mercoledì 8 luglio 2015
Le foto di Franco
E invece da Franco ci andai prima io. Senza dire nulla a Stefano perchè non volevo influenzare la sua scelta ma appena la vidi indeciso sul padre biologico di nostra figlia io pensai immediatamente a lui.
Entrai in casa sua, esuberante e sbarazzina, con un vestitino molto corto. Ero sempre molto espansiva in sua compagnia.
“Vuoi qualcosa da bere?” e io dovetti trattenermi dal rispondere che ero venuta per quello, per bere la sua sborra perchè mi mancava.
Chiaccherammo un po’. Mi raccontò del viaggio in spagna da cui era appena tornato.
Ci mettemmo a guardare le foto quando lui si ricordò delle foto fatte insieme tanto tempo fa e le prese.
Nella prima foto c'ero io, nuda e di schiena, a partire dal culo fino ad arrivare al viso, visibile in quanto girato verso la fotocamera al momento dello scatto. Sul volto una espressione di lussuria, dovuta a ciò che si scorgeva al bordo dell’inquadratura: il suo cazzo era in buona parte infilato, senza ombra di dubbio, dentro il mio culo.
“Oh, scusa.” disse fintamente imbarazzato visualizzando quella precedente, nella quale ero immortalata mentre ero intenta a succhiargli l’uccello, in preparazione, probabilmente, per l'inculata successiva.
Rimanemmo un po’ immobili e in silenzio. Fingendo imbarazzo.
“Scusami, non ricordavo più queste foto.” abbozzò.
“Non è colpa tua. Ti chiesi io di farle e sono venute proprio bene, come vieni sempre bene tu del resto”
“Ora le cancello subito.”
Stava per farlo ma lo fermai.
“Aspetta. io non le ho mai viste. Dopo che me le hai fatte le avevo dimenticate, ma ora che ne ho viste due devo dire che, non so come dire, ma mi sono piaciute…”. feci un sorrizo malizioso.
“Credi piaceranno anche a Stefano?” chiese, ed era la cosa che più gli interessava di tutta la faccenda.
"Beh tu hai sempre scopato da Dio, mi hai fatto fare di tutto, comprese quelle foto. Con mio marito certe cose non le faccio. Cioè, intendo non solo le foto.” risi di gusto e poi aggiunsi: "Fammene una copia stasera gliele porto" e ci salutammo così da buoni amici ma era chiaro che qualcosa fosse ancora rimasto in sospeso tra noi, qualcosa di molto importante.
La sera dopo cena mostrai le foto a Stefano e gli confessai che stavo pensando a Franco come futuro padre, se lui fosse d'accordo naturalmente.
“Scommetto che ti è venuto duro, ma per le foto o per quello che ho detto?”
Le riguardammo da capo insieme tutte.
“Dai, tiratelo fuori e menatelo. Voglio vedere mio marito che si masturba davanti alle mie foto.”
Erano tutte fatte dal punto di vista di Franco e testimoniavano lunghe sessioni di sesso, con tante posizioni diverse ma con una netta prevalenza del rapporto anale.
“Ti piace così tanto?” mi chiese Stefano.
“Prendi la macchina fotografica te lo dimostro.”
Lì, dove tutto è cominciato.
(in foto: Alex Chance, NaughtyAmerica.com)
Nel frattempo la mia ricerca continuava. Quale ricerca? Quella per l'inseminatore giusto per mia moglie. Esclusi categorigamente Lorenzo, perchè ce l'avevo sulle palle, e poi averci una figlia col suo carattere di merda, non era nelle cose che speravo. Peo? Peo non era all'altezza. Sean la Proboscide? E dove lo andavo a ribeccare più? Rimanevano Giuliano e Franco. Bella battaglia. Stimavo entrambi, anche se erano completamente diversi. Franco era più dolce, avrei avuto una figlia dolce e scura di pelle come lui. Con Giuliano invece avremmo avuto una bella figlia bionda e con un carattere bello cazzuto. Davvero difficile decidere. Comunque era inutile fare i conti senza l'oste, nel senso che prima avrei dovuto parlare con entrambi di questa cosa. D'altronde il seme era il loro.
E così decisi di chiamare Giuliano. Gli dissi che dovevo parlargli, e lui allora mi diede un indirizzo che non conoscevo. Mi disse che ci saremmo visti lì, proprio a quell'indirizzo. Era una zona un pò periferica. Così presi la macchina e cercai di raggiungere il posto, con non poche difficoltà. Il posto era periferico, però tutto sommato era carino. Era pieno di villette e le strade erano alberate e tranquille. Finalmente trovai il posto; si trattava di una vietta nascosta che si immetteva in un sentiero con altrettante villette, queste però immerse nell'aperta campagna. Alla fine di questa strada c'era una villa di due piani con un cancello. Giuliano era fuori ad aspettarmi, e quando mi vide mi fece segno di avvicinarmi con la macchina. Mi aprì il cancello e mi fece entrare. Percorsi un breve sentiero di ghiaia e mi fermai. Giuliano, che intanto aveva richiuso il cancello, mi venne incontro a stringermi la mano.
- Ciao Giuliano, mica ti disturbo?
- Ma che dici Stè? Tu non mi disturbi mai. Tu e Sabrina siete sempre i benvenuti.
- Ma cos'è questo posto? - domandai guardandomi intorno. Ero incantato a vedere tanta serenità, e tutta quella campagna che sembrava stare distanti anni luce dalla città.
- Questa è casa dei miei - rispose. - Ci sono cresciuto qui. Loro hanno deciso di trasferirsi in città, e quindi ogni tanto ci vengo quando voglio starmene un pò per conto mio. Vieni, entriamo.
Era la prima volta che entravo in casa dei suoi. A quello che mi aveva raccontato Sabrina era proprio lì che avvenivano gli incontri segreti con Giuliano. "Segreti" perchè Giuliano in quel periodo stava ancora insieme alla sua ex, Manuela, migliore amica di mia moglie. Era proprio in quella villa che Giuliano aveva iniziato mia moglie al sesso anale e orale. Era proprio lì, insieme a Giuliano, che Sabrina aveva imparato a fare le spagnole di cui era ormai un'esperta indiscussa. E appena entrammo nel salone, mi parve di vederla mia moglie, nuda, che correva per casa, con le sue grosse tette, che cozzavano una contro l'altra, e Giuliano che la inseguiva, intenti a giocare come due innamorati. "Se vuoi farmi il culo, prima devi prendermi" mi sembrava addirittura di sentire la sua voce, mentre si lasciava inseguire da lui, e lui da dietro che le diceva: "sì ma se ti prendo te lo rompo". I genitori di lui erano sempre via, perchè avevano un negozio in centro, quindi mia moglie e Giuliano avevano casa libera tutto il giorno, liberi di fare tutte le porcate che volevano.
