito è lui, di fatto, il predatore. E' lui che conduce il gioco, che concede il suo corpo perfetto a donne da troppo tempo insoddisfatte. Questo suo atteggiamento mi fa ben sperare per la sorpresa che gli farò. Credo la gradirà. Gli piace concedersi.

Faccio un po’ la ritrosa, giusto quel tanto per fargliela sudare un po’.
Sta ordinando da bere, quando mi avvicino e gli sussurro nell’orecchio: “Mi sto annoiando. Andiamo a casa tua?” 
Annuisce imbambolato.

In ascensore lo abbraccio, lo bacio in bocca. “Ho voglia di vedere il tuo corpo nudo. In questi giorni ho potuto solo immaginarlo.” gli dico. 
Ora sembra a suo agio. E' di nuovo nel ruolo di uomo desiderato. Si lascia palpare, quasi non cerca di ricambiare. E' perfetto.

Lo spingo sul letto:“Perchè non ti spogli? Io vado un attimo in bagno a rinfrescarmi. Ti voglio nudo quando torno”. I nostri ruoli sembrano invertiti, è abituato che sia la donna a spogliarsi per l’uomo, ma se davvero vuole diventare IL nostro bull devo testarlo, devo sapere che sarà pronto a tutto per noi.
Mi fermo sulla porta, con la luce alle mie spalle sono solo un'ombra per lui. Non vede il mio viso, intravede solo la lingerie leggera che mi copre. Lui è seduto sul letto, nudo con il cazzo in tiro e se lo sta anche toccando.

Mi avvicino e, entrando alla luce, mi mostro tutta a lui.

Vorrei avere una foto dell’espressione che ha fatto quando mi ha guardato in mezzo alle gambe e ha visto un cazzo finto penzolante.
“E quello cos’è?” chiede tra stupore, paura e curiosità.
“E' per te, tesoro.” rispondo con sarcasmo e potere.
“Non credo di essere venuto per quello.”
“Lo so, ma perchè non provare? Credo ti piaccia essere preso, ne ho conosciuti tanti di uomini a cui piace. Non avrai mica paura? Non sarai mica meno uomo di loro? Non mi ha mai detto nessuno di no, alla fine, fate sempre i ritrosi ma in realtà non vedete l’ora di provare. Su, non perdiamoci in chiacchiere, non c’è bisogno che fai finta di non volerlo fare. Il tuo cazzo è duro. Lui non mente. Dai mettiti sul letto. Credo che tu sia molto bello a pecorina.”
Non mi guarda in faccia, non dice niente. Probabilmente è di fronte ad una sua fantasia, ma forse era una fantasia di cui si vergognava. Il suo cazzo gli sta dicendo di non fare lo stupido e di non perdere l’occasione, pian piano si posiziona.
“Fai piano” dice.
“Fra poco non dirai così”. Mi sto divertendo, forse è davvero lui l'uomo che cercavo. “Lo sai che sei sexy da morire. Se ti vedessero quelle che ti sei fatto vorrebbero tutte essere al mio posto. Sono così belli i tuoi muscoli. Un corpo così forte che si abbandona al piacere.”

Ha un sussulto quando sente le mie dita che lo lubrificano.
E' molto maschile nel modo in cui si offre, con la schiena inarcata e i glutei aperti, nel corpo e nel modo di muoversi. I ruoli di chi penetra e di chi viene penetrato sono invertiti, ma che lui sia l’uomo e io la donna non è in discussione. Niente mette in dubbio il suo orientamento dominante. 
Volevo solo che fosse veramente un oggetto a disposizione dei piaceri di una coppia.

“Rilassati, lasciate andare” sussurro mentre faccio avanzare la punta attraverso lo sfintere.
Gli tocco appena il cazzo che è durissimo. “Caspita, se siamo eccitati! Allora ti piace proprio!” Sembra quasi provare fastidio, si ritrae di colpo e nel farlo viene indietro. Io sto ferma, in pratica si sta sodomizzando da solo.

Il suo culo che viene violato è sicuramente un bello spettacolo e l’eccitazione mentale e lo strapon che preme sul mio clitoride mi provocano anche un orgasmo. Ma la parte più divertente è dopo, quando lo costringo a descrivermi le sue sensazioni.
Dopo abbiamo scopato anche in maniera classica. Il suo membro meritava di essere soddisfatto.

