Visualizzazione post con etichetta Amici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amici. Mostra tutti i post
sabato 9 febbraio 2019
martedì 22 maggio 2018
Il porno secondo me...
Il porno secondo me...
(in foto: Jill Kelly, Naughty Nurse, Suze.net)
Gli amici di Rocco e Beatrice erano davvero strani. Ma io avevo capito subito cosa cercavano. Cercavano emozioni forti. Ma io invece cercavo soltanto aspiranti attori per il mio prossimo film. Quello era il mio lavoro. La mia passione. Ma soprattutto il mio lavoro. Per chi segue questo blog da sempre saprà bene che ormai da tempo mi ero dedicato a questo tipo di attività. E i film che realizzavo venivano poi venduti da una piattaforma online a cui bisognava iscriversi. Ormai il porno funzionava così.
Il mercato delle videocassette e dei DVD era andato un po’ scemando, l’industria del porno, che sicuramente non era stupida, aveva pensato bene di adeguarsi all’andazzo generale. Negli anni Ottanta, quando Internet ancora non era utilizzato in larga scala, ma solo dall’intelligence americana, il mercato degli home video era rigoglioso e florido. Le pornostar erano delle dive olimpiche che vivevano in ville faraoniche; è il caso di Jill Kelly, Charisma, Tori Welles e Asia Carrera. Attrici che avevano fatto la storia dell’industria pornografica. Poi ad un certo punto era arrivata questa brutta bestia: Internet.
Per carità, Internet ha messo in collegamento migliaia di pensieri, concetti democratici, ideologie. Internet è un elemento fondamentale del nostro secolo, ma allo stesso tempo si è dimostrato un grande ostacolo per il mondo del porno. Eh sì, perché con i siti di file sharing e streaming, la gente ha cominciato a fare a meno degli home video e poi dei DVD che, parliamoci chiaro, erano molto più complicati da nascondere. Invece un file MP4 o AVI è più semplice da tenere lontano dalla portata delle mogli, che potrebbero pensar male di noi. E allora le pornodive hanno cominciato a guadagnare di meno.
E così, l’industria del porno, si è rimboccata le maniche e ha messo su un nuovo sistema per fare soldi. Cosa è successo? Gli home video continuavano a circolare, per un ristretto pubblico di collezionisti insaziabili. Ma allo stesso tempo, sono nati dei siti Internet in cui, inserendo le coordinate del proprio conto corrente bancario, era possibile scaricare i video direttamente dalla fonte, dalla casa produttrice, per intenderci. E qui entravo in gioco io. Per questo motivo avevo affittato un appartamento al centro dove fare i casting e quindi cercare aspiranti attori e attrici per i miei film, che poi appunto sarebbero finiti in rete.
Il porno è sempre stata una delle cose più importanti della mia vita. Prima vi avrei detto che la cosa più importante era la musica. Andavo a cercarmi le band più sconosciute degli anni Settanta in poi, e quindi mi piaceva scoprire quali collaborazioni aveva realizzato quel tale sassofonista o quel batterista che tanto picchiava e che per questo meritava di essere ascoltato e seguito.
Poi questa passione, un bel giorno, è scemata. E la musica è diventata un qualcosa di secondario. Prima, quando sentivo un power chord dei Rammstein, avevo i brividi e chiudevo gli occhi, come se stessi assaporando un piatto dal sapore molto intenso.
Ora invece mi lascia indifferente. Quello che non mi lascia indifferente è il porno. Ma mi rendo conto che, anche con il porno, utilizzo lo stesso metodo di selezione che utilizzavo con la musica.
Mi spiego meglio; non ascoltavo tutta la musica, ma solo quella che ritenevo piacevole. E non l’ascoltavo solo come semplice intrattenimento. Piuttosto la contemplavo e ne traevo piacere, ove lo ritenessi opportuno. Proprio come si fa con l’arte, coi quadri dei grandi maestri del Rinascimento, i grandi maestri del Barocco e della Pop Art. Ecco, allo stesso modo seleziono il porno e lo contemplo.
La cosa che mi fa stare sveglio è la seguente: la Brazzers avrà pubblicato qualcosa di nuovo? Brazzers, secondo me non si batte. Ritengo che la qualità dei loro film sia incomparabile. La Brazzers.com è una casa di produzione di video hard. La numero uno.
Poi c’è BangBros.com, che però non è all’altezza di essere messa a confronto con la precedente da me citata. Innanzitutto la qualità dei loro video è scadente, e le riprese non mettono adeguatamente in risalto la bellezza del rapporto sessuale. Ovviamente tranne rare eccezioni. Costumisti e truccatori poi credo siano del tutto assenti, e ove lì ci sono, del tutto incompetenti.
Ma d’altronde, il sito BangBros.com, aspira chiaramente ad una visione più amatoriale del genere. Non è così invece per Brazzers.com, dove spesso le riprese seguono una precisa storia, con chiari riferimenti al mondo del cinema classico; è il caso di The Serxorcist con una Sophie Dee davvero molto in forma.
Vogliamo parlare di SensationalVideo.com? Ebbene, è un sito Internet tutto dedicato alle misure larghe. Donne abbondanti, per non dire ciccione, che si arrabattano su letti matrimoniali o in idilliaci giardini, insieme a partner molto ben dotati. Ebbene, la SensationalVideo.com, ha l’onore di avere nel suo elenco di star donne angeliche come Charlie Cooper, Angelina Castro, Adriana Avalon e Scarlett Rouge (solo per citarne alcune, ma la lista sarebbe molto lunga).
Bisogna dire che, rispetto a Brazzers.com, qui ci troviamo di fronte a delle pornodive sicuramente più vicine alla vita reale; con quel filo di cellulite che ti fa pensare che, quella lì che sta avendo un orgasmo insieme a quel mandingo, potrebbe essere tua moglie. Sì, perché sono donne semplici, belle ma semplici. Le classiche donne della porta accanto. Ciccionissime, è vero, ma belle. Io ce l’ho a morte con quei maschi che pensano che la cellulite sia la morte dell’erotismo. Ma chi l’ha detto? Andate al diavolo, della vita non capite un cazzo.
Ma ritorniamo al casting. In genere io facevo così: facevo delle domande e mi rendevo subito conto che tipo di persone avevo davanti. E come vi dicevo all’inizio, ebbi una pessima impressione di Anna e Marzio. Erano lì soltanto per divertimento, per provare un emozione nuova. A Beatrice invece non feci alcuna domanda. Già la conoscevo abbastanza bene. E se era lì era soltanto perché gliel’aveva chiesto la sua amica Anna. Non credo che sarei riuscito a fare grandi cose, né con Anna né con Beatrice.