- Ah, se queste mura potessero parlare! - mi disse. - Vieni, ti faccio vedere la mia stanza.
Mi portò al piano di sopra. La sua cameretta era rimasta così com'era, con i poster dei calciatori della nazionale degli anni novanta, con l'attrezzatura per fumare erba e i libri di scuola, alcuni dei quali ancora avvolti nel cellophane (Giuliano non aveva mai avuto tanta voglia di studiare, infatti alle scuole superiori era stato bocciato un paio di volte). La stanza aveva anche un balconcino che affacciava sulla campagna e da cui entrava una luce molto forte, la luce del sole che se ne stava andando. Guardai il letto a due piazze su cui probabilmente Giuliano aveva inculato mia moglie per la prima volta, fu una sensazione che mi diede un brivido di eccitazione. Anche qui, come nel salone, ebbi la sensazione di vedere mia moglie, nuda su quel letto, a quattro zampe, con le natiche aperte, e Giuliano dietro che cerca di penetrarle l'orifizio anale, ancora vergine, ancora troppo stretto e quindi riuscivo a vedere anche la difficoltà di lui, che nonostante ce l'avesse duro come il marmo, non riesce a entrare, fino a quando finalmente le pareti del condotto anale cominciano ad allargarsi, e finalmente il cazzo comincia a entrare dentro, e Sabrina che urla di dolore, lo supplica di fare piano, e lui che le dice che se si agita è peggio. Poi dopo un pò mia moglie sembra prenderci gusto, e Giuliano la inizia a montare con più decisione, colpendole le natiche con qualche sonora sculacciata.
- Ebbene sì, è proprio lì che l'abbiamo fatto la prima volta - mi disse. Si era accorto di come guardavo il letto, probabilmente mi si leggeva in faccia quello che stavo pensando. - Proprio su quel letto, tua moglie ha perso la verginità anale. Lo ricordo come se fosse ieri. Ce l'aveva così stretto che entrarci dentro è stata un'impresa. Sai, me ne sono fatte tante di scopate qui dentro, ma con Sabrina era diverso. Io la amavo, capisci? Purtroppo lei non provava la stessa cosa. Ma quello che provavo io era proprio amore.
- Che ricordi hai in particolare quando ritorni in questa stanza?
- Stè, siamo amici. Anzi, più che amici, e voglio essere onesto con te. I ricordi che ho qui sono tutti legati a tua moglie. Qui, proprio qui, dove sono ora, Sabrina per la prima volta si è fatta sborrare in faccia. Era la prima volta per tutti e due, quindi anche per me. Non avevo mai schizzato sul viso di nessuna, sai come sono le ragazze, non è che si fanno schizzare in faccia facilmente. Ed era una delle mie fantasie più porche. Quando lo dissi a Sabrina lei mi stava facendo un pompino, era inginocchiata proprio qui davanti a me, le dissi che mi sarebbe piaciuto venirle in faccia, e lei mi rispose di no, che le faceva schifo. Dovetti pregarla un pò, poi alla fine ha ceduto, allora ho cominciato a menarmelo davanti alla sua faccia fino a sborrare. Cazzo quanta ne avevo! Non finiva più. Poi l'ho accompagnata in bagno a pulirsi, e lei mi ha detto che tutto sommato era stata una cosa carina. E da quel giorno è diventata un abitudine. Era il mio modo per dichiararle il mio amore, capisci? Come se le dicessi: "ecco, prendi il mio seme, è tuo".
Giuliano era chiaramente emozionato mentre mi raccontava quelle cose, era come se le stesse rivivendo, e quindi non aveva freni, mi raccontava le cose così come erano capitate, e io ero contento, perchè finalmente avevo un immagine chiara del rapporto che c'era stato tra mia moglie e lui. Dopo un pò Giuliano mi disse di seguirlo, e quindi gli andai dietro, e mi portò nel seminterrato, dove c'era una stanzetta con un biliardo. Giuliano era un discreto giocatore di biliardo, e qualche volta c'aveva pure giocato a soldi, perdendoli. Mi disse che per un periodo aveva avuto dei problemi con quel maledetto biliardo, era diventata un'ossessione. Si era pure indebitato. Ma quella era un'altra storia. In ogni modo, mi disse, in quel seminterrato aveva insegnato a Sabrina a fare le seghe spagnole. Erano lì che stavano giocando, lei aveva una maglietta così scollata che le tette sembravano volergli scivolare fuori da un momento all'altro. Ovviamente Giuliano, come suo solito, fece un sacco di battute a doppio senso su quelle tette meravigliose, battute che divertivano molto mia moglie.
- Poi ad un certo punto - mi disse Giuliano, - sempre per scherzare, le ho chiesto se sapeva fare una spagnola, e lei mi ha guardato con gli occhi di fuori. Mi ha chiesto "e che cos'è?". Ti rendi conto? L'avresti mai detto? Non sapeva neppure cosa fosse una sega spagnola. E allora io le ho detto che era una cosa che si faceva con le tette, e che se voleva gliela insegnavo, però doveva cacciarle fuori dallo scollo. A quel punto lei ha sbuffato e mi ha detto: "sei il solito porco", e ha tirato le tette fuori. Le ho detto di inginocchiarsi e mi sono sbottonato i pantaloni. Ce l'avevo durissimo solo all'idea. L'ho tirato fuori e glielo messo in mezzo alle tette, e le ho iniziato a dare qualche indicazione su quello che doveva fare. Inutile dirti che dopo due minuti era diventata già un'esperta. Fu così brava che mi fece venire in pochi minuti. Ahhh, caro Stefano! Lasciatelo dire, hai un tesoro di moglie! La moglie che ogni uomo vorrebbe avere.
Ascoltando tutti quei racconti mi furono chiare due cose: prima di tutto avevo un erezione spaventosa. In secondo luogo Giuliano, come impollinatore di Sabrina, era il candidato ideale. Se avessi dovuto scegliere subito, su due piedi, avrei scelto lui. Sentendolo parlare mi ero reso conto che aveva amato molto Sabrina, e chiaramente l'amava ancora. Chi meglio di lui poteva fare una cosa del genere?
- E dopo averti annoiato con le mie storie - disse, - dimmi pure quello che volevi dirmi.
- No, niente.
- Come "niente?". Mi hai telefonato dicendomi che volevi parlarmi. Di cosa volevi parlarmi?
- No davvero, niente. Avevo solo voglia di fare due chiacchiere.
- Ah, ok. Allora andiamo in soggiorno, che ti offro da bere.