Gli ho detto che non ci sarà una seconda volta, se vorrà ripetere l’esperienza dovrà essere lui a chiederlo a qualcuna delle sue donne "perchè ora che so quanto sei preso da me ti voglio come mio stallone...nostro stallone" mi correggo subito pensando a Stefano.

Gli dico che non mi dispiacerebbe vederlo scopare con mio marito, magari per iniziare questo nuovo rapporto una cosa a tre ma in cui loro interagiscono anche fra loro. L’idea di Lorenzo che sottomette Stefano mi fa bagnare.
"Non dirgli niente di stanotte" mi fa promettere e io lo accontento, riportando a casa il culo ancora intatto per stasera.







martedì 9 giugno 2015

Nessuno è come te.

(in foto: Eva Notty, Black Top Hallway, EvaNotty.com)


   Appena ritornato dalla Sicilia, dove ero stato con Tiffany, a casa mi aspettava una grande sorpresa, cioè Lorenzo, uno dei tanti corteggiatori di mia moglie Sabrina. Rientrato a casa me lo ritrovai seduto sul sofa di casa. Sembrava davvero a suo agio, vestito come un borghesotto pieno di soldi. Lui mi sorrise, avevo l'impressione che sapeva chi fossi, forse Sabrina gli aveva parlato di me.
- E tu chi saresti? - gli domandai.
- Io sono quello che ti porterà via la moglie - rispose lui.
   Non riuscivo a capire se stesse scherzando o era così pieno di se da volermi sfidare. Onestamente mettermi a litigare non era mai stato tra i miei interessi. Poi Lorenzo scoppiò a ridere.
- Sto scherzando - disse. - Però tua moglie me la porto via per davvero.
   Vabbè, avevo capito il tipo. Voleva prendermi un pò in giro. In quello stesso momento entrò nel soggiorno Sabrina, era vestita in modo porchissimo. Aveva un vestito nero molto elegante ma così scollato che le tette sembravano volergli scivolare fuori da un momento all'altro.
- Tesoro, sei qui! - disse, e venne a darmi un bacio. - Stasera vado a cena con Lorenzo, spero non ti dispiaccia.
- Se vuoi puoi venire anche tu - mi disse Lorenzo. - Ho sentito dire che ti piace guardare mentre si zompano tua moglie.
   Stavo iniziando a capire il suo gioco. Stava facendo di tutto per sminuire la mia mascolinità, sottomettendomi, facendomi capire che lui era il maschio alpha, e che per questo motivo mia moglie era sua di diritto. Era così chiaro, ma Sabrina sembrava non farci caso, o forse, molto probabilmente, stava assecondando il gioco di Lorenzo.
- No grazie - risposi. - Non mi sembri un uomo in grado di soddisfare Sabrina.
- Dici? A me è sembrata molto soddisfatta quando me la sono scopata mentre eri in Sicilia.
- Ehi ehi! - mia moglie si intromise scherzosamente. - Che volete fare? Volete mettervi a litigare per caso?
- No - disse Lorenzo alzandosi dal sofà e raggiungendo Sabrina. - Hai ragione, abbiamo ben altre cose da fare - e gli diede una pacca sul sedere così forte che rimbombò per tutta la casa. Poi si rivolse a me: - Ciao segaiolo, noi usciamo. E mi sa che stasera prenderò da tua moglie quello che non sono riuscito a prendere la scorsa volta - le diede un'altra pacca sul sedere. - Glielo rompo per bene, vedrai.
- Non è detto - disse Sabrina. - Te lo devi guadagnare, lo sai. Sennò niente.
- Consideralo già sfondato - le rispose. - Ciao mezza sega.
   E così uscirono di casa e io rimasi solo a rimuginare su quel gioco di sottomissione. Io ero il sottomesso, Lorenzo era il maschio dominante, e avrebbe fatto di mia moglie ciò che voleva, perchè io non ero in grado di farci niente. Ma starmene lì a pensare a loro a cena, a lui che le sussurrava cose porche, e a lei che sorrideva come una ragazzina alla prima cotta, mi faceva impazzire. Sapere che poi sarebbero andati in albergo, o forse a casa sua, o chissà dove, e avrebbero fatto l'amore, senza che io potessi assistere, mi faceva eccitare ma allo stesso tempo era una cosa che mi lasciava un pò perplesso. E se poi Lorenzo me la portava via per davvero? Cioè, e se Sabrina si fosse innamorata di lui al punto di mollarmi e andare a vivere con lui? Lorenzo non era bellissimo, però a letto era un vero maschio. Sarebbe stato facile per lui farle capire che io ero una nullità rispetto a lui. Io lo sapete sono sempre stato molto impacciato a letto. Comincio a fiottare dopo due stantuffate. Lorenzo invece era un treno, uno capace di far godere una donna per un'ora di fila.
   La mia agonia terminò verso le quattro del mattino, quando Sabrina rientrò a casa. Avevo dormito un'oretta e male, perchè al solo pensiero che potesse scegliere lui come uomo della sua vita, mi venivano gli attacchi di panico. Rientrò a casa con il vestito tutto sgualcito, e lo scollo si era rotto, infatti aveva le tette di fuori.
- E allora - dissi, - com'è andata?
   Ero terrorizzato dal fatto che potesse dirmi che avrebbe fatto i bagagli e se ne sarebbe andata a vivere con lui, e invece no. Non andò così.
- Bene. Lorenzo mi ha rotto il vestito - disse portandosi le mani allo scollo, nel tentativo disperato di vedere se c'era qualche possibilità di ripararlo. - Siamo andati a casa sua e non mi ha offerto neppure un drink, mi ha messo subito le mani sulle tette e mi ha allargato lo scollo strappandomelo completamente. E poi si è messo a succhiarmi le tette. E poi ha voluto che gli facessi una spagnola.
- Che porco.
- Già. Che porco. Ci sa davvero fare con le donne.
- E... - non sapevo come dirglielo, non volevo apparire paranoico. - ... il culo gliel'hai dato?
- No, quello no. Glielo sto facendo sudare - e scoppiò a ridere.
- Tesoro, dimmi la verità. Secondo te Lorenzo è meglio di me?
- Meglio di te? Lui? - Sabrina mi sorrise e mi accarezzò il viso. - Stefano, non c'è nessuno meglio di te. Sei tu il mio uomo. E nessun'altro.