Come ben sapete (o almeno quelli che seguono il blog da molto tempo) avevo cominciato questa attività insieme a Moana. Ebbene, lei si era dimostrata una vera professionista in questo. Il film che ne era venuto fuori era stato molto apprezzato, ma se non avessi trovato un’attrice che era al suo stesso livello difficilmente sarei riuscito a ricavare qualcosa di concreto. Per Moana fare l’amore, anche di fronte ad una videocamera, era un qualcosa di incredibilmente naturale. Moana era il porno. Difficilmente sarei riuscito a fare un video hard di alta qualità senza il suo aiuto.
Berni.
Il mercato delle videocassette e dei DVD era andato un po’ scemando, l’industria del porno, che sicuramente non era stupida, aveva pensato bene di adeguarsi all’andazzo generale. Negli anni Ottanta, quando Internet ancora non era utilizzato in larga scala, ma solo dall’intelligence americana, il mercato degli home video era rigoglioso e florido. Le pornostar erano delle dive olimpiche che vivevano in ville faraoniche; è il caso di Jill Kelly, Charisma, Tori Welles e Asia Carrera. Attrici che avevano fatto la storia dell’industria pornografica. Poi ad un certo punto era arrivata questa brutta bestia: Internet.
Per carità, Internet ha messo in collegamento migliaia di pensieri, concetti democratici, ideologie. Internet è un elemento fondamentale del nostro secolo, ma allo stesso tempo si è dimostrato un grande ostacolo per il mondo del porno. Eh sì, perché con i siti di file sharing e streaming, la gente ha cominciato a fare a meno degli home video e poi dei DVD che, parliamoci chiaro, erano molto più complicati da nascondere. Invece un file MP4 o AVI è più semplice da tenere lontano dalla portata delle mogli, che potrebbero pensar male di noi. E allora le pornodive hanno cominciato a guadagnare di meno.
E così, l’industria del porno, si è rimboccata le maniche e ha messo su un nuovo sistema per fare soldi. Cosa è successo? Gli home video continuavano a circolare, per un ristretto pubblico di collezionisti insaziabili. Ma allo stesso tempo, sono nati dei siti Internet in cui, inserendo le coordinate del proprio conto corrente bancario, era possibile scaricare i video direttamente dalla fonte, dalla casa produttrice, per intenderci. E qui entravo in gioco io. Per questo motivo avevo affittato un appartamento al centro dove fare i casting e quindi cercare aspiranti attori e attrici per i miei film, che poi appunto sarebbero finiti in rete.
Il porno è sempre stata una delle cose più importanti della mia vita. Prima vi avrei detto che la cosa più importante era la musica. Andavo a cercarmi le band più sconosciute degli anni Settanta in poi, e quindi mi piaceva scoprire quali collaborazioni aveva realizzato quel tale sassofonista o quel batterista che tanto picchiava e che per questo meritava di essere ascoltato e seguito.
Poi questa passione, un bel giorno, è scemata. E la musica è diventata un qualcosa di secondario. Prima, quando sentivo un power chord dei Rammstein, avevo i brividi e chiudevo gli occhi, come se stessi assaporando un piatto dal sapore molto intenso.
Ora invece mi lascia indifferente. Quello che non mi lascia indifferente è il porno. Ma mi rendo conto che, anche con il porno, utilizzo lo stesso metodo di selezione che utilizzavo con la musica.
Mi spiego meglio; non ascoltavo tutta la musica, ma solo quella che ritenevo piacevole. E non l’ascoltavo solo come semplice intrattenimento. Piuttosto la contemplavo e ne traevo piacere, ove lo ritenessi opportuno. Proprio come si fa con l’arte, coi quadri dei grandi maestri del Rinascimento, i grandi maestri del Barocco e della Pop Art. Ecco, allo stesso modo seleziono il porno e lo contemplo.
La cosa che mi fa stare sveglio è la seguente: la Brazzers avrà pubblicato qualcosa di nuovo? Brazzers, secondo me non si batte. Ritengo che la qualità dei loro film sia incomparabile. La Brazzers.com è una casa di produzione di video hard. La numero uno.
Poi c’è BangBros.com, che però non è all’altezza di essere messa a confronto con la precedente da me citata. Innanzitutto la qualità dei loro video è scadente, e le riprese non mettono adeguatamente in risalto la bellezza del rapporto sessuale. Ovviamente tranne rare eccezioni. Costumisti e truccatori poi credo siano del tutto assenti, e ove lì ci sono, del tutto incompetenti.
Ma d’altronde, il sito BangBros.com, aspira chiaramente ad una visione più amatoriale del genere. Non è così invece per Brazzers.com, dove spesso le riprese seguono una precisa storia, con chiari riferimenti al mondo del cinema classico; è il caso di The Serxorcist con una Sophie Dee davvero molto in forma.
Vogliamo parlare di SensationalVideo.com? Ebbene, è un sito Internet tutto dedicato alle misure larghe. Donne abbondanti, per non dire ciccione, che si arrabattano su letti matrimoniali o in idilliaci giardini, insieme a partner molto ben dotati. Ebbene, la SensationalVideo.com, ha l’onore di avere nel suo elenco di star donne angeliche come Charlie Cooper, Angelina Castro, Adriana Avalon e Scarlett Rouge (solo per citarne alcune, ma la lista sarebbe molto lunga).
Bisogna dire che, rispetto a Brazzers.com, qui ci troviamo di fronte a delle pornodive sicuramente più vicine alla vita reale; con quel filo di cellulite che ti fa pensare che, quella lì che sta avendo un orgasmo insieme a quel mandingo, potrebbe essere tua moglie. Sì, perché sono donne semplici, belle ma semplici. Le classiche donne della porta accanto. Ciccionissime, è vero, ma belle. Io ce l’ho a morte con quei maschi che pensano che la cellulite sia la morte dell’erotismo. Ma chi l’ha detto? Andate al diavolo, della vita non capite un cazzo.
Ma ritorniamo al casting. In genere io facevo così: facevo delle domande e mi rendevo subito conto che tipo di persone avevo davanti. E come vi dicevo all’inizio, ebbi una pessima impressione di Anna e Marzio. Erano lì soltanto per divertimento, per provare un emozione nuova. A Beatrice invece non feci alcuna domanda. Già la conoscevo abbastanza bene. E se era lì era soltanto perché gliel’aveva chiesto la sua amica Anna. Non credo che sarei riuscito a fare grandi cose, né con Anna né con Beatrice.
Come ben sapete (o almeno quelli che seguono il blog da molto tempo) avevo cominciato questa attività insieme a Moana. Ebbene, lei si era dimostrata una vera professionista in questo. Il film che ne era venuto fuori era stato molto apprezzato, ma se non avessi trovato un’attrice che era al suo stesso livello difficilmente sarei riuscito a ricavare qualcosa di concreto. Per Moana fare l’amore, anche di fronte ad una videocamera, era un qualcosa di incredibilmente naturale. Moana era il porno. Difficilmente sarei riuscito a fare un video hard di alta qualità senza il suo aiuto.