Dopo aver bevuto un bicchiere di vino rosso mi guardai in giro. Ripensai alla stanza di Giuliano. Era il posto perfetto dove organizzare la monta. Lì dove tutto era cominciato sarebbe stato concepito un nuovo inizio. Ma prima di dirlo a lui dovevo prima parlarne con Sabrina. E soprattutto, prima di prendere quella scelta, dovevo valutare anche l'opzione Franco. Dovevo assolutamente vederlo da vicino. Solo allora avrei capito chi dei due scegliere.
Stefano.
E così decisi di chiamare Giuliano. Gli dissi che dovevo parlargli, e lui allora mi diede un indirizzo che non conoscevo. Mi disse che ci saremmo visti lì, proprio a quell'indirizzo. Era una zona un pò periferica. Così presi la macchina e cercai di raggiungere il posto, con non poche difficoltà. Il posto era periferico, però tutto sommato era carino. Era pieno di villette e le strade erano alberate e tranquille. Finalmente trovai il posto; si trattava di una vietta nascosta che si immetteva in un sentiero con altrettante villette, queste però immerse nell'aperta campagna. Alla fine di questa strada c'era una villa di due piani con un cancello. Giuliano era fuori ad aspettarmi, e quando mi vide mi fece segno di avvicinarmi con la macchina. Mi aprì il cancello e mi fece entrare. Percorsi un breve sentiero di ghiaia e mi fermai. Giuliano, che intanto aveva richiuso il cancello, mi venne incontro a stringermi la mano.
- Ciao Giuliano, mica ti disturbo?
- Ma che dici Stè? Tu non mi disturbi mai. Tu e Sabrina siete sempre i benvenuti.
- Ma cos'è questo posto? - domandai guardandomi intorno. Ero incantato a vedere tanta serenità, e tutta quella campagna che sembrava stare distanti anni luce dalla città.
- Questa è casa dei miei - rispose. - Ci sono cresciuto qui. Loro hanno deciso di trasferirsi in città, e quindi ogni tanto ci vengo quando voglio starmene un pò per conto mio. Vieni, entriamo.
Era la prima volta che entravo in casa dei suoi. A quello che mi aveva raccontato Sabrina era proprio lì che avvenivano gli incontri segreti con Giuliano. "Segreti" perchè Giuliano in quel periodo stava ancora insieme alla sua ex, Manuela, migliore amica di mia moglie. Era proprio in quella villa che Giuliano aveva iniziato mia moglie al sesso anale e orale. Era proprio lì, insieme a Giuliano, che Sabrina aveva imparato a fare le spagnole di cui era ormai un'esperta indiscussa. E appena entrammo nel salone, mi parve di vederla mia moglie, nuda, che correva per casa, con le sue grosse tette, che cozzavano una contro l'altra, e Giuliano che la inseguiva, intenti a giocare come due innamorati. "Se vuoi farmi il culo, prima devi prendermi" mi sembrava addirittura di sentire la sua voce, mentre si lasciava inseguire da lui, e lui da dietro che le diceva: "sì ma se ti prendo te lo rompo". I genitori di lui erano sempre via, perchè avevano un negozio in centro, quindi mia moglie e Giuliano avevano casa libera tutto il giorno, liberi di fare tutte le porcate che volevano.
- Ah, se queste mura potessero parlare! - mi disse. - Vieni, ti faccio vedere la mia stanza.
Mi portò al piano di sopra. La sua cameretta era rimasta così com'era, con i poster dei calciatori della nazionale degli anni novanta, con l'attrezzatura per fumare erba e i libri di scuola, alcuni dei quali ancora avvolti nel cellophane (Giuliano non aveva mai avuto tanta voglia di studiare, infatti alle scuole superiori era stato bocciato un paio di volte). La stanza aveva anche un balconcino che affacciava sulla campagna e da cui entrava una luce molto forte, la luce del sole che se ne stava andando. Guardai il letto a due piazze su cui probabilmente Giuliano aveva inculato mia moglie per la prima volta, fu una sensazione che mi diede un brivido di eccitazione. Anche qui, come nel salone, ebbi la sensazione di vedere mia moglie, nuda su quel letto, a quattro zampe, con le natiche aperte, e Giuliano dietro che cerca di penetrarle l'orifizio anale, ancora vergine, ancora troppo stretto e quindi riuscivo a vedere anche la difficoltà di lui, che nonostante ce l'avesse duro come il marmo, non riesce a entrare, fino a quando finalmente le pareti del condotto anale cominciano ad allargarsi, e finalmente il cazzo comincia a entrare dentro, e Sabrina che urla di dolore, lo supplica di fare piano, e lui che le dice che se si agita è peggio. Poi dopo un pò mia moglie sembra prenderci gusto, e Giuliano la inizia a montare con più decisione, colpendole le natiche con qualche sonora sculacciata.
- Ebbene sì, è proprio lì che l'abbiamo fatto la prima volta - mi disse. Si era accorto di come guardavo il letto, probabilmente mi si leggeva in faccia quello che stavo pensando. - Proprio su quel letto, tua moglie ha perso la verginità anale. Lo ricordo come se fosse ieri. Ce l'aveva così stretto che entrarci dentro è stata un'impresa. Sai, me ne sono fatte tante di scopate qui dentro, ma con Sabrina era diverso. Io la amavo, capisci? Purtroppo lei non provava la stessa cosa. Ma quello che provavo io era proprio amore.
- Che ricordi hai in particolare quando ritorni in questa stanza?
- Stè, siamo amici. Anzi, più che amici, e voglio essere onesto con te. I ricordi che ho qui sono tutti legati a tua moglie. Qui, proprio qui, dove sono ora, Sabrina per la prima volta si è fatta sborrare in faccia. Era la prima volta per tutti e due, quindi anche per me. Non avevo mai schizzato sul viso di nessuna, sai come sono le ragazze, non è che si fanno schizzare in faccia facilmente. Ed era una delle mie fantasie più porche. Quando lo dissi a Sabrina lei mi stava facendo un pompino, era inginocchiata proprio qui davanti a me, le dissi che mi sarebbe piaciuto venirle in faccia, e lei mi rispose di no, che le faceva schifo. Dovetti pregarla un pò, poi alla fine ha ceduto, allora ho cominciato a menarmelo davanti alla sua faccia fino a sborrare. Cazzo quanta ne avevo! Non finiva più. Poi l'ho accompagnata in bagno a pulirsi, e lei mi ha detto che tutto sommato era stata una cosa carina. E da quel giorno è diventata un abitudine. Era il mio modo per dichiararle il mio amore, capisci? Come se le dicessi: "ecco, prendi il mio seme, è tuo".