Stefano.
  

venerdì 5 giugno 2015

Filmino della vacanza


Non vi ho raccontato tutto della nostra breve vacanza in Sardegna per non rovinare la sorpresa a Stefano di quello che vedrà stasera nel filmino che abbiamo girato per lui, sono molto emozionata di vedere la sua reazione.
Abbiamo saltato le consuete riprese del mare stupendo e abbiamo iniziato a girare direttamente in bagno. Ci sono io tu nella vasca e tanta schiuma. Sono nuda. La mano di Stefano già scende e si infila nei pantaloni mentre io ammicco alla telecamera. La schiuma crea un vedo-non-vedo. Mi insapono, mi alzo per mostrare il corpo nudo, poi mi sciacquo.
Mentre mi sono girata e mostro orgogliosa il posteriore si sente la voce di Angelo.
“Infilati un dito”
Io eseguo, e me lo infilo nel culo, poi due.
La ripresa riprende in camera, sul letto, e ora non sono sola. Sto spompinando un ragazzo di colore. Bel fisico, muscoloso.
Sempre sul letto, a pecorina, lui mi scopa da dietro, in figa. Si vede che sono molto presa, molto coinvolta. Il suo lungo pene, coperto da un preservativo, entra ed esce lentamente. Improvvisamente compare un altro cazzo, davanti al mio viso. Lo afferro e me ne occupo con la lingua.
Stefano vorrebbe abbracciarmi ma lo scosto, è meglio se guarda con calma.
Un’altra scena è sulla terrazza sul tetto, io e una ragazza. L’inquadratura iniziale è sulle nostre bocche che limonano. Poi si allontana e mostra i nostri corpi che strusciano uno sull’altro. Lei è bionda, non molto seno, gambe lunghe e affusolate, culetto interessante.
Compaiono in scena tre uomini, Angelo più i due già visti. Alterniamo varie configurazioni. In una sono tutti e tre dentro di me. In un’altra i due ci sodomizzano mentre noi ci contendiamo Angelo con le bocche. Successivamente impegnate nel bocchino ci sono tre bocche, per due peni, Angelo ha deciso di darci una mano, anzi una lingua.
Stefano è al limite mi riempie di insulti: "Troia, puttana". Mentre mi viene in bocca.

giovedì 4 giugno 2015

martedì 2 giugno 2015

Ritorno alla normalità


Il giorno in cui Stefano e Tiffany tornarono dalla loro vacanza in Sicilia io conobbi Lorenzo, il figlio del mio più grande grossista di intimo del negozio, venuto a controllare gli andamenti dei suoi prodotti..