Berni.
sabato 19 maggio 2018
giovedì 17 maggio 2018
La storia di Anna e Marzio.
Questo riepilogo non è disponibile.
Fai clic qui per visualizzare il post.
sabato 5 maggio 2018
domenica 1 aprile 2018
L'uomo che stavo aspettando.
Seguito del racconto "Breve storie sull'uomo che si stava facendo mia figlia" pubblicato Venerdì 30 Marzo.
(in foto: Abella Danger, Big Butt Teen Ass Fucked To Pay BF Debt, Tushy.com)
La maggior parte delle cabine erano chiuse con un lucchetto, però per fortuna ne trovammo una che era aperta. E quindi ci infilammo dentro e qui finalmente Nello si tolse il costume, e io finalmente ebbi l’occasione di poterlo vedere completamente nudo. Ma lui era molto teso, e quindi non prendeva alcuna iniziativa, quindi toccò a me fare il primo passo, e allora cominciai con un po' di petting e gli circondai il collo con le braccia e iniziai a baciarlo.
Il suo cazzo duro premeva contro il mio inguine, sentivo il suo frenulo strofinarsi contro la mia patatina depilata alla brasiliana. E mentre lo baciavo con la mano glielo afferrai con decisione e iniziai a masturbarlo delicatamente. Ci volle un po' ma alla fine Nello iniziò a scaldarsi e iniziò a toccarmi anche lui, principalmente il culo, me lo palpava energicamente e ogni tanto mi sculacciava, e il suono del palmo delle sue mani che si infrangeva contro le mie natiche risuonava prepotentemente contro le pareti della cabina. Poi iniziò a toccarmi anche davanti, ma a quel punto decisi di mettere le cose in chiaro.
“Forse è meglio che ti dica subito che puoi toccarla e leccarla quanto ti pare, ma per quanto riguarda la penetrazione è fuori discussione. Dovrai accontentarti soltanto del mio orifizio anale”.
“Sì tranquilla, lo so” mi rispose. “Lo sanno tutti che tu dai solo la bocca e il culo. Ma posso chiederti il motivo? Ovviamente hai tutto il diritto di non rispondermi, se vuoi”.
“E perché non dovrei risponderti? Te lo dico volentieri il perché. Ho deciso che darò la figa soltanto quando incontrerò l’uomo giusto”.
“E se l’uomo giusto fossi io?” mi chiese.
“Nello, non te la prendere, ma io non credo che tu sia l’uomo giusto. Sei molto dolce, molto carino, e hai un cazzo fantastico, ma non credo che tu sia l’uomo che sto aspettando”.
“E come fai a saperlo?”.
“È una cosa che sento dentro. Una specie di sensazione. Non ti so spiegare con esattezza di cosa si tratta, ma sento che è così. Non sei tu l’uomo che sto aspettando”.
“Ok, non insisto” disse, e mi diede un altro sganassone sul sedere. “Mi accontenterò di questo”.
Dopo essersi messo l’anima in pace mi chiese come preferivo farlo, e allora io gli comandai di stendersi per terra, con la schiena contro le tavole di legno, e io gli montai sopra prendendogli il cazzo duro dalla base e infilandomelo nel buco del culo. Quando fu tutto dentro iniziai a cavalcarlo, tenendomi con le mani sul suo petto, e lui teneva le sue sui miei fianchi, e con gli occhi non faceva che guardarmi le tette che nel movimento che stavo facendo cozzavano una contro l’altra in modo convulsivo. Mi piacque molto fare l’amore con Nello, perché a differenza di molti altri ragazzi con cui l’avevo fatto, lui era molto dolce, e soprattutto non aveva strane idee per la testa. E questo certamente era un punto a suo favore. Di solito mi chiedevano di fare certe porcate che nemmeno potete immaginarvi. Invece Nello non mi chiese nulla. Si accontentò di ciò che gli stavo offrendo, e cioè il mio condotto anale. Non mi fece alcuna richiesta stramba. E poi prima di venire me lo disse, quindi lasciandomi la possibilità di decidere se farmi sborrare dentro oppure farlo uscire fuori prima che cominciasse a fiottare.
Trovai questo gesto molto dolce e allora gli accarezzai il viso amorevolmente e gli dissi che poteva tranquillamente sborrarmi dentro. Così a quel punto vidi il viso di Nello assumere un’espressione di massimo piacere, e sentii il suo seme schizzarmi dentro in modo copioso. Dopo che ebbe finito lo feci uscire fuori e mi distesi accanto a lui. Eravamo entrambi sudati da far schifo e avevamo il fiatone che non riuscivamo neppure a parlare. Però lui la forza di dire qualcosa ce l’aveva. Mi disse una cosa che era meglio se non diceva.
“Sabri, credo di essermi innamorato di te”.
“Io credo di no invece” risposi divertita. E poi non ne volevo sentir parlare di uomini che si innamoravano di me. Ero fin troppo cotta di Giuliano, quindi tutti gli altri erano soltanto semplici scappatelle. Almeno così credevo, fino a quando conobbi Stefano. A quel punto trovai uno spazietto nel mio cuore anche per lui. Ma per Nello davvero non riuscii a trovare nemmeno un angolino.
“E invece ti dico di sì” continuò lui.
“Naaaa. Sai cos’è che ti fa dire queste cose? È il tuo appagamento sessuale. Ti ho fatto appena sborrare, quindi è normale che tu abbia l’impressione di esserti innamorato di me. Ma non è così. E poi non ti conviene di innamorarti di una come me. Ci soffriresti soltanto. Sono molto vacca e quando vedo un cazzo perdo la ragione, quindi ti tradirei continuamente con altri uomini. Tu meriti di meglio”.
“Tu sei il meglio”.
“Nello, te lo ripeto un’altra volta, dici così soltanto perché mi hai appena sborrato nel culo. Ma credimi, non è come dici tu. E poi pure se fosse come dici tu, e cioè che credi di esserti innamorato di me, il problema è che io invece sono innamorata di un altro”.
“Ah già” rispose lui in modo polemico, “Giuliano. Mi dici cosa ci trovi in lui? Non fa che trattarti come un oggetto. Non capisci che lui con te vuole soltanto divertirsi?”.
“Cosa ne sai tu di Giuliano?” gli chiesi stizzita.
“Ne so abbastanza. Lo sanno tutti che sei la sua schiavetta del sesso, e che praticamente gli permetti di fare col tuo corpo tutte le porcate che vuole”.
“Se glielo permetto è perché sono anche io a volerlo”.
“Sarà. Ma lascia che ti dica una cosa, e cioè che in questo modo stai perdendo la tua dignità”.
A quel punto mi misi in piedi e gli dissi di rimettersi il costume, perché era venuto il momento di ritornare dai nostri amici.