Giuliano era chiaramente emozionato mentre mi raccontava quelle cose, era come se le stesse rivivendo, e quindi non aveva freni, mi raccontava le cose così come erano capitate, e io ero contento, perchè finalmente avevo un immagine chiara del rapporto che c'era stato tra mia moglie e lui. Dopo un pò Giuliano mi disse di seguirlo, e quindi gli andai dietro, e mi portò nel seminterrato, dove c'era una stanzetta con un biliardo. Giuliano era un discreto giocatore di biliardo, e qualche volta c'aveva pure giocato a soldi, perdendoli. Mi disse che per un periodo aveva avuto dei problemi con quel maledetto biliardo, era diventata un'ossessione. Si era pure indebitato. Ma quella era un'altra storia. In ogni modo, mi disse, in quel seminterrato aveva insegnato a Sabrina a fare le seghe spagnole. Erano lì che stavano giocando, lei aveva una maglietta così scollata che le tette sembravano volergli scivolare fuori da un momento all'altro. Ovviamente Giuliano, come suo solito, fece un sacco di battute a doppio senso su quelle tette meravigliose, battute che divertivano molto mia moglie.
- Poi ad un certo punto - mi disse Giuliano, - sempre per scherzare, le ho chiesto se sapeva fare una spagnola, e lei mi ha guardato con gli occhi di fuori. Mi ha chiesto "e che cos'è?". Ti rendi conto? L'avresti mai detto? Non sapeva neppure cosa fosse una sega spagnola. E allora io le ho detto che era una cosa che si faceva con le tette, e che se voleva gliela insegnavo, però doveva cacciarle fuori dallo scollo. A quel punto lei ha sbuffato e mi ha detto: "sei il solito porco", e ha tirato le tette fuori. Le ho detto di inginocchiarsi e mi sono sbottonato i pantaloni. Ce l'avevo durissimo solo all'idea. L'ho tirato fuori e glielo messo in mezzo alle tette, e le ho iniziato a dare qualche indicazione su quello che doveva fare. Inutile dirti che dopo due minuti era diventata già un'esperta. Fu così brava che mi fece venire in pochi minuti. Ahhh, caro Stefano! Lasciatelo dire, hai un tesoro di moglie! La moglie che ogni uomo vorrebbe avere.
Ascoltando tutti quei racconti mi furono chiare due cose: prima di tutto avevo un erezione spaventosa. In secondo luogo Giuliano, come impollinatore di Sabrina, era il candidato ideale. Se avessi dovuto scegliere subito, su due piedi, avrei scelto lui. Sentendolo parlare mi ero reso conto che aveva amato molto Sabrina, e chiaramente l'amava ancora. Chi meglio di lui poteva fare una cosa del genere?
- E dopo averti annoiato con le mie storie - disse, - dimmi pure quello che volevi dirmi.
- No, niente.
- Come "niente?". Mi hai telefonato dicendomi che volevi parlarmi. Di cosa volevi parlarmi?
- No davvero, niente. Avevo solo voglia di fare due chiacchiere.
- Ah, ok. Allora andiamo in soggiorno, che ti offro da bere.
Dopo aver bevuto un bicchiere di vino rosso mi guardai in giro. Ripensai alla stanza di Giuliano. Era il posto perfetto dove organizzare la monta. Lì dove tutto era cominciato sarebbe stato concepito un nuovo inizio. Ma prima di dirlo a lui dovevo prima parlarne con Sabrina. E soprattutto, prima di prendere quella scelta, dovevo valutare anche l'opzione Franco. Dovevo assolutamente vederlo da vicino. Solo allora avrei capito chi dei due scegliere.
Stefano.
lunedì 6 luglio 2015
Faccio la mamma
Dopo aver dato la notizia a Stefano mi sentivo molto meglio. Non avevamo nessuna fretta e lasciai a lui tutto il tempo per riflettere su cosa fosse meglio per noi. Intanto mi divertivo finalmente a fare la mamma, passavo più tempo con il piccolo Rocco che più cresceva e più diventava simpatico e socievole, era proprio uno spasso. Spesso lo guardavo e mi chiedevo che tipo di maschio sarebbe diventato: un cornuto consapevole come Stefano? Un bull virile come Giuliano o uno stronzo come Lorenzo? E se invece avesse seguito le orme di zia Tiffany? Tutte le soluzioni mi entusiasmavano ed ero sempre più curiosa di scoprirlo anche se di tempo ancora ne doveva passare.
Una mattina che lo guardavo giocare toccandosi spesso il pisellino come fanno tutti i bambini mi dissi che di certo in qualunque ruolo si sarebbe trovato le seghe le avrebbe ereditate da Stefano.
Eravamo entrambi sul terrazzino della nostra casetta nell'oasi e mentre facevo questi pensieri vidi affacciarsi sul terrazzino accanto il giovane figlio della coppia che avevamo tra gli ospiti. Un ragazzo di appena 18 anni che somigliava molto al mio piccolo Rocco e anche a Stefano da giovane, o almeno la mia fantasia lo vide così. Davide, questo era il suo nome, sembrò non accorgersi della nostra presenza e credendosi solo fu preso dalla voglia di provare una trasgressione, fino ad allora mai sperimentata. Si guardò attorno. Valutò che non lo poteva vedere nessuno e si abbassò i boxer. Era la prima volta che stava nudo all’aria aperta, baciato dal sole, era evidente. Il suo cazzo era rosso e duro, tutto ciò lo eccitava, ed eccitava anche me che rimasi in silenzio a guardarlo, immaginando al suo posto il mio piccolo Rocco alla sua età.
Con la mano spesso scendeva per brevi masturbazioni, tanto per tenerlo in tiro, sull’orlo della venuta.
Stava guardando delle ragazze passare e si segava il cazzo finchè non si accorse della mia presenza.
Il nostro sguardo si incrociò per un istante. Stavo giocando con il piccolo Rocco. Mi ero interrotta vedendolo, posai lo sguardo sul suo giovane cazzo eretto. Sgranai per un attimo gli occhi e mi portai la mano alla bocca per reprimere una risata.
Davide rimase per un attimo immobile. Poi cominciò a venire. Senza che lo stesse toccando, in quel momento il suo cazzo cominciò a sputare fuori schizzi di sborra. Una venuta molto abbondante. Cercò di coprirsi e si lanciò dentro casa continuando a lasciare tracce di sborra.
Steso sul divano stava riprendendo fiato e rivivendo le sensazioni miste tra vergogna ed esibizionismo. Si mise poi a cercare di ripulire tutte le macchie che aveva lasciato. Fuori rimasi io a canticchiare, pensando a come fosse bello sfogare le proprie fantasie alla sua età e ripensando al piccolo Rocco al suo posto.
domenica 5 luglio 2015
L'impollinazione.