Mi ha puntato subito, tra tante belle ragazze che frequentano il negozio. Ha cominciato a fare il brillante, io rispondevo per le rime, facendo intendere che ce n’era. Un bel ragazzo, anche meno stupido dello stereotipo che incarnava. Inoltre la ricchezza, da brava puttanella che sono, mi ha sempre stuzzicato.

La prima sera mi ha riaccompagnato a casa, con un macchinone, il secondo giorno non sarebbe neanche dovuto venire, ma è stato in negozio tutto il giorno.
Ci siamo rivisti, il sabato dopo. Io ero tiratissima, scarpette aperte con tacco a spillo e cinghiette di cuoio. Vestitino a metà coscia con spalline, orecchini, collana e una borsettina, e basta.

Lo ho portato a visitare l'Oasi. Durante il viaggio la conversazione è stata piacevole, allusoria, piccante.

Ho voluto mettere bene in chiaro una cosa, perchè non ci fossero malintesi. Per lui c’era spazio solo per una scopata occasionale, niente di più.

Mentre glielo dicevo avevo una mano sulla sua coscia, non più in là. Stava guidando ed era già fin troppo su di giri a questa notizia.
Ceniamo al ristorante dell'Oasi, una cenetta romantica preparata e servita da Stefano, la brezza della sera mi si infilava su per la gonna facendomi venire qualche brivido.

Dopo cena gli ho mostrato la nostra splendida piscina illuminata.
Io lo guardo maliziosa e poi mi incammino verso la piscina, a metà strada mi fermo un attimo, mi tirò giù le spalline e lascio cadere l’abito ai miei piedi. Lui vede così il mio corpo nudo da dietro, nella penombra.

Qualche altro passo e lascio cadere anche le scarpe, poi mi tuffo. Il tutto senza mai girarmi.
Faccio qualche bracciata, torno indietro e riemergo aggrappandomi al bordo piscina. Lorenzo sta venendo verso di me e si è già denudato anche lui. Il fisico non è niente male, d’altro canto mi ha detto tutti gli sport che fa. Constato con piacere che il macchinone non serve per colmare nessuna lacuna, come dicono che spesso capita.

Mi entra dentro per la prima volta sott’acqua, continuiamo a farlo sul prato umido e rasato di fresco quando mi chiede: “Devo ritornare a casa stanotte?”
“No, possiamo rimanere qui”
"Lui non ti aspetta?”
“Sì, mi aspetta. e vorrà anche sapere tutti i particolari…”
“Ma non è geloso?”
“Sì, lo è. ma più io faccio la troia e più lui ragiona col cazzo e non capisce più niente.”
Passo la notte con lui mentre Stefano resta a dormire con Tiffany.
Al mattino si sveglia con una splendida visuale, io sono affacciata alla finestra che guardo fuori i colori del cielo di questa mattina di quasi estate, con i gomiti sul davanzale e la schiena inarcata protendo verso di lui le mie chiappe tonde.

“Sai”, gli dico, “tu non hai dovuto faticare quasi per nulla per portarmi a letto. Però ho visto che sai essere un gran seduttore, anche perchè i mezzi non ti mancano. Qualcosa te la devo far sudare, altrimenti non c’è gusto. C’è una cosa che non ti ho concesso stanotte e che non ti concederò ancora a lungo.” lo dico sculettando
“Ho capito. Accetto la sfida. Ma ti propongo un rilancio.”
“Sentiamo, mi piacciono le sfide.”
“Finchè non lo dai a me, non lo darai neanche al tuo uomo.”
“Che figlio di puttana”
Ci salutiamo così e io corro da mio marito a raccontargli la mia nuova conquista.
“Già, che figlio di puttana. Così io ora dovrei sperare che costui sia così bravo nel sedurti e che voi vi vediate spesso, in modo che l’attesa sia breve” commenta Stefano arrapatissimo.
“Dai, in fondo è un modo anche per noi per riattizzare la passione, spezzare la monotonia.”
“Di solito le coppie magari optano per il sesso anale proprio per fare qualcosa di nuovo, non il contrario.”
“Dai così desidererai il mio culo come non mai. E' più bello quando si riesce ad avere ciò che non si può avere.”
“Ma quindi anche tu ci rinunci oppure andrai in giro a cercare un terzo senza il divieto di accesso?”
“Beh… in fondo io dovrò rimanere in allenamento, altrimenti poi me lo sfondate…”


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