“Non ho voglia di essere rimproverata” dissi con un filo di voce mentre uscivamo dalla cabina. “E sono quasi pentita di averti appena dato il culo”.
Quindi ritornammo al punto in cui eravamo prima, ma ci tenni a mantenere una certa distanza da lui, per cui io ero più avanti e lui mi seguiva senza dire nulla. Ero così irritata da quello che mi aveva detto che quasi mi sarei messa a piangere. Però a distanza di anni iniziai a pensare che Nello non aveva poi sbagliato a dire quelle cose. Aveva ragione nel dire che con Giuliano stavo perdendo la mia dignità. Però in quel momento non lo capivo, perché ero troppo accecata dall’amore.
Sabrina.
Il suo cazzo duro premeva contro il mio inguine, sentivo il suo frenulo strofinarsi contro la mia patatina depilata alla brasiliana. E mentre lo baciavo con la mano glielo afferrai con decisione e iniziai a masturbarlo delicatamente. Ci volle un po' ma alla fine Nello iniziò a scaldarsi e iniziò a toccarmi anche lui, principalmente il culo, me lo palpava energicamente e ogni tanto mi sculacciava, e il suono del palmo delle sue mani che si infrangeva contro le mie natiche risuonava prepotentemente contro le pareti della cabina. Poi iniziò a toccarmi anche davanti, ma a quel punto decisi di mettere le cose in chiaro.
“Forse è meglio che ti dica subito che puoi toccarla e leccarla quanto ti pare, ma per quanto riguarda la penetrazione è fuori discussione. Dovrai accontentarti soltanto del mio orifizio anale”.
“Sì tranquilla, lo so” mi rispose. “Lo sanno tutti che tu dai solo la bocca e il culo. Ma posso chiederti il motivo? Ovviamente hai tutto il diritto di non rispondermi, se vuoi”.
“E perché non dovrei risponderti? Te lo dico volentieri il perché. Ho deciso che darò la figa soltanto quando incontrerò l’uomo giusto”.
“E se l’uomo giusto fossi io?” mi chiese.
“Nello, non te la prendere, ma io non credo che tu sia l’uomo giusto. Sei molto dolce, molto carino, e hai un cazzo fantastico, ma non credo che tu sia l’uomo che sto aspettando”.
“E come fai a saperlo?”.
“È una cosa che sento dentro. Una specie di sensazione. Non ti so spiegare con esattezza di cosa si tratta, ma sento che è così. Non sei tu l’uomo che sto aspettando”.
“Ok, non insisto” disse, e mi diede un altro sganassone sul sedere. “Mi accontenterò di questo”.
Dopo essersi messo l’anima in pace mi chiese come preferivo farlo, e allora io gli comandai di stendersi per terra, con la schiena contro le tavole di legno, e io gli montai sopra prendendogli il cazzo duro dalla base e infilandomelo nel buco del culo. Quando fu tutto dentro iniziai a cavalcarlo, tenendomi con le mani sul suo petto, e lui teneva le sue sui miei fianchi, e con gli occhi non faceva che guardarmi le tette che nel movimento che stavo facendo cozzavano una contro l’altra in modo convulsivo. Mi piacque molto fare l’amore con Nello, perché a differenza di molti altri ragazzi con cui l’avevo fatto, lui era molto dolce, e soprattutto non aveva strane idee per la testa. E questo certamente era un punto a suo favore. Di solito mi chiedevano di fare certe porcate che nemmeno potete immaginarvi. Invece Nello non mi chiese nulla. Si accontentò di ciò che gli stavo offrendo, e cioè il mio condotto anale. Non mi fece alcuna richiesta stramba. E poi prima di venire me lo disse, quindi lasciandomi la possibilità di decidere se farmi sborrare dentro oppure farlo uscire fuori prima che cominciasse a fiottare.
Trovai questo gesto molto dolce e allora gli accarezzai il viso amorevolmente e gli dissi che poteva tranquillamente sborrarmi dentro. Così a quel punto vidi il viso di Nello assumere un’espressione di massimo piacere, e sentii il suo seme schizzarmi dentro in modo copioso. Dopo che ebbe finito lo feci uscire fuori e mi distesi accanto a lui. Eravamo entrambi sudati da far schifo e avevamo il fiatone che non riuscivamo neppure a parlare. Però lui la forza di dire qualcosa ce l’aveva. Mi disse una cosa che era meglio se non diceva.
“Sabri, credo di essermi innamorato di te”.
“Io credo di no invece” risposi divertita. E poi non ne volevo sentir parlare di uomini che si innamoravano di me. Ero fin troppo cotta di Giuliano, quindi tutti gli altri erano soltanto semplici scappatelle. Almeno così credevo, fino a quando conobbi Stefano. A quel punto trovai uno spazietto nel mio cuore anche per lui. Ma per Nello davvero non riuscii a trovare nemmeno un angolino.
“E invece ti dico di sì” continuò lui.
“Naaaa. Sai cos’è che ti fa dire queste cose? È il tuo appagamento sessuale. Ti ho fatto appena sborrare, quindi è normale che tu abbia l’impressione di esserti innamorato di me. Ma non è così. E poi non ti conviene di innamorarti di una come me. Ci soffriresti soltanto. Sono molto vacca e quando vedo un cazzo perdo la ragione, quindi ti tradirei continuamente con altri uomini. Tu meriti di meglio”.
“Tu sei il meglio”.
“Nello, te lo ripeto un’altra volta, dici così soltanto perché mi hai appena sborrato nel culo. Ma credimi, non è come dici tu. E poi pure se fosse come dici tu, e cioè che credi di esserti innamorato di me, il problema è che io invece sono innamorata di un altro”.
“Ah già” rispose lui in modo polemico, “Giuliano. Mi dici cosa ci trovi in lui? Non fa che trattarti come un oggetto. Non capisci che lui con te vuole soltanto divertirsi?”.
“Cosa ne sai tu di Giuliano?” gli chiesi stizzita.
“Ne so abbastanza. Lo sanno tutti che sei la sua schiavetta del sesso, e che praticamente gli permetti di fare col tuo corpo tutte le porcate che vuole”.
“Se glielo permetto è perché sono anche io a volerlo”.
“Sarà. Ma lascia che ti dica una cosa, e cioè che in questo modo stai perdendo la tua dignità”.
A quel punto mi misi in piedi e gli dissi di rimettersi il costume, perché era venuto il momento di ritornare dai nostri amici.
“Non ho voglia di essere rimproverata” dissi con un filo di voce mentre uscivamo dalla cabina. “E sono quasi pentita di averti appena dato il culo”.
Quindi ritornammo al punto in cui eravamo prima, ma ci tenni a mantenere una certa distanza da lui, per cui io ero più avanti e lui mi seguiva senza dire nulla. Ero così irritata da quello che mi aveva detto che quasi mi sarei messa a piangere. Però a distanza di anni iniziai a pensare che Nello non aveva poi sbagliato a dire quelle cose. Aveva ragione nel dire che con Giuliano stavo perdendo la mia dignità. Però in quel momento non lo capivo, perché ero troppo accecata dall’amore.