(in foto: Eva Notty, Changing Outfits, EvaNotty.com)
Al mondo ci sono due tipi d'uomo, quelli che ci sanno fare e quelli che non ci sanno fare. Lorenzo è uno di quelli che sanno farcela, in tutto, negli affari e con le donne, e lo aveva dimostrato con Sabrina. Mia moglie era sua, non c'erano dubbi su questo. Più passavano i giorni e più me ne rendevo conto. Beh, non metto in dubbio che per me Sabrina provava un certo amore, d'altronde eravamo pur sempre sposati, ma era il cazzo di Lorenzo che voleva. Era la sua possenza da maschio dominante.
Il giorno dopo il raduno dei cornuti io e mia moglie decidemmo di starcene un pò per conto nostro, nella piscina dell'oasi. Lei non faceva altro che accarezzarsi la pancia, e io la guardavo. Mi piaceva proprio come il primo giorno che l'avevo conosciuta. Mi facevano impazzire tutte quelle forme che avevano fatto godere chissà quanti uomini. Infatti tanti avevano sborrato dentro di lei, avevano goduto col suo corpo, eppure lei aveva scelto me, e questa cosa mi riempiva d'orgoglio. Ed era proprio questo che mi faceva stare in pena, e cioè cosa provava per Lorenzo? Era amore uguale a quello che provava per me, oppure era soltanto un altro stallone da monta con cui godere? Perchè se era questo, solo un altro stallone, allora non c'erano problemi. Ma se fosse stato un nuovo amore?
Intanto Sabrina continuava ad accarezzarsi la pancia e a sorridermi.
- Perchè ti accarezzi la pancia? - le domandai.
- Sai, stavo pensando... e se questa pancia crescesse di nuovo, come quando aspettavo Rocco?
- Non capisco.
- Quello che voglio dire è... che sarebbe carino se il nostro Rocco avesse una sorellina. Non credi?
Era un momento importante quello, e io fui quasi colpito da una bastonata in testa. Mia moglie mi stava chiedendo di essere ingravidata un'altra volta. Voleva un altro bambino. Anzi, una bambina, una sorellina per il piccolo Rocco. Ero senza parole. L'idea mi piaceva moltissimo, eppure fu come un fulmine a ciel sereno. Voglio dire, non mi aspettavo una cosa del genere.
- E come si fa? - le domandai, ancora annebbiato dal colpo.
- Ma che domanda è? - Sabrina scoppiò a ridere. - Non ti ricordi più come si fa? Innanzitutto smetto di prendere la pillola, e poi mi faccio sborrare dentro.
Allora a quel punto iniziai a viaggiare indietro nel tempo, e a ricordarmi di quando conobbi Sabrina. E chi se lo sarebbe aspettato che saremmo arrivati a questo? E chissà quante altre sorprese ci avrebbe riservato il futuro. Ricordo ancora quando la conobbi. Fu Giuliano a presentarmela. Era notte, eravamo fuori ad un locale, e Giuliano mi disse che voleva presentarmi una ragazza, e mi portò da lei, e io la vidi. Era bellissima, con quelle forme morbide, quegli occhi sorridenti, le cosce muscolose di chi ha praticato sport (allora Sabrina praticava la pallavolo). Giuliano ci presentò, e lei mi sorrideva, ma senza dire nulla, e allora io, che ero emozionatissimo di trovarmi di fronte ad una ragazza così bella, mi forzai per avviare una conversazione. Avevo paura che se ne andasse. E allora le parlai delle cose più stupide, delle condizioni atmosferiche, della tivù, e lei annuiva, ma mostrandosi scarsamente interessata. E infatti era proprio scarsamente interessata, perchè in quel periodo aveva occhi solo per Giuliano. Era con lui infatti che le piaceva intrattenersi la sera, anzi la notte. Era da lui che le piaceva essere montata. Mi trovavo davanti a Sabrina Bocca e Culo, mia futura moglie, e neppure lo sapevo. Lì fuori, fuori a quel locale, tutti lo sapevano che quella lì era Sabrina Bocca e Culo, un vero sborratoio. Solo io non lo sapevo. Per me lei era una creatura angelica e niente più. Ancora non lo sapevo che nel suo culo c'era entrato il cinquanta per cento della popolazione maschile della città (compresa la provincia).
E ora era lì, che mi stava chiedendo una sorellina per il piccolo Rocco. Ma la stava chiedendo veramente a me? Lei aveva detto "smetto di prendere la pillola e poi mi faccio sborrare dentro". Vorrei sottolineare quel "mi faccio sborrare dentro" e non "mi sborri dentro". Quindi, pensai, la cosa è chiara, voleva una figlia, ma non da me. Insomma, chi sarebbe stato il padre della sorellina di Rocco? Era questo che mi chiedevo. Poi Sabrina si alzò e se ne andò, lasciandomi da solo in piscina, e prima di sparire del tutto mi urlò dietro qualcosa:
- Pensaci! - mi disse.
A cosa avrei dovuto pensare? Al padre adatto per la sorellina di Rocco? E allora ritornai un'altra volta indietro nel tempo, e ripensai a tutti gli uomini che erano stati dentro Sabrina, ma focalizzando la mia attenzione solo su quegli uomini che erano stati per lei davvero importanti, e non le semplici scopate. Pensai subito a Giuliano. Chi se non lui sarebbe potuto essere l'impollinatore di Sabrina? Però poi pensai a Franco. Anche lui era stato un uomo importante. Sean la Proboscide? Fabrizio? Peo? Cazzo, erano davvero tanti. Ero davvero confuso. Avevo capito bene? E se invece si riferiva a me? Quando aveva detto che si sarebbe fatta sborrare dentro, forse intendeva dire che sarei dovuto essere io a farlo. Ma era molto improbabile, altrimenti avrebbe detto: "smetto di prendere la pillola e mi sborri dentro". E invece non aveva detto così. Era chiaro, Sabrina voleva un inseminatore, e voleva che fossi io a cercarglielo. Era proprio quella la questione, dovevo cercare un inseminatore per mia moglie. Spettava a me questo compito. Era questo che mi chiedeva: un uomo per farsi inseminare.
Stefano.
Il giorno dopo il raduno dei cornuti io e mia moglie decidemmo di starcene un pò per conto nostro, nella piscina dell'oasi. Lei non faceva altro che accarezzarsi la pancia, e io la guardavo. Mi piaceva proprio come il primo giorno che l'avevo conosciuta. Mi facevano impazzire tutte quelle forme che avevano fatto godere chissà quanti uomini. Infatti tanti avevano sborrato dentro di lei, avevano goduto col suo corpo, eppure lei aveva scelto me, e questa cosa mi riempiva d'orgoglio. Ed era proprio questo che mi faceva stare in pena, e cioè cosa provava per Lorenzo? Era amore uguale a quello che provava per me, oppure era soltanto un altro stallone da monta con cui godere? Perchè se era questo, solo un altro stallone, allora non c'erano problemi. Ma se fosse stato un nuovo amore?