Sabrina.
venerdì 30 marzo 2018
Breve storia sull'uomo...
Questo riepilogo non è disponibile.
Fai clic qui per visualizzare il post.
lunedì 12 febbraio 2018
martedì 23 gennaio 2018
venerdì 5 gennaio 2018
mercoledì 3 gennaio 2018
La puttana ufficiale della comitiva.
(in foto: Alex Chance, AlexChanceXXX.com)
Prima di quella famosa pasquetta in campagna già avevo sentito parlare della mitica Sabrina Bocca e Culo. Dico “mitica” perché era un mito per noi maschietti. L’unica che si offriva a chiunque in modo indiscriminato; bastava farsi avanti e lei faceva per te cose che avresti visto soltanto in un film porno. Cose che avrebbero fatto inorridire la maggior parte delle sue coetanee. Quindi, come dicevo, già avevo sentito molte storie porchissime sul suo conto, ma in quell’occasione (appunto la festicciola in campagna) ebbi modo di vederla e di constatare che quello che dicevano era vero: Sabrina era davvero una gran troia. Ricordo per esempio che ogni tanto qualcuno le dava una bella pacca sul sedere, e lei ogni volta faceva finta di arrabbiarsi, ma si vedeva chiaramente che le piaceva un casino.
Alla festa c’era anche quello che poi sarebbe diventato suo marito, il quale come me se ne rimase in disparte. Non erano ancora neppure fidanzati, eppure lui era molto infastidito da come i maschietti trattavano la sua futura moglie. Quasi come se in qualche modo sapesse che un giorno Sabri sarebbe stata la donna che avrebbe portato all’altare, e proprio per questo motivo il fatto che tutti i maschietti le ronzavano intorno palpandola e sculacciandola continuamente lo faceva stare d’umore nero. Probabilmente lui era l’unico maschio con il buon senso di vedere Sabrina per quello che era, e cioè una ragazza bisognosa d’amore. Io e gli altri probabilmente, accecati dai bollori giovanili, in lei non riuscivamo a vedere altro che una puttana. Sì, anche io sono colpevole di questo, anche se me ne ero rimasto a distanza, ma lo avevo fatto con lo spirito voyeuristico che alimenta i guardoni che vanno nei parcheggi a spiare le coppiette che fanno l’amore. Io guardavo ma non toccavo, ma guardavo con eccitazione, con malizia, senza alcun rispetto, come se Sabrina fosse una bambolina del sesso creata appositamente per far godere gli uomini. Lo so che questo è sbagliato, ma era proprio così che lei appariva ai miei occhi.
Discorso diverso invece per quello che poi sarebbe diventato suo marito, che invece la guardava con gli occhi dell’amore, in quel momento carichi di insofferenza e rabbia per il modo in cui gli altri stavano trattando la sua futura moglie. Lui non la vedeva come una bambolina del sesso come invece facevamo noi, e per questo motivo credo che Sabrina abbia preso la decisione giusta di diventare sua moglie. In fin dei conti lui era l’unico tra tutti noi a meritarsi una donna così speciale.
La seconda volta che vidi Sabrina Bocca e Culo fu la settimana successiva; ricordo che ero in centro con gli amici nel nostro solito luogo di ritrovo, un bar che si chiamava Jazz Cafè, un posto tristissimo se ci ripenso, eppure era il “nostro” bar, il luogo in cui ci riunivamo. Ebbene, quel giorno mi dissero che era il compleanno di un certo Pier Vittorio, un nostro coetaneo che conoscevo appena. Non era esattamente un membro della nostra comitiva, piuttosto era uno che saltuariamente si aggregava a noi. Mi dissero che avevano preparato per lui una sorpresa davvero speciale.
“Oggi lo facciamo diventare un uomo” mi dissero.
“Che vuol dire?” chiesi.
“Giuliano ha chiesto a Sabrina Bocca e Culo di sverginarlo”.
A questo punto è meglio che faccia delle precisazioni: Pier Vittorio era un verginello di quelli che ce l’avevano scritto in faccia. In fin dei conti molti di noi lo erano, anche io lo ero, ma di Pier Vittorio lo sapevano tutti, e questa cosa lo aveva reso un po' una macchietta. Invece Giuliano era il playboy del gruppo, e con Sabrina aveva un rapporto speciale: lei era la sua amante fissa. Dico “amante” perché Giuliano aveva una fidanzata ufficiale di nome Manuela. Ma erano più le volte che andava a letto con Sabrina che con lei. Pare che Sabrina avesse perso la verginità anale proprio con Giuliano. Ho sempre avuto l’impressione che lei fosse innamorata persa di Giuliano, ma che lui la usava solo come un buco da riempire. Con lei riusciva a fare tutte le cose che la sua fidanzata non gli permetteva di fare. E lei in questo lo accontentava su tutto, perché era come se in presenza di Giuliano perdesse completamente qualsiasi freno inibitorio (ammesso che ne abbia mai avuti di freni inibitori).
L’episodio di cui vi sto parlando vi è stato già raccontato in un post della figlia di Sabrina, Moana, la quale ha avuto modo di conoscere Pier Vittorio e diventarne una specie di “amica intima”. Ecco a voi il link:
Alla festa c’era anche quello che poi sarebbe diventato suo marito, il quale come me se ne rimase in disparte. Non erano ancora neppure fidanzati, eppure lui era molto infastidito da come i maschietti trattavano la sua futura moglie. Quasi come se in qualche modo sapesse che un giorno Sabri sarebbe stata la donna che avrebbe portato all’altare, e proprio per questo motivo il fatto che tutti i maschietti le ronzavano intorno palpandola e sculacciandola continuamente lo faceva stare d’umore nero. Probabilmente lui era l’unico maschio con il buon senso di vedere Sabrina per quello che era, e cioè una ragazza bisognosa d’amore. Io e gli altri probabilmente, accecati dai bollori giovanili, in lei non riuscivamo a vedere altro che una puttana. Sì, anche io sono colpevole di questo, anche se me ne ero rimasto a distanza, ma lo avevo fatto con lo spirito voyeuristico che alimenta i guardoni che vanno nei parcheggi a spiare le coppiette che fanno l’amore. Io guardavo ma non toccavo, ma guardavo con eccitazione, con malizia, senza alcun rispetto, come se Sabrina fosse una bambolina del sesso creata appositamente per far godere gli uomini. Lo so che questo è sbagliato, ma era proprio così che lei appariva ai miei occhi.
Discorso diverso invece per quello che poi sarebbe diventato suo marito, che invece la guardava con gli occhi dell’amore, in quel momento carichi di insofferenza e rabbia per il modo in cui gli altri stavano trattando la sua futura moglie. Lui non la vedeva come una bambolina del sesso come invece facevamo noi, e per questo motivo credo che Sabrina abbia preso la decisione giusta di diventare sua moglie. In fin dei conti lui era l’unico tra tutti noi a meritarsi una donna così speciale.
La seconda volta che vidi Sabrina Bocca e Culo fu la settimana successiva; ricordo che ero in centro con gli amici nel nostro solito luogo di ritrovo, un bar che si chiamava Jazz Cafè, un posto tristissimo se ci ripenso, eppure era il “nostro” bar, il luogo in cui ci riunivamo. Ebbene, quel giorno mi dissero che era il compleanno di un certo Pier Vittorio, un nostro coetaneo che conoscevo appena. Non era esattamente un membro della nostra comitiva, piuttosto era uno che saltuariamente si aggregava a noi. Mi dissero che avevano preparato per lui una sorpresa davvero speciale.
“Oggi lo facciamo diventare un uomo” mi dissero.
“Che vuol dire?” chiesi.
“Giuliano ha chiesto a Sabrina Bocca e Culo di sverginarlo”.
A questo punto è meglio che faccia delle precisazioni: Pier Vittorio era un verginello di quelli che ce l’avevano scritto in faccia. In fin dei conti molti di noi lo erano, anche io lo ero, ma di Pier Vittorio lo sapevano tutti, e questa cosa lo aveva reso un po' una macchietta. Invece Giuliano era il playboy del gruppo, e con Sabrina aveva un rapporto speciale: lei era la sua amante fissa. Dico “amante” perché Giuliano aveva una fidanzata ufficiale di nome Manuela. Ma erano più le volte che andava a letto con Sabrina che con lei. Pare che Sabrina avesse perso la verginità anale proprio con Giuliano. Ho sempre avuto l’impressione che lei fosse innamorata persa di Giuliano, ma che lui la usava solo come un buco da riempire. Con lei riusciva a fare tutte le cose che la sua fidanzata non gli permetteva di fare. E lei in questo lo accontentava su tutto, perché era come se in presenza di Giuliano perdesse completamente qualsiasi freno inibitorio (ammesso che ne abbia mai avuti di freni inibitori).
L’episodio di cui vi sto parlando vi è stato già raccontato in un post della figlia di Sabrina, Moana, la quale ha avuto modo di conoscere Pier Vittorio e diventarne una specie di “amica intima”. Ecco a voi il link:
Ricordo che l’appuntamento con Giuliano (e quindi con Sabrina) era sotto casa di Pier Vittorio. Lei era vestita come suo solito in modo porchissimo; aveva un abito rosso oscenamente corto che le metteva a nudo le sue spettacolari cosce nella sua interezza, e che a stento riusciva a nascondergli il culo, quel culo tanto ambito e da molti maschietti molto apprezzato per la sua particolare disponibilità nell’accoglierli. Il vestito aveva inoltre una generosissima scollatura da cui le sue tette non facevano che scivolare continuamente fuori, e lei ogni tanto le infilava di nuovo dentro (ma inutilmente, perché dopo cinque minuti uscivano di nuovo). Quando la vidi mi venne un tremore eccezionale, quasi come se avessi i sintomi influenzali; Sabrina era uno spettacolo della natura, e io di fronte a lei diventavo di pietra, incapace di fare qualsiasi cosa. Tutti i miei amici invece sembravano a proprio agio con lei, e la palpeggiavano e la stuzzicavano nei punti più proibiti, e lei se lo lasciava fare, come se da quell’orgia di mani sul suo corpo ne traesse piacere e divertimento. Eppure, mi chiedevo, come mai Giuliano lasciava che i suoi amici facessero di Sabri quello che volevano? Ovviamente perché per lui Sabrina non contava nulla, era solo un giocattolo con cui sollazzarsi, un giocattolo da condividere con i suoi amici. Probabilmente se avessero fatto la stessa cosa con la sua fidanzata, Manuela, allora Giuliano avrebbe spaccato la faccia a tutti. Con Sabrina era differente. Sabrina era la puttana ufficiale della comitiva.
Anonimo.
mercoledì 20 dicembre 2017
L'eroe del sesso.
Io e Cinzia, dopo aver consultato Giuliano, decidemmo di andare a fare visita a Slotty, che a quanto pare era in possesso della videocassetta. Soltanto che era mezzogiorno e probabilmente non era neppure in casa. Di solito a quell’ora le persone sono a lavoro. Ma essendo in zona tanto valeva provarci. E come volevasi dimostrare ci venne ad aprire la porta la sua domestica; la donna non ci fece entrare, ma ebbi modo comunque di dare un’occhiata dentro e mi resi conto che Slotty se la passava piuttosto bene. D’altronde era pur sempre un produttore vinicolo, e i suoi affari andavano alla grande. La domestica ci informò che Slotty (ovviamente non lo chiamò così, lo chiamò col suo vero nome) era a lavoro e che probabilmente sarebbe rientrato dopo pranzo. Quindi a quel punto a me e a Cinzia non rimaneva che andarcene a pranzo, e poi magari ritornare nel pomeriggio.
Ce ne andammo a mangiare in una trattoria tipica. C’era un televisore acceso che stava trasmettendo il telegiornale: la notizia del giorno era che il governo aveva varato una nuova legge con la quale prometteva di erogare mille euro alle famiglie che avrebbero accolto un rifugiato politico in casa propria, e duemila euro nel caso in cui al rifugiato fosse concesso di andare a letto con la moglie della coppia, e tremila euro invece in cambio del talamo della figlia (ammesso che quest’ultima abbia compiuto la maggiore età). Nel caso in cui il nucleo familiare fosse composto da più di sei donne allora lì sarebbe scattato il bonus “harem”, e allora si parlava di cifre davvero considerevoli. In collegamento con lo studio televisivo c’era il ministro dell’economia che interrogato sulla questione diede la sua opinione in merito alla questione: “con questa legge il governo vuole finalmente dare una risposta concreta al problema della crisi economica delle famiglie”.
“Un vero affare” disse Cinzia.
“Già” risposi divertita. “Si potrebbero tirare su dei bei soldi”.
“Infatti. Com’è che nessuno ci ha pensato prima?”.
L’altra notizia del giorno era che quella sera sulla rete nazionale sarebbe stata trasmessa la prima puntata di Susburra, una nuova fiction finanziata coi soldi pubblici che affrontava il tema della criminalità organizzata vista da una prospettiva amorosa; anche i criminali hanno un cuore, questo era il senso della fiction, e quindi storie di epiche sburrate si mescolavano agli affari legati alla droga e al traffico di armi. Nel trailer si vedeva un criminale grasso come uno scaldabagno che si zompava una tizia più cicciona di lui, e si sentiva lui che diceva: “te piace ‘o cazz, è?”.