Intanto Sabrina continuava ad accarezzarsi la pancia e a sorridermi.
- Perchè ti accarezzi la pancia? - le domandai.
- Sai, stavo pensando... e se questa pancia crescesse di nuovo, come quando aspettavo Rocco?
- Non capisco.
- Quello che voglio dire è... che sarebbe carino se il nostro Rocco avesse una sorellina. Non credi?
Era un momento importante quello, e io fui quasi colpito da una bastonata in testa. Mia moglie mi stava chiedendo di essere ingravidata un'altra volta. Voleva un altro bambino. Anzi, una bambina, una sorellina per il piccolo Rocco. Ero senza parole. L'idea mi piaceva moltissimo, eppure fu come un fulmine a ciel sereno. Voglio dire, non mi aspettavo una cosa del genere.
- E come si fa? - le domandai, ancora annebbiato dal colpo.
- Ma che domanda è? - Sabrina scoppiò a ridere. - Non ti ricordi più come si fa? Innanzitutto smetto di prendere la pillola, e poi mi faccio sborrare dentro.
Allora a quel punto iniziai a viaggiare indietro nel tempo, e a ricordarmi di quando conobbi Sabrina. E chi se lo sarebbe aspettato che saremmo arrivati a questo? E chissà quante altre sorprese ci avrebbe riservato il futuro. Ricordo ancora quando la conobbi. Fu Giuliano a presentarmela. Era notte, eravamo fuori ad un locale, e Giuliano mi disse che voleva presentarmi una ragazza, e mi portò da lei, e io la vidi. Era bellissima, con quelle forme morbide, quegli occhi sorridenti, le cosce muscolose di chi ha praticato sport (allora Sabrina praticava la pallavolo). Giuliano ci presentò, e lei mi sorrideva, ma senza dire nulla, e allora io, che ero emozionatissimo di trovarmi di fronte ad una ragazza così bella, mi forzai per avviare una conversazione. Avevo paura che se ne andasse. E allora le parlai delle cose più stupide, delle condizioni atmosferiche, della tivù, e lei annuiva, ma mostrandosi scarsamente interessata. E infatti era proprio scarsamente interessata, perchè in quel periodo aveva occhi solo per Giuliano. Era con lui infatti che le piaceva intrattenersi la sera, anzi la notte. Era da lui che le piaceva essere montata. Mi trovavo davanti a Sabrina Bocca e Culo, mia futura moglie, e neppure lo sapevo. Lì fuori, fuori a quel locale, tutti lo sapevano che quella lì era Sabrina Bocca e Culo, un vero sborratoio. Solo io non lo sapevo. Per me lei era una creatura angelica e niente più. Ancora non lo sapevo che nel suo culo c'era entrato il cinquanta per cento della popolazione maschile della città (compresa la provincia).
E ora era lì, che mi stava chiedendo una sorellina per il piccolo Rocco. Ma la stava chiedendo veramente a me? Lei aveva detto "smetto di prendere la pillola e poi mi faccio sborrare dentro". Vorrei sottolineare quel "mi faccio sborrare dentro" e non "mi sborri dentro". Quindi, pensai, la cosa è chiara, voleva una figlia, ma non da me. Insomma, chi sarebbe stato il padre della sorellina di Rocco? Era questo che mi chiedevo. Poi Sabrina si alzò e se ne andò, lasciandomi da solo in piscina, e prima di sparire del tutto mi urlò dietro qualcosa:
- Pensaci! - mi disse.
A cosa avrei dovuto pensare? Al padre adatto per la sorellina di Rocco? E allora ritornai un'altra volta indietro nel tempo, e ripensai a tutti gli uomini che erano stati dentro Sabrina, ma focalizzando la mia attenzione solo su quegli uomini che erano stati per lei davvero importanti, e non le semplici scopate. Pensai subito a Giuliano. Chi se non lui sarebbe potuto essere l'impollinatore di Sabrina? Però poi pensai a Franco. Anche lui era stato un uomo importante. Sean la Proboscide? Fabrizio? Peo? Cazzo, erano davvero tanti. Ero davvero confuso. Avevo capito bene? E se invece si riferiva a me? Quando aveva detto che si sarebbe fatta sborrare dentro, forse intendeva dire che sarei dovuto essere io a farlo. Ma era molto improbabile, altrimenti avrebbe detto: "smetto di prendere la pillola e mi sborri dentro". E invece non aveva detto così. Era chiaro, Sabrina voleva un inseminatore, e voleva che fossi io a cercarglielo. Era proprio quella la questione, dovevo cercare un inseminatore per mia moglie. Spettava a me questo compito. Era questo che mi chiedeva: un uomo per farsi inseminare.
Stefano.
sabato 4 luglio 2015
Presentazioni
Quando arrivammo all'Oasi rimasi veramente impressionata, non mi sarei mai aspettata una cosa del genere. Avevo capito che si trattasse di un raduno solo tra cornuti o aspiranti tali ma la realtà superò ogni mia possibile immaginazione tanto da decidere di inaugurare il primo festival delle corna, un raduno annuale. Proprio a causa del mio stupore preferisco lasciare a Stefano il racconto di quello che accadde, io mi limiterò a dirvi che trovarmi nel pieno di un'orgia senza precedenti mi eccitai al punto da trascinare Lorenzo nella nostra stanza per farmi scopare subito. Non me la sentivo di presentarmi davanti a tutti quei cazzi arrapata come ero. Ci facemmo una scopata lunga e lenta, durante la quale fu sempre Lorenzo a stare sopra e soltanto dopo ci presentammo agli amici direttamente così, nudi e sudati.
Lorenzo prese la parola a bordo piscina attirando l'attenzione del pubblico per presentarmi come se fosse a una fiera in cui esibiva il pezzo migliore.
"Signori, cornuti e non ho il piacere nel vero senso della parola di presentarvi la migliore vacca sulla piazza. Ecco a voi Sabrina bocca e culo" fu interrotto dagli applausi e le grida di saluto.
"Potete tutti ammirare la forma perfetta del suo culo" continuò facendomi girare "così tondo e pieno. Poi la curva della schiena, la parte del seno che si intravede. Guardatela in questa posizione" disse facendomi piegare a novanta gradi, "sembra offrirsi a tutti voi e per lei è così naturale stare totalmente nuda all’aria aperta. Ma vi prego di soffermare la vostra attenzione qui" disse puntando un dito sul solco del mio culo "dove le chiappe si incontrano, ancora non si vede nulla, lascio a voi, ognuno di voi il piacere di vedere di più.”
venerdì 3 luglio 2015
L'attacco dei bull.