“Certo che gli autori di fiction sono proprio a corto di idee” dissi.
“Sì. Io la tivù non la guardo più da un pezzo” rispose Cinzia.
E infine il telegiornale diede una notizia di carattere culturale-letterario. Era appena uscito un romanzo che era diventato già un best seller, scritto da un tizio che a causa di un incidente gli erano state amputate gambe e braccia, e lui aveva scritto il romanzo in questione (già eletto capolavoro dell’anno) usando il suo cazzo in erezione, quindi pigiando sui tasti del suo portatile con la cappella turgida. Il libro si chiamava: “Scusa ma ti voglio montare”. La storia era una cagata pazzesca, però il fatto che fosse stata scritta con il cazzo aveva attirato migliaia di persone nelle librerie, obbligando la casa editrice a realizzare una seconda ristampa, e probabilmente ne sarebbero seguite altre.
“Secondo te come li firma gli autografi?” mi chiese Cinzia.
“Non voglio neppure pensarci”.
Dopo pranzo ci avviammo nuovamente verso casa di Slotty. Era appena rientrato dal lavoro, e quando mi vide rimase imbambolato a fissarmi, senza sapere con precisione cosa fare. Non era cambiato di molto, era sempre brutto e buffo, ma ben piazzato, con un corpo da lottatore, però adesso non era più un diciottenne vestito in modo trasandato; adesso era un importante produttore di vini, quindi sembrava più curato e più autorevole. Aveva nonostante tutto un certo fascino. Ci fece entrare facendoci strada verso il soggiorno. Mi accorsi che la nostra presenza lo turbava molto, quasi come se fossimo per lui una minaccia. Mi domandavo del perché fosse così teso. Gli presentai Cinzia e dopo i soliti convenevoli gli dissi del perché eravamo lì, e cioè per la videocassetta.
“Ti ricordi quella gangbang che abbiamo fatto a casa di Giuliano?”.
“Certo, come potrei dimenticarla?” a quel punto Slotty diventò rosso che quasi sembrava che stava per venirgli un attacco cardiaco. Era evidente che gli dava fastidio parlarne, e forse era per questo che era teso fin da quando eravamo entrate in casa sua, perché in qualche modo sapeva che avremmo finito col parlare di quella gangbang.
“Rilassati” gli dissi divertita. “Non è mica un interrogatorio della polizia. Ti ricordi che abbiamo ripreso tutta la scena con una videocamera? Ebbene, Giuliano mi ha detto che ce l’hai tu la videocassetta. È vero?”.
“No, mi dispiace” rispose. “Non so per la verità che fine abbia fatto”.
“Balle” disse Cinzia in modo brusco. “Lo sai benissimo”.
“No, ve lo giuro. È successo che il giorno dopo la gangbang ho portato con me la videocassetta a scuola e...”.
“Non volevi mica farla girare tra i tuoi amici?” domandai con tono minaccioso.
“No, ma che dici?” Slotty era all’angolo, e io e Cinzia avevamo assunto l’aspetto di due gatte che giocano con un topolino indifeso. “L’avevo portata con me soltanto per pavoneggiarmi un po' con i miei compagni di classe. Volevo sventolargli la videocassetta davanti agli occhi e dirgli che avevo fatto una gangbang con la mitica Sabrina Bocca e Culo. Questo mi avrebbe reso ai loro occhi un vero eroe del sesso”.
“Tutti uguali voi maschi” dissi. “Sempre pronti a cercare l’ammirazione degli altri a danno delle femmine. Tu saresti passato come un eroe del sesso, e io invece avrei fatto la figura della troia. Lasciamo stare, piuttosto vai avanti, dov’è quella videocassetta?”.
“Come vi dicevo, ho portato quella videocassetta a scuola. I miei amici erano in cortile e ho iniziato a sbandierare il nastro come un trofeo e gli ho spiegato di cosa si trattava. Poi a un certo punto è arrivato il preside. Lui odiava vederci bighellonare in cortile o nei corridoi, quindi ci ha fatto una bella pippa di mezz’ora. E quando si è accorto della videocassetta mi ha chiesto di cosa si trattava, e allora uno dei miei amici gli ha detto che era un video porno. E allora lui me lo ha sequestrato dicendomi che nella sua scuola non ammetteva quel genere di porcherie. Quella è stata l’ultima volta che ho visto quella videocassetta”.
“Quindi ci stai dicendo che quel nastro ce l’ha il preside della tua scuola?” chiese Cinzia.
Mi resi conto che quella discussione nata quasi in tono amichevole si era trasformata in una specie di processo. Misi una mano sul braccio di Cinzia e le dissi di mantenere la calma.
“Ammesso e non concesso che sia ancora vivo” rispose Slotty. “All’epoca dei fatti aveva una sessantina d’anni”.
“Alla grande” aggiunse Cinzia. “Quindi quella videocassetta potrebbe essere ovunque. Lo sai cosa mi fa veramente incazzare di questa storia? È che tu non hai avuto il minimo rispetto per quel nastro. Per te era soltanto un modo per dimostrare ai tuoi amici del cazzo che eri uno vero stallone da monta. Tu non ti rendevi conto che quella videocassetta avresti dovuto custodirla con cura, e non sbandierarla ai quattro venti, perché non era roba tua, era roba che apparteneva a Sabrina, era sua di diritto, e invece tu te la sei fatta sequestrare come un deficiente”.
“Calmati Cinzia” cercai di smorzare il suo incredibile attacco d’ira. “Ormai cosa possiamo farci? E poi non vedo il motivo di scaldarsi tanto”.
“Scusami Sabri, ma è che mettendomi nei tuoi panni questa cosa mi fa veramente imbestialire. Trovo insopportabile questa mancanza di rispetto che lui ha avuto nei tuoi confronti. Per lui l’importante era avertelo messo in culo, poi il resto non contava”.
Ma rimanere lì a fare polemiche era inutile. Ormai Slotty la videocassetta non ce l’aveva più. Così decidemmo di andarcene via.
Sabrina.
Ce ne andammo a mangiare in una trattoria tipica. C’era un televisore acceso che stava trasmettendo il telegiornale: la notizia del giorno era che il governo aveva varato una nuova legge con la quale prometteva di erogare mille euro alle famiglie che avrebbero accolto un rifugiato politico in casa propria, e duemila euro nel caso in cui al rifugiato fosse concesso di andare a letto con la moglie della coppia, e tremila euro invece in cambio del talamo della figlia (ammesso che quest’ultima abbia compiuto la maggiore età). Nel caso in cui il nucleo familiare fosse composto da più di sei donne allora lì sarebbe scattato il bonus “harem”, e allora si parlava di cifre davvero considerevoli. In collegamento con lo studio televisivo c’era il ministro dell’economia che interrogato sulla questione diede la sua opinione in merito alla questione: “con questa legge il governo vuole finalmente dare una risposta concreta al problema della crisi economica delle famiglie”.
“Un vero affare” disse Cinzia.
“Già” risposi divertita. “Si potrebbero tirare su dei bei soldi”.
“Infatti. Com’è che nessuno ci ha pensato prima?”.
L’altra notizia del giorno era che quella sera sulla rete nazionale sarebbe stata trasmessa la prima puntata di Susburra, una nuova fiction finanziata coi soldi pubblici che affrontava il tema della criminalità organizzata vista da una prospettiva amorosa; anche i criminali hanno un cuore, questo era il senso della fiction, e quindi storie di epiche sburrate si mescolavano agli affari legati alla droga e al traffico di armi. Nel trailer si vedeva un criminale grasso come uno scaldabagno che si zompava una tizia più cicciona di lui, e si sentiva lui che diceva: “te piace ‘o cazz, è?”.
“Certo che gli autori di fiction sono proprio a corto di idee” dissi.
“Sì. Io la tivù non la guardo più da un pezzo” rispose Cinzia.
E infine il telegiornale diede una notizia di carattere culturale-letterario. Era appena uscito un romanzo che era diventato già un best seller, scritto da un tizio che a causa di un incidente gli erano state amputate gambe e braccia, e lui aveva scritto il romanzo in questione (già eletto capolavoro dell’anno) usando il suo cazzo in erezione, quindi pigiando sui tasti del suo portatile con la cappella turgida. Il libro si chiamava: “Scusa ma ti voglio montare”. La storia era una cagata pazzesca, però il fatto che fosse stata scritta con il cazzo aveva attirato migliaia di persone nelle librerie, obbligando la casa editrice a realizzare una seconda ristampa, e probabilmente ne sarebbero seguite altre.
“Secondo te come li firma gli autografi?” mi chiese Cinzia.
“Non voglio neppure pensarci”.
Dopo pranzo ci avviammo nuovamente verso casa di Slotty. Era appena rientrato dal lavoro, e quando mi vide rimase imbambolato a fissarmi, senza sapere con precisione cosa fare. Non era cambiato di molto, era sempre brutto e buffo, ma ben piazzato, con un corpo da lottatore, però adesso non era più un diciottenne vestito in modo trasandato; adesso era un importante produttore di vini, quindi sembrava più curato e più autorevole. Aveva nonostante tutto un certo fascino. Ci fece entrare facendoci strada verso il soggiorno. Mi accorsi che la nostra presenza lo turbava molto, quasi come se fossimo per lui una minaccia. Mi domandavo del perché fosse così teso. Gli presentai Cinzia e dopo i soliti convenevoli gli dissi del perché eravamo lì, e cioè per la videocassetta.
“Ti ricordi quella gangbang che abbiamo fatto a casa di Giuliano?”.
“Certo, come potrei dimenticarla?” a quel punto Slotty diventò rosso che quasi sembrava che stava per venirgli un attacco cardiaco. Era evidente che gli dava fastidio parlarne, e forse era per questo che era teso fin da quando eravamo entrate in casa sua, perché in qualche modo sapeva che avremmo finito col parlare di quella gangbang.
“Rilassati” gli dissi divertita. “Non è mica un interrogatorio della polizia. Ti ricordi che abbiamo ripreso tutta la scena con una videocamera? Ebbene, Giuliano mi ha detto che ce l’hai tu la videocassetta. È vero?”.
“No, mi dispiace” rispose. “Non so per la verità che fine abbia fatto”.
“Balle” disse Cinzia in modo brusco. “Lo sai benissimo”.
“No, ve lo giuro. È successo che il giorno dopo la gangbang ho portato con me la videocassetta a scuola e...”.
“Non volevi mica farla girare tra i tuoi amici?” domandai con tono minaccioso.
“No, ma che dici?” Slotty era all’angolo, e io e Cinzia avevamo assunto l’aspetto di due gatte che giocano con un topolino indifeso. “L’avevo portata con me soltanto per pavoneggiarmi un po' con i miei compagni di classe. Volevo sventolargli la videocassetta davanti agli occhi e dirgli che avevo fatto una gangbang con la mitica Sabrina Bocca e Culo. Questo mi avrebbe reso ai loro occhi un vero eroe del sesso”.
“Tutti uguali voi maschi” dissi. “Sempre pronti a cercare l’ammirazione degli altri a danno delle femmine. Tu saresti passato come un eroe del sesso, e io invece avrei fatto la figura della troia. Lasciamo stare, piuttosto vai avanti, dov’è quella videocassetta?”.
“Come vi dicevo, ho portato quella videocassetta a scuola. I miei amici erano in cortile e ho iniziato a sbandierare il nastro come un trofeo e gli ho spiegato di cosa si trattava. Poi a un certo punto è arrivato il preside. Lui odiava vederci bighellonare in cortile o nei corridoi, quindi ci ha fatto una bella pippa di mezz’ora. E quando si è accorto della videocassetta mi ha chiesto di cosa si trattava, e allora uno dei miei amici gli ha detto che era un video porno. E allora lui me lo ha sequestrato dicendomi che nella sua scuola non ammetteva quel genere di porcherie. Quella è stata l’ultima volta che ho visto quella videocassetta”.
“Quindi ci stai dicendo che quel nastro ce l’ha il preside della tua scuola?” chiese Cinzia.
Mi resi conto che quella discussione nata quasi in tono amichevole si era trasformata in una specie di processo. Misi una mano sul braccio di Cinzia e le dissi di mantenere la calma.
“Ammesso e non concesso che sia ancora vivo” rispose Slotty. “All’epoca dei fatti aveva una sessantina d’anni”.
“Alla grande” aggiunse Cinzia. “Quindi quella videocassetta potrebbe essere ovunque. Lo sai cosa mi fa veramente incazzare di questa storia? È che tu non hai avuto il minimo rispetto per quel nastro. Per te era soltanto un modo per dimostrare ai tuoi amici del cazzo che eri uno vero stallone da monta. Tu non ti rendevi conto che quella videocassetta avresti dovuto custodirla con cura, e non sbandierarla ai quattro venti, perché non era roba tua, era roba che apparteneva a Sabrina, era sua di diritto, e invece tu te la sei fatta sequestrare come un deficiente”.
“Calmati Cinzia” cercai di smorzare il suo incredibile attacco d’ira. “Ormai cosa possiamo farci? E poi non vedo il motivo di scaldarsi tanto”.
“Scusami Sabri, ma è che mettendomi nei tuoi panni questa cosa mi fa veramente imbestialire. Trovo insopportabile questa mancanza di rispetto che lui ha avuto nei tuoi confronti. Per lui l’importante era avertelo messo in culo, poi il resto non contava”.
Ma rimanere lì a fare polemiche era inutile. Ormai Slotty la videocassetta non ce l’aveva più. Così decidemmo di andarcene via.
Sabrina.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)