(in foto: Julia Roca, Lost in Dream Volume 7, SexArt.com)
All'oasi, per il raduno dei cornuti, vennero una moltitudine di uomini, alcuni accompagnati dalle loro mogli, artefici delle loro corna. Mi impressionò constatare quanti cuckold e potenziali tali c'erano in giro. Oltre ai cornuti erano venuti anche molti bull in cerca di vacche da monta, ed ero sicuro che sarebbero nati molti amori e molti incontri speciali. Il raduno prevedeva lo stare tutti nudi nella sala del ristorante, dove avremmo potuto scambiare commenti e opinioni sul piacere di avere le corna. Le mogli dei cornuti avevano già puntato i bull, che si distinguevano dagli altri per i loro cazzi enormi, alcuni dei quali già in tiro. Osservai con interesse che ogni bull aveva puntato una coppia, e gli scambi di sguardi tra la moglie del cornuto e il bull erano davvero evidenti. Cinque minuti e il primo bull già era partito all'attacco per la volta di una coppia giovane, sulla trentina. Si era avvicinato al tavolo della coppia con un erezione spaventosa, e lei non faceva altro che guardarglielo, sorridendo e morsicandosi il labbro inferiore. Quel grosso cazzo era tutto duro proprio grazie a lei e ne era lusingata. Il bull si mise a sedere al tavolo della coppia e cominciò a corteggiare lei, proprio davanti al marito, che c'aveva un cazzetto moscio ma sembrava comunque felice per l'avvenuto rimorchio della moglie.
Partirono all'attacco anche gli altri bull, e in breve tutte le coppie erano state abbordate. Adesso ai tavoli c'erano delle belle coppie in compagnia dei loro rispettivi bull. I cornuti che erano venuti sprovvisti di mogli si sarebbero dovuti accontentare di spiare senza dare fastidio. Intanto il corteggiamento dei bull nei confronti delle mogli diventò sempre più spinto. La moglie della coppia di trentenni di cui vi parlavo prima aveva cominciato a fare una pompa al proprio bull, proprio davanti al marito, estasiato da quanto stava vedendo. Le altre mogli, spinte da istinti emulativi, cominciarono a sbocchinare i propri bull. Insomma, alla fine devo dire che il raduno stava avendo un successone. Ma io continuavo a guardare la coppia di trentenni. Lei era molto carina, aveva un fisico molto delicato come quello di una modella. Alla mano portava la fede nuziale, proprio su quella mano che stringeva il grosso cazzo del suo bull, per tenerlo dritto verso l'alto, mentre lei con la bocca ne succhiava avidamente il glande. Notai con stupore che ogni tanto mi guardava, e io guardavo lei, solo lei, e ad un certo punto mi sorrise, perchè si era accorta della mia erezione. Eh sì, mi ero arrapato un casino nel vederla sbocchinare quel bull, il quale ad un certo punto iniziò a sborrare copiosamente sul viso di lei. Aveva il viso completamente ricoperto del suo seme. Poi lei si alzò, e venne verso di me, che stavo sulla porta della cucina a guardare tutto, con il cazzo dritto, e lei mi sorrise.
- Tu devi essere Stefano - mi disse. Aveva ancora il viso tutto sborrato, e non sembrava volerne sapere di togliersela via. - Mio marito ti adora. Sei una specie di icona per lui. Il re dei cornuti. Anche se a giudicare dalla tua erezione, ho l'impressione che tu sia un pò cornuto e un pò bull.
- Beh, devo ammettere che il tuo lavoro di bocca mi ha eccitato molto. Sei molto brava.
- Grazie. Adoro far godere gli uomini.
Lei si chiamava Giulia, e il marito ci stava guardando. In cuor suo, vista la mia erezione, sperava di vedermi in azione con sua moglie, e quindi decisi di accontentarlo, e di fare un pò lo sfacciato.
- Senti, che ne dici se ce ne andiamo in un posto più appartato?
- E me lo chiedi? - mi domandò Giulia. - Io e mio marito siamo venuti qui per questo. Mio marito ha molta stima di te, sai? Vedermi montata da te lo renderebbe molto felice.
- Però ti avverto, non sono un vero e proprio bull. Anzi, non lo sono affatto - cercai di mettere le mani avanti, non volevo deluderla.
- Non c'è problema, a mio marito basta che me lo sbatti dentro. Non gli importa se mi sborri subito o tra un'ora.
- Beh, contento tuo marito...
E così la portai verso i bagni dell'oasi, ci chiudemmo in uno di questi e Giulia mi abbracciò baciandomi. Suo marito era fuori a origliare. Giulia era molto passionale, e molto brava a fare l'amore, e mi disse di dirle cose porche, però ad alta voce, così che il marito potesse ascoltare. Non mi veniva in mente niente, perchè stare dentro di lei era una sensazione meravigliosa. Tentai di farmi venire qualche idea.
- Quanto sei zoccola - urlai.
- Bravo, così! E poi?
- Che gran cornuto tuo marito. C'ha una moglie così porca e non si fa scrupoli a darla via ad altri uomini.
- Bravo, sì! Dai, continua!
Dissi qualche altra porcata e poi, come avevo immaginato, non riuscii più a resistere, e iniziai a schizzarle copiosamente dentro. Uscimmo dal bagno e il marito era lì che si stava masturbando, e a quanto potemmo constatare io e Giulia, era appena venuto.
- Sei venuto amore? - gli domandò amorevolmente. - Bravo, tesoro.
A quel punto decidemmo di ritornare al raduno. Molti cornuti, e soprattutto molti bull, non aspettavano altro che mia moglie Sabrina, che presto sarebbe arrivata. E infatti tutti mi chiedevano dove fosse e quando sarebbe arrivata. Ma io non sapevo cosa rispondere, perchè non ne avevo idea. In verità speravo che venisse al più presto.
Stefano.
Partirono all'attacco anche gli altri bull, e in breve tutte le coppie erano state abbordate. Adesso ai tavoli c'erano delle belle coppie in compagnia dei loro rispettivi bull. I cornuti che erano venuti sprovvisti di mogli si sarebbero dovuti accontentare di spiare senza dare fastidio. Intanto il corteggiamento dei bull nei confronti delle mogli diventò sempre più spinto. La moglie della coppia di trentenni di cui vi parlavo prima aveva cominciato a fare una pompa al proprio bull, proprio davanti al marito, estasiato da quanto stava vedendo. Le altre mogli, spinte da istinti emulativi, cominciarono a sbocchinare i propri bull. Insomma, alla fine devo dire che il raduno stava avendo un successone. Ma io continuavo a guardare la coppia di trentenni. Lei era molto carina, aveva un fisico molto delicato come quello di una modella. Alla mano portava la fede nuziale, proprio su quella mano che stringeva il grosso cazzo del suo bull, per tenerlo dritto verso l'alto, mentre lei con la bocca ne succhiava avidamente il glande. Notai con stupore che ogni tanto mi guardava, e io guardavo lei, solo lei, e ad un certo punto mi sorrise, perchè si era accorta della mia erezione. Eh sì, mi ero arrapato un casino nel vederla sbocchinare quel bull, il quale ad un certo punto iniziò a sborrare copiosamente sul viso di lei. Aveva il viso completamente ricoperto del suo seme. Poi lei si alzò, e venne verso di me, che stavo sulla porta della cucina a guardare tutto, con il cazzo dritto, e lei mi sorrise.
- Tu devi essere Stefano - mi disse. Aveva ancora il viso tutto sborrato, e non sembrava volerne sapere di togliersela via. - Mio marito ti adora. Sei una specie di icona per lui. Il re dei cornuti. Anche se a giudicare dalla tua erezione, ho l'impressione che tu sia un pò cornuto e un pò bull.
- Beh, devo ammettere che il tuo lavoro di bocca mi ha eccitato molto. Sei molto brava.
- Grazie. Adoro far godere gli uomini.
Lei si chiamava Giulia, e il marito ci stava guardando. In cuor suo, vista la mia erezione, sperava di vedermi in azione con sua moglie, e quindi decisi di accontentarlo, e di fare un pò lo sfacciato.
- Senti, che ne dici se ce ne andiamo in un posto più appartato?
- E me lo chiedi? - mi domandò Giulia. - Io e mio marito siamo venuti qui per questo. Mio marito ha molta stima di te, sai? Vedermi montata da te lo renderebbe molto felice.
- Però ti avverto, non sono un vero e proprio bull. Anzi, non lo sono affatto - cercai di mettere le mani avanti, non volevo deluderla.
- Non c'è problema, a mio marito basta che me lo sbatti dentro. Non gli importa se mi sborri subito o tra un'ora.
- Beh, contento tuo marito...
E così la portai verso i bagni dell'oasi, ci chiudemmo in uno di questi e Giulia mi abbracciò baciandomi. Suo marito era fuori a origliare. Giulia era molto passionale, e molto brava a fare l'amore, e mi disse di dirle cose porche, però ad alta voce, così che il marito potesse ascoltare. Non mi veniva in mente niente, perchè stare dentro di lei era una sensazione meravigliosa. Tentai di farmi venire qualche idea.
- Quanto sei zoccola - urlai.
- Bravo, così! E poi?
- Che gran cornuto tuo marito. C'ha una moglie così porca e non si fa scrupoli a darla via ad altri uomini.
- Bravo, sì! Dai, continua!
Dissi qualche altra porcata e poi, come avevo immaginato, non riuscii più a resistere, e iniziai a schizzarle copiosamente dentro. Uscimmo dal bagno e il marito era lì che si stava masturbando, e a quanto potemmo constatare io e Giulia, era appena venuto.
- Sei venuto amore? - gli domandò amorevolmente. - Bravo, tesoro.
A quel punto decidemmo di ritornare al raduno. Molti cornuti, e soprattutto molti bull, non aspettavano altro che mia moglie Sabrina, che presto sarebbe arrivata. E infatti tutti mi chiedevano dove fosse e quando sarebbe arrivata. Ma io non sapevo cosa rispondere, perchè non ne avevo idea. In verità speravo che venisse al più presto.
Stefano.
mercoledì 1 luglio 2015
In attesa dei cornuti
L'idea di Stefano di radunare da noi tutti quegli aspiranti cornuti era sensazionale, oltre il pienone che avremmo registrato all'Oasi io non vedevo l'ora di conoscere altri uomini che bramavano diventare come il mio amato marito. Stefano era idealizzato quasi più di me e la cosa mi riempiva di orgoglio. Alla fine per questioni logistiche dovemmo limitare le iscrizioni, tutto doveva funzionare alla perfezione e riuscimmo ad accogliere non più di 15 uomini di tutte le età accomonutati dallo stesso bruciante e perverso desiderio. Alcuni si dovettero adattare a dividere la stessa stanza ma nessuno ne fece un problema. La maggioranza era costituita da trentenni, spesso sposati da poco con mogliettine bellissime ma c'era anche qualche uomo più in là con gli anni e perfino due giovanissimi ragazzi fidanzati segno che le corna non hanno età.
Fu un lavoraccio organizzare tutto e gran parte del lavoro toccò a Stefano e Tiffany che dovettero occuparsi pure dell'accoglienza dei nostri ospiti mentre io sbrigavo le ultime cose al negozio che avrei tenuto chiuso per l'intero week end per potermi dedicare completamente alla formazione di questi nuovi devoti al piacere del cuckoldismo. Per tutto il week end l'Oasi sarebbe stata completamente al maschile e già solo questo pensiero mi tormetava la patatina.
La mattina dell'appuntamento mi feci venire a prendere al negozio da Lorenzo che era curioso quanto me di conoscere altre probabili prede da soddisfare. Era talmente su di giri che non mi chiese la solita spagnola di chiusura del negozio. In genere si siede sul bancone e io da in piedi mi chino a succhiarglielo tenendolo tra le tettone.
"Stasera niente sfregamento fra le tette?" mi chiede.
"Non c'è tempo” gli dico mentre mi sto sollevando la gonna e mi chino appoggiandomi al banco.
“Ehm… dove?” chiedo Lorenzo puntando il cazzo verso di me. Non sempre gli concedo ancora tutto.
“Ho detto che non c'è tempo.” e mi chino maggiormente piergandomi sui gomiti.
Lorenzo lo prende come il via libera e si inginocchia cercando di umidificare un po’ l'ano con la lingua.
“Dai, sfondamelo, che poi saremo impegnati per un bel po'”
“Ma io ci tengo” sussurra mentre lo spinge dentro pian piano.
In macchina ci aspetta Vanessa che io ancora non ho conosciuto per accompagnarci all'Oasi.
Mentre lei guida io resto con la mano sul pacco di Lorenzo mentre lui mi presenta alla sorella.
“Vorrei vedervi scopare. Anzi quasi quasi vorrei farlo insieme a voi, tua sorella mi stuzzica appetiti lesbici che in genere non ho.” commento.
“Non dirlo di nuovo perchè ti prendo sul serio.”
"Ok ma non ora, non c'è tempo!"
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